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Originariamente inviato da cronos1990
Invece ha un senso, perchè non fosse un mero usufrutto avresti tutti i diritti per copiarlo e rivenderlo, facendo tu stesso concorrenza commerciale. E d'altro canto, trovo ridicolo "acquisire" una proprietà intellettuale (qualunque essa sia) spendendo 30 €.
Al di là di queste banali precisazioni, non sono d'accordo col principio di base delle SH, ma per pura questione morale. Trovo poco etico impedire la rivendita di un bene che all'utente non interessa più avere. Perchè devo tenermi a tutti i costi un Far Cry 2 (esempio, titolo preso a caso) se come gioco non mi piace o l'ho finito e non ho più interesse nel giocarlo?
D'altro canto è pur vero che l'acquisto di ogni copia usata rappresenta "potenzialmente" una vendita in meno. E dato che le SH vogliono guadagnare sempre più (classico esempio di società moderna che non guarda in faccia a nessuno) questa sorta di "guerra" è una conseguenza logica.
Non ritengo però il muro contro muro la soluzione migliore. A questo punto forse sarebbe meglio un compromesso, con l'introduzione di un sistema che alla vendita dell'usato corrisponda una percentuale alla catena di distribuzione ed alla SH.
Non dico che possa essere una soluzione, non sono un esperto del settore, ma al momento SH e "venditori di usato" se ne stanno arroccati sulle loro posizioni per lo stesso identico motivo: mantenere il più possibile i loro privilegi senza concedere nulla. E continuando in questo modo non si va da nessuna parte.
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Ma non esiste proprio.
Quasi tutti i beni, eccettuati quelli "digitali", possono essere rivenduti ed in genererale se ne ha la piena facoltà di alienazione.
Il punto è che, per i beni digitali, il termine "usato" non implica un effettivo deterioramento del bene stesso ma solo un precedente godimento da parte di un terzo.
Detto questo, nessuno pretende di "acquisire" una proprietà intellettuale, ci mancherebbe, quella resta a chi ne detiene i diritti, ma piuttosto di disporre in modo completo di un gioco.
Diverso è il discorso se io mettessi su una sala giochi con lan etc.
In questo caso devo pagare i diritti al detentore degli stessi, per il semplice fatto che con quel gioco io ho un guadagno nel momento in cui lo usano altri.
Un libro è uguale ad un videogioco eh, piuttosto che pagarlo per nuovo lo preferisco usato, spendendo la metà o giù di lì. Però le grandi case editrici non hanno mai messo in piedi niente di simile, anzi.
Perchè questo accanimento c'è solo da parte delle major della musica, dei film e dei videogames? Cosa vogliono ottenere ledendo i diritti dei consumatori?
Semplice, ancora più profitti. Per questo si chiama licenza di utilizzo e non contratto di proprietà, io vorrei pagare per avere il possesso del bene, non l'usufrutto. Il problema sarà anche etico, ma proprio come diritti del consumatore siamo ancora fuori strada.
Che poi non mi si venga a dire dalla crytek di turno che il problema è la pirateria, perchè si sa che non è quello.
Ma la cosa più ridicola è sentirsi dare dei ladri da delle multinazionali con introiti nell'ordine delle decine di miliardi di dollari.
Pensassero a produrre giochi decenti e con una lunghezza accettabile, cosa me ne faccio di un gioco da 70 euro che dura 4 ore? Ma stiamo scherzando?

Un tempo 4 ore era la lunghezza di una demo
P.s. Dai dillo, l'esempio di fc2 era voluto