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Originariamente inviato da Raven
eh già... il problema è questo... bisognerebbe che o tutti (tutti!) gli imprenditori si rifiutassero di produrre dove i diritti dei lavoratori non vengono riconosciuti, o che si vietassero le importazioni di prodotti lavorati extra-UE...
Abbassare il costo del dipendente sarebbe una via imho sbagliata e suicida... non dobbiamo essere noi ad "abbassarci" ai livelli di schiavismo degli altri paesi...
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guarda, io un po' giro per lavoro e, l'ultima volta che sono stato a una fiera a Pechino, durante la presentazione del padiglione italiano un giornalista cinese ha chiesto perchè l'UE "boicottasse" i prodotti cinesi con dazi e vincoli...
"se non si pongono loro il problema, perchè dovremmo porcelo noi?" Questo secondo me il ragionamento di chi, pur essendo italiano, produce là.
abbassare il costo del lavoro qui da noi è possibile, ma entro certi limiti (scendere del 10% ha un impatto forse del 2-3% sul costo complessivo di un prodotto, visto che anche le materie prime continuano a salire).
E, comunque, ci sono mille scappatoie per avvantaggiarsi della manodopera a basso costo dei paesi dell'estremo oriente senza sborsare forti somme in tasse: mi vengono in mente le scarpe fatte e finite, ma senza stringhe. Vengono importate come "prodotto semifinito" eludendo il discorso dazi e beneficiando di una serie di sgravi fiscali perchè si presuppone che, una volta giunte qui, vengano "finite" dando del lavoro alla gente locale. Be', mettono le stringhe e sono pronte alla vendita.
Finchè a nessuno importerà di andare a controllare queste incongruenze ci sarà poco da fare... e gli interessi economici in gioco sono troppo grandi perchè qualcuno si prenda la responsabilità di andare a rompere le palle a questo o quell'industriale...