Discussione: Calendari del mondo
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Old 30-08-2006, 22:23   #2
giannola
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Calendario ebraico

Nella tradizione ebraica il calendario non è solare, ma lunare-solare: i giorni, i mesi e gli anni sono calcolati in base al tempo impiegato dalla luna per completare la sua rivoluzione intorno alla terra, mentre le stagioni sono fissate in base al tempo impiegato dalla terra per completare la sua orbita intorno al sole; l'anno lunare è di circa 11 giorni più breve dell'anno solare. Se non si intervenisse con delle correzioni, nel corso degli anni le festività non coinciderebbero più con le stagioni cui si riferiscono. Per esempio Nissàn, il mese in cui cade Pesach, la Pasqua ebraica, in base a quanto a scritto nella Torà deve cadere al plenilunio di primavera: (Deuteronomio capitolo XVI) “Osserverai il mese della primavera e farai il sacrificio pasquale al Signore Dio tuo, perché nel mese della primavera il Signore Dio tuo ti fece uscire nottetempo dall’Egitto”; analogamente Sukkoth (la “festa delle capanne”) detta anche festa del raccolto autunnale, deve cadere nel periodo corrispondente.
Quando l'anno è composto di dodici mesi viene detto shanà peshutà, cioè "anno semplice". Circa sette volte in diciannove anni, subito dopo il mese di Adar, viene aggiunto un tredicesimo mese (detto Veadàr o Adàr Shenì) al fine di adeguarsi all'anno solare formato da 365 giorni e far in modo che i mesi restino collegati con le stagioni e le feste non slittino durante l’anno. L'anno di 13 mesi è chiamato "embolismico". Il ciclo è fissato in modo che gli embolismici siano il 3°, 6°, 8°, 11°, 14°, 17° ed il 19° anno. Il 5763 sarà un anno embolismico.
Il giorno ebraico inizia al tramonto. I mesi del calendario ebraico durano 29 o 30 giorni. Il mese si basa sulla lunazione, il periodo in cui la luna passa attraverso tutte le varie fasi: da luna piena a luna nuova. Il primo giorno del mese e il trentesimo giorno del mese precedente (quando c’è) si chiamano Rosh Chodesh, cioè "Capomese"ed è considerato come un giorno semi-festivo. Non deve stupire che l’anno ebraico sia basato sulle fasi lunari: nei tempi antichi l’osservazione delle fasi lunari era piuttosto semplice e naturale, a causa dei cicli ricorrenti e costantemente eguali e della facilità con cui essi possono essere osservati.
Fino al IV secolo e.v. l'inizio del mese era determinato dal riapparire della luna nuova, e doveva essere proclamato dal Tribunale ebraico sulla base della parola di testimoni; fissare la data precisa del Capomese era particolarmente importante nei mesi in cui cadevano le feste. Fuori da Israele si rivelava molto problematico inviare dei messaggeri che potessero dar conto della data precisa, in base, appunto, alla lunazione. Fu così stabilito per la diaspora un secondo giorno di festa. Da allora Hillel II stabilì che il Capomese, così come tutto il calendario, si basasse su calcoli astronomici e l’intero calendario fu stabilito in tutti i suoi dettagli. Ma, nonostante questo, fuori da Israele è rimasto in vigore l’uso dell’osservanza del secondo giorno di festa, ed è per questo che esistono delle discrepanze tra il calendario delle feste dentro e fuori Israele.
Nel Talmud è scritto “il primo del mese di Nissàn è il capodanno dei Re e delle Feste. Il primo del mese di Elùl (che cade in estate) è il capodanno per la decima del bestiame. Il primo del mese di Tishrì è il capodanno degli anni e dei prodotti agricoli. Il quindici del mese di Shevàt è il capodanno degli alberi”. Ecco quindi che curiosamente il capodanno “civile” ebraico cade nel settimo mese. Tale data, il 1° di Tishrì, è il capodanno degli anni, perché secondo la tradizione celebra il completamento dell'opera della Creazione e la creazione di Adamo, il primo uomo. Quest’anno il capodanno cade il 7 settembre ed in tale giorno inizierà l’anno ebraico 5763.
In origine i mesi erano semplicemente designati con numeri, e così sono indicati nella Torà ("nel settimo mese…"). Vi è una strana musicalità nei nomi dei mesi ebraici: Adar, Nissan, Iyar, Sivan, Tamuz, Av, Elul, Tishrey, Cheshvan, Kislev, Tevet, Shvat, questi nomi hanno un suono antico, nettamente non-ebraico. E infatti essi non sono ebraici, ma babilonesi, dalla patria di Abramo. (Allo stesso modo, quelle che chiamiamo "lettere ebraiche" sono in realtà anch'esse babilonesi, prese durante la "cattività babilonese"; gli Ebrei, nel periodo del Primo Tempio, usavano un alfabeto del tutto diverso).
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
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