View Full Version : Emergenza case; affitti stellari, immobili sfitti, cartolarizzazioni e sfratti
"Emergenza casa? Il governo è latitante"
Appello dell'Anci per un cambio di rotta sulle politiche abitative. Domenici: "Se ne occupi il Dpef. Vogliamo poteri contro l'evasione". L'80% degli italiani è proprietario dell'alloggio ma l'edilizia sociale sta sparendo. E gli affitti "strozzano" le famiglie. A RomaOne.it la proposta per le dismissioni
Ulisse Spinnato Vega
Roma, 16 giugno 2005 - Casa amara casa. Il mercato immobiliare sembra un treno in corsa che nessuno riesce a fermare. Le compravendite aumentano, i prezzi non calano. E la bolla speculativa non esplode. Nonostante ciò l'italiano non rinuncia all'alloggio di proprietà come "bene rifugio", anche se il disagio economico è ormai enorme soprattutto per le famiglie di reddito medio-basso e in particolare nelle grandi città. A Roma oltre mille nuclei rischiano lo sfratto e il Comune, in sintonia con l'associazione dei sindaci, denuncia da tempo la latitanza del governo sul terreno delle politiche abitative.
"Servono nuove abitazioni a prezzi modici e va rilanciato il mercato degli affitti", dice il presidente nazionale Anci Leonardo Domenici. Il sindaco di Firenze annuncia: "Cercheremo di far inserire nel prossimo Dpef un capitolo per la casa. E collegheremo il tema a quello della lotta all'evasione. I comuni - chiude - hanno bisogno di poteri e competenze per sostenere questa battaglia". Domenici fa continuamente la spola tra Firenze e Roma ma continua a lamentarsi: "Questi ci fanno venire giù inutilmente". Proroga degli sfratti di qualche mese e nulla piu: secondo i comuni non esiste un vero impegno da parte di Palazzo Chigi sull'emergenza casa, in un momento in cui le spese per un mutuo o per un canone di affitto incidono pesantemente sulle casse esauste dei bilanci familiari.
IL DISIMPEGNO DELLO STATO
Meno pubblico, meno cooperative e più privati. Un'indagine Cresme testimonia chiaramente la diminuzione del peso dello Stato nel mercato immobiliare. La produzione edilizia di nuovi alloggi sovvenzionati è crollata da 34mila abitazioni nel 1984 ad appena 1900 nel 2004. Il peso delle abitazioni sociali nel mercato è del 4% sul settore della locazione e del 21% sul patrimonio abitativo.
Nel frattempo la relazione trimestrale per il fabbisogno di cassa del ministero dell'Economia testimonia che i trasferimenti correnti alle Regioni sono passati da 1,7mld di euro nel 2002 a 1,1mld nella media 2003-2004. E i trasferimenti per l'edilizia residenziale sono diminuiti nell'ultimo triennio da 1,5mld a 808mln di euro. Inoltre l'Italia è al penultimo posto in Europa per la percentuale di sussidi alla casa rispetto al Pil: un malinconico 0,07, lontanissimo dal 1,90 della Francia.
Anche il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione (famiglie disagiate) è sceso dai 310mln di euro del 1999 ai 223mln previsti per il 2006. Nel frattempo, però, il mercato dei nuovi affitti è cresciuto del 49% a livello nazionale e dell'85% nelle grandi città (a Roma +91% con punte del +139%). Problema aggravato dal fatto che dal 1993 ad oggi gli alloggi pubblici in affitto sono passati da 1.100.000 ad appena 900.400 unità.
L'INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE
Nel 2005 il valore del patrimonio residenziale è di 3.522mld di euro. Il mercato delle compravendite nel 2004 è stato di 137,2mld. In Italia l'acquisto della casa resta obiettivo primario: solo il 19% delle abitazioni è destinato all'affitto. Negli ultimi 20 anni, come detto, il pubblico e le cooperative hanno fatto passi indietro, lasciando gran parte della torta a privati e imprese. Dunque c'è carenza di alloggi a prezzi sociali. Malgrado ciò il boom delle compravendite sembra inarrestabile: siamo ormai sul milione e 200mila l'anno e cresce l'indebitamento delle famiglie, che devono restituire alle banche qualcosa come 160mld di euro. Fattori della crescita sono "l'aumento del numero dei nuclei familiari, la maggior quantità di ricchezze accumulate, il buon tasso dei mutui (favorito dalla tanto vituperata moneta unica) e il rientro dei capitali dall'estero", precisa Francesco Toso, del Cresme, in sede di presentazione dello studio.
Quello dell'affitto resta invece un problema sociale gravissimo. E non solo per il dato sottostimato che riguarda un 16% di mercato sommerso. Circa 1.360.000 famiglie sono in difficoltà nel rapporto tra reddito e canone, con una quota di spesa per la casa che supera il 30%. Il fenomeno si va aggravando e "nel 2007 - prevede Toso - potrebbe riguardare 1.700.000 nuclei. In Italia non c'è abbastanza edilizia sociale che ammortizzi il problema. In una grande città, l'affitto medio supera i mille euro a fronte di redditi dei ceti operai e impiegatizi che raramente vanno oltre i 1400-1500 euro". La questione è ancora più grave per la popolazione immigrata, i fuorisede e gli anziani, che ormai vivono da soli nelle proprie abitazioni nella quota di 2.800.000 unità.
LA PROPOSTA ANCI PER LE DISMISSIONI DEGLI ENTI
In grandi città come Roma il tema delle dismissioni immobiliari da parte di grossi enti pubblici, privati e privatizzati è una delle piaghe più sanguinanti. Sono state 11mila le alienazioni da parte soprattutto di istituti previdenziali e assicurativi. Poi oltre 90mila con le due cartolarizzazioni. "Noi cerchiamo una mediazione tra ente e conduttore - dice Domenici a RomaOne.it - ogni tanto arriviamo a dei protocolli d'intesa coinvolgendo le banche. Ma più di questo non possiamo fare. E' tutto affidato alla nostra buona volontà, non ci sono indirizzi generali".
Angelo Rughetti, segretario generale Anci, invece rivela: "Abbiamo fatto una proposta al governo: ci facciamo carico degli immobili in fase di dismissione e poi lasciamo la locazione al conduttore economicamente a rischio. Oppure gli rivendiamo la casa attraverso procedure agevolate. Per l'erario non ci sono ricadute negative e chi abita nelle case degli enti non si vede sbattuto fuori dall'oggi al domani. Il problema è che il governo ci ha sempre risposto picche".
(RomaOne.it)
ARTICOLI E COMUNICATI VARI SULL'EMERGENZA CASA A ROMA, MILANO, TORINO, VENEZIA E NAPOLI
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Casa: a Roma è emergenza sfratti
Nostro servizio - Circa 16mila famiglie rischiano di restare senzatetto entro il 2006, la metà quest'anno. E il mercato dei canoni continua a crescere. A RomaOne.it l'Unione inquilini: "Serve una moratoria"
Ulisse Spinnato Vega
Roma, 24 gennaio 2005 - Le cifre sono da emergenza sociale, le soluzioni possibili ancora tante e anche un po' confuse. A Roma circa 16mila nuclei familiari rischiano di perdere la casa per sfratto entro il 2006 e la metà di loro già quest'anno potrebbe restare senza un tetto sulla testa. Le cifre, diffuse oggi dal Corriere della Sera, sono dell'Ufficio "Emergenza alloggiativa" del Comune. La maggioranza delle famiglie interessate vive di redditi bassi, molte hanno portatori di handicap a carico e spesso si tratta di nuclei composti da ultra sessantacinquenni: circa il 40 per cento delle totale subirà infatti il provvedimento per morosità. Addirittura 25mila sono poi le famiglie in attesa dell'assegnazione di una casa popolare a Roma. Nel 30 per cento dei casi si tratta di anziani, per un decimo i richiedenti sono cittadini stranieri.
Il fenomeno degli sfratti negli ultimi anni è in aumento: sono già 15mila i nuclei romani raggiunti dall'amara sentenza. Una piaga che, accoppiata alla folle corsa al rialzo del mercato immobiliare (748 euro mensili il canone medio per un alloggio in periferia, quasi mille in zona semicentrale), genera una miscela esplosiva, un mix che ha suscitato persino le attenzioni e la preoccupazione di Giovanni Paolo II. Senza dimenticare l'irruzione di 50 inquilini Gepra nell'emittente ReteOro, le ripetute proteste a San Lorenzo e le occupazioni promosse da "Action", l'organizzazione vicina ai centri sociali secondo cui "60mila sono gli inquilini in abitazioni interessate da vendite e svendite da cartolarizzazione, di cui il 20 per cento non può acquistare".
L'altra faccia della medaglia è rappresentata dai 115mila alloggi che risultano sfitti nel territorio del Comune di Roma: case che secondo l'Istat sono malinconicamente vuote. Per lo più si tratta comunque di seconde abitazioni o appartamenti di rappresentanza. Senza considerare che nella Capitale ci sono 5mila persone che occupano abusivamente una dimora.
La situazione dunque è allarmante. Anche il Prefetto Achille Serra si è detto preoccupato e ha lanciato un'idea: assegnare i beni confiscati definitivamente alla mafia alle persone in emergenza abitativa. Serra si è poi appellato a tutti gli attori coinvolti, istituzioni in testa, affinché si raggiunga una soluzione concertata. Il Campidoglio, dal canto suo, ha individuato con una delibera di giunta il target da raggiungere a breve termine. "Servono 13mila alloggi da realizzare in forme diversificate (recuperi, densificazioni, modifiche di destinazioni d'uso, nuove aree) verificando la compatibilità dell'obiettivo con le previsione del nuovo Piano regolatore", dice il provvedimento datato novembre scorso. Il Comune pensa anche a una "sanatoria degli alloggi comunali occupati abusivamente entro il 31 dicembre 2003" purché "in possesso dei requisiti Erp e previo pagamento della morosità pregressa". In modo tale da "combattere il fenomeno del subaffitto e della compravendita di alloggi di edilizia residenziale pubblica".
"È in atto un serio approfondimento sulla delibera programmatica sulle politiche abitative a Roma. Le proposte dell'Acer e di tutte le associazioni. possono trovare una cornice programmatica e credibile all'interno di questa delibera che è in discussione in Consiglio Comunale", dice l'assessore alle Politiche abitative di Roma, Claudio Minelli. E risponde così alla proposta dei costruttori di Roma che suona in queste ore quasi come una provocazione: dateci l'uno per cento del territorio comunale - dicono le imprese edili agli amministratori capitolini - e in 18 mesi consegneremo gli alloggi ai cittadini. Il presidente dell'Acer Silvano Susi ha incontrato stamattina Veltroni e ha chiarito il senso della cosiddetta "formula Dash" (due case per noi e una gratis al Comune). Un progetto che prevede la modifica del Piano regolatore, il quale "attualmente destina buona parte del territorio al verde", così da "ottenere un uno per cento per costruire. Ci dicano loro dove", si legge sul Corsera. L'Acer chiede dunque di cambiare la destinazione di certi terreni e renderli edificabili, in modo da "permettere al proprietario di tenere per sé il 20 per cento dell'area su cui poter costruire, in cambio dell'80 per cento da cedere gratuitamente al Comune".
Insomma, pare che tutti possano guadagnarci. Il problema è che nessuno ha fatto i conti con l'oste: e l'oste in questo caso sono i verdi e i movimenti ambientalisti, che malvolentieri accetterebbero le modifiche al Prg e la conseguente colata di cemento fresco.
LA POLEMICA TRA INQUILINI E AMBIENTALISTI
RomaOne.it raggiunge Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell'Unione inquilini. "Abbiamo lavorato molto a questo protocollo d'intesa - dice a proposito della delibera in discussione al Consiglio - E' chiaro che lo scopo è coinvolgere i privati in un discorso di cambiamento d'uso per le destinazioni sociali. La cosa preoccupante sono comunque i tempi di non realizzazione: si parla di due anni se tutto va bene. L'emergenza però è grave e precipita mese dopo mese". La soluzione tampone allora qual è? "La non esecuzione pratica degli sfratti, diciamo casa per casa - risponde - E poi bisogna ricostituire le commissioni prefettizie e gestirle in modo normativamente sostenibile, in modo da finalizzarle a programmi certi". Sulla sicura opposizione degli ambientalisti Simoni ribatte: "Ci facciano altre proposte, altrimenti faremo le baracche per gli sfrattati. L'ambientalismo deve anche avere una connotazione sociale, non me ne faccio nulla dell'ecologismo dei blocchi del traffico per chi ha tre macchine". Alla fine una previsione sul mercato immobiliare nel 2005: "L'abitativo tiene e il non abitativo aumenta - spiega il segretario dell'Unione inquilini - Il problema è che l'azionariato si diffonde poco e tutti continuano a buttarsi sugli immobili. Ma la bolla speculativa rischia di esplodere".
Pronta giunge a RomaOne.it la replica di Legambiente Lazio. "Sono 1.230.000 le abitazioni censite al 2004 nel Comune di Roma - dice il presidente Lorenzo Parlati - ossia più di 500 milioni di metri cubi con destinazione d uso residenziale, ma sembrerebbe che più case si costruiscono, meno case si trovano, anche se a Roma calano i residenti". "Ciò significa - aggiunge - che l'abnorme offerta abitativa, ha poco incrociato la domanda di abitazioni, specialmente per il mercato dell affitto, soprattutto perché quell offerta ha continuato a indirizzare la propria programmazione verso il solo mercato dell acquisto in proprietà della prima casa, e verso il mercato dell investimento del piccolo e medio risparmio nel mattone, quale ultimo bene rifugio. Allora il problema è davvero reale e serio, vanno garantite le figure sociali più disagiate, coloro che sono troppo ricchi per le 167 e troppo poveri per il mercato in proprietà e per gli affitti ai prezzi attuali".
Secondo Parlati, però, "per la soluzione di questo problema, non servono nuove case, ma il riequilibrio dell offerta, che ha un vantaggio per il nostro territorio in termini di risparmio del consumo di suolo, e anche per la maggiore velocità con cui si potrebbe affrontare la situazione. Le nostre 7 proposte permetterebbero di affrontare da subito l'emergenza casa, senza però toccare l'impianto fondamentale del Piano, peraltro da noi sottoposto a osservazioni proprio ai fini di ridurre ulteriormente il consumo di suolo". Per Legambiente dunque la delibera approvata dalla Giunta, è "foriera di modifiche perverse all'intero impianto del Piano approvato dal Consiglio Comunale a marzo del 2003". Infatti, denunciano gli ambientalisti, essa "nell'indicare la necessità di aggiornare e rivedere il Piano alla luce dell emergenza abitativa, e nell'individuare una serie di strumenti urbanistici, del tutto impropri, con i quali raggiungere l'obiettivo indicato (ossia 13mila nuovi appartamenti) apre il varco a modifiche del Piano che ormai pensavamo essere state derubricate in via definitiva dall attuale dibattito". E infatti, chiude Legambiente, "l'Acer, capita l'antifona, prontamente rilancia, ripristinando la richiesta di preservare l'1% del territorio, che attualmente il Piano indica quale Agro Romano vincolato, a fini edificatori. L 1% del territorio vuol dire 1.290 ettari, ossia una superficie pari a 6,5 volte la superficie di Villa Doria Pamphili".
(RomaOne.it)
ZK_news dettaglio
notizia inserita il: 15/02/2005
sgombero case ad Acilia
Oggi 14 febbraio alle 7.30 di mattina circa 100 fra poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa si sono presentati all'ex pronto soccorso di Acilia occupato sabato scorso da 30 nuclei familiari per effettuarne lo sgombero immediato.
Il comune di Roma nelle persone di Nicola Galloro, delegato all'emergenza casa, Claudio Minnelli, assessore al patrimonio e Luca Odevaine vicecapo del gabinetto del sindaco, hanno ignorato da subito le richieste degli occupanti di fissare un tavolo di trattative già a partire da lunedi', lasciando in mano alla questura la risoluzione del problema.
L'emergenza casa nella città di Roma, che ha ormai raggiunto livelli insostenibili, non vede soluzioni reali da parte di chi amministra i soldi pubblici ed è quindi responsabile di trovare una soluzione: per anni, in questa citta', l'unica politica edilizia e' stata quella delle concessioni alle grandi lobby del mattone che hanno prodotto un innalzamento dell' 80% degli affitti e la scomparsa delle case popolari; a tutto questo si somma la svendita infame del patrimonio pubblico (cartolarizzazioni), gia praticata dal centro sinistra e che oggi per mano del governo di destra vede migliaia di famiglie in mezzo ad una strada impossibilitate a comprare gli alloggi nei quali sono vissute per anni ad affitti popolari.
Risolvere l'emergenza abitativa schierando centinaia di guardie e' ormai una soluzione che da mesi stanno usando Comune e Regione: gli sgomberi del "Santa Maria della pieta'" , del "San Michele" e di oggi - mentre venivamo sgomberati noi, stessa sorte è toccata agli occupanti di Action in zona Romanina - rappresentano la "linea dura" che le amministrazioni e il prefetto Serra hanno deciso di adottare contro i movimenti di lotta per la casa; mentre sgombera gli occupanti, lo stesso consiglio comunale ritiene che discutere una delibera di Giunta inefficace negli intenti e limitata nei finanziamenti sia sufficiente a far fronte alla situazione nella capitale.
Tutto questo succede alla vigilia della visita degli osservatori internazionali dell'onu, chiamati dallo stesso comune di Roma per visionare lo stato dell'emergenza abitativa nella citta': una chiara operazione di facciata che ha solo l'intento della propaganda per le prossime elezioni politiche locali e nazionali: per questo invitiamo tutte e tutti alle prossime mobilitazioni e al corteo di mecoledi 16 (h. 16,30) dal Colosseo al Campidoglio dove affermeremo con forza che continueremo a lottare uniti per il diritto alla casa per tutti e tutte!!!
Noi senza casa voi senza vergogna.
Dateci le case e poi ne riparliamo.
COORDINAMENTO CITTADINO DI LOTTA PER LA CASA
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Emergenza casa a Milano: l'immobilità del Comune
Milano, settembre 2004
Pubblicato su “il metallurgico” - settembre 2004
La situazione della casa oggi a Milano è drammatica.
Purtroppo è figlia di una legge promulgata sotto il governo del centro sinistra.
Una legge, dimostratasi poi troppo ottimista, che ha lasciato di fatto il problema abitativo in mano al libero mercato, realizzando solo due correttivi sociali.
E’ stato introdotto infatti il "Canone sociale" oltre agli affitti regolati dal libero mercato, ma è talmente poco utilizzato (a Milano circa un centinaio di alloggi) che è servito ben poco a sistemare una situazione decisamente squilibrata.
Poi è stato introdotto un contributo di integrazione del reddito rispetto al canone per chi è in situazioni economiche disagiate.
Questa iniziativa, di per sé valida, è stata sviluppata troppo lentamente.
Inoltre ogni anno deve essere finanziata nuovamente: l'anno scorso, ad esempio, ne è stata finanziata solo una parte.
Insomma, quando sembrava che il contributo di integrazione al reddito funzionasse, sono stati tagliati i fondi per sostenerlo.
Di fronte a questi fallimentari correttivi al libero mercato degli alloggi il Comune è rimasto immobile.
In questi anni a Milano si costruiscono circa 100 alloggi popolari all'anno, mentre negli anni sessanta e settanta se ne costruivano fino a ottomila all'anno.
Senza arrivare a questi picchi, le cifre di oggi sono oggettivamente ridicole a fronte alla domanda di alloggi con affitti calmierati stimabile al ribasso intorno alle 30 mila unità, ma che più verosimilmente si attesta intorno alle 50 mila.
Per rispondere a questo incredibile divario tra domanda e offerta, il Comune dichiara provvedimenti che rimangono sulla carta.
Nel piano di riqualificazione dell'area ex Maserati, ad esempio, sono previsti circa 150 alloggi popolari, un altro centinaio nell'area ex OM, altri duecento circa al Sieroterapico.
Non viene detto però che la costruzione di questi alloggi è vincolata a finanziamenti statali e regionali che non arrivano.
Quindi questi numeri, che già sono modesti, rimangono solo intenzioni e non si trasformano in realtà.
E’ incredibile poi come il sindaco Albertini davanti a questa situazione paradossale affermi che il costo degli affitti è un bene perché significa che Milano è apprezzata.
Questa amministrazione dimostra così di non avere nessuna attenzione alla gente.
Si occupano solo di grandi progetti, come i grattacieli e la nuova Fiera, per le case dei milanesi non hanno nessuna attenzione.
Noi di contro proponiamo di mettere a disposizione per cooperative edilizie o anche privati aree a prezzi inferiori a quelli di mercato a patto che siano realizzate abitazioni ad affitti calmierati.
Il Comune poi ha ingenti patrimoni, che al posto di essere venduti per recuperare soldi destinati a progetti che interessano poco ai normali cittadini, potrebbero essere riqualificati per alloggi popolari.
Si potrebbe portare l'ICI in questi casi dal 5% allo 0% e non solo al 4% come ora.
Si potrebbe anche pensare dl ridurre l'ICI per l'Aler in maniera progressiva obbligandolo a utilizzare queste somme risparmiate per nuovi alloggi.
Infine pochi sanno che a Milano ci sono 4-5000 monolocali popolari che non possono essere assegnati perché sotto i minimi di metratura (30 mq) del regolamento comunale.
Se la Regione li mettesse a disposizione dell’Aler, potrebbero essere disponibili per giovani, studenti o soggetti emarginati per un reinserimento sociale.
Sandro Antoniazzi
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inchiesta: emergenza casa] Caro affitto sotto la Mole
di Riccardo Castagneri
25/05/2005
Il 42% dei torinesi vive con la sindrome della quarta settimana. Il problema più assillante è costituito dal caro vita. Quasi sei abitanti su dieci vive la propria situazione economica con un tasso variabile, comunque sensibile, di disagio. I dati Istat, definiti un fenomeno paranormale dalle associazioni consumatori, determinano l'inflazione al 2,3%, secondo il prestigioso Insee, istituto internazionale di statistica, l'inflazione reale è percepita al 23% Questione di virgole. Il motivo principale delle preoccupazioni della gente comune risponde alla voce "problema abitazione". Ovviamente sul governo ricadono grosse responsabilità riguardo alla situazione contingente, ha praticato una linea politica avversa al sociale, anche solo aumentando le tasse sugli immobili e sulle operazioni allegate, ad esempio le imposte di registro e dei contratti di locazione.
Ma anche diminuendo la pressione fiscale sui redditi elevati, mantenendole invariate sui redditi medio bassi. Ciò, in un Paese dove i posti di lavoro a rischio nel settore industriale raggiungono il mezzo milione, ha prodotto effetti disastrosi. Torino, polo industriale per eccellenza, soffre in misura maggiore questa realtà. Dati Nomisma dicono che con l'attuazione della legge 431\98, che liberalizzava i contratti di locazione, dal 2000 al 2004, i canoni sono aumentati del 49%. Contemporaneamente è cresciuta la povertà per la classe di reddito delle famiglie in affitto, cioè nuclei che dispongono di circa 10.000 curo netti l'anno, un'abitazione a parametri di mercato incide con un'onerosità straordinariamente elevata, pari al 43% del reddito. Il massimo tollerabile si attesta al 30%
Giovanni Baratta, segretario del Sicet provinciale, il braccio della Cisl che si occupa di problematiche abitative, dipinge un quadro inquietante. "Si é presentato, uno studente universitario che occupa una camera in un alloggio, 18 metri quadrati arredati con un letto, un comodino ed un armadio, Cucina e bagno in comune, condivisi con ragazzi sistemati in altre tre stanze. Ciascuno di loro paga 350 euro mensili. Un extracomunitario affitta un tugurio in zona Lingotto, casa di ringhiera servizi senza bagno e doccia sul ballatoio. Un pagliericcio quale unico arredo, non più di 14 metri quadrati. La pigione da corrispondere, 300 euro al mese, in nero".
Ancora un esempio, forse il più toccante. "Un pensionato, percepisce la minima, 516 euro al mese. Canone d'affitto 300 euro, che paga regolarmente perché terrorizzato dalla prospettiva di uno sfratto per morosità. Spende, senza scialare, almeno 380 euro per poter mangiare. Non può usufruire dei servizi assistenziali previsti dal Comune perché proprietario di un bilocale occupato dal figlio, disoccupato e dalla famiglia di questo. Naturalmente nulla gli viene corrisposto. L'eccedenza mensile dell'anziano supera i 150 euro. Ha "risolto" il problema attraverso un accordo con il discount sotto casa. Il gestore gli ha concesso una specie di linea di credito, con un tasso d'interesse pari al 20% annuo. Il pensionato vi fa fronte con la tredicesima e con il saltuario aiuto di suo figlio". Il sindacato è intervenuto, però il proprietario dei supermercati non è penalmente perseguibile, il tasso di interesse applicato non rientra nei parametri dell'usura.
Che cosa si sta facendo per ovviate a queste storie di ordinario disagio? Come si ostacola questa deriva? Sicuramente è necessario prendere atto del fallimento totale della legge 431/98, bisogna perseguire una politica che sappia ripristinare un equilibrio contrattuale tra le parti, condizione irrealizzabile in regime di libero mercato. "A Torino, spiega Baratta abbiamo stimato il bisogno abitativo in cima 12.000 alloggi. Si tratta di una cifra importante, ma non impossibile da affrontare. Il Sicet ha ideato il progetto "insieme per la casa", con lo scopo di reperire unità abitative per chi fa fatica a trovarle. Ci siamo in pane riusciti, chiedendo ed ottenendo sgravi fiscali per i proprietari che avessero stipulato contratti di locazione in regime concordato ed aumentando l'ICI sugli affitti liberi. Torino nel 2004 ha aumentato l'imposta comunale sugli immobili al 7 per mille, azzerandola per gli accordi concordati.
Ma i comuni dovrebbero faro di più, conoscono i drammi sociali dei precari abitativi, ma non fanno le scelte conseguenti, non stanziano risorse, non prevedono spazi per l'edilizia sociale". Il quadro si presenta in tutta la sua complessità, le Istituzioni preposte devono affrontarlo con una linea politica che ne delinei se non la soluzione, quanto meno ne attenui il disagio. Certamente la panacea non si deve ridurre a sezioni di Tribunali ingolfate da cause di sfratti per morosità. O peggio, a qualche spot mal riuscito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal quale si apprende che, per incanto, il potere d'acquisto delle famiglie è aumentato. Si semplifica una questione molto complicata, con facile e pericolosa demagogia.
(rivistaonline.com)
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Pubblicato il 23 giugno 2005 da Il Gazzettino.
Venezia capitale italiana del caro-affitti
IL CASO Dal 1998 sono cresciuti del 139\%. Dai Consumatori esposti nelle Procure e la proposta di abbattere l’Ici a chi dà la casa in regola
Venezia
Venezia capitale del caro-affitti. È questo il nuovo primato della città lagunare che, sul fronte delle locazioni, offre appartamenti e abitazioni al costo medio di 1.520 euro al mese. Un salto vertiginoso raggiunto in pochissimi anni visto che dal '98 al 2004 il canone mensile è cresciuto del 139 per cento, aumento record in Italia: a Venezia, insomma, se "bastavano" 600 euro sette anni fa, ora serve una cifra più che doppia. Nessuna città ha saputo fare "meglio": Napoli è seconda con il 105 per cento, Milano terza col 92 e poi Roma, quarta, con il 91. Ma il Veneto può contare (si fa per dire) anche sull'exploit di Padova (+73\%) e, dal '99 al 2003, su quelli di Verona (+76,8\%) e Vicenza (48,8\%). Sono questi i dati da brividi (almeno li fa venire a chi sta cercando casa) sfornati dall'Anci-Cresme che nei giorni scorsi ha presentato una ricerca sulle politiche abitative nel nostro Paese. Quanto basta per capire che il mercato degli affitti nella nostra regione viaggia a ritmi esagerati rispetto a quelli, pur elevati, del resto d'Italia: negli ultimi sette anni i canoni sono lievitati del 49 per cento a livello nazionale, dell'85 per cento nelle grandi città e del 67 nei capoluoghi di provincia.A ciò si aggiunge, e forse ne è una conseguenza diretta, il fenomeno del sommerso denunciato dai consumatori del Codacons che, oltre a prevedere ulteriori aumenti nell'ordine dell'8 per cento nel 2005, hanno fornito dei dati relativi agli alloggi locati in nero i cui prezzi a Venezia, Padova, Verona e Treviso oscillerebbero tra i 250 e i 500 euro.
Sulla base della ricerca Anci-Cresme è partita ieri una doppia iniziativa da parte dello stesso Codacons e della Listaconsumatori con l'appoggio di Antonio Di Pietro (Italia dei Valori): la prima è una proposta di legge per l'abbattimento dell'Ici per i proprietari che affittano la casa a canone concordato, la seconda è la presentazione di un esposto alle Procure della Repubblica di tutte le città del Veneto (ma anche di quelle fuori regione) per l'accertamento dei reati di truffa, estorsione e evasione fiscale per tutti gli affittuari di immobili in nero.
I consumatori, insomma, sono impegnati su due fronti per risolvere l'emergenza casa. Sul piano legislativo esce allo scoperto Di Pietro che, facendo sua la proposta di legge del Codacons, la prossima settimana la presenterà in Parlamento: "Se non fosse presa in considerazione, l'abbineremo alle presentazioni necessarie per le primarie come punto programmatico per i primi cento giorni di governo del centrosinistra".Ma è nel Veneto che trova forza la seconda crociata contro l'emersione degli affitti non registrati. Al di là dell'esposto alle Procure, i responsabili di Listaconsumatori e Codacons sono pronti a raccogliere le denunce degli inquilini costretti a vivere senza contratto. Le due associazioni offrono tutela legale a chi, in particolare studenti, giovani sposi e immigrati, è alle prese con casi del genere: "Per chi affitta stanze e letti a 500 euro a persona sono ipotizzabili reati di truffa in merito alla tipologia contrattuale adoperata, di estorsione in merito al pagamento dei canoni di locazione particolarmente onerosi e al trattenimento del deposito cauzionale e di evasione fiscale in merito al mancato versamento della tassa di registro. Non chiederemo risarcimenti milionari ma cifre simboliche, fino al sequestro dei vani fuori legge".
Ma l'emergenza-casa non riguarda solo il caro-affitti o gli affitti in nero. Il Codacons denuncia anche l'eccessivo indebitamento degli italiani per l'acquisto degli immobili (l'esposizione con le banche sarebbe di 160 miliardi di euro, con una crescita del 130 per cento negli ultimi cinque anni) e il forte taglio degli investimenti pubblici (le abitazioni costruite con sovvenzioni pubbliche sono scese da 34 mila a 1.900 negli ultimi venti anni e il fondo di sostegno alla locazione si è ridotto dai 440 milioni di euro del 2000 a 236 milioni dello scorso anno). E il caso-Venezia è unico in Italia anche sul fronte acquisti. "Il costo di una casa nel centro storico lagunare è raddoppiato - dice ancora Il Codacons - ovvio che sia successo lo stesso agli affitti. Ma tutto il sistema abitativo è in una spirale obbligata, bisogna fermarla".
Andrea Regazzi
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Emergenza casa
Il diritto alla casa continua a subire attacchi durissimi dai processi di privatizzazione. Napoli ne rappresenta un caso emblematico
di Alessandro Fucito
La casa è un diritto negato, dalle politiche abitative di stampo liberista adottate da almeno undici anni in italia, da governi troppo condizionati dalle lobby finanziarie e speculative. Più forte è il bisogno di casa nelle città metropolitane, laddove vecchie e nuove dinamiche speculative condizionano pesantemente la vita di lavoratori, disoccupati, pensionati e studenti. Proviamo ad analizzare il contesto sociale in cui si inserisce la nostra azione politica. La liberalizzazione dei fitti (1992) ha dato il via a massicci processi di espulsione di migliaia di nuclei familiari, dai quartieri centrali o presunti residenziali della citta', verso le estreme periferie e "l'impreparata" provincia napoletana; Negli ultimi dieci anni circa duecentomila persone hanno dovuto lasciare la città per andare ad affollare paesi cresciuti nell'abusivismo e nella carenza cronica di servizi e collegamenti. Interi quartieri napoletani si sono trasformati in concentrazioni di uffici e di attività del terziario avanzato fonte di un'esponenziale aumento dei fitti e di conseguenti migrazioni forzate. Il recupero alla vivibilità di aree del centro storico ha coinciso con l'intervento speculativo e la modifica del tessuto sociale; piccole e grandi riqualificazioni urbanistiche ricollocano zone della città nella categoria della "vivibilità" ,rispetto al degrado di altri quartieri, e ciò produce l' immediato aumento dei fitti. La progettazione della più grande opera di riqualificazione urbanistica di Europa,quella dell'area di Bagnoli, ha già causato migliaia di sfratti a danno dell'insediamento di ex operai che per decenni ha vissuto intorno al distretto industriale. L'altra Napoli, quella del 40% di disoccupazione e del reddito pro-capite più basso d'Italia, è esausta: è vittima di sfratti, incorre in morosità, attende un alloggio pubblico, insieme alle migliaia di abitanti di alloggi impropri, ai senza tetto storici, agli iscritti nelle graduatorie dei tanti bandi susseguitisi negli anni. La Napoli dell'esclusione sociale non intravede una prospettiva, vive l'angoscia dell'incertezza di tanti giovani o non più tali per i quali la casa è diventata un utopia; come agli inizi del secolo ritornano forme di coabitazione, condizione necessaria per reggere affitti, ormai troppo onerosi. Circa seimila, secondo i dati ufficiali (sfrattati e beneficiari della proroga,abitanti in alloggi impropri), i nuclei familiari in cerca di abitazione, ma la realtà parla di numeri davvero preoccupanti. I processi di svendita del patrimonio pubblico degli IACP disciplinati dalla legge 560/93 (privatizzazione buona?) hanno allargato ancor più la fascia della precarietà abitativa, colpendo inesorabilmente anziani, che per un'intera vita hanno corrisposto canoni di affitto; disastroso, anche a Napoli, l' esito della così detta "cartolarizzazione delle case degli enti a seguito del noto decreto che ne impone la vendita in blocco a colossi finanziari (vedi PIRELLI) che ne ripropongono l'acquisto agli inquilini al valore di mercato o peggio optano per lo sfratto immediato; tali beni, in ogni caso, non rientrano più ad alcun titolo nella disponibilità dell'ente locale. In questo quadro si è sviluppata nel corso degli ultimi anni l'azione politica del PRC , la sua iniziativa e la proposta istituzionale tesa ad inserire elementi di controtendenza ed a dare sbocco politico alle giuste rivendicazioni e richieste dei tanti comitati nati per contrastare dismissioni, per rivendicare il diritto alla casa e alla residenza per studenti, per ottenere interventi manutentivi adeguati in un patrimonio pubblico di 25.000 alloggi. Questa è stata la battaglia con un ente gestore (ROMEO IMMOBILIARE) "esclusivista nazionale nella gestione di tutti i patrimoni pubblici delle grandi città" cui nemmeno il ricorso alla magistratura (fortemente voluto dal PRC) è valso per la rescissione del contratto, nonostante le gravi inadempienze e la scarsa trasparenza nella gestione. Nel corso dell'anno duemila nasceva, con l'appoggio politico ed istituzionale del PRC, il "comitato-antisfratto, che partendo dal blocco materiale degli sfratti ed in particolar modo quelli a danno di anziani e disabili, apriva in città un forte elemento di contraddizione. L' esperienza del comitato antisfratto, che ha impedito con l'interposizione fisica ben 150 sfratti costituiva una pratica sociale collettiva e una sinergia tra soggetti che conduceva alla elaborazione di una piattaforma sociale e costruiva una solida interlocuzione con gli EE.LL attraverso il PRC. Non a caso, più volte, è partita da Napoli attraverso il sindaco Iervolino la forte richiesta al governo di prorogare l'esecuzione degli sfratti, almeno per ultrasessantacinquenni e disabili come oggi disposto e sino al 30/06/04, così come la corretta applicazione delle norme disciplinanti le proroghe spesso eluse,ma pretendendo l'osservanza di quanto predisposto dal competente servizio comunale. Efficace l'azione realizzata nella velocizzazione della corresponsione dei contributi all'affitto, assoggettati a norme contabili che hanno costretto in passato circa settemila nuclei familiari a lunghissime attese. La fase difensiva è stata superata nell'azione amministrativa di una città con maggioranza di centro-sinistra e PRC; il consiglio comunale ha sbloccato fondi (100 mld di vecchie lire) per l'acquisto di alloggi, la giunta sta predisponendo il bando per l'attivazione di fondi regionali per l'edilizia destinati a fasce deboli ed utili alla realizzazione di circa 800 alloggi, sono allo studio misure per l'utilizzo di fondi regionali destinati alle residenze per anziani. E' in campo la proposta del PRC: una seria ricognizione del patrimonio pubblico capace di svelare i soprusi compiuti in una città che per lunghi anni ha conosciuto la pratica clientelare quale unica regolatrice di ogni rapporto pubblico così come esistono studi per la riconversione di edifici pubblici a scopi residenziali, arginando la tendenza della cessione a privati (talvolta benevolmente)di tali strutture per la realizzazione di strutture turistiche.Il Consiglio comunale ha inoltre votato una mozione che impegna l'amministrazione a stipulare accordi con il ministero dell'interno per il controllo delle case ufficialmente sfitte ma in realtà con locazioni irregolari e lesive del diritto degli studenti di accedere alle borse di studio, degli inquilini ai contributi all'affitto. I tagli del governo nell'ultima finanziaria incideranno pesantemente su tale misura pregiudicando la validità di uno strumento non risolutivo ma effettivamente utile per migliaia di cittadini a reddito medio-basso. E' attivo un tavolo tra più assessorati per realizzare, su proposta del PRC, residenze per immigrati con l'impiego di fondi regionali e residui stanziamenti della legge 219/81. Ci opponiamo ad ogni progetto di dismissione del patrimonio comunale di edilizia residenziale pubblica; altro discorso riguarda la parte residua del patrimonio cosiddetto disponibile (locali commerciali,immobili in zone centrali o di pregio),solo se alla cessione di parte dovessero corrispondere precisi reinvestimenti in politiche abitative. Tali proposte si sviluppano tuttavia nell'assenza totale di un programma nazionale del governo; nessuno stanziamento per l'edilizia residenziale pubblica negli ultimi anni, ma tagli ai comuni ed alle regioni oggi in grande difficoltà nell'affrontare l'emergenza casa; i processi di privatizzazione segnano il passaggio verso un modello fortemente liberista. Un recente studio del SUNIA riferisce di un'emergenza casa che già nei prossimi cinque anni riguarderà milioni di cittadini italiani e si approssima sempre più il modello americano laddove non solo i senza reddito ma anche i lavoratori a reddito basso non hanno fissa dimora perché fuori dal mercato degli affitti. Si aprono scenari per una grande vertenza di massa capace di scuotere nei prossimi anni la società italiana; il contributo del PRC di Napoli va nella direzione della costruzione di una solida piattaforma nazionale capace di parlare a milioni di persone, comitati e movimenti ed aprire su questo tema una interlocuzione con il centro-sinistra nazionale.
(rifondazione.it)
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Ma la politica del governo sulla casa è contestata anche da destra, da Organizzazioni (Occupazioni a Scopo Abitativo)come Casaditalia e, a Roma, CasaPound.
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Abbiamo occupato!
Abbiamo occupato uno stabile vuoto da molti anni.
Abbiamo dato casa a 20 famiglie
Siamo ITALIANI
Non siamo emarginati sociali.
Siamo lavoratori, studenti, madri e padri
TUTTI PRECARI
Come voi !
Non per scelta
In una città dove gli affitti sono più alti degli stipendi, in un Paese dove avere un figlio è diventato un lusso, dove mettere su famiglia vuol dire iniziare una pericolosa scalata.
I nostri anziani cercano cibo nei cassonetti. Ai giovani, quando raramente non lavorano in nero, spettano solo lavori senza garanzie, contratti a tempo e nessuna speranza di poter ricevere una pensione mentre il sistema finanziario concede i mutui solo a chi può garantire un posto fisso o un’altra proprietà immobiliare a garanzia.
Il costo della vita è alle stelle e arrivare a fine mese è una scommessa quotidiana.
In quest’emergenza sociale e abitativa, alcuni italiani e molti gruppi finanziari speculano, accumulano, comprano, sfrattano e affittano. Lo STATO vende le sue case, con i suoi cittadini dentro, a potentissime multinazionali e alle banche che alzano l’affitto fino al 200%!
Casapound
combatte tutto questo
perchè la casa è un diritto
di tutti gli italiani
e il carovita è un crimine
Casapound rappresenterà un punto d’incontro:
Centro assistenza legale e fiscale, sala conferenze, Centro ricreativo per gli anziani, doposcuola, luogo di confronto culturale per tutti !
Casa Pound non è però esclusivamente case occupate. Al primo piano dello stabile apriremo spazi sociali. Creeremo degli sportelli per aiutare gli Italiani caduti nelle trappole delle varie usure: consulenza fiscale, consulenza legale, luoghi di dibattito culturale e di recupero delle tradizioni.
(casapound.org)
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sempreio
25-07-2005, 07:08
spero solo che il prossimo dgoverno tassi le rendite immobiliari dalla seconda casa in poi, allora vedi come il mercato delle case crolla.... ;)
ma siamo in italia......... :rolleyes:
"non sono ne di sinistra ne di destra figuriamoci di centro": anche io, e proprio per questo motivo ho postato sia un testo di rifondazione che un altro di casapound (destra non di governo).
Imho il mercato è destinato a crollare a breve.
LightIntoDarkness
25-07-2005, 09:04
Imho il mercato è destinato a crollare a breve.
Speriamo. Da cosa lo deduci?
Speriamo. Da cosa lo deduci?
Oramai stanno costruendo a raffica nonostante interi palazzi rimangono invenduti (ne ho due esempi vicino a casa); molte famiglie sono insolventi, ma le banche sono restie a rivalersi sulla casa per paura di far crollare il mercato.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 09:26
Quello degli alloggi, sia in affitto che non, è un problema irrisolvibile IMHO, una spirale senza fine.
Qui da me, ma vedo ovunque ormai, è impossibile trovare un appartamento di due locali, in affitto, a meno di 500 euruo (ma ci si deve accontentare proprio di un rottame, sempre che lo si trovi).
Non vale nemmeno più il detto "per tanto così pago un mutuo", visto che le case nuove PARTONO dai 3000 euro al metro quadro.
Ecco perché dico che è irrisolvibile: chi compra a tanto non venderà mai a meno, chi affitta (pochissimi) lo farà a prezzi sempre più alti.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 09:28
Imho il mercato è destinato a crollare a breve.
CHi ha comprato a tot rivenderebbe a meno?ù
Il nuovo che fino a ieri costava 100 domani lo venderanno a 70? Purtroppo dubito.
LightIntoDarkness
25-07-2005, 09:57
CHi ha comprato a tot rivenderebbe a meno?ù
Il nuovo che fino a ieri costava 100 domani lo venderanno a 70? Purtroppo dubito.
Effettivamente...
... ma le altre bolle speculative come sono scoppiate? (ve lo chiedo in quanto non lo so, non è una povocazione :) )
CHi ha comprato a tot rivenderebbe a meno?ù
Il nuovo che fino a ieri costava 100 domani lo venderanno a 70? Purtroppo dubito.
Non ho detto questo.
Molte famiglie, purtroppo per loro, sono insolventi con la banca. Ma la stessa non fa ciò che la legge gli consente, visto che ha incassato una parte del mutuo e l'immobile andrebbe sicuramente venduto ad un prezzo inferiore a quello di mercato. Tante famiglie insolventi (come di fatto è) = tante case che diverrebbero proprietà della banca; ciò si tradurrebbe in una rivendita a prezzo "scontato" rispetto al mercato. Se partisse questa sorta di "saldi" tutti si fionderebbero a comprare queste case, o comunque aspetterebbero un'occasione simile; da qui la mancata vendita delle abitazioni nuove causata dall'evidente differenza di prezzo.............che porterebbe a?
Alessandro Bordin
25-07-2005, 10:15
Effettivamente...
... ma le altre bolle speculative come sono scoppiate? (ve lo chiedo in quanto non lo so, non è una povocazione :) )
Mai visto una bolla speculativa scoppiare infatti :D :(
Alessandro Bordin
25-07-2005, 10:16
; ciò si tradurrebbe in una rivendita a prezzo "scontato" rispetto al mercato.
Il problema è proprio qui, IMHO. Nessuno venderebbe comunque a prezzo scontato.
Mai visto una bolla speculativa scoppiare infatti :D :(
Se la bolla speculativa scoppia, i prezzi vengono riportati ai valori originari di mercato, facendo perdere agli investitori parte o gran parte del capitale, in caso contrario non si può dire che sia scoppiata alcuna bolla. :p
Se il trend continua, voglio vedere chi farà un mutuo per comprarsi un buco da 60mq che costa come un attico a Cortina. State sicuri che non si può andare avanti all'infinito.
Il problema è proprio qui, IMHO. Nessuno venderebbe comunque a prezzo scontato.
Il singolo privato è molto difficile che lo faccia, ma il grande speculatore quasi sempre palazzinaro (ecco perchè sono così ricchi e disprezzati sopratutto a roma) è possibile che lo faccia in quanto ha ancora margini di guadagno, anche vendendo a prezzo minore.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 10:31
State sicuri che non si può andare avanti all'infinito.
Poco ma sicuro, ma non vedo segnali diversi.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 10:34
Se la bolla speculativa scoppia, i prezzi vengono riportati ai valori originari di mercato, facendo perdere agli investitori parte o gran parte del capitale...
Infatti. Il problema è che la cosa è probabile quanto una telefonata di Cameron Diaz, adesso, che chiede di fare sesso con tre persone contemporaneamente, ovviamente io, tu e login :D
Infatti. Il problema è che la cosa è probabile quanto una telefonata di Cameron Diaz, adesso, che chiede di fare sesso con tre persone contemporaneamente, ovviamente io, tu e login :D
Mi ha chiamato!! :eek: :oink:
Alessandro Bordin
25-07-2005, 10:45
Mi ha chiamato!! :eek: :oink:
:D
Freeride
25-07-2005, 10:53
Poco ma sicuro, ma non vedo segnali diversi.
"non si può andare avanti all'infinito" però "nessuno venderebbe comunque a prezzo scontato": non riesco ha risolvere questa equazione! :confused:
"non si può andare avanti all'infinito" però "nessuno venderebbe comunque a prezzo scontato": non riesco ha risolvere questa equazione! :confused:
Sostituisci il secondo fattore con: i soldi son sempre quelli, con i quali devi anche mangiare, pagare le bollette ecc... ;)
Secondo voi potrebbe quindi partire il mercato dei prefabbricati?
Alessandro Bordin
25-07-2005, 11:51
Secondo voi potrebbe quindi partire il mercato dei prefabbricati?
Hai visto cosa costano anche quelli? :mbe:
Mi sono informato, si parte dai 1000 fino ad arrivare a 3000 euro al metro quadro. Sono bellissimi ma... a questo bisogna aggiungere un terreno edificabile, che ha prezzi assurdi. Alla fine ti costa di più.
Dai raga, se siamo un bel gruppetto che si compra il camper magari ci fanno lo sconto quantità. :D
Hai visto cosa costano anche quelli? :mbe:
Mi sono informato, si parte dai 1000 fino ad arrivare a 3000 euro al metro quadro. Sono bellissimi ma... a questo bisogna aggiungere un terreno edificabile, che ha prezzi assurdi. Alla fine ti costa di più.
Beh, dipende dal prefabbricato. E poi a cosa serve il terreno edificabile? Non sono degli immobili in quanto non sono "ancorati al terreno". Quindi basta un qualsiasi campo ad uso coltivazione, a quanto ne so...o vuoi dirmi che hanno già fatto la legge ad hoc?
Dai raga, se siamo un bel gruppetto che si compra il camper magari ci fanno lo sconto quantità. :D
Se continuano così sorgeranno le favelas di prefabbricati cinesi nelle periferie delle città.
FastFreddy
25-07-2005, 11:59
Tutto è cominciato con l'arrivo delle agenzie immobiliari, che hanno tutti gli interessi a far stare alto il costo degli immobili.....
Se le pratiche per la compravendita delle case fossero più snelle, moltissima gente potrebe fare a meno delle agenzie....
spero solo che il prossimo dgoverno tassi le rendite immobiliari dalla seconda casa in poi, allora vedi come il mercato delle case crolla.... ;)
ma siamo in italia......... :rolleyes:
La mia famiglia ha una casa di proprietà e una seconda casa su per i monti, dove in pratica stava mio padre un tempo.
Questa seconda casa è veramente uno schifo.. il fatto è che viene considerata come seconda casa e quando si tratta di pagare le tasse universitarie mi trovo a pagare le tasse praticamente che paga un miliardario.. perchè ai fini del calcolo dello stato di famiglia fanno figurare come reddito il 20% del valore ICI della casa...
A parte il fatto che chi cavolo ha deciso quel 20%?? In secondo luogo queste normative penalizzano le persone che hanno una vecchia seconda casa nei paesini sperduti da dove tutti scappano, ponendoli sullo stesso piano di chi ha una casa in Milano centro.
Io sono dell'idea che ci debba essere una forte tassazione su chi ha la seconda, terza casa ecc. ecc.
Ovviamente la percentuale di tassazione deve salire progressivamente all'aumentare del numero di case possedute e soprattutto servono dei coefficenti seri che valutino la casa in base al comune dove si trova.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 12:03
Beh, dipende dal prefabbricato. E poi a cosa serve il terreno edificabile? Non sono degli immobili in quanto non sono "ancorati al terreno". Quindi basta un qualsiasi campo ad uso coltivazione, a quanto ne so...o vuoi dirmi che hanno già fatto la legge ad hoc?
Cito dal sito di un produttore:
1) Il terreno deve essere edificabile ?
Si, il terreno deve essere edificabile e per la realizzazione devono essere rilasciate dal comune le necessarie autorizzazioni.
2) Serve la concessione edilizia ?
Si, per la realizzazione dell'edificio devono essere rilasciate dal comune le necessarie autorizzazioni.
3) Come deve essere preparato il terreno?
Deve essere preparata una piastra in cemento, esclusa dalla fornitura ERI S.p.A. Devono essere a disposizione al momento degli assemblaggi un quadro elettrico di cantiere e una presa dell'acqua. E' inoltre molto importante che venga verificata e garantita l'accessibilità al cantiere da parte dei mezzi di trasporto (bilico) e dei mezzi di messa in opera (autogru).
http://www.eri.it/ita/frame.html
Quindi non solo deve essere edificabile, ma devi provvedere tu alla stesura della base di cemento e agli allacciamenti. :(
Caspita ragazzi di case ce ne sono in abbondanza!!! bisogna fare leggi al fine di ridistribuirle meglio e promuovere costi minori per gli affitti.
La soluzione più sbagliata al problema è quella di costruire nuove case.. non voglio mica soffocare in un mare di cemento.
Cito dal sito di un produttore:
1) Il terreno deve essere edificabile ?
Si, il terreno deve essere edificabile e per la realizzazione devono essere rilasciate dal comune le necessarie autorizzazioni.
2) Serve la concessione edilizia ?
Si, per la realizzazione dell'edificio devono essere rilasciate dal comune le necessarie autorizzazioni.
3) Come deve essere preparato il terreno?
Deve essere preparata una piastra in cemento, esclusa dalla fornitura ERI S.p.A. Devono essere a disposizione al momento degli assemblaggi un quadro elettrico di cantiere e una presa dell'acqua. E' inoltre molto importante che venga verificata e garantita l'accessibilità al cantiere da parte dei mezzi di trasporto (bilico) e dei mezzi di messa in opera (autogru).
http://www.eri.it/ita/frame.html
Quindi non solo deve essere edificabile, ma devi provvedere tu alla stesura della base di cemento e agli allacciamenti. :(
Grazie tante, questi sono moduli che hanno bisogno di fondamenta! Se sono collegate con le fondamenta allora sono "immobili" veri e propri con tutto quello che ne discerne.
Io intendevo le prefabbricate all'americana, ovvero solo appoggiate al terreno. Tanto la differenza con un loculo a pareti di cartongesso non è molto grande...anzi...
Alessandro Bordin
25-07-2005, 12:17
Grazie tante, questi sono moduli che hanno bisogno di fondamenta! Se sono collegate con le fondamenta allora sono "immobili" veri e propri con tutto quello che ne discerne.
Io intendevo le prefabbricate all'americana, ovvero solo appoggiate al terreno. Tanto la differenza con un loculo a pareti di cartongesso non è molto grande...anzi...
Qui non puoi farle, magari il piano regolatore del tuo comune lo permette (ma dubito).
Ad uso abitativo devi avere millemila cose a norma, non puoi comprare una grossa cuccia per cani e abitarci :D
Alessandro Bordin
25-07-2005, 12:18
Caspita ragazzi di case ce ne sono in abbondanza!!! bisogna fare leggi al fine di ridistribuirle meglio e promuovere costi minori per gli affitti.
La soluzione più sbagliata al problema è quella di costruire nuove case.. non voglio mica soffocare in un mare di cemento.
Sono d'accordo. Che legge faresti?
Qui non puoi farle, magari il piano regolatore del tuo comune lo permette (ma dubito).
Ad uso abitativo devi avere millemila cose a norma, non puoi comprare una grossa cuccia per cani e abitarci :D
E se fosse "l'annesso rustico" di qualche casa vicina?
http://www.clemente.it/index2.htm -> sezione "case mobili"
Qui c'è un bel portalino:
http://www.cercarcasa.it/PREF.htm
Sono d'accordo. Che legge faresti?
E' difficile dire cosa farei.. è un problema strutturale..
Ci sono tanti paesi di montagna o di campagna abbandonati e tante città sovraffollate e con prezzi alle stelle.
In Italia siamo 58 milioni di persone.. sarei curiosissimo di sapere quanti metri quadri abbiamo a disposizione a testa... credo molti.
Il tutto è una logica conseguenza del fatto che mancano possibilità di lavoro in certe zone o si è scomodi per andare al lavoro in grosse città visto che magari mancano mezzi pubblici decenti o mancano.
Insomma io abito a Erba che sta a 40km da Milano e per arrivare a Milano alle 9 devo uscire di casa alle 7..
E perdo altre 2 ore di tempo nel tornare a casa.
Insomma per andare e tornare da Milano si buttano 4 ore. (a 40km di distanza) e se le moltiplico per circa 300 giorni lavorativi all'anno, sono 1200 ore buttate.. che a 10 euro all'ora.. sono 12000 euro buttati.
Alcuni dicono di aumentare le tasse sulle seconde/terze case... ma se lo si facesse la cosa più probabile è che il carico fiscale maggiore i proprietari lo farebbero ricadere sugli inquilini..
Secondo me una buona idea è quella di tassare pesantemente le case nelle grandi città dove gli affitti sono più bassi di un certo livello.
Ad esempio appartemento 50 mq a Milano.. si mette un affitto minimo.. ad esempio 400 euro al mese e chi non dichiara almeno quell'affitto si paga cmq la tassa di chi dichiara 400 euro:
Esempio:
Appartamento 50 mq Milano
Reddito da Affitto Dichiarato
0 euro
Tassa Fissa da Pagare:
200 euro
Reddito da Affitto Dichiarato
200 euro
Tassa Fissa da Pagare:
200 euro
Reddito da Affitto Dichiarato
400 euro
Tassa da Pagare: (50%)
200 euro
Reddito da Affitto Dichiarato
600 euro
Tassa da Pagare: (60%)
200+120=320 euro
Reddito da Affitto Dichiarato
800 euro
Tassa da Pagare: (70%)
200+120+140=460 euro
Reddito da Affitto Dichiarato
1000 euro
Tassa da Pagare: (80%)
200+120+140+160=620 euro
Così facendo si penalizza chi tiene gli affitti troppo alti con una tassazione progressiva crescente.
E si penalizza chi tiene sfitti degli appartamenti visto che deve cmq pagare delle tasse.
E si penalizza chi tiene gente in affitto in nero, visto che l'appartemento gli figura come sfitto e cmq una buona tassa la deve pagare.
Sono d'accordo. Che legge faresti?
Camper!! :sofico:
spero solo che il prossimo dgoverno tassi le rendite immobiliari dalla seconda casa in poi, allora vedi come il mercato delle case crolla.... ;)
Quali sono le rendite immobiliari della seconda casa? :Confused:
In famiglia abbiano una seconda casa, per quanto ne so non rende 1 euro ma costa ogni anno di ICI, manutenzione ordinaria e straordinaria, telefono, gas, acqua, rifiuti.
Speriamo. Da cosa lo deduci?
Già, speriamo, così qualche milione di italiani si troverà a pagare per 30 anni un mutuo di 100 su qualcosa che varrà 50. :stordita:
Tutto è cominciato con l'arrivo delle agenzie immobiliari, che hanno tutti gli interessi a far stare alto il costo degli immobili.....
Se le pratiche per la compravendita delle case fossero più snelle, moltissima gente potrebe fare a meno delle agenzie....
Se le pratiche per la compravendita delle case fossero più snelle, moltissima gente rimarrebbe inchiappettata da persone senza scrupoli che creano cooperative fittizie, incassano l'acconto, non pagano l'avanzamento dei lavori, falliscono nel nulla portandosi via il bottino. :fagiano:
Io sono dell'idea che ci debba essere una forte tassazione su chi ha la seconda, terza casa ecc. ecc.
Ovviamente la percentuale di tassazione deve salire progressivamente all'aumentare del numero di case possedute e soprattutto servono dei coefficenti seri che valutino la casa in base al comune dove si trova.
E perchè mai dovrebbe essere giusto quel che dici? :Confused:
Se uno vuole investire i suoi risparmi in immobili, invece che in titoli di stato azioni e obbligazioni, puntando ad incassare il reddito degli affitti e le plusvalenze invece che il reddito da titoli e i capital gain, che male c'è? Una volta anzi, l'investimento in mattoni era quello da molti decantato come "vero" "solido" lontano dalle false sirene della finanza.
Caspita ragazzi di case ce ne sono in abbondanza!!! bisogna fare leggi al fine di ridistribuirle meglio e promuovere costi minori per gli affitti.
La soluzione più sbagliata al problema è quella di costruire nuove case.. non voglio mica soffocare in un mare di cemento.
Oddio sei diventato comunista :D
Il patrimonio è una colpa? Chi ha di più va punito, e i suoi beni divisi tra chi non ha? I risparmi allora meglio giocarseli a mignotte e casinò, piuttosto che comprare una seconda casa da lasciare ai figli quando si sposano.. è questa la morale?
Già, speriamo, così qualche milione di italiani si troverà a pagare per 30 anni un mutuo di 100 su qualcosa che varrà 50. :stordita:
E cosa c'entra? E' palese che il valore degli immobili è gonfiato, secondo te dovrebbe salire all'infinito per non scontentare quelli che hanno comprato a 100 per poi perderci? :confused:
Allora mi chiedo perchè non succeda anche in borsa, visto che ci sono già i "poveretti" che acquistano titoli che poi vanno giù.
I risparmi allora meglio giocarseli a mignotte e casinò, piuttosto che comprare una seconda casa da lasciare ai figli quando si sposano.. è questa la morale?
Beh, quasi quasi... :D
Alessandro Bordin
25-07-2005, 13:58
Oddio sei diventato comunista :D
:D:D
Dupa ha fatto una proposta che non è male. E' anche vero quello che dici tu però. Casino :fagiano:
Oddio sei diventato comunista :D
Il patrimonio è una colpa? Chi ha di più va punito, e i suoi beni divisi tra chi non ha? I risparmi allora meglio giocarseli a mignotte e casinò, piuttosto che comprare una seconda casa da lasciare ai figli quando si sposano.. è questa la morale?
La legge della domanda e dell'offerta funziona se quando c'è tanta domanda, allora è possibile aumentare anche l'offerta di quel bene.
Se tanti vogliono mangiare albicocche, tanti si mettono a produrle e di conseguenza il prezzo resta stabile.
Se c'è poca offerta di albicocche, allora il prezzo sale, ciò porta nuovi imprenditori a produrle e si tende a un equilibrio del prezzo.
Nel caso delle case esistono delle leggi che giustamente regolamentano in modo pesante la possibilità di costruire nuove case.
Quindi o si vuole vivere in un mondo di cemento, oppure serve qualche correzione al liberismo in un mercato dove esistono vincoli che rendono il liberismo puro non applicabile.
E' anche vero quello che dici tu però. Casino :fagiano:
ma in uno stato che si professa democratico non é forse piu' giusto (e coerente) che a pagar + tasse siano quelli che stanno meglio e che quindi posseddono oltre che piu' soldi piu' proprieta, ivi incluse quelle immobiliari?
non sarebbe piu giusto pagare un po' di meno tutti quelli con una sola casa, e un po' di piu' quelli con una seconda e/o terza? :help:
Oddio sei diventato comunista :D
Il patrimonio è una colpa? Chi ha di più va punito, e i suoi beni divisi tra chi non ha? I risparmi allora meglio giocarseli a mignotte e casinò, piuttosto che comprare una seconda casa da lasciare ai figli quando si sposano.. è questa la morale?
Compri la casa, la affitti e paghi le tasse sull'affitto. Non mi pare che la mia proposta della pagina precedente (è la prima cosa che mi è venuta in mente) preveda di espropriare qualcuno di ciò che ha comprato.
Il mercato della casa e degli immobili non è un mercato dove il liberismo trova facile applicazione.
ma in uno stato che si professa democratico non é forse piu' giusto (e coerente) che a pagar + tasse siano quelli che stanno meglio e che quindi posseddono oltre che piu' soldi piu' proprieta, ivi incluse quelle immobiliari?
Chi ha 2 o 3 case ha già pagato una tassazione progressiva sul reddito.. con il reddito al netto delle tasse, ha acquistato case come altri acquistano azioni o whisky o mignotte.. va punito per questo?
Alessandro Bordin
25-07-2005, 14:08
ma in uno stato che si professa democratico non é forse piu' giusto (e coerente) che a pagar + tasse siano quelli che stanno meglio e che quindi posseddono oltre che piu' soldi piu' proprieta, ivi incluse quelle immobiliari?
non sarebbe piu giusto pagare un po' di meno tutti quelli con una sola casa, e un po' di piu' quelli con una seconda e/o terza? :help:
In teoria si. In pratica chi ha diversi immobili ne intesta uno ad ogni membro della famiglia, così hanno tutti solo la prima casa :rolleyes:
LightIntoDarkness
25-07-2005, 14:09
Chi ha 2 o 3 case ha già pagato una tassazione progressiva sul reddito.. con il reddito al netto delle tasse, ha acquistato case come altri acquistano azioni o whisky o mignotte.. va punito per questo?
Quindi pagare le tasse è una punizione? :muro:
In teoria si. In pratica chi ha diversi immobili ne intesta uno ad ogni membro della famiglia, così hanno tutti solo la prima casa :rolleyes:
Se le hai vicine, magari nello stesso comune è comodo, altrimenti è un po' problematico perchè hai la residenza non dove abiti e ci sono casini per servizi vari.. es medico di famiglia.
Quindi pagare le tasse è una punizione? :muro:
Di sicuro non è una gioia :D chi compra casa ha GIà PAGATO le tasse sul reddito, quante volte gliele vuoi far pagare?
Proposta per una legge: Aree Low Cost.
Ovvero ogni Comune dovrebbe per legge adibire una certa area minima (in proporzione alla popolazione) con allacciamenti e tutto per abitazioni low-cost. Il che significa moduli prefabbricati con una metratura massima prestabilita pari ad un loculo medio (tipo 60 mq). Qualcosa più di una tenda veranda, insomma. L'equivalente delle case popolari per dare un "minimo" di diritto alla casa a chi non si può permettere di più. Credo che con un mercato ben avviato potrebbero costare 50.000 euro tutto compreso (mini lotto + modulo). Oppure 100 Euro al mese per un affitto.
Mi rendo conto che i palazzinari che vendono loculi ne sarebbero svantaggiati...ma tra loro ed il diritto costituzionale all'abitazione non occorre che vi dica che cosa scelgo...
Credo che per il privato medio che ha investito non cambierebbe molto perchè questi prefabbricati dovrebbero essere solo una soluzione "temporanea" per chi non ha ancora i soldi per una casa normale (perchè magari è appena arrivato in Italia oppure si è appena sposato). Quindi la richiesta di case normali "dovrebbe" rimanere più o meno stabile.
Cosa ne pensate?
Di sicuro non è una gioia :D chi compra casa ha GIà PAGATO le tasse sul reddito, quante volte gliele vuoi far pagare?
Il succo del discorso è che la case non sono un bene che puoi produrre senza problemi.
Io preferirei un'Italia piena di boschi e prati con una casa a testa piuttosto che un'Italia cementificata con persone/società che hanno 10 case sfitte a far nulla...
Se uno vuole investire può farlo in borsa, può aprire una sua attività, può spendere i suoi soldi in divertimenti..
A me il cemento non piace.
Alessandro Bordin
25-07-2005, 14:24
Se le hai vicine, magari nello stesso comune è comodo, altrimenti è un po' problematico perchè hai la residenza non dove abiti e ci sono casini per servizi vari.. es medico di famiglia.
Lo fanno, lo fanno.
Freeride
25-07-2005, 14:24
Proposta per una legge: Aree Low Cost.
Cosa ne pensate?
Wow le "favelas"!
Ok che qualcuno ha ponderato che tra qualche hanno l'italia sarà come i lbrasile, ma così mi pare troppo!
Freeride
25-07-2005, 14:27
A me il cemento non piace.
Un bel chalet in legno se è solo questo il problema :D !
A Torino sono state buttate giù le fabbriche che tanto non servono più e al loro posto sono state costruiti palazzoni da 20 piani, verrano usate per le olimpiadi e dopo dall'ATC (case popolari).
Secondo me in Italia non bisognerebbe più costruire neanche una casa.
Ci son tanti edifici sfasciati che fanno schifo a solo guardarli.. che si mettano a posto le cose che esistono piuttosto che costruire delle nuove schifezze che ci cementificano il nostro bel paese.
Sapete.. la città più brutta al mondo che ho mai visto è stata Montecarlo. Una colata di cemento con degli edifici che sembrano case popolari.
Quello è l'esempio di come non dovrebbe essere una città.
Freeride
25-07-2005, 14:29
Secondo me in Italia non bisognerebbe più costruire neanche una casa.
Ci son tanti edifici sfasciati che fanno schifo a solo guardarli.. che si mettano a posto le cose che esistono piuttosto che costruire delle nuove schifezze che ci cementificano il nostro bel paese.
A restaurare case gli enti territoriali non guadagnano nulla per le concessioni o per la vendita dei terreni.
Wow le "favelas"!
Ok che qualcuno ha ponderato che tra qualche hanno l'italia sarà come i lbrasile, ma così mi pare troppo!
Perchè no? Se non c'è modo per avere delle case decenti a prezzi "umani"...ben vengano i prefabbricati popolari.
L'alternativa per chi vorrebbe andare a vivere da solo quale sarebbe, a tutt'oggi? Pagare un'enormità per 60 mq con i muri di cartapesta? A questo punto molto meglio un'abitazione temporanea che pago poco. E poi quando e se avrò i soldi mi comprerò la casa "definitiva".
Secondo me in Italia non bisognerebbe più costruire neanche una casa.
Ci son tanti edifici sfasciati che fanno schifo a solo guardarli.. che si mettano a posto le cose che esistono piuttosto che costruire delle nuove schifezze che ci cementificano il nostro bel paese.
Mettiamoci dentro pure gli edifici abusivi condonati.........e messi in vendita a prezzi.......ehm.......correnti :doh:
Alessandro Bordin
25-07-2005, 14:35
Sapete.. la città più brutta al mondo che ho mai visto è stata Montecarlo. Una colata di cemento con degli edifici che sembrano case popolari.
Quello è l'esempio di come non dovrebbe essere una città.
Comincio a preoccuparmi, ultimamente sono spesso d'accordo con dupa :sbonk: :D
Il succo del discorso è che la case non sono un bene che puoi produrre senza problemi.
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Il problema semmai è che nel nostro paese come molti ormai ripetono c'è stato un colossale spostamento di ricchezza dal reddito alla rendita, che sommato ad un passaggio generazionale (cazzo sembra una frase di Marzullo :D) da' luogo ad alcuni fenomeni distorti, del tipo:
-perchè 3 papà che non sanno usare il PC vanno in pensione a 55 anni da un posto in cui prendevano 50.000 euro l'anno, e si apprestano a prendere per i prossimi 35 anni di vita lunga e sana 40.000 euro l'anno di pensione?
-perchè quei 3 papà vengono sostituiti 1 un giovane che prende 20.000 euro l'anno, che fa tranquillamente tutto il lavoro che facevano loro e pure di più?
-perchè i genitori hanno 2 case e i figli prendono meno di stipendio di quanto costa l'affitto della casa dei genitori?
Le risposte a queste domande sono riconducibili a una sola: ci hanno inchiappettato. :D
Se noi giovani non dovessimo sostenere il carico generazionale del mantenimento delle pensioni e del debito dei nostri genitori/zii/nonni, oggi prenderemmo 40.000 euro l'anno al primo impiego (come negli stati uniti, non lontano dalla gran bretagna) mentre loro prenderebbero 20.000 euro di pensione (il valore corretto in relazione a quanto versato) e quindi noi potremmo permetterci i mutui e gli affitti per acquisire e occupare il loro patrimonio.
E' un furto intergenerazionale.. in parte compensato dai trasferimenti interni ai nuclei familiari. Prendi 1000 euro al mese di stipendio? Però i tuoi ti mantengono fino a 30 anni, la casa te la comprano loro, con la pensione dei nonni paghi la baby sitter.
I poveri VERI oggi in Italia sono i giovani che hanno la sfortuna di avere i genitori poveri.. poveri davvero. In questo caso, non c'è trasferimento all'interno del nucleo familiare.. e il giovane si trova con i suoi sudati 1000 euro a dover sopravvivere in un mondo di patrimoni accumulati dai genitori e messi a debito sui figli.
Lucio Virzì
25-07-2005, 14:42
Comincio a preoccuparmi, ultimamente sono spesso d'accordo con dupa :sbonk: :D
Non è più il ranzani di una volta! :D
LuVi
Oddio sei diventato comunista :D
Il patrimonio è una colpa? Chi ha di più va punito, e i suoi beni divisi tra chi non ha? I risparmi allora meglio giocarseli a mignotte e casinò, piuttosto che comprare una seconda casa da lasciare ai figli quando si sposano.. è questa la morale?
Una cosa è certa, non deve essere data la possibilità di speculare sugli immobili, qualcosa bisognerà pur fare per far finire questo scempio, la casa è un bene primario, che li spendano pure a mignotte e casinò invece di speculare sulle case.
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Non ho detto che le case sono un bene scarso.
Ho detto che sono un bene che è problematico da produrre.
Anzi, in alcuni post prima avevo anche detto che a mio parere se sommiamo i metri quadri abitabili in Italia, e li dividiamo per il numero degli abitanti, a mio parere troveremo che c'è una quantità assurda di case disponibili.
Il mercato delle case come ho già detto non è adatto alla libera concorrenza.
La costruzione delle case è nelle mani delle società che hanno grossa capacità di investimento, di pagare i costi per il terreno, di pagare i costi per tirar su delle orrende case popolari e per pagare le mazzette al sindaco di turno per avere la concessione edilizia.
Insomma in ogni mercato dei capitali, il rendimento del capitale è proporzionato al rischio...
Se costruisco un palazzo chi me lo fa fare di vendere gli appartamenti a 250.000 euro l'uno?
Se mi danno 600 euro d'affitto al mese faccio 7200 euro all'anno, cioè un rendimento di circa il 3% senza rischi e con il capitale che si rivaluta!
Poi con i rendimenti obbligazionari / titoli di stato che sono ai minimi, con la Borsa che traballa... chi è così fesso da vendere??
Una cosa è certa, non deve essere data la possibilità di speculare sugli immobili, qualcosa bisognerà pur fare per far finire questo scempio, la casa è un bene primario, che li spendano pure a mignotte e casinò invece di speculare sulle case.
"Speculare sugli immobili" se ti riferisci ai palazzinari romani altro non è che acquistare aree non edificabili o con cubature vincolate, sapendo con certezza in anticipo (l'uccellino..) che a breve lo diventeranno e le cubature aumenteranno.
Non c'è tanto da avercela con i Ricucci Statuto Coppola, quanto con chi gli dava informazioni sicure.. che stava spesso negli uffici tecnici, nei consigli comunali e nelle giunte.. in questo caso romane, evidentemente.
yossarian
25-07-2005, 14:58
i comuni predicano bene e razzolano male: sono loro i primi a permettere la speculazione selvaggia.
Qui a Roma, ad esempio, abbiamo il NPRG che risale al 2000, che rispetta, sulla carta, gran parte delle indicazioni dei vecchi piani di zona; questo perchè molte aree non presenterebbero, comunque, caratteristiche idonee all'edificazione per motivazioni varie: vincoli urbanistici, vincoli dovuti allo stato del sottosuolo, aree di interesse archeologico, standard qualitativi da rispettare (ad esempio rapporto tra mq di verde e numero di abitanti, che il NPRG ha innalzato a 21 minimi contro i 18 dei vecchi piani di zona), cubature complessive previste dai piani particolareggiati, ecc. Però c'è un problema: il NPRG non è ancora stato approvato e, nel frattempo, non c'è alcuna legge che regolamenti l'edificazione. Molte aree, soggette ad espropri prima del 2000 e per cui l'esproprio non è "stato perfezionato", sono diventate "aree bianche" (uso la terminologia tecnica corrente :D ) che, in gergo comune, significa terra di nessuno, per cui chiunque può richiedere la possibilità di edificare (anche se il piano regolatore prevede area verde). Naturalmente, queste concessioni, sono rilasciate esclusivamente ai costruttori "amici" (ad esempio Progedil '90, Caltagirone, AIC, per quanto riguarda Roma). Ovviamente, le aree bianche sono un'invenzione di comodo, per permettere al palazzinaro di turno di speculare e agli amministratori comunali di avere i loro tornaconto economici; questo perchè all'interno del raccordo, anche in zone periferiche, si vende ormai a 5000/6000 € al mq, mentre al di fuori, si scende a 2500/3000 € mq.
Il NPRG non è ancora stato approvato e ci sono già in discussione più di 5000 controdeduzioni; tra l'altro, sia il TAR del Lazio (nel 2001) che il Consiglio di Stato (nel 2004) si sono pronunciati affichè, al momento del decadimento dei piani di zona particolareggiati, valgano le indicazioni fornite dal PRG, anche se quest'ultimo non è ancora stato approvato: quindi, di fatto, le aree bianche non esistono, se non nella testa dei palazzinari e di chi fa i loro e i propri interessi.
Quindi, anche se, come dice dupa, le case ci sono, non solo si continua a far costruire, ma si privilegiano le speculazioni edilizie, la costruzione di appartamenti a prezzi sempre più alti, anche a costo di abbassare gli standard qualitativi delle aree circostanti ai nuovi cantieri, anche a costo di provocare danni, rilasciando licenze su aree con problemi idrogeologici. Questo invece di favorire la nascita e la crescita di nuove cooperative (con le relative agevolazioni, come finanziamenti a fondo perduto o prezzi contenuti entro un certo range che, fino a qualche anno fa era compreso tra 1,5 e 3,2 mln di £) e di spingere per l'edificazione in aree a più basso costo.
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Non so gli altri, ma io parlo di condomini nuovi di zecca di cui non si riesce a vendere neanche un appartamento, forse la gente non si fida perchè i prezzi sono troppo bassi e ha paura che siano costruiti con roba cinese di scarto. :fagiano:
Nonostante ciò continuano a costruire.
personalmente ho perso il conto di quanti volantini mi sono arrivati nella cassetta delle lettere che gioiosi invitavano la gente a fare un investimento comprando gli appartamenti del condominio X o Y (ancora vuoti) costruiti nelle vicinanze.
LightIntoDarkness
25-07-2005, 15:05
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Il problema semmai è che nel nostro paese come molti ormai ripetono c'è stato un colossale spostamento di ricchezza dal reddito alla rendita, che sommato ad un passaggio generazionale (cazzo sembra una frase di Marzullo :D) da' luogo ad alcuni fenomeni distorti, del tipo:
-perchè 3 papà che non sanno usare il PC vanno in pensione a 55 anni da un posto in cui prendevano 50.000 euro l'anno, e si apprestano a prendere per i prossimi 35 anni di vita lunga e sana 40.000 euro l'anno di pensione?
-perchè quei 3 papà vengono sostituiti 1 un giovane che prende 20.000 euro l'anno, che fa tranquillamente tutto il lavoro che facevano loro e pure di più?
-perchè i genitori hanno 2 case e i figli prendono meno di stipendio di quanto costa l'affitto della casa dei genitori?
Le risposte a queste domande sono riconducibili a una sola: ci hanno inchiappettato. :D
Se noi giovani non dovessimo sostenere il carico generazionale del mantenimento delle pensioni e del debito dei nostri genitori/zii/nonni, oggi prenderemmo 40.000 euro l'anno al primo impiego (come negli stati uniti, non lontano dalla gran bretagna) mentre loro prenderebbero 20.000 euro di pensione (il valore corretto in relazione a quanto versato) e quindi noi potremmo permetterci i mutui e gli affitti per acquisire e occupare il loro patrimonio.
E' un furto intergenerazionale.. in parte compensato dai trasferimenti interni ai nuclei familiari. Prendi 1000 euro al mese di stipendio? Però i tuoi ti mantengono fino a 30 anni, la casa te la comprano loro, con la pensione dei nonni paghi la baby sitter.
I poveri VERI oggi in Italia sono i giovani che hanno la sfortuna di avere i genitori poveri.. poveri davvero. In questo caso, non c'è trasferimento all'interno del nucleo familiare.. e il giovane si trova con i suoi sudati 1000 euro a dover sopravvivere in un mondo di patrimoni accumulati dai genitori e messi a debito sui figli.
:mano: Ottima diagnosi.
Oltre al problema casa aggiungo anche che ci sono molti problemi per chi non ha una casa di proprietà, anche in altri ambiti.
I miei hanno deciso di avere una famiglia numerosa, col babbo solo operaio, indi sono fra i giovani da 1000€ al mese.
Ebbene, per avere un dannato finanziamento per 11000€ di auto dalla banca, non è bastato il mio lavoro (ai tempi a tempo indeterminato), quello di mio papà da 30 a tempo indeterminato, nè TFR ne niente: ha dovuto firmare mio zio che possiede casa e negozio.
Insomma, il sistema economico gira intorno in diversi ambiti all'avere una casa, e sostiene purtroppo il volume malsano di speculazioni attorna alla casa, che purtroppo rimane un bene primario, necessario per avere una vita dignitosa, e creare una famiglia che possa vivere e crescere.
yossarian
25-07-2005, 15:12
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Il problema semmai è che nel nostro paese come molti ormai ripetono c'è stato un colossale spostamento di ricchezza dal reddito alla rendita, che sommato ad un passaggio generazionale (cazzo sembra una frase di Marzullo :D) da' luogo ad alcuni fenomeni distorti, del tipo:
-perchè 3 papà che non sanno usare il PC vanno in pensione a 55 anni da un posto in cui prendevano 50.000 euro l'anno, e si apprestano a prendere per i prossimi 35 anni di vita lunga e sana 40.000 euro l'anno di pensione?
-perchè quei 3 papà vengono sostituiti 1 un giovane che prende 20.000 euro l'anno, che fa tranquillamente tutto il lavoro che facevano loro e pure di più?
-perchè i genitori hanno 2 case e i figli prendono meno di stipendio di quanto costa l'affitto della casa dei genitori?
Le risposte a queste domande sono riconducibili a una sola: ci hanno inchiappettato. :D
Se noi giovani non dovessimo sostenere il carico generazionale del mantenimento delle pensioni e del debito dei nostri genitori/zii/nonni, oggi prenderemmo 40.000 euro l'anno al primo impiego (come negli stati uniti, non lontano dalla gran bretagna) mentre loro prenderebbero 20.000 euro di pensione (il valore corretto in relazione a quanto versato) e quindi noi potremmo permetterci i mutui e gli affitti per acquisire e occupare il loro patrimonio.
E' un furto intergenerazionale.. in parte compensato dai trasferimenti interni ai nuclei familiari. Prendi 1000 euro al mese di stipendio? Però i tuoi ti mantengono fino a 30 anni, la casa te la comprano loro, con la pensione dei nonni paghi la baby sitter.
I poveri VERI oggi in Italia sono i giovani che hanno la sfortuna di avere i genitori poveri.. poveri davvero. In questo caso, non c'è trasferimento all'interno del nucleo familiare.. e il giovane si trova con i suoi sudati 1000 euro a dover sopravvivere in un mondo di patrimoni accumulati dai genitori e messi a debito sui figli.
Comincio a preoccuparmi, ultimamente sono spesso d'accordo con dupa
io invece sono d'accordo con SaMu :eek: :D
i comuni predicano bene e razzolano male: sono loro i primi a permettere la speculazione selvaggia.
Qui a Roma, ad esempio, abbiamo il NPRG che risale al 2000, che rispetta, sulla carta, gran parte delle indicazioni dei vecchi piani di zona; questo perchè molte aree non presenterebbero, comunque, caratteristiche idonee all'edificazione per motivazioni varie: vincoli urbanistici, vincoli dovuti allo stato del sottosuolo, aree di interesse archeologico, standard qualitativi da rispettare (ad esempio rapporto tra mq di verde e numero di abitanti, che il NPRG ha innalzato a 21 minimi contro i 18 dei vecchi piani di zona), cubature complessive previste dai piani particolareggiati, ecc. Però c'è un problema: il NPRG non è ancora stato approvato e, nel frattempo, non c'è alcuna legge che regolamenti l'edificazione. Molte aree, soggette ad espropri prima del 2000 e per cui l'esproprio non è "stato perfezionato", sono diventate "aree bianche" (uso la terminologia tecnica corrente :D ) che, in gergo comune, significa terra di nessuno, per cui chiunque può richiedere la possibilità di edificare (anche se il piano regolatore prevede area verde). Naturalmente, queste concessioni, sono rilasciate esclusivamente ai costruttori "amici" (ad esempio Progedil '90, Caltagirone, AIC, per quanto riguarda Roma). Ovviamente, le aree bianche sono un'invenzione di comodo, per permettere al palazzinaro di turno di speculare e agli amministratori comunali di avere i loro tornaconto economici; questo perchè all'interno del raccordo, anche in zone periferiche, si vende ormai a 5000/6000 € al mq, mentre al di fuori, si scende a 2500/3000 € mq.
Il NPRG non è ancora stato approvato e ci sono già in discussione più di 5000 controdeduzioni; tra l'altro, sia il TAR del Lazio (nel 2001) che il Consiglio di Stato (nel 2004) si sono pronunciati affichè, al momento del decadimento dei piani di zona particolareggiati, valgano le indicazioni fornite dal PRG, anche se quest'ultimo non è ancora stato approvato: quindi, di fatto, le aree bianche non esistono, se non nella testa dei palazzinari e di chi fa i loro e i propri interessi.
Quindi, anche se, come dice dupa, le case ci sono, non solo si continua a far costruire, ma si privilegiano le speculazioni edilizie, la costruzione di appartamenti a prezzi sempre più alti, anche a costo di abbassare gli standard qualitativi delle aree circostanti ai nuovi cantieri, anche a costo di provocare danni, rilasciando licenze su aree con problemi idrogeologici. Questo invece di favorire la nascita e la crescita di nuove cooperative (con le relative agevolazioni, come finanziamenti a fondo perduto o prezzi contenuti entro un certo range che, fino a qualche anno fa era compreso tra 1,5 e 3,2 mln di £) e di spingere per l'edificazione in aree a più basso costo.
Non posso che quotare al 101%
Per chi non è di Roma:
Vi posso assicurare che in tutta la mia vita non ho mai visto così tanti cantiere per palazzi a Roma come negli ultimi 6 anni.
Interi quartieri sono sorti a velocità impressionanti dove prima c'erano prati con le pecore a pascolare (non è un'esagerazione, è proprio così).
La città si è espansa in modo incredibile e continua a farlo senza accenni di rallentamento.
Scavi,sbancamenti, costruzione, colate: Roma ed i suoi dintorni (ex-dintorni) sembrano un cantiere unico.
Se vi trovate a passare sul raccordo anulare o dentro provate a contare il numero delle gru da costruzione che ci sono.
Fà davvero impressione.
A detta di mio padre e di alcuni suoi amici non si vedeva tanta frenesia costruttiva in questa città dagli anni'60.
:mano: Ottima diagnosi.
Oltre al problema casa aggiungo anche che ci sono molti problemi per chi non ha una casa di proprietà, anche in altri ambiti.
I miei hanno deciso di avere una famiglia numerosa, col babbo solo operaio, indi sono fra i giovani da 1000€ al mese.
Ebbene, per avere un dannato finanziamento per 11000€ di auto dalla banca, non è bastato il mio lavoro (ai tempi a tempo indeterminato), quello di mio papà da 30 a tempo indeterminato, nè TFR ne niente: ha dovuto firmare mio zio che possiede casa e negozio.
Insomma, il sistema economico gira intorno in diversi ambiti all'avere una casa, e sostiene purtroppo il volume malsano di speculazioni attorna alla casa, che purtroppo rimane un bene primario, necessario per avere una vita dignitosa, e creare una famiglia che possa vivere e crescere.
Pure io sono incluso, ma ritengo comunque che l'analisi presenti un cavillo comune in molte discussioni: ritenere il processo inesauribile.
yossarian
25-07-2005, 15:47
Non posso che quotare al 101%
Per chi non è di Roma:
Vi posso assicurare che in tutta la mia vita non ho mai visto così tanti cantiere per palazzi a Roma come negli ultimi 6 anni.
Interi quartieri sono sorti a velocità impressionanti dove prima c'erano prati con le pecore a pascolare (non è un'esagerazione, è proprio così).
La città si è espansa in modo incredibile e continua a farlo senza accenni di rallentamento.
Scavi,sbancamenti, costruzione, colate: Roma ed i suoi dintorni (ex-dintorni) sembrano un cantiere unico.
Se vi trovate a passare sul raccordo anulare o dentro provate a contare il numero delle gru da costruzione che ci sono.
Fà davvero impressione.
A detta di mio padre e di alcuni suoi amici non si vedeva tanta frenesia costruttiva in questa città dagli anni'60.
purtroppo si sta approfittando del periodo di interregno, creato ad arte, tra i vecchi piani di zona (che hanno tenuto "ingessati" i palazzinari per 25 anni) e il NPRG.
Una volta che tutti avranno ottenuto ciò che interessa loro, si procederà ad attuare tutte le compensazioni del caso (altro escamotage per metterlo in cu@o alla gente) e si approverà il piano regolatore.
Principali artefici di questo scempio, gli assessori D'Alessandro (lavori pubblici), Morassut (urbanistica) e l'ufficio tecnico del IX dipartimento (architetto Febbraro); anche Veltroni, comunque, non è esente da responsabilità
Cronache: Roma: Manichini impiccati per protestare contro gli sfratti
Martedì, 17 gennaio
Appunti
Singolare protesta nella capitale e in alcune località della provincia contro gli sfratti e mutui troppo esosi: nella giornata di ieri almeno 50 fantocci sono stati ritrovati ‘impiccati’ a rami di alberi, lampioni, manifesti pubblicitari e ringhiere sia nelle vie della periferia che del centro cittadini.
I fantocci portavano scritte che facevano riferimento agli sfratti e al diritto alla casa. Uno dei pupazzi è stato appeso fuori la sede del Tribunale penale di Roma. Gli sfratti esecutivi, l’aumento esorbitante degli affitti e i costi proibitivi per l’acquisto della casa nella capitale sono ormai un’emergenza sociale.
(canisciolti.info)
sempreio
17-01-2006, 10:58
Il prezzo delle case in Italia non è alto perchè è un bene scarso.. in questo stesso thread, parliamo di seconde e terze case sfitte e di immobili in affitto vuoti piuttosto che a prezzo ridotto.
Il problema semmai è che nel nostro paese come molti ormai ripetono c'è stato un colossale spostamento di ricchezza dal reddito alla rendita, che sommato ad un passaggio generazionale (cazzo sembra una frase di Marzullo :D) da' luogo ad alcuni fenomeni distorti, del tipo:
-perchè 3 papà che non sanno usare il PC vanno in pensione a 55 anni da un posto in cui prendevano 50.000 euro l'anno, e si apprestano a prendere per i prossimi 35 anni di vita lunga e sana 40.000 euro l'anno di pensione?
-perchè quei 3 papà vengono sostituiti 1 un giovane che prende 20.000 euro l'anno, che fa tranquillamente tutto il lavoro che facevano loro e pure di più?
-perchè i genitori hanno 2 case e i figli prendono meno di stipendio di quanto costa l'affitto della casa dei genitori?
Le risposte a queste domande sono riconducibili a una sola: ci hanno inchiappettato. :D
Se noi giovani non dovessimo sostenere il carico generazionale del mantenimento delle pensioni e del debito dei nostri genitori/zii/nonni, oggi prenderemmo 40.000 euro l'anno al primo impiego (come negli stati uniti, non lontano dalla gran bretagna) mentre loro prenderebbero 20.000 euro di pensione (il valore corretto in relazione a quanto versato) e quindi noi potremmo permetterci i mutui e gli affitti per acquisire e occupare il loro patrimonio.
E' un furto intergenerazionale.. in parte compensato dai trasferimenti interni ai nuclei familiari. Prendi 1000 euro al mese di stipendio? Però i tuoi ti mantengono fino a 30 anni, la casa te la comprano loro, con la pensione dei nonni paghi la baby sitter.
I poveri VERI oggi in Italia sono i giovani che hanno la sfortuna di avere i genitori poveri.. poveri davvero. In questo caso, non c'è trasferimento all'interno del nucleo familiare.. e il giovane si trova con i suoi sudati 1000 euro a dover sopravvivere in un mondo di patrimoni accumulati dai genitori e messi a debito sui figli.
:ave::ave::ave:
n. 14 del 18-01-2006
Veltroni al governo: sospendete gli sfratti
di Stefania Scarpa
Sfratti, ora è tutti contro tutti. Ieri è finita la tregua natalizia e gli ufficiali giudiziari si sono rimessi all’opera, mentre infuriano le polemiche su quella che il prefetto Achille Serra ha definito la «vera emergenza di Roma».
Un’emergenza per risolvere la quale Walter Veltroni bussa a Palazzo Chigi: «Dal consiglio dei ministri di giovedì - dice il sindaco - mi aspetto la sospensione degli sfratti per fasce sociali più deboli altrimenti si avrebbero delle ripercussioni pesanti». E poi: «Oggi (ieri, ndr) scriverò nuovamente al presidente Berlusconi su questo tema perché è una emergenza nazionale che coinvolge molte città d’Italia al pari dell’emergenza inquinamento». E il governo si prepara ad accontentarlo: «In vista del prossimo Consiglio dei ministri stiamo preparando insieme al sottosegretario Moffa e al viceministro Martinat un decreto legge sull'emergenza abitativa che contenga anche misure di proroga degli sfratti», ha garantito ieri il ministro delle Politiche agricole e forestali nonché candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alemanno che oggi alle 18 nella sede del gruppo comunale di An incontrerà con Martinat e vari rappresentanti di An le rappresentanze dei proprietari e inquilini e i sindacati del settore casa.
Ma torniamo a Veltroni. Che viene chiamato in causa da più parti, In primis dall’Unione Inquilini, che ieri ha sciorinato i numeri dell’emergenza (una sentenza di sfratto ogni 248 famiglie), e che ha poi chiesto l’intervento del sindaco: «Non è vero - dice Massimo Pasquini, segretario romano dell’Ui - che il sindaco non è competente, può intervenire con un’ordinanza di blocco degli sfratti motivandola con la tutela della salute dei cittadini. Come ha fatto il sindaco di Monterotondo». Una richiesta a cui ha risposto per interposta persona il prefetto Serra, sostenendo che «nessun potere è attribuito dalla normativa vigente ai prefetti né ai sindaci, ai quali pure pervengono le stesse istanze. In materia di sfratti l’unica competenza è attribuita dalla legge all’autorità giudiziaria». Ma Veltroni è da molti ritenuto il responsabile della gravità del caso romana: «Il sindaco Veltroni - accusa il senatore di An Lodovico Pace - non può nascondersi dietro un dito. Nel territorio comunale sono passate e stanno passando cementificazioni di ogni tipo mentre le graduatorie comunali per la casa sono pressoché ferme». Rincara la dose il segretario romano dell’Udc Luciano Ciocchetti: «Veltroni avrebbe potuto fare tante cose per affrontare l’emergenza abitativa ma si è limitato in maniera costante a lamentarsi e a nascondere le proprie responsabilità scaricando, come suo solito, le colpe su altri».
(Il Giornale)
tdi150cv
18-01-2006, 22:06
il mercato , questo sconosciuto , ovviamente va avanti a causa della fortissima domanda e della sempre piu' misera offerta.
Ovvio , parlo almeno per le mie zone , e' tutto full ... completo ... tutti i piani regolatori possibili approvati e rivenduto tutto gia sulla carta.
Che sia un problema questo non lo si puo' negare , che gli affitti crescano sempre non e' un dato nuovo e non e' nemmeno nulla di cui sbalordirsi ...
Quello su cui io rifletto e' sul fatto che l'Italiano medio non sembra affatto furbo ... o meglio ... l'Italiano che ha contanti in abbondanza non e' un problema , parlo infatti per l'italiano medio che deve fare sacrifici per avere una casa di proprieta'.
Trovo infatti che , secondo me , l'unica mossa da fare attualmente per poter livellare o almeno frenare il mercato sarebbe spostarlo ...
Sempre per quel che mi riguarda e' ovvio che in centro a verona i prezzi siano alle stelle , da vendere c'è pochissimo e da affittare ancora meno ...
Allora che fare ? Be semplice ... SPOSTARSI di qualche km.
Che siano 2 o 15 o 40 ... non credo cambi molto , al limite un sacrificio proporzionato alla distanza ma di sicuro si otterrebbe nel tempo un graduale spostamento del mercato dall'attuale accentramento.
Mi spiego ... se in citta la domanda e' enorme e gli stabili sono contati ovvio che questi verranno a costare un patrimonio ... e allora pigliamolo in periferia dove la domanda e' ben minore e di conseguenza lo sara' pure il prezzo.
Facendo cosi' calera' la domanda in centro come anche i prezzi ... piano piano ovviamente poi aumenteranno quelli delle periferie ... ma almeno si riuscira a livellare la cosa ...
Porto questa riflessione perchè tutto questo sta succedendo sotto i miei occhi ... ho un appartamento in centro ma ho pigliato una casa sulla carta in periferia ... (notare il primo un appartamento e la seconda una casa) il prezzo ... = e piano piano tutti si stanno spostando fuori proprio per i prezzi e la mancanza di beni immobili ... in centro ora i prezzi non sono calati ma almeno si sono livellati ...
p.s. per coloro che sperano in supertasse sui beni ... semplice ti si aumenterebbe solo l'affitto sull'utente finale ovviamente ... quindi la strada e' da cercare altrove come e' giusto che sia , non vedo infatti per quale motivo devo essere supertassato se i miei beni personali sono frutto magari di anni di duro e onesto lavoro !!! ;) :D
Lucio Virzì
18-01-2006, 23:43
Ci vogliono tassazioni più rigide per le seconde case e, soprattutto, per le case sfitte.
La formula c'è e gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni anche.
Vedi come le affittano di corsa le case.
LuVi
tdi150cv
19-01-2006, 00:41
Ci vogliono tassazioni più rigide per le seconde case e, soprattutto, per le case sfitte.
La formula c'è e gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni anche.
Vedi come le affittano di corsa le case.
LuVi
vedrai poi anche a che prezzi ...
Ovviamente senza pensare che in una situazione del genere con il piffero che io imprenditore investo in Italia ... Ciao ciao ... i miei soldi andrebbero di corsa all'estero ... e in barba ai politici che tu tanto decanti (ancora mi chiedo se ti pagano :rolleyes: :confused:) , la situazione economica Italiana crollerebbe in un anno con governo annesso e connesso ... Sempre se questa volta durera' piu' di sei mesi ! :rotfl:
eoropall
19-01-2006, 02:54
vedrai poi anche a che prezzi ...
Ovviamente senza pensare che in una situazione del genere con il piffero che io imprenditore investo in Italia ... Ciao ciao ... i miei soldi andrebbero di corsa all'estero ... e in barba ai politici che tu tanto decanti (ancora mi chiedo se ti pagano :rolleyes: :confused:) , la situazione economica Italiana crollerebbe in un anno con governo annesso e connesso ... Sempre se questa volta durera' piu' di sei mesi ! :rotfl:
Ehm; all'estero si possono spostare i soldi, mica le case :stordita:
Se ti aumentano le tasse sulle case sfitte puoi solo venderle o affittarle e questo in teoria dovrebbe calmierare i prezzi..
Bisognerebbe tuttavia stabilire dei criteri di tassazione progressiva in funzione della domanda di mercato in modo da non penalizzare i possessori di case situate nei paeselli sperduti e abbandomati..
Lucio Virzì
19-01-2006, 06:54
Ehm; all'estero si possono spostare i soldi, mica le case :stordita:
Se ti aumentano le tasse sulle case sfitte puoi solo venderle o affittarle e questo in teoria dovrebbe calmierare i prezzi..
Bisognerebbe tuttavia stabilire dei criteri di tassazione progressiva in funzione della domanda di mercato in modo da non penalizzare i possessori di case situate nei paeselli sperduti e abbandomati..
LOL! Te lo immagini uno scudo fiscale per far rientrare tutte queste case in Italia? :D:D:D
E poi.... i soldi "andrebbero" all'estero? :D:D Perchè, ci sono capitali in Italia, ORA? :rotfl:
LuVi
tdi150cv
19-01-2006, 09:42
Ehm; all'estero si possono spostare i soldi, mica le case :stordita:
Se ti aumentano le tasse sulle case sfitte puoi solo venderle o affittarle e questo in teoria dovrebbe calmierare i prezzi..
Bisognerebbe tuttavia stabilire dei criteri di tassazione progressiva in funzione della domanda di mercato in modo da non penalizzare i possessori di case situate nei paeselli sperduti e abbandomati..
Infatti parlavo di soldi ...
I beni mobili potrebbero essere comunque sempre rivenduti all'estero ...
E se dai una occhiata alle vendite estere degli appartamenti in zone importanti come per esempio il Garda scopriresti che in barba a tante tasse gli stranieri fanno carte false e pagano qualsiasi cifra per poter arrivare ad avere in mano un appartamento. Diciamo che attualmente loro sperano in una situazione di questo genere ...
E non credo che al cittadino Italiano farebbe bene una situazione del genere ...
Oltre al fatto che da n'altra parte ci sono le agenzie immobiliari che spingono ad accordi sempre piu' stretti per poter far correre il mercato.
E quelli non li fermi ...
Infine ribadisco ... per come la vedo io quei capitali investiti in Italia in beni immobili (e al contrario di quello che dice Luvi sono moltissimi ) andrebbero prestissimo investiti all'estero ... e qui ne risentirebbe non solo il cittadino ma in particolare l'economia ... ecco quindi che prima di agire come detto da voi c'è da pensarci bene ... ma fortunatamente i nostri politici pensano prima alle loro tasche !
non vedo infatti per quale motivo devo essere supertassato se i miei beni personali sono frutto magari di anni di duro e onesto lavoro !!! ;) :D
perché se per caso hai comprato una seconda casa nella speranza di investire il tuo sudato capitale, certamente sei un ladro o un disonesto...almeno stando a"gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni"
tdi150cv
19-01-2006, 09:53
perché se per caso hai comprato una seconda caso nella speranza di investire il tuo sudato capitale, certamente sei un ladro o un disonesto...almeno stando a"gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni"
COSA ??? :eek: :confused: :confused: :eek:
Ti prego dimmi che ho compreso male ... TI PREGO !
COSA ??? :eek: :confused: :confused: :eek:
Ti prego dimmi che ho compreso male ... TI PREGO !
..non ci vedi un pelo di ironia? :doh:
tdi150cv
19-01-2006, 10:24
..non ci vedi un pelo di ironia? :doh:
che bello sapere che a volte non capisci ! :D
Northern Antarctica
19-01-2006, 10:54
Ci vogliono tassazioni più rigide per le seconde case e, soprattutto, per le case sfitte.
La formula c'è e gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni anche.
Vedi come le affittano di corsa le case.
LuVi
Soprattutto le case sfitte o affittate senza contratto.
Io lascerei la tassazione per le seconde case più o meno come è adesso: del resto, rispetto alla prima casa, non si applicano certe agevolazioni (non ci sono detrazioni sull'ICI, sulla TARSU, non c'è il rimborso del 19% degli interessi sul mutuo, le tasse sull'acquisto sono pari al 10% del prezzo di acquisto invece che al 4% come nel caso della prima casa, ecc. oltre al fatto che il possesso di una seconda casa costituisce reddito in sé).
Mentre invece per quelle sfitte, o affittate a cavolo (la solita formula del contratto dove non te la affitto, ma "te la cedo in prestito e mi riservo l'uso di una stanza per me") allora occorre pretendere che vi sia un contratto registrato, altrimenti se la polizia viene a controllare vai in galera.
Gia in questo modo, senza fare troppi sforzi legislativi, la situazione migliorerebbe di molto.
p.s. preciso che non possiedo una seconda casa né sto prevedendo di acquistarne una (sto finendo ancora di pagare la prima), quindi niente leggi ad personam :D
Lucio Virzì
19-01-2006, 11:13
Soprattutto le case sfitte o affittate senza contratto.
Io lascerei la tassazione per le seconde case più o meno come è adesso: del resto, rispetto alla prima casa, non si applicano certe agevolazioni (non ci sono detrazioni sull'ICI, sulla TARSU, non c'è il rimborso del 19% degli interessi sul mutuo, le tasse sull'acquisto sono pari al 10% del prezzo di acquisto invece che al 4% come nel caso della prima casa, ecc. oltre al fatto che il possesso di una seconda casa costituisce reddito in sé).
Mentre invece per quelle sfitte, o affittate a cavolo (la solita formula del contratto dove non te la affitto, ma "te la cedo in prestito e mi riservo l'uso di una stanza per me") allora occorre pretendere che vi sia un contratto registrato, altrimenti se la polizia viene a controllare vai in galera.
Gia in questo modo, senza fare troppi sforzi legislativi, la situazione migliorerebbe di molto.
p.s. preciso che non possiedo una seconda casa né sto prevedendo di acquistarne una (sto finendo ancora di pagare la prima), quindi niente leggi ad personam :D
Agree ;)
LuVi
Nevermind
19-01-2006, 11:24
Beh quando saremmo tutti in roulotte o camper forse qualcosa cambierà :D :D
loreluca
19-01-2006, 11:28
spero solo che il prossimo dgoverno tassi le rendite immobiliari dalla seconda casa in poi, allora vedi come il mercato delle case crolla.... ;)
ma siamo in italia......... :rolleyes:
Io invece spero che tassi maggiormente gli affitti :asd:
Lucio Virzì
19-01-2006, 11:35
Io invece spero che tassi maggiormente gli affitti :asd:
Cioè, a dire? :confused:
Tassare le rendite da affitto o tassare gli affittuari? :confused:
Basterebbe una politica di emersione del nero.
LuVi
Freeride
19-01-2006, 12:05
COSA ??? :eek: :confused: :confused: :eek:
Ti prego dimmi che ho compreso male ... TI PREGO !
Ha solo dimenticato di aggiungere "l'interesse è un furto (...quando è passivo!)" e poi si comprende tutto! :D
Ci vogliono tassazioni più rigide per le seconde case e, soprattutto, per le case sfitte.
La formula c'è e gli esponenti politici che caldeggiano queste soluzioni anche.
Vedi come le affittano di corsa le case.
LuVi
Perchè possedere una seconda casa è moralmente da condannare ?
SI tratta del frutto di anni di lavoro...o no ?
Nevermind
19-01-2006, 12:23
Perchè possedere una seconda casa è moralmente da condannare ?
SI tratta del frutto di anni di lavoro...o no ?
MA infatti qui in italia per risolvere un problema si tassa qualcosa creandone di altri secondo me le cose così non vanno. Per quale motivo uno che si è fatto un culo magari per prendere un rudere in montagna deve essere pelato vivo??
Capisco incentivare l'acquisto della prima casa ma non capisco perchè dover penalizzare ancora di + chi ha più di un possedimento.
L'unico sistema per risolvere i problemi qui è tassare tassare tassare non si sente altro, secondo me i soldi in italia non mancano è che vengono butatti nel cesso e sperperati e questo non si risolve tassando di più ma amministarndo bene quelli che ci sono....
eoropall
19-01-2006, 14:12
Infatti parlavo di soldi ...
I beni mobili potrebbero essere comunque sempre rivenduti all'estero ...
E se dai una occhiata alle vendite estere degli appartamenti in zone importanti come per esempio il Garda scopriresti che in barba a tante tasse gli stranieri fanno carte false e pagano qualsiasi cifra per poter arrivare ad avere in mano un appartamento. Diciamo che attualmente loro sperano in una situazione di questo genere ...
Non "potrebbero", i beni immobili POSSONO essere da sempre venduti a compratori esteri come agli italiani; la domanda da un milione di euro è a quale valore ? :D
E non credo che al cittadino Italiano farebbe bene una situazione del genere ...
Precisiamo: al cittadino italiano che ha seconde, terze e dispari case in zone con forte domanda di mercato; non certo il povero cristo che cerca un tetto sulla testa :stordita:
Oltre al fatto che da n'altra parte ci sono le agenzie immobiliari che spingono ad accordi sempre piu' stretti per poter far correre il mercato.
E quelli non li fermi ...
Infine ribadisco ... per come la vedo io quei capitali investiti in Italia in beni immobili (e al contrario di quello che dice Luvi sono moltissimi ) andrebbero prestissimo investiti all'estero ... e qui ne risentirebbe non solo il cittadino ma in particolare l'economia ... ecco quindi che prima di agire come detto da voi c'è da pensarci bene ... ma fortunatamente i nostri politici pensano prima alle loro tasche !
Tale manovra servirebbe ad abbattere l'assurdo plusvalore rispetto ai reali valori di mercato che si è venuto a creare ristabilendo il corretto equlibrio tra domanda e offerta.. Ovvio poi che a molti dei diretti interessati questo "calo" non conviene, politici compresi ndr ma a stò punto non gli conviene fare NULLA che porterebbe a questo stesso risultato; qualcuno ha detto conflitto di interessi ? :stordita:
In astratto i politici (in una democrazia) dovrebbero essere espressione degli interessi popolari; della maggioranza del popolo ndr, ristabilendo per quanto è possibile un clima di equità sociale all'interno del libero mercato: leggi manovre "correttive" macroeconomiche.. Esattamente cià che fanno le banche (nella direzione contraria) quando rinunciano ad esercitare i loro diritti sulle case di coloro che non pagano il mutuo onde evitare
un "calo" del mercato e quindi del profitto.. Fanno i loro interessi macroeconomici; e il "volgo" invece ? Può con il voto fare altrettanto ?
Parlando di assistenzialismo ormai stiamo raschiando il fondo del barile; le persone da "aiutare" stanno diventando sempre di più.. Ergo se per salvaguardre le "ingiuste" speculazioni di pochi non si interviene sul sistema economico in modo organico ci ritroveremo presto a vivere in un paese del terzo mondo: pochi ricchi e tantissimi poveri.
Lucio Virzì
19-01-2006, 14:26
Non "potrebbero", i beni immobili POSSONO essere da sempre venduti a compratori esteri come agli italiani; la domanda da un milione di euro è a quale valore ? :D
Precisiamo: al cittadino italiano che ha seconde, terze e dispari case in zone con forte domanda di mercato; non certo il povero cristo che cerca un tetto sulla testa :stordita:
Tale manovra servirebbe ad abbattere l'assurdo plusvalore rispetto ai reali valori di mercato che si è venuto a creare ristabilendo il corretto equlibrio tra domanda e offerta.. Ovvio poi che a molti dei diretti interessati questo "calo" non conviene, politici compresi ndr ma a stò punto non gli conviene fare NULLA che porterebbe a questo stesso risultato; qualcuno ha detto conflitto di interessi ? :stordita:
In astratto i politici (in una democrazia) dovrebbero essere espressione degli interessi popolari; della maggioranza del popolo ndr, ristabilendo per quanto è possibile un clima di equità sociale all'interno del libero mercato: leggi manovre "correttive" macroeconomiche.. Esattamente cià che fanno le banche (nella direzione contraria) quando rinunciano ad esercitare i loro diritti sulle case di coloro che non pagano il mutuo onde evitare
un "calo" del mercato e quindi del profitto.. Fanno i loro interessi macroeconomici; e il "volgo" invece ? Può con il voto fare altrettanto ?
Parlando di assistenzialismo ormai stiamo raschiando il fondo del barile; le persone da "aiutare" stanno diventando sempre di più.. Ergo se per salvaguardre le "ingiuste" speculazioni di pochi non si interviene sul sistema economico in modo organico ci ritroveremo presto a vivere in un paese del terzo mondo: pochi ricchi e tantissimi poveri.
Non fa una grinza.
LuVi
Al problema casa aggiungeteci anche un sistema bancario distorto dove il povero cittadino medio ha grosse difficoltà di accesso al credito!!!!!
Porto me come esempio: ho 32 anni e vivo a Roma, guadagno netti circa 1400 € al mese, che sono uno stipendio buonino, oltre al fatto che ho un contratto a tempo indeterminato da ormai 3 anni, beh in banca quando mi sono presentato per richiedere un mutuo per acquistare una casa, senza garanzie (a parte la mia busta paga), il direttore manco si è sforzato di ascoltarmi o di provare ad avviare la pratica, e mi ha invitato a tornare con qualcuno che mi facesse da garante :muro: :muro: alla mia risposta :" se ce lavevo era qui con me" ha fatto spallucce e un mezzo sorriso e mi ha invitato ad andare via che soluzioni per me allora non ce ne erano.
Quindi il grosso problema secondo me è uno: ad un giovane che non ha le spalle coperte, da genitori zii etc con proprietà, non gli è data la possibilità di acquistare, ed andare in affitto è pura follia!!!! un monolocale in periferia ti và dai 650 agli 800 € più tutto il resto :muro: :muro: a questo punto dovrebbe essere lo stato a fare da garante, o meglio ancora dare nuova vitalità all'edilizia popolare, divenendo esso stesso costruttore e locatore di abitazioni a prezzi popolari.
Ma temo che lo stato si farà sempre e solo i cavoli suoi favorendo certe lobby e non certo i cittadini bisognosi, scusate lo sfogo, ma mi girano troppo le scatole per il mutuo rifiutato la settimana scorsa e per il trattamento ricevuto in banca!!!!!!!!! :mad:
eoropall
19-01-2006, 16:38
Quindi il grosso problema secondo me è uno: ad un giovane che non ha le spalle coperte, da genitori zii etc con proprietà, non gli è data la possibilità di acquistare, ed andare in affitto è pura follia!!!! un monolocale in periferia ti và dai 650 agli 800 € più tutto il resto :muro: :muro: a questo punto dovrebbe essere lo stato a fare da garante, o meglio ancora dare nuova vitalità all'edilizia popolare, divenendo esso stesso costruttore e locatore di abitazioni a prezzi popolari.
Ma temo che lo stato si farà sempre e solo i cavoli suoi favorendo certe lobby e non certo i cittadini bisognosi, scusate lo sfogo, ma mi girano troppo le scatole per il mutuo rifiutato la settimana scorsa e per il trattamento ricevuto in banca!!!!!!!!! :mad:
Quel trattamento è la prassi consolidata (da qui i sorrisini); sei stato ingenuo a credere che sarebbe finita diversamente :O
Tu poi con il tuo stipendio sei una perfetta "rendita" nel mercato degli affitti; è un bel sistema imho: il reddito di tanti nelle tasche di pochi :stordita:
LightIntoDarkness
19-01-2006, 16:41
Quel trattamento è la prassi consolidata (da qui i sorrisini); sei stato ingenuo a credere che sarebbe finita diversamente :O
Tu poi con il tuo stipendio sei una perfetta "rendita" nel mercato degli affitti..Si, ma quando un comportamento è sbagliato lo è e basta, con o senza sorrisini.
Capisco incentivare l'acquisto della prima casa ma non capisco perchè dover penalizzare ancora di + chi ha più di un possedimento.
Mi diresti quali sono gli incentivi?
E che incentivi ci sono per le giovani coppie che vanno a convivere?
Giusto per sapere
eoropall
19-01-2006, 17:04
Non fa una grinza.
LuVi
Imho non c'è molto da disquisire.. :cool:
eoropall
19-01-2006, 17:06
Si, ma quando un comportamento è sbagliato lo è e basta, con o senza sorrisini.
Tu come rispondi a un bambino che ti interroga sui regali di babbo natale ? :D
Nevermind
19-01-2006, 17:06
Mi diresti quali sono gli incentivi?
E che incentivi ci sono per le giovani coppie che vanno a convivere?
Giusto per sapere
Guarda fino a poco tempo fa cmq per le coppie giovani che acquistavano casa si poteva chiedere un incentivo (anche in base al reddito presumo), lo so perchè una ragazza che conosco stava per prendere casa col suo futuro marito e si era informata.
Poi cmq io intendevo dire che è giusto incentivare le coppie nel senso che sarebbe giusto farlo :D non che già ci sono incentivi.
eoropall
19-01-2006, 17:11
Mi diresti quali sono gli incentivi?
E che incentivi ci sono per le giovani coppie che vanno a convivere?
Giusto per sapere
Secondo me questa degli incentivi è una logica sbagliata: lo stato non è un pozzo senza fondo.. E' sul sistema che bisogna intervenire; non è giusto che i profitti se li dividano in pochi mentre le spese a suon di tasse se le devono sobbarcare sempre e comunque i soliti noti che pagano..
Al problema casa aggiungeteci anche un sistema bancario distorto dove il povero cittadino medio ha grosse difficoltà di accesso al credito!!!!!
Porto me come esempio: ho 32 anni e vivo a Roma, guadagno netti circa 1400 € al mese, che sono uno stipendio buonino, oltre al fatto che ho un contratto a tempo indeterminato da ormai 3 anni, beh in banca quando mi sono presentato per richiedere un mutuo per acquistare una casa, senza garanzie (a parte la mia busta paga), il direttore manco si è sforzato di ascoltarmi o di provare ad avviare la pratica, e mi ha invitato a tornare con qualcuno che mi facesse da garante :muro: :muro: alla mia risposta :" se ce lavevo era qui con me" ha fatto spallucce e un mezzo sorriso e mi ha invitato ad andare via che soluzioni per me allora non ce ne erano.
Quindi il grosso problema secondo me è uno: ad un giovane che non ha le spalle coperte, da genitori zii etc con proprietà, non gli è data la possibilità di acquistare, ed andare in affitto è pura follia!!!! un monolocale in periferia ti và dai 650 agli 800 € più tutto il resto :muro: :muro: a questo punto dovrebbe essere lo stato a fare da garante, o meglio ancora dare nuova vitalità all'edilizia popolare, divenendo esso stesso costruttore e locatore di abitazioni a prezzi popolari.
Ma temo che lo stato si farà sempre e solo i cavoli suoi favorendo certe lobby e non certo i cittadini bisognosi, scusate lo sfogo, ma mi girano troppo le scatole per il mutuo rifiutato la settimana scorsa e per il trattamento ricevuto in banca!!!!!!!!! :mad:
Che il sistema bancario per quanto riguarda i mutui sugli immobili sia viziato sono d'accordo...ma l'ultima cosa che voglio sono altre colate di cemento su Roma.
Popolari o private che siano.
Già ora, grazie ai vari palazzinari e soggetti vari tra i quali il nostro "brillante" sindaco, Roma è un cantiere a cielo aperto...se incentiviamo ancora lo sbancamento dei residui della fascia verde riusciremo a vivere tutti in una megalopoli orribile...(senza contare i problemi accessori quali traffico, periferie degradate perchè non si può mantenere tutto etc...) :muro:
Secondo me questa degli incentivi è una logica sbagliata: lo stato non è un pozzo senza fondo.. E' sul sistema che bisogna intervenire; non è giusto che i profitti se li dividano in pochi mentre le spese a suon di tasse se le devono sobbarcare sempre e comunque i soliti noti che pagano..
Ho un amico olandese che è andato a convivere con la sua ragazza, non so per quanti anni funzioni la cosa, ma mi diceva che per incentivare i giovani lo stato paga loro metà dell'affitto e metà di tutte le bollette.
eoropall
19-01-2006, 17:40
Ho un amico olandese che è andato a convivere con la sua ragazza, non so per quanti anni funzioni la cosa, ma mi diceva che per incentivare i giovani lo stato paga loro metà dell'affitto e metà di tutte le bollette.
chissà perchè loro se lo possono permettere e noi no.. Guarda le loro tasse e il loro reddito rapportato al potere di acquisto, e poi confrontalo con il nostro.. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare..
Northern Antarctica
19-01-2006, 17:51
Già ora, grazie ai vari palazzinari e soggetti vari tra i quali il nostro "brillante" sindaco, Roma è un cantiere a cielo aperto...se incentiviamo ancora lo sbancamento dei residui della fascia verde riusciremo a vivere tutti in una megalopoli orribile...(senza contare i problemi accessori quali traffico, periferie degradate perchè non si può mantenere tutto etc...) :muro:
A Roma secondo me si può fare invece ancora molto a livello di edilizia residenziale, senza doversi estendere ma "riconvertendo" alcune strutture che già esistono all'interno del Raccordo, spesso in zone centrali.
Vedi ad esempio cosa hanno fatto con l'ex Pantanella. Oppure con i Mulini (da p.le della Radio attraversi il Ponte dell'Industria, è il complesso subito a sinistra). Strutture decadenti riconvertite in complessi residenziali di lusso. Oppure riconvertite in altro modo (tipo le ex panetterie militari di via Turati all'interno delle quali è stato spostato il mercato di P.za Vittorio).
E ce ne sono tantissime che cadono a pezzi e che potrebbero essere utilizzate, troppe me ne vengono in mente, che so, l'ex magazzino militare a via Ostiense (da Piramide subito dopo il ponte della ferrovia a destra).
Per queste strutture ben vengano le colate di cemento. Naturalmente se ci facessero dei giardini pubblici sarebbe ancora meglio. Comunque qualunque cosa per eliminare lo schifo attuale sarebbe ben accetta.
Sei d'accordo? :)
Quel trattamento è la prassi consolidata (da qui i sorrisini); sei stato ingenuo a credere che sarebbe finita diversamente :O
Tu poi con il tuo stipendio sei una perfetta "rendita" nel mercato degli affitti; è un bel sistema imho: il reddito di tanti nelle tasche di pochi :stordita:
Me lo immaginavo purtroppo che me lo avrebbero negato, ma sai come si dice? tentar non nuoce :rolleyes: ma ciò non toglie che brucia il fatto di non poter accedere ad un prestito solo perche figlio di persone comuni e non di possidenti, relegando me e come me tanti altri, nella nella casta di quelli che sopravviveranno, pagando affitti esagerati e con il resto cercando di campare, ripeto: è il sistema bancario e sociale italiano ad essere distorto; leggevo tempo fà che il comune di Parigi, ha avviato un progetto di alloggi da vendere per persone sotto un certo reddito tramite la pratica di mutui agevolati erogati dallo stato stesso, ed anche in Italia esiste un ente chiamato IACP, che ai bei tempi quando svolgeva il ruolo per cui è stato creato, a ceduto centinaia di alloggi a riscatto a prezzi agevolati, oltre a far pagare affitti decenti.......ma poi si sà la politica, affaristi e lobbysti sono entrati pure lì......e il giocattolo si è rotto :( :( :( :( :(
Lucio Virzì
19-01-2006, 22:31
Me lo immaginavo purtroppo che me lo avrebbero negato, ma sai come si dice? tentar non nuoce :rolleyes: ma ciò non toglie che brucia il fatto di non poter accedere ad un prestito solo perche figlio di persone comuni e non di possidenti, relegando me e come me tanti altri, nella nella casta di quelli che sopravviveranno, pagando affitti esagerati e con il resto cercando di campare, ripeto: è il sistema bancario e sociale italiano ad essere distorto; leggevo tempo fà che il comune di Parigi, ha avviato un progetto di alloggi da vendere per persone sotto un certo reddito tramite la pratica di mutui agevolati erogati dallo stato stesso, ed anche in Italia esiste un ente chiamato IACP, che hai bei tempi quando svolgeva il ruolo per cui è stato creato, a ceduto centinaia di alloggi a riscatto a prezzi agevolati, oltre a far pagare affitti decenti.......ma poi si sà la politica, affaristi e lobbysti sono entrati pure lì......e il giocattolo si è rotto :( :( :( :( :(
Anche a me, anni fa, l'hanno negato, ed ero nella stessa tua situazione con, in più, una moglie con un contratto (anche se a termine, ma da 6 anni!) con il Ministero dell'Ambiente e pari reddito :D:D
:muro:
LuVi
Anche a me, anni fa, l'hanno negato, ed ero nella stessa tua situazione con, in più, una moglie con un contratto (anche se a termine, ma da 6 anni!) con il Ministero dell'Ambiente e pari reddito :D:D
:muro:
LuVi
Purtroppo è così........ed è davvero desolante come situazione :( :( :(
A Roma secondo me si può fare invece ancora molto a livello di edilizia residenziale, senza doversi estendere ma "riconvertendo" alcune strutture che già esistono all'interno del Raccordo, spesso in zone centrali.
Vedi ad esempio cosa hanno fatto con l'ex Pantanella. Oppure con i Mulini (da p.le della Radio attraversi il Ponte dell'Industria, è il complesso subito a sinistra). Strutture decadenti riconvertite in complessi residenziali di lusso. Oppure riconvertite in altro modo (tipo le ex panetterie militari di via Turati all'interno delle quali è stato spostato il mercato di P.za Vittorio).
E ce ne sono tantissime che cadono a pezzi e che potrebbero essere utilizzate, troppe me ne vengono in mente, che so, l'ex magazzino militare a via Ostiense (da Piramide subito dopo il ponte della ferrovia a destra).
Per queste strutture ben vengano le colate di cemento. Naturalmente se ci facessero dei giardini pubblici sarebbe ancora meglio. Comunque qualunque cosa per eliminare lo schifo attuale sarebbe ben accetta.
Sei d'accordo? :)
I "mulini" dopo il ponte dell'industria sono un centro commerciale!! :D
Se in linea generale posso essere d'accordo dall'atto pratico quello che dici è quasi impossibile o di difficile realizzazione..
Molte di queste strutture non sono recuperabili come edilizia residenziale (vedi i vecchi magazzini militari da te citati).
Farci un centro commerciale, un magazzino o una struttura produttiva è un conto, farci appartamenti è un altro.
Si tratterebbe di buttarle giù e ricostruire da zero dei palazzi abitabili.
Inutile dire che questo risulterebbe antieconomico e nessun costruttore investirebbe lì (in ogni caso gli appartamenti risultanti avrebbero prezzi proibitivi).
Peraltro allo stato attuale nessuno ci investirebbe visto che il periodo di interregno tra i vecchi piani di zona ed il NPR gentilmente concessoci dal sindaco è un vero e proprio invito a devastare tutta la fascia verde a prezzi ridicoli (per i costruttori)...
Sarebbero inoltre da considerare i problemi accessori.
L'Ostiense è già una zona invivibile, paralizzata 20 ore su 24 dal traffico delle molte strade confluenti lì....un amministratore responsabile (quindi non i nostri :D ) come potrebbe acconsentire ad aggiungere nuclei abitativi (e quindi persone con le loro esigenze di movimento) in una zona del genere?
Sarebbe follia...
è il sistema bancario e sociale italiano ad essere distorto;
Infatti.
Il sistema economico italiano presenta questa paurosa stortura.
E' un sistema rigidissimo, bancocentrico e, di conseguenza, quasi autoreferenziale...
Il potere economico non è delle aziende, dei privati (di chi ha il denaro che vuole spendere insomma) ma delle banche (di chi il denaro lo mantiene e lo gestisce).
E questo non và :(
n. 200 del 25-08-06 pagina 1
Emergenza casa, allarme-sfratti nella Capitale
di Marzio Fianese
Marzio Fianese
Il chiaroscuro del pianeta-casa capitolino. Da un lato il grido d’allarme lanciato ieri dall’Unione inquilini sull’aumento degli sfratti, dall’altra i numeri (estremamente positivi) forniti, sempre nella giornata di ieri, dall’immobiliare Gabetti sull’aumento dei prezzi di case e affitti «esclusivi» a Roma. Due facce della stessa medaglia comunque. Con una forbice sempre più ampia tra chi può mettersi prezzi più alti e chi non arriva più a fine mese.
Cominciamo allora dal basso. A Roma, (secondo una prima elaborazione fatta dall’Unione inquilini sui dati ufficiali del ministero dell’interno sulla situazione degli sfratti, relativa al primo semestre 2005) sono state emesse 3.206 sentenze di sfratto (1.309 per fine locazione e 1.897 per morosità). Gli sfratti richiesti nella capitale sono stati 6.058 (-6% rispetto al primo trimestre 2004) e quelli eseguiti con la forza pubblica 1.523 (+7,9%). Nel Lazio, complessivamente (ma mancano i dati della provincia di Rieti) sono state richieste 6.762 esecuzioni (-5,8% rispetto allo stesso periodo del 2004) e sono stati eseguiti 1.753 sfratti (+4,7%). «Si deve procedere da subito a un blocco degli sfratti - è la nota dell’Unione inquilini - da collegarsi a un piano nazionale per la costruzione, il recupero o acquisto di almeno un milione di alloggi di edilizia sovvenzionata e agevolata, destinati esclusivamente all’affitto».
Per quanto riguarda gli sfratti nelle altre province della regione: a Latina gli sfratti richiesti sono stati 432 (-18,9%) e quelli eseguiti 117 (-36%),a Frosinone gli sfratti richiesti 66 (- 7%) e quelli eseguiti 44 (+15,8 %). A Viterbo 206 i richiesti (+116%) e gli eseguiti 69 (+86,5 %) «Ancora una volta - prosegue la nota dell’Unione inquilini - gli sfratti per morosità consolidano un triste primato del nostro paese e si accorcia la forbice tra sfratti richiesti e sfratti eseguiti. Anche a Roma e nel Lazio a fronte di una diminuzione delle sentenze e delle richieste delle esecuzioni presentate dall’ufficiale giudiziario, aumentano in maniera allarmante gli sfratti eseguiti che iniziano a riguardare anziani e portatori di handicap, resta ancora più preoccupante il fatto che ormai quasi l’80% delle sentenze di sfratto sono per morosità».
L’Unione inquilini chiede al Comune e alla Regione azioni più incisive che non le deleterie politiche di vendite di alloggi delle casa popolari: «Ci attendiamo dalla Regione Lazio che sospenda tutte le azioni di sostegno all’acquisto, che servono solo per sostenere un mercato impazzito e che si proceda a sostenere programmi di costruzione, recupero e acquisto di alloggi da destinare all’affitto a canone sociale, concordato o solidale».
Che Roma sia città molto cara per i prezzi del mattone lo conferma, poi, la Gabetti. Lo studio, che ha preso in considerazione sei città (oltre a Roma, Torino, Milano, Firenze, Napoli e Bari) pone la Capitale in testa tra i capoluoghi per «l’esclusività» dei prezzi e dei canoni d’affitto nella fascia delle «case top». L’agenzia immobiliare ha analizzato, infatti, l’andamento del mercato di «fascia alta» comprensivo delle abitazioni «signorili» e di quelle di «pregio» scoprendo che si è attestato su un livello elevato di quotazioni e su un considerevole grado di dinamicità. Per Roma si parla di mercato della compravendita vivace con una leggera crescita dell’offerta (5%) anche se ci si aspetta un aggiustamento al ribasso (-10%) per fine anno.
Anche i canoni di locazione confermano poi Roma (e Firenze) ai primi posti fra le città più «care» con valori «top» sui 4.500 euro al mese.
(Il Giornale)
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