Lucrezio
12-08-2005, 17:57
Apro questo thread con intenti non bellicosi...
I recenti attentati di Londra hanno scatenato le reazioni più disparate da aprte della comunità internazionale, dei leader religiosi, dei singoli individui.
Accuse, estremismi, esultanza ormai non stupiscono più nessuno: i cretini che festeggiano per strada sono - ahimé, in questo triste mondo malato - una quasi consuetudine, così come gli altrettanto cretini che inneggiano ad atti xenofobi (mi si perdoni un "cretini" per chi commenta "bisognerebbe bruciarli tutti").
Siamo preparati al papa che tuona ex cathedra dicendo che il terrorismo è un atto contro dio, mi turba che gli imam "illuminati", "moderati", residenti magari da anni in inghilterra piuttosto che in altri paesi occidentali, affermino che il terrorismo è "contro il corano".
Meglio: sono stupito da chi guarda con entusiasmo a queste uscite, parlando di apertura all'occidente, segnali di integrazione et al, e promettendo appoggio a questo "islam moderato", arma vincente nella lotta all'odio e al terrorismo (se il tono vi sembra sarcastico, avete ragione).
Un messaggio che dice testualmente "il terrorismo è un atto da condannare non perché viola le leggi del paese che ci ospita e di cui dovremmo - o vorremmo - essere cittadini, perché lo danneggia, perché è contro ogni regola della società civile, perché viola quel contratto che abbiamo firmato nel momento stesso in cui abbiamo pensato di vivere - fosse anche sol per un giorno, o per un ora - in un paese democratico, dotato di un codice civile, un codice penale, con i poteri separati e quant'altro, ma perché l'unica vera legge che i musulmani devono seguire, il corano, dice che è sbagliato" non può essere di integrazione. Tutt'altro.
E' un messaggio che dice che ci sono due pesi e due misure, e chi il principio forse più importante (conquista squisitamente liberale e me ne vanto) che sta alla base della nostra società è che la legge esiste ed è unica (direbbe Cauchy) e - soprattutto - è uguale per tutti. Ed è al di sopra di ogni credo, fede, ideologia.
Chi non rispetta la legge perde i suoi diritti, anche se rispetta una legge diversa. Questa è una condizione necessaria.
E se gli imam vogliono proprio dare un contributo all'integrazione - cosa auspicabile ma richiesta più ad un leader politico che a uno religioso - il corano farebbero bene a scordarselo mentre parlano. Perché la legge da seguire, grazie a dio, è un'altra.
I recenti attentati di Londra hanno scatenato le reazioni più disparate da aprte della comunità internazionale, dei leader religiosi, dei singoli individui.
Accuse, estremismi, esultanza ormai non stupiscono più nessuno: i cretini che festeggiano per strada sono - ahimé, in questo triste mondo malato - una quasi consuetudine, così come gli altrettanto cretini che inneggiano ad atti xenofobi (mi si perdoni un "cretini" per chi commenta "bisognerebbe bruciarli tutti").
Siamo preparati al papa che tuona ex cathedra dicendo che il terrorismo è un atto contro dio, mi turba che gli imam "illuminati", "moderati", residenti magari da anni in inghilterra piuttosto che in altri paesi occidentali, affermino che il terrorismo è "contro il corano".
Meglio: sono stupito da chi guarda con entusiasmo a queste uscite, parlando di apertura all'occidente, segnali di integrazione et al, e promettendo appoggio a questo "islam moderato", arma vincente nella lotta all'odio e al terrorismo (se il tono vi sembra sarcastico, avete ragione).
Un messaggio che dice testualmente "il terrorismo è un atto da condannare non perché viola le leggi del paese che ci ospita e di cui dovremmo - o vorremmo - essere cittadini, perché lo danneggia, perché è contro ogni regola della società civile, perché viola quel contratto che abbiamo firmato nel momento stesso in cui abbiamo pensato di vivere - fosse anche sol per un giorno, o per un ora - in un paese democratico, dotato di un codice civile, un codice penale, con i poteri separati e quant'altro, ma perché l'unica vera legge che i musulmani devono seguire, il corano, dice che è sbagliato" non può essere di integrazione. Tutt'altro.
E' un messaggio che dice che ci sono due pesi e due misure, e chi il principio forse più importante (conquista squisitamente liberale e me ne vanto) che sta alla base della nostra società è che la legge esiste ed è unica (direbbe Cauchy) e - soprattutto - è uguale per tutti. Ed è al di sopra di ogni credo, fede, ideologia.
Chi non rispetta la legge perde i suoi diritti, anche se rispetta una legge diversa. Questa è una condizione necessaria.
E se gli imam vogliono proprio dare un contributo all'integrazione - cosa auspicabile ma richiesta più ad un leader politico che a uno religioso - il corano farebbero bene a scordarselo mentre parlano. Perché la legge da seguire, grazie a dio, è un'altra.