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Credo che il fatto si riferisse a questo:
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Lo scandalo ripreso in diretta
In video Veritas
Processo di primo grado: l'interrogatorio choc della Alletto
Gabriella Alletto, segretaria dell'Istituto di Filosofia del Diritto, viene interrogata dagli inquirenti nei primi giorni delle indagini. Inizialmente nega di essere entrata nell'aula VI la mattina dell'omicidio. Sottoposta ad una serie incalzante di interrogatori (tredici in cinquantacinque giorni, uno, a sorpresa, nella notte del 27 maggio 1997), il 14 giugno sosterrà di aver visto Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro armeggiare con una pistola davanti alla finestra incriminata al momento del delitto.
L'11 giugno, la Alletto viene interrogata dai magistrati Carlo La Speranza e Italo Ormanni, alla presenza del cognato Luigi di Mauro, ispettore di polizia. Su richiesta dei magistrati, il giudice per le indagini preliminari autorizza la ripresa filmata del dialogo tra la Alletto e suo cognato, per individuare eventuali gesti o segnali tra i due. Sono i servizi segreti del Sisde ad installare un microfono ed una microcamera sul dorso di un libro nella stanza della procura in cui avviene l'incontro.
La cassetta non viene ammessa agli atti del processo di primo grado, ma il difensore di Giovanni Scattone, Francesco Petrelli, chiede alla Corte d'Assise una perizia, per verificare eventuali irregolarità nella trascrizione del dialogo. Nel settembre 1998, il perito d'ufficio Marco Zanonaro, presenta una relazione di 93 pagine, in cui sostiene che nella trascrizione del nastro sono state tagliate parti che dimostrerebbero pressioni dei magistrati sulla testimone. Il capo della Digos di Roma, Domenico Vulpiani, rivela in aula l'esistenza di una cassetta Vhs in bianco e nero con tutte le quattro ore di interrogatorio. La cassetta viene acquisita e il 15 settembre 1998 viene mostrata in aula. E' un vero choc.
La Alletto e suo cognato entrano nella stanza di La Speranza. Dopo pochi minuti, il pubblico ministero esce e chiude la porta. I due rimangono soli, seduti di fronte alla scrivana. La presenza di Di Mauro è poco chiara. Un agente che non partecipa alle indagini è usato in virtù del suo rapporto di parentela con una teste. Di Mauro cerca in tutti i modi di farle dire che era nell'aula VI al momento del delitto. E' un dialogo drammatico, quasi violento.
La Alletto piange: "Io non ce stavo là dentro…te lo giuro sulla testa dei miei figli. Stavo in aula quattro a mandare un fax in Germania".
Il cognato insiste, cerca in tutto i modi di farle dire che era in quell'aula: "Cerca di ricordare anche la minima cosa che potrebbe essere significativa… se tu hai visto quelli nella stanza che se ne stavano là. Chi erano?".
Ma la Alletto nega ancora: "Io sono matematicamente sicura che non ci sono entrata là…matematicamente, al cento per cento".
Di Mauro cambia allora tono, diventa aggressivo: "Questi ti carcerano per favoreggiamento. Uno di questi giorni arrestano quelli che stavano in quella stanza, a te non ti arrestano, ma successivamente possono pure. Gabriè, i fatti stanno che quelli ti hanno visto…Tu non ricordi che cazzo hai fatto, quegli altri però si ricordano di te…Tu ci servi per testimone, per chiudere il processo".
"Non ce la faccio più", prova a difendersi la Alletto.
"Ti arrestano, Gabriè..ancora abbiamo il tempo per dialogare. Questi domani chiudono proprio il verbale. Se è omicidio so' cazzi…buttano le chiavi, eh! Pure per favoreggiamento quelli buttano le chiavi, c'è l'arresto obbligatorio per il favoreggiamento nell'omicidio! Ti hanno dato la possibilità di salvarti, ma nel momento che tu ti ostini…".
"Io non sono andata nella sei!", continua a ribadire la Alletto.
A questo punto La Speranza rientra nella stanza. "A me non interessa aver un indagato in più. A me interessa avere un testimone in più. Quindi ci guadagniamo tutti, nel senso che io rischio di non veder condannata quella persona, ma sicuramente a lei la condannano. Con queste prove io la condanno di sicuro".
Dopo altre pressioni, il pubblico ministero spiega chiaramente: "Io non sono un assistente sociale, io la mano la sto dando anche a me..perché per me il processo è più facile se ho altri testimoni oltre a Chiara Lipari".
A questo punto si apre la porta ed entra Ormanni. La Speranza gli dice che "l'ispettore Di Mauro sta collaborando in maniera estremamente fattiva".
E' il turno di Ormanni che attacca: "Come la mettiamo? Allora! Come la mettiamo? Ci sono quattro persone che dicono che lei dove dice di essere non c'era. I casi sono due: o lei è responsabile di omicidio o è responsabile di favoreggiamento personale. Non si sbaglia, non si scappa! Per omicidio lei va certamente in carcere e non esce più".
La speranza si mostra invece più comprensivo: " Io le posso dire, signora, che la posso aiutare e l'aiuterò contro il volere di chiunque…Mi dica la verità, poi l'aggiusto nella maniera in cui lei la vuole". Poi, però, si fa aggressivo anche La Speranza.
"Le ho messo qui suo cognato, che nessuno voleva prendere. Sono disposto a dargli un encomio scritto a suo cognato. Quindi ne avrà un vantaggio personale. Ma non ha capito che lei è messa male, è messa peggio di quello che ha sparato? Signora, riusciamo a trovare una verità alternativa che incastri questi che stavano qui dentro e allora noi ci possiamo dimenticare questa storia".
Quando capisce che la Alletto non cede, la congeda dicendo: "Si accorgerà se a un certo punto qualcuno verrà arrestato e lei avrà la prova che io non sto dicendo una bugia..Mi stanno accusando di aver rallentato le indagini, perché di arresti non ne sono stati ancora fatti. Lei è stata radiografata. Quindi qui abbiamo finito. Non c'è più niente da fare".
Tre giorni dopo la Alletto cambia versione e fa arrestare Scattone e Ferraro. Al processo sostiene che il suo ripensamento è dovuto a "un modo diverso di pormi le domande. Ho dialogato con le persone che mi stavano davanti, abbiamo ricostruito tutte quante le fasi della mattinata e siamo riusciti a risalire a quello che era dentro di me".
Quando il video viene trasmesso dalle televisioni, scoppia lo scandalo. Sono costretti ad intervenire il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick. Entrambi criticano l'operato dei Pm. Stessa cosa fa il Consiglio Superiore della Magistratura. Anche l'ex pubblico ministero di "Mani pulite", Antonio Di Pietro critica Ormanni e La Speranza. Da questo momento, l'atteggiamento dell'opinione pubblica nei confronti degli imputati cambia. Se prima i "colpevolisti" erano in netta maggioranza, adesso in molti cominciano a dubitare dell'operato dei magistrati.
Il Consiglio Superiore della Magistratura apre un'inchiesta disciplinare (poi archiviata) nei confronti di Ormanni e La Speranza. L'avvocato Carlo Taormina e la Camera penale di Roma presentano un esposto che porta ad un'inchiesta della Procura di Perugia. L'accusa è di aver usato "metodi di indagine contrari alla libertà morale della persona" durante l'interrogatorio di Gabriella Alletto. Ormanni e La Speranza sono prosciolti dal gip Giancarlo Massei il 6 dicembre 2000 in udienza preliminare.
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Link: http://www.grandinotizie.com/dossier...perche/006.htm
oppure, per la vicenda Marta Russo: http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Marta_Russo
All'epoca avevo 14 anni, ricordo che anche il settimanale Panorama ci dedicò una bella copertina e fece una campagna martellante in televisione e nelle edicole dal titolo: "Il video dell'interrogatorio della Alletto. Ecco come funziona la giustizia in Italia".
Probabilmente Capezzone avrà esagerato all'epoca, ma il dubbio rimane, sulla vicenda.
Non sono un uomo di legge, non so se in certi casi sia consentito fare minacce velate a un testimone per fare in modo che confermi una certa versione dei fatti. Non so se quei pm abbiano avuto realmente un comportamento professionale e lecito.
Quel che è certo è che fu una vicenda piuttosto sporca e misteriosa.
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