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Commento speciale :
Ciao ragazzi! Apriamo con un giorno di anticipo visto che si tratta dell'ottantesima edizione del Gran Premio di casa per noi italiani.
Potrebbe trattarsi di una delle ultime sul circuito brianzolo. Dal 2012 è in programma il trasferimento a Roma nella zona dell'EUR.
Monza è uno dei circuiti storici della Formula 1, si tratta del terzo impianto permanente più vecchio della storia dopo Indianapolis e Brooklands (che oggi non esiste più). Il circuito sorge nel parco recintato più grande d'Europa e venne costruito dall'Automobile Club di Milano nel 1922 e ultimato in soli 110 giorni. Era composto da un tratto stradale molto simile all'attuale la cui forma ricorda una "L", e un anello con 2 curve sopraelevate per l'alta velocità. A partire dal secondo dopoguerra ospita regolarmente il GP d'Italia nella seconda domenica di settembre, fatta eccezione per l'edizione del 1980 in cui si corse a Imola.
Nel corso della storia il tracciato è stato modificato più volte per ragioni di sicurezza. Nel 1955 furono realizzate le curve sopraelevate di notevole pendenza (circa 80%). Ma l'anello ad alta velocità fu abbandonato sul finire degli anni 50. Da allora si corre solo sulla pista stradale che nel corso del tempo fu modificata sino all'attuale layout. Le curve sopraelevate sono rimaste come monumento all'automobilismo. Negli anni scorsi si era vociferato di una possibile demolizione, ma sono sorte polemiche e petizioni volte alla conservazione di quello che si può ritenere un monumento all'automobilismo.
Ricordiamo inoltre che nel 1955 Alberto Ascari morì alla curva del vialone nel 1955, curva che con la variante d'ingresso è stata dedicata proprio a lui. Nel 1970 anche Jochen Rindt morì a Monza e gli fu assegnato il titolo piloti postumo. Prima e unica volta nella storia.
80 volte Monza tra vetture, pista e leggendari piloti d'altri tempi, sino agli eroi di oggi. Entrare nel Santuario dei motori e accomodarsi in tribuna è un'emozione indescrivibile. Aggirarsi nei pressi delle gloriose sopraelevate fa volare con la memoria e la fantasia, tra chi ricorda i duelli di un tempo e chi può solo immaginarli perchè non ha vissuto in prima persona quei tempi romantici. Già, il romanticismo della F1 tra meccanici e piloti sporchi di grasso, gentiluomini col loro caschetto solo scenografico, cronometri meccanici e lavagnette a gesso a indicare i tempi, i primi sponsor e le balle di fieno a bordo pista a ricordare ai piloti che forse non torneranno più ai box, la gente a bordo pista, le auto dei ritirati lasciate in balia degli appassionati, non c'erano segreti o spie, Una grande festa, quella del vincitore acclamato dalla folla e per chi è arrivato comunque al traguardo, le prime donne dei box. Altri mondi, altri tempi.
Oggi tutto questo è cambiato. Rimangono l'entusiasmo dei tifosi, il rombo dei motori e la Ferrari, l'unica macchina che è associabile alla F1. Il resto è solo un grande baraccone, un circo, freddo, fatto di affari e beceri doppiogiochisti, oggi con te e domani tuoi peggiori nemici. Ci sono Ecclestone e Mosley, due ai quali della F1 non è mai importato quasi niente, del resto è solo un business. Poi c'è il futuro, quale futuro? Tra annunci di ritiro, regole cambiate in corsa e mai definitamente stabilite, sospetti, piloti mediocri e tassisti strapagati. C'è voluto un nonnetto di 40 anni che non sale in pista da 3 anni a ridare un minimo entusiasmo, vita, a quella che ormai sembrava diventare una soporifera routine fatta di piste oscene in luoghi assurdi, piloti stanchi, tribune vuote. Monza non sarà così, sarà ancora una festa perchè 80 anni non si dimenticano con un colpo di spugna, non si spazzano via per colpa di folli progetti, non si perdono tra claustrofobici tracciati zeppi di tornanti e curve, Monza era, è e sarà sempre la pista della velocità, il Tempio della Formula Uno.
A due settimane dal sorprendente Gran Premio del Belgio che ha visto l'inaspettata vittoria della Ferrari di Raikkonen e del clamoroso secondo posto della Force India di Fisichella, da pochi giorni ufficialmente ferrarista, il circus sbarca nell'ultimo circuito ultraveloce rimasto. Sarà una gara atipica poichè le auto saranno sottoposte ad una trasformazione aerodinamica necessaria per sfruttare al massimo i lunghi rettifili.
Per gli italiani sarà un weekend indimenticabile: dopo anni un italiano, Giancarlo Fisichella, correrà sulla Ferrari, anche se per lui sarà un esordio prevedibilmente difficile, anche per colpa dell'insulso regolamento che vieta qualsiasi test.
Gli elementi fondamentali per vincere: motore, sospensioni per assorbire al meglio i cordoli, aerodinamica per avere la miglior velocità possibile sui rettifili. Non si parla in generale di gomme. A differenza di altri tracciati non sono l'ago della bilancia e l'asfalto non è particolarmente aggressivo. Non è detto che la situazione rimanga tale anche in questa edizione. Negli anni scorsi non lo furono (escludendo la stagioni 2005 e 2008 che furono del tutto anomale).
Per la seconda volta consecutiva si vedranno gli effettivi vantaggi del KERS. A tal proposito la Renault ha deciso, dopo averlo levato per un considerevole numero di gare, di riportare il dispositivo che permette di sfruttare gli 80cv aggiuntivi del sistema di recupero dell'energia. Si affianca perciò a Ferrari e McLaren.
Non ci saranno però le folli velocità del 2005, i motori V8 così limitati consentono velocità sensibilmente più basse, al massimo 345km/h.
Nonostante la potenza superiore, queste 3 squadre non partono coi favori del pronostico. Sono ben note le difficoltà aerodinamiche di queste vetture, specialmente nei curvoni veloci. Curva Biassono, Lesmo e Parabolica saranno un severo banco di prova e una resa non ottimale in appoggio potrà comportare l'accumolo di preziosi decimi.
Le squadre più accreditate rimangono pertanto Red Bull e Brawn GP.
La prima sarà forte del suo formidabile pacchetto aerodinamico messo in mostra anche a Spa nonostante gli errori tattici e di guida. Avrà però il pesante handicap della gestione del motore, ennesima nefandezza regolamentare che sta coinvolgendo molte squadre. In una stagione sono disponibili solo 8 unità e la suqadra austriaca ne ha a disposizione solo 2 per tutto il resto del campionato. Vettel dovrà giocare bene le sue carte e dovrà sperare nella bontà del suo motore Renault, in attesa del Mercedes per il prossimo anno.
La Brawn, nonostante la poco convincente prestazione di Spa, rimane sempre molto quotata. Affidabile e veloce, ha il vantaggio di un motore fresco in più rispetto alla sue diretta concorrente. L'unica incognita che potrebbe ostacolarla sarà la temperatura dell'asfalto. Se farà molto caldo le sue gomme potranno lavorare in modo ottimale, altrimenti potrebbe risentire pesantemente come a Silverstone. Button inoltre, dopo il primo stop stagionale, dovrà difendersi dall'assalto del suo compagno Barrichello, galvanizzato sia da una pista che lo ha visto spesso protagonista, sia dalle buone prestazioni delle ultime gare che lo hanno rilanciato in classifica.
Non mancheranno gli outsider: La Force India potrebbe ripetere il miracolo belga che poi tanto miracolo non è. Il lavoro di sviluppo ha pagato e non a caso durante la stagione sono sempre cresciuti. Avranno l'handicap del "nuovo" pilota, Tonio Liuzzi, che torna in gara dopo quasi 2 anni e diversi mesi di stop per il regolamento.
BMW, complice la ritrovata vena nell'ultima gara, potrebbe essere in lizza per le prime posizioni. A Monza, sia da fornitore che da costruttore si è sempre comportata bene.
Ferrari: corre in casa, con un pilota italiano, con il KERS. Potrebbe a sorpresa concedere il bis, ma francamente sembra molto difficile. Dipende molto da sospensioni e aerodinamica.
Toyota: la roulette. Passa inspiegabilmente dall'essere macchina di primissimo piano come a Spa, a vasca da bagno che esce in Q1.
Toro Rosso: non si può escluderla. E' la sorella della Red Bull, è la macchina vincitrice uscente. Non ci sarà più Vettel, ma da sempre la crescita è nel finale di campionato. Se poi dovesse diluviare, Ascanelli potrebbe mettere a segno il nuovo colpaccio.
Da ricordare nelle ultime edizioni:
Alla variante della Roggia nel corso del primo giro della gara del 2000 si verificò un terribile incidente in cui perse la vita, colpito o da un detrito o da una gomma schizzata per aria, un volontario del servizio antincendio CEA.
Nel 2001 si corse in un clima molto pesante pochi giorni dopo l'11 settembre. Il sabato, dopo le qualifiche, sulla pista tedesca del Lausitzring ci fu il drammatico incidente di Alex Zanardi nel corso di una gara di Champ Car in cui ci rimise le gambe.
Il Gran Premio fu in dubbio sino a pochi minuti dalla partenza. Schumacher e un gruppo di altri piloti non se la sentivano di correre. Alla fine si decise di partire lo stesso, ma senza bagarre nelle prime fasi, ricordando anche la tragedia dell'anno prima. La Ferrari in segno di lutto per i fatti di New York corse con la livrea priva di sponsor e con il musetto nero. Vinse Montoya su Williams BMW.
Nel 2003 Schumacher stabilì il record di durata della corsa in 1.14'19"838. Sul circuito brianzolo, pur essendo lungo 5,793km, la gara di 53 giri per un totale di 306,749km, a causa delle medie orarie altissime, è una delle più brevi del campionato. Nel 2006 ci fu l'ultima apparizione del 7 volte campione del mondo. Dopo aver stravinto la gara furono annunciati il suo ritiro dalle corse di F1 e l'approdo a Maranello di Raikkonen.
Due anni fa nelle libere del sabato mattina ci fu un terribile quanto spettacolare e fortunatamente senza conseguenze incidente per la Ferrari di Raikkonen. Per cause mai del tutto chiarite (elettronica o, più probabilmente una sospensione posteriore, considerando anche il ritiro in gara di Massa per un problema simile) alla frenata dell'Ascari andò a sbattere contro il guard rail laterale, finendo poi la propria corsa nel muro di gomme di protezione predisposto nella via di fuga della variante.
L'anno scorso si corse in condizioni quasi proibitive a causa dell'enorme ondata di maltempo che colpì la regione. Pole e vittoria andarono clamorosamente all'italiana Toro Rosso, la ex Minardi. Vettel dimostrò di avere i numeri del grande pilota dimostrando di saper gestire condizioni molto difficili, estreme, pur tenendo il piede molto pesante. Hamilton si rese protagonista di diversi sorpassi, alcuni dei quali al limite del regolamento.
Le Ferrari affondarono nella pioggia che trasformò i rettifili del circuito in una piscina.
Parte statistica: Rubens Barrichello detiene il record orario sul giro, a una media di 260,395km/h. Fu stabilito nel 2004 con la Ferrari durante le prove. Raikkonen nel 2005 stabilì al volante della McLaren Mercedes il record assoluto di velocità, arrivando alla staccata della prima variante alla velocità di 370.1 km/h. Il record ufficioso è però di Montoya che sempre con una McLaren nello stesso anno arrivò a 372, ma non fu confermato.
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