eccomi!
allora, si chiama "dieta a zona" e non zonale, come già detto.
Consiste in una precisa calibratura dei tre macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) misurati in "miniblocchi".
Senza dilungarci sui calcoli posso dirti che un miniblocco (mib) di prote +1 di carbo + 1 di grassi = 1 blocco
Queste proporzioni sono in effetti studiate per regolare i due ormoni insulina e glucagone. Eccoti un articolo esemplificativo:
La dieta a zona è molto indicata quindi anche in soggetti diabetici.
Il dimagrimento in effetti dal suo inventore (Barry Sears) è più un effetto secondario che un obiettivo. Si dimagrisce perchè il metabolismo viene rieducato in maniera diversa, e nache perchè nella zona si tende ad escludere zuccheri e carboidrati raffinati (no zucchero, no pane, no pasta). In effetti il male maggiore sono i carboidrati di cui purtroppo nella dieta mediterranea siamo strapieni.
Io ho messo in zona mio figlio (anche se in zona piuttosto blanda) e i risultati si sono visti eccome.
Il primo è stata la disassuefazione da zuccheri, che come spero saprai, portano dipendenza.
Per quanto riguarda il discorso "sonnolenza post-pasti": è il picco insulinico generato dall'assunzione di massicce dosi di carboidrati a causarlo. Vedi la differenza dopo un etto e mezzo di pasta o dopo un petto di pollo con insalata.
La zona inoltre è elastica: è stata messa a punto anche una variante per vegetariani.
E' ideale accompagnata ad una emodieta, scegliendo quindi di attingere i macronutrienti da sostanze consone al proprio emotipo.
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