Però siamo usciti un po’ dal seminato: sin’ora si erano elencate una serie di “stralci” riferiti dalla stampa americana in merito alla gestione dell’emergenza terroristica; da queste illazioni si possono tranquillamente fare alcune considerazioni:
1)I rischi dell’11-9, correttamente previsti da Clarke sono stati sottovalutati dall’attuale amministrazione, sino ad una lettera in cui lo stesso Clarke invitava l’amministrazione ad immaginarsi quali scuse avrebbe potuto inventare per giustificare la morte di centinaia di americani in seguito a questa sottovalutazione.
Questi documenti sono certamente prove da interpretare, ma sono comunque documenti veramente esistenti, non illazioni di Clarke, tant’è che la smentita della Rice è stata poi ritrattata.
2)Clarke, pur avendo previsto l’evento e aver pianificato un intervento (quasi tale e quale quello poi realizzato, il che lo eleva a IL piano) è stato estromesso dalla gestione e assegnato “ad altro incarico”: in seguito, c’è la sua lettera di dimissioni.
Per come la vedo io il detective Rex che seguiva la giusta pista è stato mandato a dirigere il traffico dal commissario, ha gettato il distintivo sul tavolo e il cattivo ha colpito come Rex aveva predetto…

3)Se il pericolo è stato sottovalutato dalle precedenti amministrazioni molti aspetti della attuale gestione fanno pensare che questa amministrazione abbia accentuato questa trascuratezza.
4)L’intervento in iraq era previsto prima dell’11-9 ed era slegato dalla priorità della guerra al terrorismo, ma piuttosto alla presenza in iraq di “obiettivi differenti” facilmente immaginabili: tu dici che lo era, in quanto Bin Laden si è dato subito da fare per includerlo nella sua lotta e quindi postuli un suo interessamento alle risorse irachene che giustificherebbe l’intervento: il fatto è che per ammissione della stessa cia e del mi6, nonché degli esperti di geopolitica, quello che impediva all’estremismo religioso (ma piuttosto interessato alle cose terrene) di Bin Laden di appropriarsi delle risorse irachene era proprio il regime di Saddam Hussein: quello che ha fatto in modo che le risorse adesso siano in ballo tra le forze ora in iraq è l’intervento così come si è svolto, eliminando l’ostacolo senza proporre a muro contro l’interesse di Al Queada qualcosa di più solido. (ripeto a costo di essere noioso che non credo si dovesse soprassedere né che ora dovremmo sloggiare): se davvero la tua teoria fosse valida, stante a questi fattori, il risultato non poteva che essere questo, altro che senno di poi…
5)I rapporti che davano la presenza di WMD erano errati (dichiarazione di Powell di oggi) oppure sono stati scelti quelli che potevano essere sfruttati per giustificare l’intervento pre-deciso (parere mio).
A questo punto, Jumpermax, vorrei un commento e un interpretazione della vicenda sulle parole testuali dei protagonisti e sui fatti elencati nei post precedenti.
p.s. in un certo senso sono d'accordo con Ferrara, più sottile di quanto la figura potrebbe lasciar pensare: anche vista dal punto di vista sinistro, lasciare completamente in mano usa la gestione dell'iraq del dopo guerra, oltre a essere un pessimo affare per gli iracheni stessi visto il grado di capacità dimostrata sin'ora, non in mancanza di un appoggio, ma addirittura in presenza di un fronte antiamericano esteso e persino antioccidentale, per quanto non mi pare nemmeno un grande affare se si tiene in considerazione l'aspetto "anti-euro" e "anti-europeo" dello stesso intervento.
Ma siccome è così sottile, non è che è un modo di accentuare le divisioni sul problema?