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Old 08-02-2008, 10:43   #33
fek
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Originariamente inviato da clasprea Guarda i messaggi
Inoltre ho partecipato a una conferenza Microsoft su XNA che mi ha affascinato abbastanza, è stata interessante, lo sviluppatore della microsoft in un'oretta ha tirato fuori un giochino molto carino e funzionante, e alcuni ragazzi di un team di sviluppo semi amatoriale avevano fatto un gioco simil-rpg davvero molto carino, tanto che il direttore di Milestone che era presente gli ha detto di presentarsi per un colloquio.
Antonio Farina. Spero per loro che non vadano al colloquio e spendano quel tempo a scriversi un buon CV

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Magari fek rimarrà un po' schifato, però credo che anche le realtà italiane, seppur piccole, possano rappresentare un buon punto di partenza per quei ragazzi, che eidentemente facevano sul serio e ci tenevano davvero ad una carriera nel mondo dello sviluppo videoludico
A parte gli scherzi, e' un discorso molto vasto. Qualunque realta' nella quale si scriva codice e si collabori con qualcuno per fare qualcosa (resto sul generico di proposito) e' un buon punto di partenza. Mi piace ripeterlo spesso, Federico che ha lavorato su Diamonds e continua oggi a farlo, ora lavora in Codemasters: sicuramente il merito non e' di Diamonds, ma mi piace pensare che lo abbia aiutato e chi la letto il suo CV per assumerlo ha sicuramente visto che Federico e' in grado di lavorare in un gruppo per produrre qualcosa.

E Federico non e' il solo italiano che lavora nell'Industry, ce ne sono parecchi. Il 3D Lead del recente Burnout e di Black di Criterion e' italiano (ciao Dado ), uno dei lead di Crysis e' italiano, uno dei 3d programmer di Heavenly Sword e' italiano e ora lavora in Lucas Art. Ce ne sono altri in Sony a Liverpool, o Londra, oppure in Real Time Worlds. Siamo relativamente tanti e in buone posizioni in team che producono titoli AAA, quindi e' possibile partire dall'Italia e farsi una cariera che dia soddisfazioni.

Ora, il problema dell'Italia: e' impensabile voler fare videogiochi in Italia ad un certo livello. La Milestone produce giochi per le edicole. Massimo rispetto, per carita', ma non e' esattamente il motivo per il quale, secondo me, qualcuno studia per fare videogiochi. Oltre a diversi altri motivi che non mi fanno gradire Milestone ma che non sto a raccontare su un forum. Chi vuol fare videogiochi deve imparare l'inglese e trasferirsi all'estero. Se vuole restare in Italia faccia altro.

Infine, chi vuole fare videogiochi, nove su dieci, non fara' tanti soldi
Si fa questo lavoro per passione, non per i soldi: potrei guadagnare il doppio se andassi a Londra a scrivere software per banche, ma volevo fare videogiochi e me ne resto a Guildford.
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