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Al momento dell'introduzione della prima versione di cpu Athlon XP con core Thoroughbred a 0.13 micron, il modello 2.200+, sono sorti numerosi dubbi sulla possibilità di AMD di fornire versioni di cpu Athlon XP dal clock più elevato. Vari test in overclock hanno, infatti, evidenziato la difficoltà dei primi processori Athlon XP 2200+ ad operare a frequenze superiori a quella di default, fissata a 1.800 Mhz. Per ovviare al problema e garantirsi margini d'incremento di clock consistenti con le future versioni di processore, AMD ha introdotto alcune modifiche al proprio Core Thoroughbred, ora noto come stepping B, che hanno permesso di incrementare notevolmente la frequenza di lavoro massima.
La più importante modifica al Core Thoroughbred introdotta con le due nuove cpu Athlon XP 2.400+ e 2.600+ è il passaggio da 8 a 9 layer metallici. Il Core del processore è composto da un numero elevatissimo di transistor, pari a oltre 37 milioni; i transistor vengono disposti nel Core in layer, cioè strati. Un aumento del numero di layer viene in genere attuato quando si vuole aumentare il numero di transistor presenti in un processore, ad esempio perché si incrementa il quantitativo di cache L2 integrato; nel caso del nuovo Core Thoroughbred-B questo non è coinciso con un aumento del numero di transistor, ma per ottenere un miglior rounting dei segnali interni e quindi aumentare la stabilità operativa del processore. Aumentando il numero di layer all'interno del Core di un processore si aumenta la distanza tra i vari componenti del Core: questo permette di avere ulteriori margini in termini di frequenza di clock e, di conseguenza, ha permesso ad AMD di incrementare di oltre 300 Mhz la frequenza massima di lavoro della propria cpu Athlon XP.
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