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Originariamente inviato da trokij
Sto guardando un anime che si svolge in parte nel mondo dei morti.
Quello che è il paradiso in questo cartone animato viene rappresentato come il mondo che conosciamo.
Si vive normalmente, si ama, si soffre, si prova fame, e si possono assaporare tutti i piaceri della vita... si muore perfino!
Le persone restano come erano in vita, crescono e mantengono i ricordi che avevano in vita!
Questo mi ha fatto pensare ad una discussione che ho avuto tempo fa con una amica, lei sosteneva che dopo la morte si diventasse puro spirito (lo asseriva quindi ci credeva veramente) e che si perdeva ogni contatto con tutti gli aspetti materiali della vita, un opinione la sua in linea con quella di molte religioni!
Io lo troverei veramente triste se lei avesse ragione, preferisco la visione prospettata dall'anime!
non che io sia particolarmente soddisfatto di quello che sono ma perderlo mi spiacerebbe!!
Una visione del paradiso simile a quella dell'anime c'è stata in un film di cui non ricordo il titolo!
Ponendo che ci sia una vita dopo la morte, voi come la preferireste, puro spirito o simile a quella terrestre?
Per chi dovesse scegliere puro spirito, non vi spiacerebbe perdere i ricordi della vostra vita?
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il punto di vista indù e buddhista a cui sicuramente il cartone si ispira concilia le due prospettive:
in pratica secondo le religioni orientali alla morte l'anima dopo aver passato qualche tempo (tre giorni secondo alcuni, secoli nei casi di morti violente e traumatiche con vendette etc etc etc secondo altri) sulla terra vicino ai luoghi ed alle persone cari accede ad un mondo spirituale
le caratteristiche di questio mondo spirituale corrispondono ai sentimenti e credenze tipiche di ogni persona, chi è lussurioso va in mondi lussuriosi, chi è equilibrato in mondi equilibrati,
in praticaquello che quell apersona pensa sia il vivere, in un posto con quelle caratteristiche quella persona ci finisce.
se uno pensa che vivere sia soffrire finisce in un posto di sofferenza, se uno pensa che il vivere sia la legge della giungle finisce in una realtà dove la legge della giungla governa.
ma questa esistenza è essa steswsa transitoria... qualche mese o alcuni secoli.
poi l'anima o accede a mondi di "pura luce/coscenza senza idea di corpo anche se etereo" è il nirvana, il satori, l'illuminazione con cui l'anima idividuale perde le sue scorze e si fonde con la coscenza di Dio.
oppure dopo questo periodo in un mondo etereo fatto a immagine e somiglianza del sentire di quell'anima che non si è fusa con Dio
l'anima si reincarna per una altra vita sulla terra dove grazie alla legge della causa-effetto (karma) subirà le cose piacevoli o spiacevoli che nelle vite precedenti ha fatto provare ad altre persone.
il fondersi con Dio/cosienza cosmica può avvenire all'atto della morte, senza bisogno del vivere una vita nel corpo etereo.
ovviamente chi si "illumina" fondendosi con dio non si reincarna più ne sulla terra nè in mondi eterei.
addirittura certi passaggi di testi indù dicono che se non ci si illumina ci si può reincarnare su altri pianeti di altri sistemi solari, quindi non necessariamente sulla terra quando si riprende "corporeità".
ovviamente la "corporeità" di un pianeta gassoso è prossima all'etereo se giudicata dal punto di vista di chi vive in un pianeta più "solido".
come a dire che se esistessero i venusiani in carne ed ossa avrebbero corpi molto poco densi, come del resto è venere in confronto alla terra.
potremmo non vederli o percepirli come "spiriti" solo perchè fatti di più energia e meno materia, cioè fatti di atomi le cui particelle vibrano più velocemente delle nostre e che quindi noi percepiamo come meno dense.
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questo è meglio del cartone, no?
basta leggersi i libri orientali di filosofia e relativi commentari ...