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Old 17-07-2009, 18:36   #4
MARCA
Bannato
 
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Città: Bergamo
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Il direttore del Tg3, Antonio Di Bella, ha rimosso dal suo incarico il vaticanista del telegiornale, Roberto Balducci, per un servizio considerato “irrispettoso”. Chiunque lo può ascoltare, sono pochi minuti. E’ evidente che Balducci non voleva esprimere una critica pesante al Papa, anzi nelle sue intenzioni (lo si vede dal “linguaggio del corpo” e dalla mimica facciale) forse pensava che la sua battuta sdrammatizzante potesse essere una “carineria”. Ma il punto non è questo. Se anche avesse espresso una critica, magari pesante, perché non ne avrebbe avuto il diritto? Nel servizio pubblico non ci sono mai critiche pesanti verso questo o quel politico? E perché Joseph Ratzinger dovrebbe essere immune dal diritto dei giornalisti alla critica? Siamo uno stato confessionale o uno stato laico e democratico? E se la Rai è un servizio pubblico, di questo pubblico non fanno parte anche i cittadini (forse decine di milioni) che al Papa rivolgerebbero critiche ben più pesanti? Si dirà che tutto questo ha a che fare con la pulsione di Di Bella a continuare la sua carriera in Rai, e che il Pd non c’entra. Ma lo sanno anche i sassi che su Rai tre e Tg3 si stanno scannando da settimane proprio i vertici Pd, per i quali, nella più pura logica di lottizzazione (l’inciucio ante litteram) quelle risorse pubbliche sono “cosa loro”.
Se PfD avesse avuto la decenza di ascoltare il servizio del cronista avrebbe capito che oltre all'offesa veniale posta al Pontefice c'è ne una ben più pesante data ai fedeli che ascoltano il Papa.
Ma ovviamente se criticare un personaggio pubblico è una scelta difendibile, qualle di offendere dei cittadini non lo èh, Floris lo sa bene e infatti casualmente trascura questa parte.
Qunado si dice la casaulità...(da qui poi ad addaccare il Pd...beh...è una ancor più lunga arrampicata sugli specchi)
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