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Old 29-10-2003, 10:03   #20
evelon
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Originariamente inviato da jumpermax
Mi stupisce tutto questo disfattismo nei confronti dell'idrogeno. Il problema oggi è innescare il cambiamento e nient'altro. Lo steam reforming è solo il primo passo verso un graduale abbandono della dipendenza dai combustibili fossili. A parte che l'efficenza non è così disastrosa, è stimata sul 65% ma può aumentare ancora
http://spazioinwind.libero.it/tazmp3...0reforming.htm
il rendimento di un motore a combustione interna è del 40%
per cui insomma.
In un futuro è chiaro il passaggio verso l'elettrolisi sarà inevitabile. Il problema non è certo fisico. Il problema è economico. Oggi produrre idrogeno con elettrolisi costa circa 4 volte di più che con lo steam reforming. Questo oggi... con il petrolio a 30 dollari al barile. Tra 10 15 anni quanto costerà il petrolio? 100 dollari al barile? Chi può dirlo... la maggior parte dei giacimenti sono in paesi instabili politicamente.
A questo si aggiunge che le tecnologie di produzione di energia da fonti alternative sono in continuo sviluppo. Eolico e solare certo ma anche biomasse e perchè no nucleare. L'elettrolisi in particolare sembra essere particolarmente indicata per essere accoppiata a questi sistemi di produzione di energia. Perchè è uno dei metodi più efficenti e pratici di immagazzinarla. L'alternativa sono le centrali di pompaggio... ma non sono realizzabili ovunque.
ehm...

Ho detto che con la fisica non si bara...e tu stai barando

L'efficenza del reforming può toccare in certe condizioni il 65%..ma è, appunto, l'efficenza del reforming non del processo completo

A parte che il link che hai postato si riferisce al reforming da metano e non da petrolio...
Se si dispone del metano (che è anche un ottimo vettore di energia) è piuttosto stupido non utilizzarlo direttamente e passare per l'idrogeno visto il drastico spreco di energia necessaria per le trasformazioni.
Quegli impianti servono a produrre idrogeno per quelle applicazioni industriali ove questo serve e non come vettore di energia.

Detto questo e ammettendo (in via teorica) che si riescano a raggiungere queste efficenze anche sul petrolio il passaggio attraverso l'idrogeno resta comunque uno spreco di energia (e di petrolio).

Per citare l'esempio di samu si avrebbe: 100KWh di energia prodotta da una centrale che (se il rendimento fosse teorico) produce circa 33KWh di potere calorifico dell'idrogeno (se prodotto con elettrolisi) o 65KWh di potere calorifico dell'idrogeno se prodotto tramite reforming (se ammettiamo la stessa percentuale di rendimento del metano)....

A questi rendimenti occorre aggiungere altre perdite: innanzitutto il trasporto dell'energia dalla centrale alla stazione di produzione dell'idrogeno non è indolore...anzi , l'energia di funzionamento degli impianti della stazione stessa, l'energia che si dovrà spendere per distribuire l'idrogeno prodotto etc..

Infine , nel caso di utilizzo per autotrazione, si aggiunge il rendimento dell'auto: ci sono 2 modi di sfruttare l'idrogeno per un'autovettura; bruciare il gas in un motore a combustione interna o farlo combinare con l'ossigeno per produrre calore elettricità ed acqua per poi alimentare (tramite un inverter) un motore elettrico convenzionale.

Nel primo caso il rendimento è circa uguale a quello di un motore a benzina standard (strada intrapresa ad es. da BMW) nel secondo è maggiore da punto di vista energetico ma questa soluzione pagapdazio per le dimensioni, i pesi e la complessità costruttiva (soluzione scelta ad es. da Mercedes, Fiat...)
C'è da dire infine che l'utilizzo tramite reformer da idrocarburi distrugge e disperde sotto forma di calore da smaltire il principale contenuto energetico della molecola.
Infatti , come dice il nome, gli idrocarburi sono lunghe catene costuituite essenzialmente da idrogeno e carbonio; per liberare l'idrogeno il reforming spezza queste catene disperdendo, però, il contenuto energetico maggiore delle molecole ossia il legame carbonio-carbonio che è proprio l'energia che viene sfruttata nell'ossidazione rapida (combustione) nei motori a combustione interna ed è il motivo per cui, pur con un rendimento più basso, possono ottere molta potenza e quindi possono fare molto lavoro (in senso fisico) con relativamente poco combustibile.


Nel caso di utilizzo del petrolio direttamente (previa raffinazione) in motori a combustione interna si hanno alcune delle perdite citate (es distribuzione sul territorio) ma sono pressochè nulle le perdite di trasporto (il petrolio è liquido; si sottrae solo il carburante usato dalla petroliera/oleodotto), le perdite di generazione (lo ha creato la geofisica in milioni di anni di pressioni della crosta terrestre) etc..
A questo si aggiungano i vantaggi enormi in termini di peso, spazio, complessità e quantità di carburante (e quindi di nuovo peso, volume etc..) che si devono portar dietro i mezzi di trasporto (pensiamo ad aerei, auto, navi...)


Ci sono infine considerazione sulla fattibilità di ricavare idrogeno per elettrolisi su ampia scala ma le tralascio visto che meriterebbero trattazioni altrettanto lunghe.
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