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Kewell 14-10-2007 18:28

Aggiungo... sì, di fatto la pressione complessiva è sul 50%, in certi casi ben superiore. Ma ci sono tantissime variabili.

L'ENPALS non so se è obbligatoria anche per i liberi professionisti. Guarda il loro sito.

stefano76 14-10-2007 19:16

Insomma il panorama che mi stai descrivendo è a dir poco desolante. In pratica su un lordo di 1200 euro mi rimarrebbero in tasca 700 euro?? :cry:

Queste cifre fanno passare qualunque voglia di mettersi in proprio...

Kewell 14-10-2007 19:30

No :)

Il "lordo" non è 1.200, ma 1.000. I 200 di IVA sono imposte da versare allo stato e NON sono un costo (se non per il consumatore finale).

L'IVA infatti ha un meccanismo di credito/debito. A meno di ipotesi particolari l'IVA che tu addebiti ad un altro titolare di P.IVA per lui diventa un credito. Mai sentito dire "scarico l'IVA"? ;)

Se ad esempio ti compri un PC a 1.000 euro + IVA, per te il costo è di 1.000 euro.
I 200 euro che hai "dato" al fornitore puoi portarli in diminuzione dell'IVA a debito.

Esempio:
1) Compri un PC a 1.000 euro più IVA--->credito di 200 di IVA;
2) Fatturi ad un tuo cliente 2.000 euro più IVA ---->debito di 400 euro verso l'Erario.
3) Il mese successivo devi versare 200 euro e non 400, perché per te NON sono un costo. Tu sei - per dirlo in parole povere - un esattore del Stato per l'IVA.

stefano76 14-10-2007 19:51

Si scusa, ho usato la parola lordo in modo inappropriato! :D Per lordo intendevo il pagamento totale, IVA compresa... Dunque quell'ipotesi che avevi fatto sulle 1200 euro che diventano 700, in realtà erano 1000 + IVA...Beh così è già più "umano". Grazie per le informazioni, sei stato preziosissimo.

L'importante, dunque, è specificare a chi mi commissiona il lavoro che il compenso che mi proporrà è IVA esclusa... E' bene saperlo, perchè molti secondo me ci giocano su sta cosa e finiscono col pagare meno del dovuto una sprovveduto come me.

Kewell 14-10-2007 20:01

Quando si parla tra titolari di P.IVA si intende sempre imponibile + IVA ;)

Se dico... "per farti questo progetto prendo 2.000 euro" si intende sempre 2.000 + 400 di IVA. Se, viceversa, ci si rivolge ad un consumatore finale (che non ha P.IVA) è bene specificare ;)

In ogni caso andare alla cieca è davvero la cosa peggiore. Ribadisco: parla con un commercialista perché ti avrò detto un centesimo di quello che si potrebbe dire ;)

www.ludoweb.it 29-02-2008 13:09

aprire partita iva
 
ciao a tutti ho letto da qualche parte che se apri una PI e fatturi meno di 30.000 euro al mese non paghi le tasse, qualcuno mi sa dare maggiori informazioni???

Necromachine 29-02-2008 13:44

Esiste una partita IVA di tipo "agevolato", che ti dà un limite di fatturazione di 32.000 € annui e non ha costi di tasse o commercialisti, solo che non puoi scaricare l'IVA e sulle tue fatture paghi comunque le tasse dei contributi oltre che l'IVA del 20%. Non ne so moltissimo ancora, mi sto informando anche io, questo tipo di partita conviene (ed è stata fatta apposta) per chi effettua prestazioni occasionali (ad es. studenti, lavoratori), mentre per i veri professionisti conviene ovviamente fare la partita "vera".

www.ludoweb.it 29-02-2008 13:50

ti ringrazio tantissimo!!

[A+R]MaVro 01-03-2008 12:56

E' il nuovo regime dei contibuenti minimi. Paghi un forfait di tasse del 20% e non hai obblighi di tenuta della contabilità, di fatturazione ed IVA.
Sembrerebbe bello... ma ci sono dei ma che mi fanno sconsigliarti fortemente l'entrata nel regime dei minimi salvo che:
1) L'attività che devi intraprendere è nuova e non hai già la PI aperta
2) Sei assolutamente, ripeto assolutamente, certo di non superare la soglia di 30.000 € di ricavi e (cosa di cui non si parla mai) di 15.000 € di cespiti.

La materia è molto lunga ma riassumendo i punti a cui devi prestare attenzione:

1) Checchè ne dica Visco il commercialista serve comunque, sopratutto in caso in cui si abbia già la partita iva aperta (voglio vedere un non addetto ai lavori scorporare l'IVA sul residuo dei cespiti ammortizzabili o sulle rimanenze di magazzino iniziali e fare i conteggi dei versamenti integrativi iniziali... alla faccia della semplificazione).
2) Si va per cassa, quindi il reddito sarà determinato da entrate - uscite di cassa: ergo se compri un computer lo deduci tutto il primo anno ma se lo vendi la plulsvalenza te la tassi tutta senza possibilità di poter usufruire del processo di ammortamento.
3) L'IVA non la recuperi, sei trattato come un privato ai suoi fini nè ovviamente puoi applicarla nelle tue fatture/ricevute (che devi comunque fare). Qui entra in gioco il tipo di attività che svolgi: se è verso i privati il gioco può valere la candela, ma verso le aziende (che l'IVA se la deducono) è prevedibile che tu il 20% dell'IVA acquisti te lo becchi come costo e non riesca a ribaltare nel prezzo praticato il 20% di IVA vendite.
Su questo punto a mio parere ti giochi il fatto che un attività vada bene o meno.
4) Se sei un professionista la ritenuta d'acconto è lo stesso appllicabile! Il che vuol dire che paghi subito il 20% su ogni prestazione che poi dovrai richiedere a rimborso perchè il regime dei minimi ti porterà ad una tassazione più bassa. Quindi, come sempre quando si parla di fisco italiano, prima paghi poi (dopo anni) ottieni indietro.
5) Se superi i 30.000 esci dal regime dei minimi con effetto dall'anno successivo se stai entro i 45.000, con effetto immediato e retroattivo se passi i 45.000. Il che vuol dire che devi riversare (con sanzioni) tutte le imposte ed in paricolare l'IVA (io ti sfido ad andare a recuperare l'IVA da un tuo cliente vecchia di 6 mesi).

Quindi valuta bene questa opzione perchè potrebbe ritorcerti contro.

pancia75 12-03-2008 19:09

Quote:

Originariamente inviato da [A+R]MaVro (Messaggio 21342237)
E' il nuovo regime dei contibuenti minimi. Paghi un forfait di tasse del 20% e non hai obblighi di tenuta della contabilità, di fatturazione ed IVA.
Sembrerebbe bello... ma ci sono dei ma che mi fanno sconsigliarti fortemente l'entrata nel regime dei minimi salvo che:
1) L'attività che devi intraprendere è nuova e non hai già la PI aperta
2) Sei assolutamente, ripeto assolutamente, certo di non superare la soglia di 30.000 € di ricavi e (cosa di cui non si parla mai) di 15.000 € di cespiti.

La materia è molto lunga ma riassumendo i punti a cui devi prestare attenzione:

1) Checchè ne dica Visco il commercialista serve comunque, sopratutto in caso in cui si abbia già la partita iva aperta (voglio vedere un non addetto ai lavori scorporare l'IVA sul residuo dei cespiti ammortizzabili o sulle rimanenze di magazzino iniziali e fare i conteggi dei versamenti integrativi iniziali... alla faccia della semplificazione).
2) Si va per cassa, quindi il reddito sarà determinato da entrate - uscite di cassa: ergo se compri un computer lo deduci tutto il primo anno ma se lo vendi la plulsvalenza te la tassi tutta senza possibilità di poter usufruire del processo di ammortamento.
3) L'IVA non la recuperi, sei trattato come un privato ai suoi fini nè ovviamente puoi applicarla nelle tue fatture/ricevute (che devi comunque fare). Qui entra in gioco il tipo di attività che svolgi: se è verso i privati il gioco può valere la candela, ma verso le aziende (che l'IVA se la deducono) è prevedibile che tu il 20% dell'IVA acquisti te lo becchi come costo e non riesca a ribaltare nel prezzo praticato il 20% di IVA vendite.
Su questo punto a mio parere ti giochi il fatto che un attività vada bene o meno.
4) Se sei un professionista la ritenuta d'acconto è lo stesso appllicabile! Il che vuol dire che paghi subito il 20% su ogni prestazione che poi dovrai richiedere a rimborso perchè il regime dei minimi ti porterà ad una tassazione più bassa. Quindi, come sempre quando si parla di fisco italiano, prima paghi poi (dopo anni) ottieni indietro.
5) Se superi i 30.000 esci dal regime dei minimi con effetto dall'anno successivo se stai entro i 45.000, con effetto immediato e retroattivo se passi i 45.000. Il che vuol dire che devi riversare (con sanzioni) tutte le imposte ed in paricolare l'IVA (io ti sfido ad andare a recuperare l'IVA da un tuo cliente vecchia di 6 mesi).

Quindi valuta bene questa opzione perchè potrebbe ritorcerti contro.

ciao! :)
Dunque,io vorrei aprire Partita Iva ed aderire al regime dei minimi. Essendo però assolutamente ignorante in materia vorrei chiederti/vi se mi potresti spiegare con un esempio terra terra come funziona. Pensa se dovessi spiegare la cosa ad un bambino.
Ti faccio io un esempio e su questo vedi se riesci a farmi capire:
diciamo che io acquisto un telefono per rivenderlo a 100€. Cosa pago io?100€ e poi scarico l'Iva (come si fa?) e quindi la spesa effettiva è meno di 100€ o 100€+20% di Iva?
E quando rivendo,quanto ricarico bisogna calcolare affinchè dopo aver pagato tasse,Iva ecc si ottenga effettivamente un guadagno?
Spero qualcuno mi riesca a chiarire questo aspetto essendo in procinto di iniziare un'attività in proprio di commercio online ma totalmente ignorante da questo punto di vista.a chiarirmi le idee a riguardo!;)
ciao!

RadioactiveToy 12-03-2008 20:36

Questo particolare regime non permette la detrazione dell'IVA, quindi non puoi fare il classico ragionamento di "scaricare l'IVA" dalle cose che comperi, ciò che paghi è un costo (deducibile) punto e basta.
Stesso ragionamento per i prezzi che applicherai alle tue vendite, non essendoci l'IVA, il prezzo che applichi è completamente un ricavo (tassabile).

Praticamente è come per le vendite tra privati, con la sola differenza che sul tuo profitto poi ci paghi le tasse :D

Per quanto riguarda il margine che vuoi applicare invece non c'è un valore preciso, dipende da quanto vuoi guadagnarci, dalla concorrenza etc. etc., diciamo che normalmente va da un 15/20 a un 40/50%.


p.s. la vedo dura non superare i 30.000€/anno con un'attività di commercio, però tentar non nuoce :D

pancia75 12-03-2008 21:38

Quote:

Originariamente inviato da RadioactiveToy (Messaggio 21533524)
Questo particolare regime non permette la detrazione dell'IVA, quindi non puoi fare il classico ragionamento di "scaricare l'IVA" dalle cose che comperi, ciò che paghi è un costo (deducibile) punto e basta.
Stesso ragionamento per i prezzi che applicherai alle tue vendite, non essendoci l'IVA, il prezzo che applichi è completamente un ricavo (tassabile).

Praticamente è come per le vendite tra privati, con la sola differenza che sul tuo profitto poi ci paghi le tasse :D

Per quanto riguarda il margine che vuoi applicare invece non c'è un valore preciso, dipende da quanto vuoi guadagnarci, dalla concorrenza etc. etc., diciamo che normalmente va da un 15/20 a un 40/50%.


p.s. la vedo dura non superare i 30.000€/anno con un'attività di commercio, però tentar non nuoce :D


Quindi non c'è Iva da calcolare! Ma diciamo ad esempio,io ho pagato un telefono 100€ e lo rivendo a 140€. Dovrò poi pagare le tasse,quanto dovrò togliere dal guadagno (40€) perciò per capire cosa mi rimane effettivamente in tasca?Senza togliere che credo ci sia da tenere conto dell'Inps a parte in quanto indipendente dal regime fiscale,giusto?

Secondo te è comunque un regime vantaggioso rispetto alla P.Iva solita?
E se io acquistassi ad esempio un pc,che mi serve per l'attività,aderendo al regime dei minimi con posso quindi scaricare l'Iva?Su nessun acquisto in pratica si scarica l'Iva. Ho capito bene?
Grazie mille per i chiarimenti!:)

RadioactiveToy 13-03-2008 13:46

Quote:

Originariamente inviato da pancia75 (Messaggio 21534595)
Quindi non c'è Iva da calcolare! Ma diciamo ad esempio,io ho pagato un telefono 100€ e lo rivendo a 140€. Dovrò poi pagare le tasse,quanto dovrò togliere dal guadagno (40€) perciò per capire cosa mi rimane effettivamente in tasca?

Devi togliere il 20% dalla differenza tra quanto hai pagato e quanto hai intascato
Quote:

Originariamente inviato da pancia75 (Messaggio 21534595)
Senza togliere che credo ci sia da tenere conto dell'Inps a parte in quanto indipendente dal regime fiscale,giusto?

si, esatto, l'inps è a parte, tieni presente però che i contributi inps sono oneri deducibili e vengono quindi "scalati" dalla base imponibile su cui paghi le tasse.

per rifarmi al tuo esempio:
acquisto 100
vendo 140
inps 3
la base su cui calcolo le tasse non è 40 ma 37

Quote:

Originariamente inviato da pancia75 (Messaggio 21534595)
Secondo te è comunque un regime vantaggioso rispetto alla P.Iva solita?
E se io acquistassi ad esempio un pc,che mi serve per l'attività,aderendo al regime dei minimi con posso quindi scaricare l'Iva?Su nessun acquisto in pratica si scarica l'Iva. Ho capito bene?
Grazie mille per i chiarimenti!:)

Per essere vantaggioso lo è, soprattutto nei rapporti con i privati in quanto i tuoi prezzi potrebbero essere più competitivi non avendo l'addebito dell'iva

Come ti dicevo, l'iva non la devi proprio guardare, per te è come se non esistesse ;)

Kewell 13-03-2008 14:47

Altro aspetto, assolutamente da non sottovalutare, è la compatibilità con la disciplina IVA europea... infatti, a quanto pare, il regime italiano è contrario alle regole comunitarie con tutte le conseguenze del caso :rolleyes:

In pratica se venisse sollevato il problema a livello europeo può darsi il caso che la norma italiana venga dichiarata illegittima e quindi "decada". Non sarebbe la prima volta in Italia... Una conseguenze potrebbe essere il ricalcolo dell'IVA non versata per la quale ovviamente non è stata esercitata la rivalsa (ovvero non è stata addebitata al cliente) e quindi sarebbe un salasso per il contribuente minimo (considerato che il ricalcolo potrebbe riguardare diversi anni).

Non lo dico per spaventarvi, ma a mio avviso è bene avere chiaro il quadro della situazione.

RadioactiveToy 13-03-2008 16:26

Quote:

Originariamente inviato da RadioactiveToy (Messaggio 21542627)
si, esatto, l'inps è a parte, tieni presente però che i contributi inps sono oneri deducibili e vengono quindi "scalati" dalla base imponibile su cui paghi le tasse.

per rifarmi al tuo esempio:
acquisto 100
vendo 140
inps 3
la base su cui calcolo le tasse non è 40 ma 37

Devo auto smentirmi, quanto detto sopra vale per le partite iva "normali", nel caso di regime dei minimi e di regime delle nuove iniziative imprenditoriali l'imposta, in quanto imposta sostitutiva, si applica sul reddito d'impresa senza tener conto degli eventali oneri deducibili/detraibili.
Quindi, nel caso di assenza di altri redditi questi oneri andrebbero "persi", da tenere presente come aspetto visto che si parla di circa 2800 euro all'anno.

Kewell 13-03-2008 23:01

Smentisco la smentita :p
Per il nuovo regime è disposto espressamente la deducibilità degli oneri previdenziali/assistenziale (le altre detrazioni/deduzioni - es. spese mediche, interessi su mutui - comunque, a meno di non possedere altri redditi non valgono)

RadioactiveToy 14-03-2008 13:37

Ops, allora chiedo perdono, devo picchiare la mia collega che mi ha dato informazioni sbagliate :D

pancia75 19-03-2008 14:40

Quote:

Originariamente inviato da RadioactiveToy (Messaggio 21558537)
Ops, allora chiedo perdono, devo picchiare la mia collega che mi ha dato informazioni sbagliate :D

Ciao!
Innanzitutto grazie a tutti per le gentili risposte!:)

Quindi,dopo smentite e contro smentite,ricapitolando vediamo se ho capito.
Per aver chiaro cosa mi rimane in tasca sempre seguendo l'esempio fatto:pago 100,rivendo a 140,inps 3. Tassazione calcolata quindi da (40-3) 37.
37- 20%= 29,6€. E' questo che mi rimarrebbe effettivamente in tasca?
E' tutto corretto?Ma l'inps 3 mi sembra un po' pochino..non si paga circa 2000/2800€ l'anno?
E un'altra cosa: ...ehmm...cosa vuol dire "deducibilità degli oneri previdenziali/assistenziale" "detrazioni" ecc?:rolleyes:
Ci capisco ancora veramente poco in questo campo.....:rolleyes: :confused:

Grazie ancora per la gentilezza e la precisione delle vostre risposte!!:)

pancia75 23-03-2008 21:28

nessuno mi sa confermare se ciò che ho scritto è corretto?:rolleyes: :(

cogand 25-03-2008 17:01

Mi intrufolo nella discussione per chiedere dei consigli semplici semplici a voi super esperti..
Allora sono in procinto di aprire la partita iva come geometra..
Diciamo che la maggiorparte dei miei profitti saranno costituiti da collaborazione tecniche..indi ritenuta d'acconto e 4% di contributi alla cassa verrano versati dall'azienda con cui intraprendo queste collaborazioni..
Ora quello che voglio chiedere a voi..
Con una previsione di introito di circa 9000€ per quest'anno mi consigliate di aprire una partita iva secondo il regime dei minimi???
Premetto che non prevedo di dedurmi granchè fatta eccezzione dei contributi previdenziali da versare alla cassa dei geometri..
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro prezioso aiuto..


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