View Single Post
Old 23-09-2007, 13:58   #18
Igor
Senior Member
 
L'Avatar di Igor
 
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1651
http://www.repubblica.it/2007/09/sez...-ministro.html

Quote:
IL COMMENTO
Troppa urgenza signor ministro
di GIUSEPPE D'AVANZO


Perché Luigi De Magistris, perché proprio lui? Qual è la priorità, l'assoluta, incalzante, impellente, imperiosa urgenza che ha convinto Clemente Mastella a chiedere al Csm di trasferire, in via cautelare, il pubblico ministero di Catanzaro?

L'analoga richiesta del ministro contro il procuratore capo Mariano Lombardi è soltanto il frutto di questa censura. Lombardi, per Mastella, deve andar via da Catanzaro per non aver controllato con piglio autoritario, diretto nella direzione giusta, moderato quanto basta le mosse di De Magistris. Quindi, è De Magistris il problema di Mastella.

Perché? Perché il ministro si è precipitato in avanti con un passo inconsueto per la sua democristianissima prudenza senza attendere gli esiti dell'istruttoria in corso al Consiglio superiore della magistratura che si sta già occupando del conflitto che divide il sostituto (De Magistris) e il suo capo (Lombardi)? Qual era l'improrogabile necessità che ha convinto Mastella?
E' alquanto improbabile che il guardasigilli riesca a offrire uno scampolo di risposta convincente. E' una facile previsione se si guarda al deprimente stato in cui marcisce l'amministrazione della giustizia in Calabria.

Emilio Sirianni, un giudice civile, appena qualche giorno fa ha raccontato con dovizia di dettaglio al Sole-24 Ore che cosa accade nelle aule di giustizia calabresi. Nel novembre del 2006, a Vibo Valentia, fu arrestato il presidente di sezione del Tribunale civile insieme a pericolosi mafiosi locali. Sia prima che dopo l'arresto, c'è stato un silenzio assordante dei magistrati di quel Tribunale. Possibile che nessuno avesse mai notato frequentazioni e comportamenti sospetti? La Procura di Locri è stata lasciata a lungo nelle mani di un giovanissimo magistrato e solo quando andò via si accertò l'esistenza di 4.200 procedimenti con termini scaduti da anni, su un totale di 5000 e di circa 9000 procedimenti "fantasma": risultavano nel registro, erano inesistenti in ufficio.

Capita, in Calabria, di vedere entrare un avvocato in camera di consiglio e dopo un po' arrivare un cameriere con vassoi di leccornie. Parleranno del campionato della Reggina? In Calabria può accadere che un giudice decida che un notaio, imputato di "falso ideologico", non sia considerato un pubblico ufficiale. Reato derubricato in "falso in scrittura privata", tempi di prescrizione ancora più brevi. Notaio prosciolto. Il pubblico ministero non propone l'appello. La disorganizzazione dell'ufficio lascia scadere i termini.

O il caso del bancarottiere? Dichiara di aver utilizzato i soldi distratti all'impresa per curare il fratello malato di cancro. Il giudice riconosce lo "stato di necessità" e, senza chiedergli prova della malattia del fratello e del suo stato di indigenza, lo proscioglie. Sulla parola.

"Conformismo, tendenza al quieto vivere, fuga dai processi scottanti, pigrizia" sono per Sirianni i codici di lavoro della magistratura in Calabria, "una magistratura che - per indifferenza, paura, connivenza, conformismo, furbizia - gira la testa dall'altra parte, strizza l'occhio ad alcuni imputati, non vigila e non fa domande sulle anomalie dell'ufficio".

Non sarà agevole per Mastella sostenere che il "caso" di Luigi De Magistris debba trovare con rapidità una soluzione con il trasferimento del pubblico ministero perché, in caso contrario, l'amministrazione della giustizia a Catanzaro e in Calabria ne riceverà un danno irreversibile. Non sarà agevole anche perché Luigi De Magistris è al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano, protetti da una magistratura connivente, spaventata o conformista, gli interessi di istituzioni, amministrazioni, politica, imprenditoria, finanza. Un sistema, sostiene il pubblico ministero, che ha la pretesa di controllare tutti i finanziamenti pubblici che dall'Unione Europea piovono in una Calabria, che ha il vantaggio di essere "obiettivo 1" e attende negli anni 2007/2013 un flusso di danaro pari a 8 miliardi e mezzo di euro. E' un pugno di indagini che, nonostante il ministro Bersani le abbia in disprezzo e le definisca "bufale", si muovono intorno ai leader dell'Udc, di Forza Italia, nei pressi di qualche consulente di Palazzo Chigi, vicino a qualche amico personale di Mastella. Sarebbe stata una buona ragione, per il ministro di tenersi lontano da De Magistris. Glielo avrebbe dovuto consigliare il buon senso e la moderazione. In assenza di risposte soddisfacenti del guardasigilli, si fa fatica a non pensare che proprio il passo spedito, non distratto, fermo di quel pubblico ministero sia oggi per il ministro (per il governo?) l'impellente, imperiosa urgenza che lo ha costretto a chiederne il trasferimento. Dovremmo chiederci, forse, se la prossima nella lista non sia il giudice di Milano Clementina Forleo. Anche lei, in verità, qualche preoccupazione la dà. Ne pagherà le conseguenze, signor ministro?


(23 settembre 2007)
http://www.canisciolti.info/news_dettaglio.php?id=8958

Quote:
Mastella: Se mi costringono alle dimissioni è la fine del governo Prodi

In due diverse interviste, rilasciate a 'La Repubblica' e a 'La Stampa', il ministro della Giustizia Clemente Mastella replica alle accuse provenienti dalla sinistra radicale sulla sua richiesta al Csm di trasferire il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris e il suo capo, Mariano Lombardi.

"Ho agito in base ai fatti, mi chiedano pure le dimissioni", afferma il Guardasigilli. In particolare, al quotidiano diretto da Ezio Mauro, il ministro della Giustizia sostiene di sentire "odore di antipolitica permanente e a chi ne e' contagiato dico che l'antipolitica e' la spia del malessere a fare atti di governo. Se le conseguenze sono impotenza, prigionia politica, il non fare, il non decidere, il lasciar correre, quest'epidemia non mi ha preso, ne' mi prendera' mai".

Al quotidiano torinese, poi, Mastella parla per le richieste inoltrate al Csm di "atto dovuto sia per l'accumularsi delle violazioni disciplinari accertate nei confronti di De Magistris che di Lombardi, e questo in primo luogo da parte della Procura generale della Cassazione e poi degli uffici ministeriali, sia perche' non si puo' essere condannati alla paralisi, in violazione dei propri doveri istituzionali, laddove si accerti che un ufficio giudiziario importante e' allo sbando".

In merito inoltre ad una presunta inchiesta di De Magistris sul suo conto, Mastella replica: "Se mi iscrivera' nel registro degli indagati allora si' che ci ritroveremo di fronte a una ritorsione, ma non da parte mia". Il Guardasigilli conclude dicendosi "sereno" e che, se verra' costretto alle dimissioni, "sarebbe la fine del governo Prodi".
Igor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso