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Originariamente inviato da TheDarkProphet
Certo, costa di più, sia in fase di progettazione, che in fase di realizzazione che in fase di manutenzione. è vero. E' vero però che in questo costa c'è lo sviluppo tecnologico, la ricerca scientifica e l'esperienza acquisita. Quando questo patrimonio sarà consolidato, quando la cultura dell'ecosostenibilità, dell'autonomia energetica, del risparmio di risorse, quando tutto questo sarà patrimonio dell'edilizia, le nostre tasche e l'ecosistema che ci appartiene, ringrazieranno.
Sono costi che dobbiam osostenere ora, per guadagnarne in seguito. E' un passo necessario, dobbiamo capire e studiare come liberarci dall'obbligo di apportare energia esterna per vederla dissolversi in aria sporca, spendendo migliaia di euro per riscaldare una casa del cazzo sei mesi all'anno inquinando tutto quello che si può inquinare e sprecando combustibili, acqua e corrente elettrica.
Dobbiamo slegarci dall'obsoleta cultura consumistica che da secoli caratterizza il nostro vivere urbano, un edificio deve autosostenersi, deve essere indipendente, deve vivere di energia propria.
Le grandi partiture verticali vetrate, che tu credi essere fonte di malessere, se progettate e realizzate come ormai già sappiamo fare, consentono di accumulare aria calda e fredda in ambito controllato, riscaldando l'ambiente nei mesi invernali e climatizzandolo in quelli estivi. Nelle pareti vetrate possono essere efficacemente dissimulati pannelli fatovoltaici et similae, per generare autonomamente una parte della corrente elettrica necessaria (oggi), oppure la totalità della stessa (un domani non troppo lontano).
I moti convettivi dell'aria calda/fredda, contribuiscono alla salubrità di un ambiente dal punto di vista fisico, riducono la formazione di muffe ed altri organismi biologici nocivi, riducono il degrado dei materiali.
Smettiamola di avere paura di lasciarci alle spalle i casermoni di cui oggi le nostre città sono piene, dobbiamo sperimentare, scoprire, collaudare, in un'ottica di miglioramento futuro. I costi della ricerca e dello sviluppo sono alti, ma per alcuni sostenibili. Sia lode a loro che costruiscono il futuro di un'antropizzazione degli spazi matura e consapevole.
Ti parlo da architetto. Ricrediti, informati, studia. Se rimani fermo sulla tua posizione escludendo a priori quanto detto in precedenza, commetti un errore.
d!
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Paura? non ho paura, ho TERRORE! Tu mi parli da architetto, io ti parlo da laureato in ingegneria (per la precisione onde non voler vantare titoli che non ho) che deve far capire a quasi tutti gli architetti con cui capita di lavorare che un conto è fare le cose, un conto è farle funzionare. Prescindendo (anche se lavorativamente non è così) da discorsi legati alla normativa (un edificio progettato per ottemperare ai requisiti di 192/2005, 311/2006 etc etc vetrato mi fa venire da ridere perchè è un falso) il confort lo ottieni con il controllo termoigrometrico, con la ventilazione, dell'irraggiamento che entra nell'edificio e dall'illuminazione. Il fotovoltaico e tutte queste cose esulano completamente dal discorso. Un edificio vetrato non ha inerzia termica, quindi il sistema di regolazione automatica deve essere velocissimo nell'adattarsi alle condizioni esterne e interne (affollamenti variabili, dissipazioni di potenza variabili, irraggiamento variabile, pioggia etc). Per velocissimo intendo con interventi a livello di 5 minuti massimo. Le pareti vetrate obbligano a compromessi in termini di spazi impiantistici. Hanno seri problemi a livello di compratimentazione REI tra i piani. Non permettono quasi mai un controllo variabile della quota di irraggiamento entrante (le pellicole? bellissime, ma sono incollate) se non in edifici bassi (non ho mai visto edifici "di vetro" con le persianine interstiziali che comunque sono inaffidabili).
Hai mai provato a bilanciare un impianto di diffusione aria? Io sì e ti assicuro che non è banale. Eventuali piccoli squilibri di questo tipo in un edificio razionale vengono gestiti dall'inerzia delle strutture che lo compongono, in un edificio vetrato no. Inoltre, per buono che sia il vetro, ha trasmittanze dell'ordine di 5-10 volte un buon muro coibentato. Questo vuol dire che d'inverno per il solo riscaldamento, senza contare i ricambi d'aria che sono più o meno uguali, aumenti il consumo di energia primaria di un fattore 10+ per la quota di dispersioni attraverso l'involucro.
D'estate puoi passare da necessità di raffreddare a necessità di riscaldare (in caso di forti acquazzoni, per esempio) perchè non hai inerzia e se va via il sole e stai immettendo aria a 15°C e hai i fancoil in freddo in tre minuti la gente si mette il cappotto.
Per non parlare dell'inapplicabilità di sistemi energeticamente efficienti come pavimenti e soffitti radianti per il fatto che hanno inerzia elevata e non possono rispondere in pochi minuti a repentini cambiamenti nel bilancio termico dell'edificio.
Un edificio non è, dal mio punto di vista, bello o brutto. Un edificio lo studio in termini di quanto gas e/o energia elettrica consuma. Non sono bendato e si fanno impianti a tutt'aria, ad aria primaria e fancoil, con pavimenti e soffitti radianti, con travi fredde, con ogni tipo di terminale che possa essere idoneo. Non è questo un problema. Il problema sorge nel momento in cui mi trovo un edificio energeticamente irrazionale e mi si vuole far passare che è il progresso tecnologico quando non è vero.