Quote:
Originariamente inviato da MARCA
Non mi hai aiutato, hai solo riportato un testo che avevo già letto. Non mi convince assolutamente perchè come la storia dimostra PM, giudici e avvocati sono persone e in quanto tali possono avere un prezzo e interessi personali.
Poi si deve porre l'autonomia dei PM, ma questo è un punto, che come l'autonomia della magistratura darei per scontato.
Non v'è nulla di male nella divisione delle carriere, ne questa farebbe diventare l'Italia l'Eldorado per i delinquenti(proprio come sottolinea un passaggio da te quotato:"Fuor di metafora, farà i processi per rapina, omicidio e spaccio di droga").
Tant'è che come pone gli esempi l'articolo non dice come il "datore di lavoro" potrebbe fisicamente imporre ad un pm di non indagare sui politici, casualità?
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I problemi dell'Italia non sono certamente nè le rapine, nè gli omicidi, nè lo spaccio di droga: il problema è la mafia infiltrata in politica, e con la separazione delle carriere, avremo i PM sotto diretto comando degli "amici degli amici", che bella prospettiva.
Senza contare il fatto che, non esaurendosi la riforma Berlusconiana nella sola separazione delle carriere, di altri simpatici regali come il taglio delle intercettazioni, l'accorciamento dei tempi di prescrizione e l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, beneficeranno anche i criminali comuni (assassini, rapinatori e spacciatori).
Se quanto si paventa accadrà, ciò che oggi il governo tenta inutilmente di raggiungere tramite complessi rimaneggiamenti di leggi e codici di procedura (ossia l'impunità per la classe dirigente), diventerà uno scherzetto realizzabile tramite semplici direttive del ministro della giustizia, il quale potrà liberamente decidere di imporre per decreto ai PM di tralasciare le indagini riguardanti determinati tipi di reato, per privilegiarne altri (corruzione no, immigrazione clandestina sì, peculato no, furto d'auto sì, e così via...)
Il tutto senza dover rendere conto a nessuno se non all'opinione pubblica (e sappiamo bene che la gran parte dei cittadini italiani s'informa esclusivamente tramite tv).