Discussione: Sgombero INNSE
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Old 04-08-2009, 22:04   #26
+Benito+
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Originariamente inviato da gozer81 Guarda i messaggi
Sarebbe idea romantica se non fosse già stata realizzata nella storia e anche nella storia contemporanea, per esempio in America Latina dove esistono (Brasile, Argentina, Venezuela) centinaia di fabbriche occupate e gestite interamente dai lavoratori dopo che i rispettivi padroni le hanno chiuse vendendo capanonni e terreno. L'unico problema che si pone in quel caso non è la capacità manageriale degli operai e dei tecnici, che gestiscono il tutto in assemblea e sono molto più motivati a lavorare, ma gli ostacoli frapposti dalla magistratura, dalla politica e dalle varie confindustrie locali. In Venezuela c'è il Freteco (Fronte delle fabbriche recuperate dai lavoratori) che unisce decine di queste aziende che funzionano senza padrone.

In merito ai vari commenti:
Se nell'Ottocento il padrone si chiamava "padrone" e oggi si chiama "datore di lavoro" ciò non cambia la sua funzione sociale ed economica essenzialmente parassitaria. Tant'è che anche in Italia molte delle aziende che chiudono e lasciano per strada lavoratori e annesse famiglie, non lo fanno per problemi di bilancio ma per delocalizzazioni produttive, speculazioni edilizie e bancarotte fraudolente. Oggi c'è solo più subalternità psicologica e culturale (e di conseguenza terminologica) verso certi individui "ottocenteschi".

Quel che mi interessa della lotta della INNSE Press non è la disquisizione accademica sulle capacità manageriali degli operai; è l'esempio che questi lavoratori stanno dando a migliaia di loro colleghi che si trovano nella stessa condizione o ci si troveranno molto presto per la crisi che colpisce soprattutto l'industria del nord.

E' una costante storica del movimento dei lavoratori, quando non esistono altri mezzi coercitivi, usare la forma di lotta delle occupazioni degli impianti. Succedeva nel secolo scorso ad ogni latitudine, succederà, in forme altrettanto massicce, nell' "opulento" Occidente, se la crisi si rivelerà l'opposto del fuoco di paglia che media e governi vorrebbero spacciare.

La questione della legalità, dov'è in ballo la dignità, il pane e il lavoro è questione di lana caprina, dal momento che questo bel concetto vige solo laddove c'è da difendere la proprietà per diritto divino e la libertà di sfruttamento. La storia va avanti violando le leggi imposte dagli sfruttatori, non assecondandole. Se l'estate è calda, l'autunno sarà rovente....
le idee che tu sostieni io le disprezzo, com'è vario il mondo!
Nessuno nasce qualcosa, in tanti abbiamo le capacità per fare qualcosa, in pochi ne hanno per fare tanto.
Se vuoi fare il dipendente fai il dipendente, non metterti in testa di fare l'imprenditore a metà.
L'estrazione sociale è quasi ininfluente per trovare uno sbocco professionale a livello imprenditoriale, nella mia zona quasi tutte le aziende sono state create dal nulla.
Il messaggio che il lavoratore abbia diritto di occupare per fare i propri interessi contro quelli dell'imprenditore è fondamentalmente sbagliato.
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