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Originariamente inviato da djdiegom
Mi pare scontata la superiorità del fisso per nitidezza, luminosità, il vantaggio che può avere nell'immortalare soggetti in movimento, ma anche la Pdc che a seconda delle occasioni può essere abbastanza ristretta; quindi stanti questi vantaggi la domanda del titolo sarebbe già soddisfatta.
Quello che mi chiedevo è: tralasciando per un momento le caratteristiche di cui sopra...il Vr/is, nel tempo di posa più lungo che concede, consente di recuperare lo svantaggio di luminosità nei confronti della lente fissa, anch'essa usandola al massimo del tempo di sicurezza?
Nei rispettivi massimi tempi di posa, riesco cioè gli obiettivi a catturare la stessa quantità di luce?
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La stessa quantità di luce la catturi a parità di esposizione, punto e basta cioè se esponi alla stessa maniera ottieni lo stesso risultato ma con variabili diverse (in questo caso il luminoso grazie al diaframma più aperto ti tiene un tempo più basso mentre se il secondo ha un diaframma più chiuso hai un tempo più lungo ma puoi riuscire ad evitare il mosso che causano le tue mani, è analogo ad avere un monopiede/treppiede senza l'ingombro

).
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Originariamente inviato da djdiegom
Se come sembra uno stabilizzatore consente di recuperare 2-3 Stop di luminosità...ipotizzando ad esempio in piena luce 1/500 per il 50ino...la lente stabilizzata recuperando 3 stop, alla focale minore, andrebbe addirittura in vantaggio...mentre alla focale massima sembrebbero circa pari, dico bene?
Il problema nasce quando la luce cala...l'obiettivo zoom peggiora proporzionalmente di più?
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Lascia stare il fatto che lo zoom sia peggiore come resa che non c'entra.
Il problema è che confronti due cose che non sono in realtà equivalenti ma un po' diverse fra loro

Senza contare che la stabilizzazione non è costante come un orologio svizzero ma dipende molto da caso a caso.
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Originariamente inviato da djdiegom
Il "dilemma" nasce ad fatto che come seconda lente ero intenzionato a prendere un 50ino (o un 35mm) 1.8, principalmente perchè sono le lenti luminose più "corte possibili" ad un prezzo economico....tutto questo in vista di un uso in interni; ovvio che se ci fosse un 20mm. 1.8 a 150€ preferirei quello.
Poi ovvio che ci sono tutta una serie di altri vantaggi per cui vale la pena di compare una delle due lenti fisse di cui sopra...ma se la differenza non è così abissale (tralasciando i vantaggi da voi evidenaziati, parlando solo di quanta luce riesco a catturare in un certo tempo) potrei valutare di dare la precedenza all'acquisto di altre lenti prima dei 50ini....
Poi capisco che la situazione sia così variabile da non poter dare una risposta univoca, ci vorrebbe un faccia faccia in diverse situazioni...in un museo probabilmente lo zoom Kit stabilizato mi basterebbe, mentre per le foto delle nipoti in casa penso non basterebbe assolutamente...
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Sì ma stai facendo un po' un misturotto!!

Confronti lenti con usi diversi fra loro (e considera che la pdc cambia,
ma non solo al variare del diaframma, quindi non pensarti che focali in situazioni diverse abbiano sfocati confrontabili pure con lo stesso f/n), se ti serve l'angolo di visione di un 50-ino (basso-tele) prendi quello se ti serve un tele luminoso (che comunque non lo sarà al pari di un qualsiasi economico 50-ino per forza di cose) lo userai per tutt'altro. In questo secondo caso (visto che stai parlando di lenti IS/VR/OS/ecc e senza corpi stabilizzati non esistono 50-ini che lo siano) la stabilizzazione (anche di n-mila stop) non è equivalente ad una luminosità maggiore per almeno due ragioni:
-il già menzionato sfocato che ovviamente cresce se si usa un diaframma più aperto rispetto allo sfruttare l'IS con un diaframma più chiuso.
-il fatto che l'IS
stabilizza te, 
infatti
non ti accorcia i tempi a differenza del diaframma ma abbassa soltanto la soglia del mosso causato dal fotografo. E questa è una bella differenza ad esempio nel caso in cui il soggetto si sposti rapidamente e pare ovvia l'utilità diventi più dubbia se non si usa a mano libera (treppiedi).
Ma vedo che in parte l'hai intuito, comunque considera la variabile generale che il prezzo cresce (quasi) esponenzialmente all'aumentare della luminosità dell'ottica (cioè più basso è il diaframma minimo), per questo ci si può il più delle volte accontentare della stabilizzazione.
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Originariamente inviato da djdiegom
90mm f/5.6 - tempo di sicurezza 1/90 - ISO 400
90mm f/5.6 IS - tempo di sicurezza 1/45 - ISO 100
90mm f/2.8 - tempo di sicurezza 1/90 - ISO 100
Per questi casi, non esiste un fattore di "correzione" basato sull'f dell'obiettivo, tale da consentire di ristabilire la validità del calcolo del tempo di sicurezza di lenti con f differenti?
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Originariamente inviato da razorslash
qual è la formula esatta per calcolare quanta luce entra nel diaframma?
In particolare vorrei sapere la differenza tra f 1,8 e 4,5.
Ad esempio, se con 4,5 in una determinata occasione avrei uno scatto ottimale a 10/1, quanto sarebbe a 1,8?
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Ragazzi non complicatevi la vita è più semplice di quanto sembra!
Gli stop (o differenze di EV che dir si voglia) e tutti il sistema dei salti fra diaframmi, iso e tempi servono proprio a quello. Non c'è bisogno d'inventarsi altre cose o grafici.
Semplicemente dovete capire a cosa si riferiscono e poi vi si chiarisce perché il sistema è "studiato così": il presupposto è che voi state raccogliendo una quantità di luce e supponiamo che questa sia fissata per una giusta esposizione, allora dovete considerare che avete 3 variabili: sensibilità (ISO), apertura (f/n è il diametro del diaframma

misurato in mm se la focale f è in mm

) e tempo di esposizione. Ora è facile capire che se raddoppio tempo o sensibilità raccolgo il doppio di luce, forse può sembrare strano invece che per raddoppiare l'apertura (che è un'area) il diametro del diaframma deve aumentare di radice di 2 (e quindi se ragionate un attimo capirete che n nel diaframma f/n dovrà essere diviso per tale quantità). Questa è l'ABC che trovate su qualsiasi corso/libro e il ragionamento si può estendere ad altre cose in fotografia (ad esempio gli NG dei flash hanno progressione simile al variare della sensibilità :blabla

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