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Old 21-05-2014, 15:14   #14
Darkon
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Ma la cosa più bella è che per cocacola, McDonald e Malboro bisogna tenere presente anche un altro fattore importantissimo:

Le analisi vengono fatte su campioni di fabbrica un po' come l'acqua del rubinetto che viene analizzata nei pressi dei punti nevralgici degli acquedotti e non in casa con delle bizzarre conseguenze:

Non è raro infatti che in prodotti ad alto contenuto di zuccheri o di dibre vegetali (cococola e malboro) vengano riscontrate muffe e altri agenti patogeni determinati dal fatto che trasportatore o distributore non ha conservato correttamente il prodotto. Le lattine poi sono il contenitore peggiore in quanto spesso chi le utilizza ha un contatto diretto con il bordo esterno che si è fatto tutto il viaggio completamente esposto.

Per la carne poi essendo tritata ad hamburger vi sono tantissimi rischi primo fra tutti il fatto che la stessa identica carne se tritata si decompone a oltre 10 volte la velocità normale. Inoltre il fatto che non si ha certezza del tempo fra cottura e ingestione o su standard di pulizia della piastra e degli strumenti fa sì che un fast food sia molto ma molto più esposto a rischi igenico sanitari rispetto a un normale ristorante che non usa grandi quantità sistematicamente di carne tritata.

Per concludere poi la storia della quantità è vera relativamente SOLO per certi tipi di veleni fra cui NON rientrano i coloranti. Infatti il fatto di assumere poco veleno ti rende resistente allo stesso vale solo per veleni di tipologia diretta e ciè quei veleni che si distribuiscono e agiscono principalmente attraverso il sangue e hanno un forte legame chimico che impedisce i normali scambi ad esempio arsenico o monossido di carbonio.

I veleni organici inveci come ad esempio i coloranti avendo una struttura complessa simile agli zuccheri hanno una tossicità cumulativa. Una volta introdotti tendono a cumularsi negli strati adiposi fino a raggiungere la tossicità limite. Ora certo prima di raggiungere tale limite ce ne vuole... mediamente ci vuole un consumo assiduo per una vita anche perché di adipe ce n'è tanto e la tossicità si distribuisce ma talvolta capita che per motivi ignoti (o sfiga se preferite) a un povero cristo capita un punto particolarmente propenso all'assorbimento e ti ritrovi a 30/40 anni con un simpaticissimo tumore.

Casi clinici rari intendiamoci ma non bisogna comunque prendere sottogamba la cosa e prenderla come una cavolata perché cumula oggi, cumula domani il rischio aumenta passo dopo passo. IMHO ho molta più paura dei coloranti e simili che non dell'arsenico.
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