Quote:
Originariamente inviato da FunnyDwarf
è una storia verosimile.
(attenzione: segue punto di vista personale e quasi sicuramente parziale)
Magari succedesse solo per i videogames, per analogia prendiamo il caso delle opere cinematografiche: soprattutto su riviste non specialistiche e ad alta tiratura è praticamente impossibile leggere una recensione negativa per paure di proteste di rispettivamente produttori e distributori, che invariabilmente sono anche importanti inserzionisti paganti.
Se tutto ciò succedesse più di ogni tanto (e per casi particolari) sarebbe un bel pasticcio: il redattore dell'articolo, per evitarsi se va bene una ramanzina, puo' piegarsi a una mistura dei seguenti comportamenti:
1) trasformare la recensione in poco più che una sinossi e lasciare quindi al lettore l'onere di integrare la sua curiosità elementare (il film merita la visione?) altrove;
2) se si puo' (i più bravi lo lasciano solo intendere) dare un giudizio positivo bene, altrimenti darlo lo stesso, al limite più tiepidamente.
Alla fine sono tutti felici (a parte a volte lo spettatore intendo) e si puo' andare avanti.
Immagino però che il meccanismo si possa inceppare quando le richieste di pareri positivi (da parte dei cosiddetti PR come in questo caso) siano un po' troppo sfacciate e non si venga pagati abbastanza per firmare le cazzate che si sa di scrivere (ok questa è un'opinione stereotipata, scusate) oppure, più elegantemente, quando la nostra morale ci imponga un po' di sana onestà intellettuale.
Parlo di cinema ma leggete di videogiochi eh, le differenze di settore contano relativamente secondo me.
Nel caso del topic è beffardo come la rivalsa si sia consumata citando solamente il testo del PR, che da solo vale come denuncia e ammissione indifendibile*, chiaro e limpido senza alcun bisogno di mediazione ulteriore.
* lol pwnd
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E' sempre più raro leggere recensioni veramente obiettive, almeno per i giochi più importanti.
Altrettanto spesso si leggono reces superficiali condite da numeri eclatanti, e alla fine della fiera resta in mente il numero, non il giudizio.