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Old 25-01-2008, 09:29   #5
bjt2
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Originariamente inviato da Unrue Guarda i messaggi
So che l'argomento è stato toccato varie volte. Però non riesco a capire una cosa: tutti dicono che i fondi per la ricerca italiana sono pochi, però in giro ci sono tantissimi istituti di ricerca. Insomma, se i soldi sono pochi, come fanno a mantenerli? Qualcuno mi può chiarire? Thanks
Ho la fortuna di lavorare per un istituto del CNR, che è ospitato in un policlinico universitario. Quindi conosco la ricerca dal lato CNR, dal lato universitario e l'azienda policlinico che fa prettamente assistenza.

Per quanto riguarda il CNR, i fondi statali sono pochissimi. Bastano appena per la cancelleria e per i locali. Tutti gli acquisti e i pagamenti, COMPRESI GLI STIPENDI DEI RICERCATORI, devono essere caricati su qualche progetto o commessa, finanziato con fondi privati e/o europei. E i progetti o commesse non li hai se non produci o hai prodotto risultati interessanti dal punto di vista delle industrie. Quindi la meritocrazia si applica al massimo. Infatti i raccomandati sono per lo più confinati nell'azienda universitaria o sono ricercatori universitari. Il mio istituto lavora in ambito medico, così la maggior parte dei progetti è pagato o da case farmaceutiche (trial clinici) o da ditte di macchinari e/o software biomedico (per sviluppo nuove metodiche di imaging o di software di elaborazioni immagini). Basti pensare che noi che lavoriamo alacremente sulla sclerosi multipla, non abbiamo mai ricevuto un euro dalle varie fondazioni. Non ne sono sicuro, ma credo che questi vanno a qualche istituto di ricerca universitario. Per quanto riguarda la ricerca universitaria, lo stipendio è molto più alto di quello di un ricercatore CNR (1750 contro credo attorno ai 3000: ecco perchè i raccomandati puntano al posto di ricercatore universitario). Non sono sicuro della provenienza dei fondi. Credo che siano statali. In ogni caso, almeno per il nostro istituto, le varie risonanze magnetiche, tac, acceleratori, sono stati comprati con fondi di ricerca, per fare ricerca. Ovviamente si usano anche per la clinica, visto che il policlinico ci ha messo i locali e la corrente. Però la maggior parte delle spese le fa il CNR... I pochi ricercatori universitari che conosco, sono sommersi dal lavoro di assistenza. Non sono bene a conoscenza dei loro lavori di ricerca, pur vedendoli tutti i giorni. Invece per me e i miei colleghi del CNR, posso dire che l'attività procede bene e abbiamo varie commesse con fondi europei e privati.
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Ultima modifica di bjt2 : 25-01-2008 alle 09:32.
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