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Inter e Milan, intrigo a Barcellona
Il mercato di mezza Europa dipende dal futuro di Ronaldinho, Eto'o e Messi; le milanesi sperano. Sulla carta i tre sono incedibili, ma il brasiliano può partire. Vi spieghiamo perché
MILANO, 15 marzo 2007 - Facile non sarà. Ma non è mai facile portare via i gioielli da un caveau. Però, come insegnano i grandi film di rapine, non esistono fortezze inespugnabili. I gioielli rispondono ai nomi di Ronaldinho, Eto’o e Messi, il tridente d’attacco che ha fatto grande il Barça nelle ultime due stagioni. Tutti li vogliono, specie in Italia, la partenza di uno di loro scatenerebbe un effetto a catena destinato a far ricchi i procuratori di mezza Europa.
FORTEZZA A proteggere i gioielli, però, c’è una fortezza. I tre «crack» hanno contratti fino al 2010 (Messi al 2014), e clausole rescissorie inavvicinabili, superiori ai 100 milioni di euro. Sono stati dichiarati intoccabili a più riprese da vari gradi delle dirigenza: l’idea del club è di cambiare la squadra partendo da quei tre, magari aggiungendoci un’ala e un regista. In più, i giocatori stessi non hanno reali motivi per voler cambiare aria, salvo una lite fra Ronaldinho e Eto’o, ricomposta troppo in fretta e con un abbraccio troppo finto.
I MARGINI Quindi non vale nemmeno la pena di provarci? No, perché qualche margine c’è sempre: molto dipende dal finale di stagione. Risultati terribilmente deludenti possono portare a nuove polemiche, nuovi litigi, e a una ricostruzione fatta sacrificando una delle tre stelle. Dopo l’eliminazione in Champions, Johan Cruijff, santone blaugrana e ispiratore di Laporta, ha parlato di «cambio di ciclo» e decisioni drastiche da prendere. In questo caso, probabilmente, il sacrificato sarà uno fra Eto’o e Ronaldinho (molto più difficilmente Messi, nonostante l’idea interista di uno scambio con Adriano e Samuel). Il camerunense ha estimatori in Inghilterra, ma sostituirlo è duro, mentre in Catalogna iniziano a essere un po’ infastiditi con i ritardi, la poca voglia, le troppe libertà e le troppe calorie che si concede il brasiliano. Da qui a cederlo al Milan la strada è lunga, ma più percorribile se nel frattempo arrivasse un altro big, magari quel Cristiano Ronaldo su cui si puntava forte, salvo ripiegare sul più accessibile Robben (Chelsea) quando il portoghese si è messo a parlare di rinnovo col Manchester.
DECO E GLI ALTRI Ma il Barcellona non è solo quei tre: la lista degli incedibili — sulla carta — contiene altri 4 nomi (Puyol, Iniesta, Xavi e il portiere Valdes), ma lascia fuori figure importanti, prima fra tutti quella di Deco. Il brasilo-portoghese ha 29 anni e non sta vivendo la sua miglior annata: al Barça pensano sia l’ultima grande occasione per incassare. In più, se Rijkaard porterà avanti il progetto di 3-4-3, il vertice alto del rombo di centrocampo è destinato a Messi (che giocava lì nelle giovanili): le voci sulla cessione di Deco sono state tanto insistenti da rendere necessario un intervento del presidente, che lo ha chiamato per rassicurarlo. Laporta non si è mosso, invece per trattenere Saviola, in scadenza: «el Conejo» partirà, Juventus in pole. Con lui fra i partenti Giuly, Motta (problemi comportamentali) ma anche, se qualcuno è pronto a pagarli, Thuram, Belletti, Van Bronckhorst, Edmilson e Marquez. Non sono i gioielli del caveau, ma nemmeno da buttar via.
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Ultima modifica di metalfreezer : 15-03-2007 alle 08:03.
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