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Originariamente inviato da claudioborghi
Bo, nel mio caso ogni forma di bonus, incluse le azioni che ricevo, e' considerata retribuzione e quindi tassate ad aliquota piena.
Anzi, le azioni vengono valutate per la tassazione alla media del mese precedente alla consegna, cosi' se nel mese sono scese, il tax rate e' addirittura superiore... quelle che mi hanno consegnato quest'anno alla fine sono risultate tassate oltre il 50% perche' i mercati stavano scendendo.
Quasi tutti quelli che conosco sono tassati con questo schema e anche le loro dichiarazioni rivelate da Visco con l'ultimo blitz lo testimoniano.
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Senza offesa, per il tuo alto stipendio, ma non è a te he si riferisce l'intervento di Juncker.
Gli stipendi alti sono una cosa. I bonus esagerati dei top manager , soprattutto i golden parachute sono un'altra.
Le stock options ad esempio, ricevute come bonus, che fanno il grosso delle pratiche dei premi aziendali per decisione del governo dalema erano tassate unicamente con il regime del capital gain, ed erano quindi esenti sia come imposizione sul reddito, che per il calcolo dei contributi.
(Non so se poi prodi ha cambiato le norme)
I bonus sono anche esenti dal calcolo dei contributi per cui se l'azienda da 1000 euro all'operaio deve contemporaneamente dare 300 euro al fisco. Se da 5 milioni di premio invece no.
Il che rimane assurdo da qualunque punto di vista liberale.
Quanto ai golden parachute, bisognerebbe pensare a un meccanismo per contrastarli perche sono una misura senza senso. Se si ripete (anche giustamente) che bisogna indicizzare i salari alla produttività aziendale, non si capisce perchè sia possibile che certi manager abbiano bonus d'uscita contrattuali indipendenti dai risultati aziendali (vedere cimoli).
A questo punto si può decidere per legge che i bonus indipendenti dai risultati siano tassati il doppio di quelli indicizzati.