Martedì 24 Agosto 2010
Un UAV, un aereo-drone che volteggia sui centri urbani alla ricerca di reti wireless non cifrate. Costruito con pezzi avanzati all'esercito, l'hanno assemblato due hacker statunitensi
Roma - Le reti WiFi non sono mai completamente sicure, e questo è un dato di fatto
più volte evidenziato in passato. Men che meno i network wireless possono dirsi al sicuro quando in giro c'è il vespone-drone di "Mike" e "Rich", hacker noti per il loro
Rabbit Hole e per aver appunto realizzato un UAV in grado di scovare reti wireless non protette.
In pieno rispetto della tradizione hacker americana, i promotori di Rabbit Hole si sono costruiti il proprio ricognitore WiFi in garage partendo da pezzi rabberciati di un dispositivo preesistente - un residuato di drone in dotazione all'esercito statunitense.
Di loro i "cappelli bianchi" ci hanno messo un computer con form factor
ITX, un microchip VIA C7 a 500 MHz e la suite di test di intrusioni basata su Linux Backtrack 4. Aggiungendo un po' di vernice e qualche piallata il risultato ha preso la forma di W.A.S.P., WiFi Aerial Surveillance Platform......
continua
Autore: Alfonso Maruccia
Fonte: Punto Informatico