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Old 13-09-2006, 09:06   #1
Insert coin
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Una allucinante giornata a Roma, ieri....

Premesso che sono ormai 17 anni che mi reco nella Capitale sia da solo che con amici/amiche, quello che è successo ieri ha stabilito forse un nuovo record personale per quanto riguarda incontri con persone petulanti ed affini.

Nel corso di questi anni mi ero abituato a destreggiarmi tra barboni, tossicodipendenti, venditori ambulanti, zingari e millantatori vari, qualche volta cedevo e mettevo mano al borsellino, altre volte inventavo le scuse più improbabili e tiravo dritto ma una cosa è certa, non riesco per carattere a rispondere male alle persone e cerco sempre di "vivere e lasciare vivere", ovviamente nei limiti del possibile.

Ieri sono tornato a Roma dopo alcuni mesi perchè dovevo recarmi presso un ministero a svolgere una commissione.
Sono sceso a Roma Termini dopo un viaggio di 70 km dalla stazione di partenza (io abito in provincia di Roma).
Non so perchè ma forse ho dato leggermente "nell'occhio" col mio abbigliamento.
Indossavo una giacca blu chiara (più sportiva che elegante) sopra una camicia celeste a righe, per pantaloni un paio di blue jeans griffati leggermente sbiaditi alle ginocchia con qualche "strappo" random (di fabbrica) all'altezza delle tasche, un paio di scarponi neri di marca con calzini della stessa tinta.

Mi reco subito alla fermata della Metro A direzione Lepanto.
Prendo la metro e subito salgono tre "musicanti di Brema", presumibilmente nomadi con fisarmonica e percussioni vari ed accennano qualche motivetto.
La gente guarda annoiata, una delle 3 persone è una bella bambina che raccoglie le "offerte" e gira nel convoglio.
Metto le mani in tasca e tiro fuori 30 centesimi, sono l'unico di quello scompartimento della Metro che offre qualcosa.
Fin qui nulla di male, li ho incrociati 1000 volte.

Scendo a Lepanto e mi reco al Ministero, dopo 30 minuti ho fatto tutto.
Mi incammino per tornare alla fermata Lepanto, devo percorrere un lungo rettilineo.
Subito noto una ragazza appoggiata all'entrata di un bar, con aria trasognata e sbattuta, sicuramente una tossicodipendente (italiana) dell'età apparente di 30 anni.
"Ora mi ferma subito", dico tra me stesso ed infatti, ZAC!!
"Ragazzo!" mi chiama, io ci casco e mi fermo a parlare con lei.
"Potresti darmi qualcosa per mangiare?" Metto le mani in tasca e tiro fuori un euro.
Lei sembra meravigliarsi, agita una lunga sigaretta bianca tra le mani e mi fa qualche domanda...
"Cosa fai nella vita?" "Il disoccupato cronico" rispondo ironicamente io...
"Di dove sei?" le chiedo...
la ragazza ha decisamente la testa fra le nuvole e mi risponde dopo parecchi secondi "sono originaria delle Marche", va bene mi sono trattenuto pure troppo, ma mentre sto per andarmene mi fa:
"Non potresti fare di meglio?" Voleva altri soldi....
Evito di incazzarmi e le ricordo il valore dei soldi e che non tutti le daranno come me 2000 lire del vecchio conio, la saluto e raggiungi la fermata della Metro.

Sono tornato a Termini, fa un caldo boia e consumo un pasto veloce.
Voglio fare un salto alla libreria Feltrinelli a Largo di Torre Argentina e devo prendere il bus 40 express da Piazzale dei Cinquecento, davanti alla stazione.
Esco dalla stazione, respingo l'assalto dei taxisti abusivi ma noto subito 3 zingare tra i 50 ed i 60 anni, non mi hanno ancora visto, mi sembra sempre di dare nell'occhio, purtroppo per raggiungere il bus dovrò passare vicino a loro, tiro fuori il cellulare e fingo di parlare al telefonino.

Niente da fare, mi adocchiano subito!
Inizia una sorta di inseguimento, io cerco di svicolarmi ma una di loro mi raggiunge subito, faccio sempre finta di parlare al telefono ma non serve a nulla!
"Uomo affascinante, dammi qualcosa che poi ti scopi una bella mora (ma che cacchio avrà voluto dire, un auspicio forse? )" dice una di loro con un vago accento napoletano...

Mi arrendo, rimetto le mani in tasca e tiro fuori un pò di monetine, ci sono vari pezzi tra cui una di 2 euro.
Io le porgo 50 centesimi, lei nota subito il grosso calibro e mi chiede la moneta da 2 euro.
Stavolta resisto e la zingara non insiste, vedo che agita una pallina rossa tra le mani e mi fa:
"Lo vuoi il talismano?"
"Ma è un portafortuna o una pallina Zigulì?" domando ironicamente...
"No grazie" dico e scappo verso la fermata del bus.

Il pulmann è un forno crematorio, sto in piedi e noto un tizio che mi osserva insistentemente, forse un gay.
Cmq non succede nulla, arrivo alla fermata proprio davanti alla Feltrinelli.
Non faccio in tempo a scendere che un ragazzo africano con dei libri sotto il braccio mi si para davanti.
"Salve fratello, io sono un bravo ragazzo, vorresti darmi una mano?"
Mi propone l'acquisto di uno di quei libri, sono romanzi che parlano di immigrazione clandestina.
Mi lascio convincere e scelgo il romanzo "Mare nero", costa 6 euro e 90.
"Prepara 3 euro e 10 di resto", lo avverto.
Gli dò una banconota da 10 e mi prendo il libro.
Accenno altri passi verso l'entrata della libreria e ZAC! un'altro di loro vorrebbe farmi acquistare un altro libro..
"A me niente?" mi fa...
"Mi spiace, sei arrivato tardi" stavolta tiro dritto.

Passano quasi 2 ore ed esco dalla libreria, una ragazza italiana grassottella si avvicina e mi chiede dei soldi, stavolta mi rompo le scatole e la ignoro.

Torno a Termini col bus 40 express, è giunta l'ora di tornare a casa.
La ciliegina sulla torta, a metà viaggio di ritorno entra nel nostro vagone un ragazzo napoletano che chiede soldi per il biglietto, per mangiare, non lo sa nemmeno lui a cosa gli servono quei soldi!
Nessuno gli da niente, io compreso, e lui se ne va.

Finalmente torno a casa, che giornata ragazzi, mi hanno spolpato vivo!!!

La colpa è soprattutto mia, che dò confidenza agli estranei, in primis quelli di sesso femminile.
Cosa posso fare?

Mi sembra di muovermi con la scritta "giocondo" sulla fronte, mi fermano continuamente.
Non mi va di farmi il fegato marcio e di litigare, voi cosa avreste fatto nelle medesime condizioni?

Grazie degli eventuali consigli!
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