Bassano, trovato cadavere fatto a pezzi
Tragico epilogo per il rapimento di Iole Tassitani, la figlia del notaio di Castelfranco Veneto sequestrata il 12 dicembre scorso. Il cadavere della donna, fatto a pezzi e riposto in alcuni sacchi neri della spazzatura, sarebbe stato ritrovato in un garage di Bassano del Grappa. Fermata dai carabinieri di Treviso una persona, un italiano 41enne, che pare conoscesse la vittima, che ora è sottoposta a interrogatorio da parte dagli inquirenti.
L'indagato è Michele Fusaro, originario di Bassano del Grappa, bloccato all'una di domenica notte. Proprietario del garage, lavora come falegname in un'azienda di mobili e svolge altri due lavoretti tra cui la vendita porta a porta di pentole. Fusaro, che è fidanzato, vive da solo e soffrirebbe
di problemi psichici.
All'uomo i militari sarebbero arrivati attraverso un numero di telefono trovato nel computer della donna. Sulla base dei dati del cellulare di Tassitani, sarebbe stato accertato che il sospetto telefonò alla vittima alcune settimane fa, apparentemente per motivi di lavoro. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri mentre rientrava a casa.
Durante il colloquio con il magistrato, il 41enne, portato nel carcere di Vicenza dove è controllato a vista dalle guardie, ha detto di non ricordare e ha avuto un malore. Secondo gli inquirenti, avrebbe agito per necessità economiche.
In base a un primo esame medico-legale, la donna potrebbe essere stata uccisa lo stesso giorno nel quale era scomparsa da Castelfranco Veneto.
Ancora non è certo il momento a cui risalirebbe l'uccisione. L'omicidio di Iole Tassitani potrebbe essere avvenuto all'inizio della scorsa settimana. La donna, scomparsa la sera del 12 dicembre scorso, potrebbe quindi essere rimasta alcuni giorni nelle mani del suo sequestratore.
Iole e Michele colleghi di lavoro
Gli inquirenti hanno scoperto che la vittima e il falegname avevano lavorato, seppur in periodi diversi, per la stessa azienda, per la quale vendevano prodotti porta a porta: dagli aspirapolvere, alle pentole e padelle, fino ai detersivi. In questo frangente si era instaurato un rapporto di conoscenza tra i due che erano stati, si apprende, presentati da un amico. Iole e Michele sarebbero poi rimasti in contatto: lo provano i numerosi dati che riguardano entrambi presenti nei rispettivi computer
Fusaro controllato il giorno dopo
Michele Fusaro era stato fermato per controlli dai carabinieri la sera del 13 dicembre scorso, il giorno dopo la scomparsa di Iole Tassitani. L'uomo, infatti, era stato fermato nell'ambito dei normali controlli sul territorio predisposti dall'Arma, in un comune a ridosso con la provincia di Vicenza, a pochi chilometri da Castelfranco Veneto, città di residenza della Tassitani.
Il teste
Ci sarebbe poi un teste-chiave che ha portato allo sblocco delle indagini: un amico o di Iole Tassitani o del fermato oppure un collega di lavoro di entrambi. Sulla sua identità gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.
Filmati delle telecamere di sorveglianza
Importante poi per giungere all'uomo è stata anche tuna serie di filmati registrati da telecamere di sorveglianza che hanno permesso di ricostruire i suoi movimenti tra Castelfranco, l'area di Cittadella (Padova) e Bassano del Grappa. Incrociando queste immagini con quanto riferito da un teste, del quale si era molto parlato nei giorni scorsi, si è riusciti a capire che l'uomo su cui ruotava tutto il sequestro era il falegname di Bassano. "Da martedì scorso - ha affermato il comandante dei carabinieri di Treviso, Paolo Nardone - il Fusaro non è stato piu' solo" controllato, passo passo, dalle ombre degli uomini dell'Arma.
Il blitz
Negli ultimi giorni di pedinamenti tra i carabinieri si era diffuso un certo ottimismo. Fino al blitz scattato nella notte di domenica. Un gruppo di carabinieri, composto anche dagli uomini del Ros di Padova, ha bloccato il sospetto sotto la palazzina dove risiedeva. Dapprima il falegname si è dimostrato stupito ma dopo poco ha ceduto e, dopo un pianto liberatorio si è chiuso nel totale silenzio.
Vestiti piegati vicino al corpo
Gli abiti di Iole Tassitani sono stati trovati dagli investigatori piegati con attenzione e con le scarpe appaiate e allineate accanto ai tre sacchi nei quali era contenuto il corpo, sezionato in numerosi pezzi, della vittima. Il garage era perfettamente in ordine e non c'erano tracce di sangue o odori particolari. Questo fa supporre che la donna sia stata uccisa e sezionata altrove e che il suo corpo sia stato trasferito successivamente nel garage.
L'assassino soffre di problemi psichici = infermità mentale = se la caverà con pena ridicola.
Processo chiuso