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Old 08-01-2009, 16:39   #51
nomeutente
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Originariamente inviato da tdi150cv Guarda i messaggi
questo schifo di integrazione inteso come integrazione tutt'altro che riuscita e con un minimo di futuro.
Sara' mica una buona integrazione quella che stiamo facendo da 20 anni a questa parte?
In Italia esistono esempi di integrazione "a buon punto" in cui ci sono già immigrati di seconda generazione che vanno a scuola, parlano bene la lingua e si preparano ad essere parte integrante della società (l'esito del processo lo vedremo, penso, fra 20 o 30 anni), esempi di integrazione non molto riuscita (ad esempio qualche zona delle metropoli in cui gli immigrati passano da condizioni regolari ad irregolari con estrema facilità) e casi di totale assenza di integrazione come per rom e cinesi.

Non ha senso dire "siccome questa non-integrazione fa schifo, allora è sbagliata l'integrazione". Semmai è il contrario: è l'assenza di integrazione a creare il problema.


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Originariamente inviato da MARCA Guarda i messaggi
Bello, un moderatore ironico, non m'era mai capitato
Risposta:
Essendo la frase completa e chiara anche in assenza del magari mi è sembrato logico che la sua funzione fosse quella di un interiezione.
Fra dire "Magari l'Italia avrà un presidente nero" e "L'Italia avrà un presidente nero" cambia un po' Non sono Nostradamus


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Originariamente inviato da MARCA Guarda i messaggi
Il fatto che l'alfabetizzazione nazionale sia un successo recente non toglie i meriti agli artisti e ai poeti che hanno avuto i natali sulla nostra nazione.
Ciò non toglie che a mia nonna non piaccia parlare "il toscano" e preferisca parlare la sua lingua: il piemontese.
Se vogliamo vedere la cosa da un punto di vista obiettivo, la "cultura italiana" è una costruzione artificiale effettuata a partire dal fascismo, prima esistevano le culture regionali che sono state spazzate via per esigenze di omologazione.


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Originariamente inviato da MARCA Guarda i messaggi
Il fatto che la nostra nazione solo da 150 anni sia riunita non toglie nulla ai capolavori medioevali che solo in Italia si trovano per ovvie influenze socio-politiche-geografiche e religiose.
Ma non si può nemmeno negare che nel medio evo la chiesa (che era l'unica istituzione presente su tutto il territorio che sarà chiamato Italia) ha fatto opera di assimilazione, negando validità a ciò che era contrario ai suoi principi e "fagocitando" parte delle culture preesistenti piegandole alla propria visione del mondo (ad esempio il culto dei santi).

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Il fatto che l'Impero Romano abbia unito per 500 anni l'intera nazione nelle leggi, nel linguaggio e nella guerra è un dato di fatto incontrovertibile.
Come è incontrovertibile che non esiste una cultura romana o una filosofia cristiana senza la cultura e la filosofia greca. Come è incontrovertibile che
Annibale e i suoi soldati hanno riempito di geni africani i ventri delle donne italiche per circa 10 anni. Per tacere dell'influenza inglese e americana del dopoguerra.

La cultura italiana è quindi il frutto di integrazione di molte culture e ne ha soppiantate altre.
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