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Old 08-05-2006, 11:35   #130
Ewigen
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SUDAN 8/5/2006 10.31
DARFUR: DOPO FIRMA ACCORDO, RIBELLI ANNUNCIANO INIZIO DISARMO

“Abbiamo deposto le armi una volta per tutte avviando la realizzazione degli accordi di pace”: lo ha detto un portavoce della fazione dell’Esercito di liberazione del Sudan (Sla), che venerdì scorso ha firmato in Nigeria un’intesa con il governo di Khartoum per porre fine al conflitto nella regione del Darfur, non sottoscritta però da un’ala dissidente del movimento e da un’altra formazione ribelle. Ieri, secondo la stampa sudanese, il governo ha espresso “gratitudine” all’Unione Africana (Ua) per gli sforzi compiuti nel favorire il processo di pace in Darfur fino al raggiungimento dell’accordo. Nelle stesse ore era giunta una prima apertura alla presenza di truppe dell’Onu in Darfur, in sostituzione dei circa 7.000 soldati dell’Ua, finora sempre respinta da Khartoum. “Il governo valuterà se ha bisogno oppure no di assistenza di militari stranieri e potrebbe decidere di chiedere il dispiegamento dell’Onu”, ha detto ieri un portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum. Ribadendo però: “Di certo nessuna forza straniera sarà schierata senza il consenso del governo”. L’accordo di pace è stato respinto da una fazione dello Sla e dal Movimento per l’uguaglianza e la giustizia (Jem), ai quali il governo di Khartoum chiede di accettare le condizioni previste dal documento. Intanto ieri è arrivato in Darfur Jan Egeland, vicesegretario dell’Onu per gli affari umanitari, cui il governo sudanese il mese scorso aveva impedito di recarsi nella regione teatro di una guerra civile da tre anni. “Nell’accordo di pace di Abuja è garantito un accesso illimitato per tutte le organizzazioni umanitarie, ma questo non è ancora applicato”, ha affermato Egeland, che oggi dovrebbe incontrare esponenti del governo nella capitale Khartoum. “Sono necessarie – ha aggiunto – risorse umanitarie da tutto il mondo, compresi i paesi occidentali, islamici, arabi e asiatici”. Parlando all’emittente britannica ‘Bbc’, ha detto che “il Darfur viene lentamente soffocato, sta morendo davanti a noi”. Nelle ultime settimane, secondo il sottosegretario Onu, ai circa 2 milioni di profughi se ne sono aggiunti altri 200.000; finora – secondo stime internazionali – la ribellione dei due movimenti armati e i continui attacchi dei predoni arabi ‘Janjaweed’ sostenuti dall’esercito governativo avrebbero provocato circa 300.000 morti, per attacchi armati e mancanza di assistenza umanitaria.
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