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Originariamente inviato da alarico75
Ammetterai che ogni tanto,su piccole realta', spesso le contrattazioni datore-lavoratore sono sia piu' veloci sia piu' soddisfacenti per ambo le parti rispetto a seguire il trito modello categorie sindacali-confindustria.
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Non si può ammettere che una cosa non prevista dalla legge sia meglio di quella prevista dalla legge. Ad oggi non abbiamo (almeno in Italia) esempi di contrattazione diretta, a meno di non prendere come esempio il lavoro nero, che però non prevede il versamento di contributi e quindi è ovvio che il datore sia soddisfatto (perché paga di meno) e in qualche misura lo possa essere anche il lavoratore (se è uno sprovveduto che si rallegra di avere qualcosa in tasca ma non si pone il problema dei contributi).
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Originariamente inviato da alarico75
Modello lento e non normabile alle singole specificita' che una nazione dalle migliaia di piccole industrie sembra proporre.
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Non si può nemmeno pensare di andare avanti con un tessuto industriale fatto di piccole fabbrichette che stanno in piedi grazie alla compressione salariale, al lavoro nero e alla svalutazione della lira... Per fare robetta a buon mercato sfruttando al massimo la manodopera c'è già la Cina: in ogni caso le nostre pmi devono capire che o fanno il salto di qualità o possono chiudere i cancelli domani mattina. Il "cumenda" con 14 dipendenti o va a fare il caporeparto in una spa di 1400 dipendenti o può provare a campare per altri 10 anni sullo sfruttamento della manodopera clandestina e l'evasione fiscale, ma non è che si debba andare incontro alle sue velleità di padroncino e sacrificare gli interessi superiori.