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Non credo che l'autore parli di questioni relative all'orientamento agli oggetti. Altrimenti non direbbe:
"Even more proof comes from the fact that Java uses the keyword “abstract” to create objects which actually support indirection."
Spiegare concetti di OOP attraverso un linguaggio OOP significa usare una conseguenza per giustificare una causa.
La causa di un incidente in macchina non è il fatto di aver abbattuto un albero: sarà stata la distrazione, la perdita di controllo, qualsiasi cosa che è venuta prima della conseguenza.
E non va meglio con la definizione precedente:
“(v) The process of separating the interface to some functionality from the underlying implementation in such a way that the implementation can be changed without changing the way that piece of code is used. (n) The API (interface) for some piece of functionality that has been separated in this way.”
Anche qui, il codice è una conseguenza. Programmazione orientata agli oggetti è la traduzione della rappresentazione di un fenomeno interpretato alla luce dei principi dell'orientamento agli oggetti.
Esattamente come programmazione procedurale è la traduzione della rappresentazione di un fenomeno interpretato alla luce dei principi di funzionamento di un calcolatore.
Fa un discorso su Java e peraltro su un aspetto molto specifico del linguaggio. Col quale, a onor del vero, non sembra avere grande dimestichezza.
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Uilliam Scecspir ti fa un baffo? Gioffri Cioser era uno straccione? E allora blogga anche tu, in inglese come me!
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