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Originariamente inviato da MonsterMash
Considera però che la maggior parte del tempo le cpu non hanno bisogno di essere impegnate completamente. Se sto navigando su internet, e c'è bisogno di qualche ciclo di clock per far muovere le animazioni flash, i video di youtube o le applicazioni javascript, non ha senso far "svegliare" tutti i core. In quest'ottica la possibilità di gestire dinamicamente la frequenza di ogni singolo core risulta ancora molto utile.
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E continuo ad essere d'accordo, ma ripeto: oggi funziona così, quando domani il player flash del video di youtube anzichè impegnare un core al 10% ne impegnerà 4 al 25% (secondo il principio per il quale un software multithread ben ottimizzato deve funzionare) non avrà più senso l'intera faccenda di "svegliare" o "addormentare" i vari core.
In questa prospettiva, un sistema di power management vincente potrebbe essere quello di modulare granularmente il clock dei cores (come se fosse la farfalla dell'acceleratore delle automobili) a step di 1 mhz alla volta.
In quel caso il concetto di idle e full sparirà (almeno dal punto di vista del software) poichè, per seguire il tuo esempio, durante il playback di un video di Youtube (tutta) la cpu andrà a 200mhz, per alzarsi a 215 se apro un'altra finestra, scendere a 10mhz se il PC è "fermo" o 3GHz se faccio un benchmark o uno stress-test. Dal punto di vista dell'applicazione, essa avrà sempre il 100% delle risorse utilizzate.
Io la vedo così... e forse siamo sulla buona strada...