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Old 06-02-2014, 12:33   #13
MiKeLezZ
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Originariamente inviato da al135 Guarda i messaggi
dico la mia.
riflettendo , il tribunale che prima dar ragione alla bialetti e poi alla gat la dice lunga.
perche? perche a parer mio, quindi imho, il fatto è un altro.
la proprieta' intellettuale NON ESISTE.
e per non esiste, intendo proprio che non esiste.
immaginate il caso. un tizio inventa una palla. questo tizio mette la palla di sua proprieta' intellettuale.
a distanza di tempo, caio, senza aver visto alcunche di quella "proprieta intellettuale" inventa la palla.
quindi cosa succede? tutti e due hanno inventato la palla, solo che tizio l'ha pensata prima di caio.
quindi? questo basta per demolire l'idea di caio? solo per un fattore temporale e nessuna copia effettiva o provata?
faccio un altro esempio.
tizio fa il compito di matematica.
caio lo fa identico, stessi passaggi , senza copiare.
tizio consegna per primo. caio dopo.
a caio viene annullato il compito di matematica. è giusto? la risposta è NO.
non è giusto. la proprieta intellettuale , in questi termini, NON ESISTE. i discorsi stanno a zero. poi , se vogliamo in qualche modo , disordinatamente, cercare di "proteggere" le iniziative, le idee(!!? come se le idee possano esser protette e non copiate) allora è un altro conto.
apre un mega supermercato ikea davanti casa. chiudono tutti i negozietti davanti che vendono le stesse cose che vende ikea , piu grande e concorrenziale. non viene fatto niente. non è allora lo stesso metro di giudizio?
diritti di autore o di idea? ok , ma formiamoli meglio, un plagio , deve essere verificato , sotto tanti punti di vista , obiettivi soprattutto.
Benissimo... allora Tizio studia 6 mesi matematica, rinunciando a hobby e vita sociale e consegna il compito per primo; Caio che si è fatto 6 mesi di vacanza copia le sue risposte e lo consegna per secondo... asserendo sia tutta farina del suo sacco. Ti sembra più giusto?

Dovremmo verificarlo prima, e come? Mettiamo un controllore in tutte le aziende così si accerti che se Tizio pubblica qualcosa, Caio continui a fare il compitino solo con le sue risorse interne? Chi paga e controlla i controllori?

Altro scenario, togliamo la possibilità di brevettare. Perché io azienda (ma anche privato) dovrei innovare se tanto in un paio di giorni di reverse engineering ho anche io qualsiasi scoperta si possa fare? Immagina che tu riesca a scoprire come fare andare le macchine ad acqua corrente, in due giorni le grosse case riutilizzano questa tua scoperta e creano anche applicazioni, quando tu con i 1500 euro in tasca da un lavoro dipendente fatichi a registrare una società per anche solo iniziare qualcosa.
A questi punti anzi chiudere tutti i finanziamenti alla ricerca e investire nello spionaggio industriale e nell'assoldare hacker e cracker.

Va bene rivedere magari la durata degli attuali brevetti e copyright, va bene rendere più specifico un brevetto, va bene rendere diversamente brevettabili scoperte utili all'umanità (come la cura per il cancro), ma allo stesso tempo per alimentare l'innovazione bisogna rinforzare la tutela verso chi si vuole appunto tutelare con un brevetto.
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