View Single Post
Old 09-10-2003, 04:07   #51
gik25
Senior Member
 
L'Avatar di gik25
 
Iscritto dal: Feb 2001
Messaggi: 1047
Quote:
Originariamente inviato da SaMu
Apprezzo il passo in avanti, ma mi sembra che ti sei fermato subito.. tutti gli altri discorsi che fai sono identici, tali quali, a quelli che facevi mesi fa.

Non sto a risponderti sul discorso in generale.. ti ho già detto come la penso mesi fa.. la sostanza non è cambiata molto da allora.. l'invito è sempre quello, mettiti in proprio e fai i soldi se davvero credi che le tue soluzioni siano migliori di quelle di tutti gli altri.

Per una risposta più puntuale riguarda alla maggior parte degli argomenti che hai trattato, mi rifaccio a quanto ha detto con mirabile chiarezza e notevole pazienda Evelon.



Su un punto mi chiami in causa e ti rispondo volentieri:



Allora prima di tutto nel Conto Economico ci sono le voci di flusso, ricavi-costi-interessi=utile

Capitale netto e passività sono voci di stock, stanno in Stato Patrimoniale.. speriamo che il tuo prof di Economia non frequenti il forum

Fatta questa fondamentale precisazione, passiamo al discorso dei debiti.. uno dei concetti più travisati dell'economia moderna.

Per una famiglia un singolo o uno stato (che sono -consumatori di valore-) un debito è sempre e comunque una cosa negativa, nel senso che possiamo -a parità di tutto il resto- dire che una famiglia sta peggio di un'altra se ha più debiti. Questo è il concetto "popolare" di debito che tutti conosciamo.

Per un'impresa (cioè un'entità che -produce valore-) le cose sono BEN DIVERSE. I debiti per un'impresa non sono un fattore negativo tout court, ma sono uno strumento gestionale e finanziario che è positivo se gestito bene negativo se gestito male. Da questo deriva che per ogni impresa esiste un LIVELLO OTTIMALE DI DEBITO, che mentre per famiglie e stato ovviamente è ZERO, per le imprese è un valore diverso da zero e che può essere maggiore o minore a seconda di alcuni fattori.

Questa circostanza deriva dal fatto che un'impresa usa il capitale per produrre valore. I debiti sono capitale di terzi (cioè di altri che non siano i soci dell'impresa) e in quanto capitale concorrono anch'essi a produrre valore. Ora se il ritorno sul capitale (utile/capitale investito) è superiore al costo del debito (interessi/debito) avere debiti è CONVENIENTE e concorre a produrre valore.

In numeri, se un'azienda è capace di far rendere il capitale il 10%, e il debito lo paga mediamente al 7% di interesse, ogni 100 euro di debito produranno 10 euro di utili e costeranno 7 euro, con un utile NETTO quindi di 3 euro rispetto alla soluzione di non indebitarsi.

Questo è il criterio fondamentale e discende dalla formula della leva finanziaria.

Esistono poi una miriade di altre considerazione al contorno, come l'effetto fiscale (un debito ha un costo sotto forma di interessi, questo costo diminuisce l'utile e quindi l'imponibile tassabile) che rende fiscalmente conveniente un certo livello di debito rispetto ad altre forme di raccolta del capitale.

Un effetto di segno opposto, e che spinge a non indebitarsi oltre una certa soglia, è che simmetricamente all'esempio di prima se un'impresa fa rendere il capitale meno di quanto costa il debito, per ogni 100 euro di debito non avrà un utile netto ma una perdita netta.

Altro effetto di segno opposto, il fatto che maggiore è il debito maggiore generalmente è il tasso di interesse richiesto, perchè le condizioni di solvenza dell'impresa peggiorano.

Dal trade off di questi ed altri fattori, scaturisce un certo livello ottimo di debito che ogni impresa cerca di mantenere, e che naturalmente varia dinamicamente nel tempo.. fior fiori di lavoratori ogni giorno si applicano a questo tema, perchè una differenza di pochi centesimi di % su somme nell'ordine anche di decine di miliardi di euro per i grossi gruppi, vuol dire milioni e milioni di euro di utili o perdite a seconda di come la questione viene gestita.



Chiariti questi concetti FONDAMENTALI sul debito di un'impresa, possiamo dire rispetto al caso che proponi: ma perchè diamine una banca dovrebbe far fallire un'impresa a cui ha prestato dei soldi? Il buon funzionamento dell'impresa è la condizione necessaria alla solvenza del debito, la banca ha tutto l'interesse a che l'azienda funzioni bene anche dal punto di vista finanziario, in modo che possa continuare a ripagare il debito e nel caso di bisogno di nuove risorse, continui a finanziarsi da essa.

Il rapporto tra banca e impresa riguardo al debito è di reciproca convenienza, ognuna ha interesse ad avere un buon rapporto, all'impresa servono risorse in cambio paga interessi, la banca ha risorse in cambio chiede interessi, da queste due volontà che spingono nello stesso senso nasce la relazione e il credito.

In tutto questo ho tralasciato che naturalmente i rapporti creditizi si fondano su contratti con impegni da ambe le parti, su investimenti a lunga scadenza la banca non può da un giorno all'altro (e non si capisce del resto perchè dovrebbe voler farlo) chiedere la restituzione del debito. Al limite per crediti più liquidi, quali quelli a breve e di tesoreria.. ma anche in questo caso, oltre a non capire perchè una banca che di lavoro ha interesse a prestar soldi dovrebbe richiederli ad un cliente che è in grado di assolvere agli impengi, c'è anche da dire che il mondo è pieno di banche e se per qualche motivo un amministratore di banca pazzo chiudesse i crediti a microsoft, ci sarebbero 1000 e una banca disposte a subentrare perchè un cliente che paga troverà mille e una banca disposte a finanziare le sue esigenze.

Nel tuo esempio non è in discussione se e quando microsoft fallirebbe, ma quanto tempo in decimi di secondo rimarrebbe al suo posto l'amministratore che chiude il credito, e quanto tempo in centesimi di secondo il nuovo amministratore richiamerebbe microsoft per dire che il credito è riaperto.

p.s.Questo vale per microsoft e per qualsiasi altra impresa al mondo che rispetti i propri impegni con le banche essendo solvente.



La sensazione è che non leggerai una riga di tutto ciò perchè forse te l'avevo pure già scritto ma fa niente.

Invece ho letto (quasi) tutto

Però hai sagacemente evitato di rispondere alla mia domanda. Che ti ripropongo: "Un nucleo di cittadini ben organizzati in quanti gironi possono causare il fallimento di una società non comprandone i prodotti e minaccindo le banche di ritirare i soldi se investono in quella società?"

Stavolta niente giri di parole, rispondi un numero di giorni

Prendi ad es. coop. PS: la bayer ha preferito collaborare
gik25 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso