Per avere la massima accelerazione bisogna da un motore fare in modo che il motore lavori in un intervallo di giri che faccia da intorno al regime di potenza massima, dunque che
superi anche questo regimi. Il limite tendente a zero di questo intorno e` il regime di potenza massima, situazione possibile solo con i cambi CVT.
Parlando di un cambio con un numero discreto di rapporti, detta in maniera pratica, bisogna fare in modo di cambiare marcia non appena la coppia
alla ruota che si avrebbe cambiando marcia sia superiore a quella sviluppata nella marcia inserita. Per ottenere questa situazione bisogna
sempre oltrepassare il regime di potenza massima.
E` importante capire bene il concetto di coppia alla ruota. Essa si ricava: [coppia motore]*[rapporto marcia innestata]*[rapporto finale]/[raggio ruota in metri]. La coppia alla ruota e` il principale indicatore della spinta effettiva dell'auto. Provate a fare qualche calcolo e noterete come, a seconda dei rapporti motori con coppia minore possano sviluppare una spinta maggiore.
Passiamo ad un grafico in modo da capire chiaramente di che cosa si parla:
Queste sono le curve di spinta e di potenza nelle varie marcie di una Volkswagen Golf IV 1.6. Le linee in rosso sono le curve di spinta generata complessivamente, in Newton (valori sull'asse Y a sinistra), con sottratte le forze resistenti dell'attrito delle gomme, aerodinamico e della trasmissione. Le curve in giallo sono la potenza erogata dal motore alla ruota (ossia con sottratti gli assorbimenti della trasmissione), in kilowatt valori sull'asse Y a destra. Le linee verticali blu equivalgono al limite massimo di giri per ogni marcia, equivalente a circa 6500 giri. Sull'asse delle X c'e` la velocita` dell'auto in km/h.
Si notano subito due cose: fra le curve in rosso fra prima e seconda marcia c'e` una discontinuita`. Vuol dire che anche tirando la prima fino al limite dei giri (equivalente a 6500 giri oppure circa 50 km/h), quando si passa in seconda marcia c'e` sempre una perdita di spinta. Se il motore raggiungesse giri superiori o se la seconda marcia fosse piu` corta, si potrebbe avere una spinta decrescente tutto sommato continua fra prima e seconda marcia.
Vediamo ora fra la seconda e la terza marcia: notiamo come le curve di spinta in rosso di queste due marcie si incrocino fra gli 85 e i 90 km/h. Per praticita` diciamo 87 km/h. Se in seconda marcia cambiamo rapporto a questa velocita` abbiamo ottimizzato la cambiata, sfruttando al massimo la spinta disponibile.
Si nota come questo punto di incrocio fra le curve in rosso coincida con i punti di incrocio delle curve di potenza in giallo fra la prima e la seconda marcia: notiamo anche come, osservando quella della seconda marcia, siamo parecchio dopo il picco di potenza massima (a circa 73 km/h).
Si continua cosi` fino a che la spinta generata dell'auto diventa nulla, momento nel quale si raggiunge la velocita` massima. Per l'auto del grafico questa equivale a circa 182 km/h.
Concludendo:
-Per ottenere la massima accelerazione bisogna spingersi, a seconda dei rapporti dell'auto e delle caratteristiche del motore, sempre oltre il picco di potenza massima del motore, fino al limite dei giri in certi casi.
-Guardate ora le curve di spinta di questa Alfa Romeo 1.9 jtdm da 140 cavalli:
http://www.shirakawaakira.net/img/al...rvespinta2.png . Le linee blu equivalgono a 4500 giri. Vedete come il mito della "cambiata a 3000 giri max" per ottenere la massima accelerazione sui turbodiesel e` sfatato.
Rispondendo infine a coldd: i motori sono fatti per viaggiare, se alla temperatura di esercizio e ben raffreddati, anche per svariate ore continuative ad almeno il regime di potenza massima. L'importante e` rispettare la zona rossa, e non viaggare piu` del dovuto (brevi istanti, se necessario) nei regimi in essa corrispondenti.