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Originariamente inviato da pietro84
non è un buon motivo per abbassare il livello degli studenti, trasformandoli in operai specializzati per azienducole italiane 
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Concordo pienamente, anche se forse per i corsi di ingegneria non guasterebbe una particolare attenzione anche all'aspetto "pratico", nel senso che essi non fanno parte della facoltà di scienze (almeno ai miei tempi, non so oggi com'è l'ordinamento).
Ovvero mentre l'obiettivo dei corsi della facoltà di scienze è costruire un potenziale ricercatore, l'obiettivo di ingegneria è costruire il super-tecnico, cioè colui che sa usare al meglio la tecnologia per fare cose.
Un esempio chiarificatore potrebbe essere la differenza tra un fisico nucleare e un ingegnere nucleare.
In sostanza comprendo anche le lamentele di chi si è iscritto a ingegneria e poi gli pare di stare a matematica o fisica, che invece sono "dall'altra parte" della strada.
Comunque è vero che per lavorare in Italia, soprattutto in campo informatico, la laurea non è necessaria, a meno di settori o situazioni particolari.