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Old 30-06-2007, 18:17   #109
svarionman
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Originariamente inviato da momo-racing Guarda i messaggi
da canto mio tutto è lecito finché non arrechi danno ad altre persone. Così se uno vuole comprarsi una Ferrari Enzo solo per provare il brivido di finire contro le gomme della via di fuga di monza ben venga, se invece con la Enzo vuole finire contro la mia macchina mentre sto guidando non mi va più bene.

ora il fatto è che "arrecare danno ad altre persone" è esso stesso un concetto labile, in quanto dipende dalle sensibilità delle persone stesse. Per esempio se uno va in tv e fa una battuta sui magri, sui calvi o sugli ingegneri, io non mi offendo pur essendo rappresentante di tutte e tre le categorie, ma magari qualcun'altro si? e allora la battuta la può fare o meno? Oppure il fatto che uno possa fumare per strada magari a me può non dare fastidio e a un altro si. E quindi di nuovo si ricade nella trappola della percezione individuale e siamo da capo. Quindi anche la mia visione di "libertà" è una visione meramente personale che posso applicare a me stesso, in quanto ciò che io posso tollerare per altri non è tollerabile, e viceversa.

D'altro canto anche la morale condivisa non esiste in quanto tale, ma esiste in quanto prodotto statistico della società in cui si vive. A sparta era normale buttare i bambini malformati giù da una rupe, e la morale condivisa l'avrebbe accettato. in italia al giorno d'oggi sarebbe considerato abominevole. Ogni nazione, ogni cultura, ogni civiltà ha una propria morale condivisa. In Giappone non ci si può soffiare il naso per strada perchè considerato atto maleducatissimo e schifosissimo, a noi questo sembra banale. In spagna fanno le corride, si divertono vedendo uno che infilza un toro con una spada, a noi sembra abominevole. La morale condivisa è un espediente giusto un gradino sopra alla morale individuale ma ricade negli stessi meccanismi e nelle stesse fregature. E allora come ci si dovrebbe comportare? O ci si viene incontro usando il buon senso, cosa auspicabile ma nella pratica molto poco realizzabile, o ci si dovrebbe livellare verso il basso per non offendere nessuno, e quindi alla fin fine non si potrebbe fare più niente: niente minigonne perchè s'offendono i musulmani, niente soffiarsi il naso perchè s'incazzano i giapponesi, niente docce perchè c'è chi non ha l'acqua da bere, niente.

fino a prima della guerra, ognuno viveva nel proprio orticello, bene o male il tuo mondo finiva nel raggio di 100km da casa tua, tutti la pensavano alla stessa maniera e tutti erano contenti. Oggi fianco a fianco si confrontano e convivono realtà agli antipodi, il tutto è avvenuto con una rapdiità disarmante, si tratta di un processo complicato e lungo. Parlare di morale condivisa in un simile scenario mi sembra quanto mai improponibile a meno che non si voglia arrivare ad una dittatura delle idee ( ovverò ciò che si è fatto più o meno dall'alba dei tempi quando le società più ricche e potenti imponevano la propria cultura su quelle sottomesse )
Tutto vero, ma allora dov'è la soluzione? Ci dev'essere qualche via di fuga a questi intrighi filosofici. Parlandoci sinceramente, secondo te è un bene che una persona che distrugge il cellulare, che fa la fila venti ore per una cosa (di cui non conosce pregi/difetti, non essendo ancora stata testata) che potrebbe avere senza aspettare qualche giorno dopo, che filma qualsiasi minchiata e la mette in rete pensando di essere un figo, sia preso come esempio? Questi atteggiamenti ossessivi nei confronti di cose che (e qua agiungiamoci pure un "oggettivamente") sono delle futilità, pur non creando danni fisici immediati (perchè ovviamente meglio che uccidere qualcuno e bla,bla,bla...) creano un bene alla società, sono di buon auspicio per il futuro della specie, riguardo alla percezione di quali sono le cose importanti nella vita ed i valori?
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Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... gli amici (s)comodi di Topolino
"L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!”
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