|
Napoli Senza Europei, che fine farà il San Paolo?
17:39 del 15 maggio
Fin qui Fabio Bianchi sul sito internet di Repubblica. Ed ora veniamo alle nostre considerazioni. Cosa accadrà al San Paolo? Ci avevano promesso uno stadio all’avanguardia in caso di Europei in Italia. E ora? Il Comune dovrebbe mettere in campo 5 milioni per un profondo restyling. Il problema numero uno è il terzo anello con la sua copertura. Non obbligatoria secondo l’Uefa, ma orrenda. Direttamente collegato allo smantellamento di una delle peggiori eredità di Italia ’90 è la possibilità di montare un impianto fotovoltaico proprio sulla nuova copertura, in modo da rendere il San Paolo da un punto di vista del fabbisogno di energia più confacente alle rigide norme di compatibilità ambientale. Poi i sediolini che non sono a norma Uefa, e sono sessantamila. Quindi i tabelloni. Ultima, ma non per importanza, la questione sicurezza. Il San Paolo è dotato di un impianto di videosorveglianza buono ma non eccellente, però a norma. È in corso la gara di appalto per migliorarlo. Il sistema attuale non consente di visualizzare bene il passaggio degli spettatori ai tornelli. A questo aggiungiamo bagni che gettano acqua nemmeno fossero le cascate del Niagara, e lerciume più o meno dappertutto.
Eravamo appesi alla legge Crimi e con un Comune impegnatosi a investire 80 milioni di euro in caso di Europei all’Italia. Ancora una volta abbiamo toppato. Ed ora cosa accadrà al San Paolo? Probabilmente pulizie di primavera e basta. Il minimo per poter giocare ed ancora una volta un’occasione persa per guardare lontano. (G. Agata per il Napolista)
|