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Originariamente inviato da TnS|Supremo
Scusate l'OT, ma sarei curioso di sapere quali dovrebbero essere questi nuovi concetti che dovrebbe avere il "tipico" dipendente del futuro.
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1. prima di criticare qualcuno che sta dall'altra parte della barricata, bisogna cercare di mettersi nei suoi panni.
2. non esiste che il "bene" ed il "male" stiano sempre e solo da una parte. Un imprenditore è una persona tale e quale un dipendente: puoi trovare, in entrambi i casi, persone oneste, umane ed intelligenti, o esattamente il contrario.
3. se aziende italiane, ormai anche di dimensioni molto piccole, si trasferiscono all'estero, lo fanno per sopravvivere e non perchè gli fa piacere lasciare amici & Co, e andare a vivere in un Paese dove si parla un'altra lingua, si mangiano magari wurstel anche a colazione, il caffè fa schifo, e se vuoi guardare la TV la sera becchi si e no quei 4 o 5 canali Italiani SAT. In Italia una azienda ha un socio occulto che ti complica solo l'esistenza, ti porta via ormai il 70% dei proventi, e se hai la sfiga di fare qualche lavoro per lui, non sai quando verrai pagato e se verrai pagato.
Una piccola azienda che sta cercando salvezza fuori dall'Italia, non è molto diversa dal singolo individuo costretto ad emigrare all'estero perchè qua non si trova più lavoro. E di tutta questa bella situazione, la causa sarebbero questi "malvagi" imprenditori? Chi oggi ha anche solo una semplice P. IVA, è tartassato come non mai in questo povero Paese, e aprire una nuova attività in Italia, oggi come oggi è quasi sempre da considerarsi una follia. Provare per credere. E se dopodomani tutte le aziende Italiane chiudessero la baracca perchè ne hanno le @@ piene, i "benpensanti dipendenti" si ritroverebbero tutti a casa, lo Stato italiano fallirebbe nell'arco di 2 mesi, e ciao ciao anche a tutti i dipendenti statali e ai sussidi vari che solo alcune categorie, casualmente le più "forti", oggi percepiscono.
Condizioni di lavoro incivili in certi Paesi? L'azienda che le impone è colpevole e criticabile, ma prima di lei è molto più colpevole lo Stato che legifera e che glielo lascia fare. Non serve una laurea per capire quel semplice concetto.