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A denunciare l’anomala situazione che si è venuta a creare per l’ennesima estate, è la Coldiretti che deve fare i conti con centinaia di ettari il cui raccolto è compromesso dalla mancata irrigazione: «I bacini alpini, pur essendo pieni, vengono mantenuti chiusi dalle società elettriche che ne hanno la concessione per la produzione di elettricità, impedendo che l’acqua giunga a valle, sottraendola ai cittadini, all’ambiente e all’agricoltura». Un’accusa molto precisa che ha alimentato una "guerra dell’acqua" tra l’Anbi (Associazione nazionale delle bonifiche) che si occupa di irrigazione, e i gestori dell’energia.
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Quelli di Coldiretti l'acqua non la vogliono pagare, troppo comodo così.