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View Full Version : Tentativo di nazionalizzare le riserve della banca centrale, in Venezuela


cprintf
15-07-2005, 12:44
http://www.mclink.it/personal/MC0823/signoraggio_chavez_vs_venezuela_central_bank.html
<<
Il Venezuela pronto ad impossessarsi delle riserve della Banca Centrale.

La Banca Centrale del Venezuela si prepara per un ostile offerta pubblica di acquisto (OPA)
da parte di un insolito postulante: il governo del presidente Hugo Chávez.

Scritto da Andy Webb-Vidal in Caracas.
Published: July 7 2005 15:37 | Last updated: July 7 2005 15:37

I legislatori fedeli al signor Chávez sono sul punto di approvare una legge che permetterà al governo di prelevare e spendere almeno 5 bilioni di dollari (4.2 miliardi di euro, 2.9 bilioni di sterline) delle reserve internazionali della Banca Centrale, che ammontano attualmente a 29 bilioni di dollari.

Per più di un anno, il signor Chávez ha insistito sul fatto che il livello di riserve bancarie accumulate dal quinto maggiore esportatore di petrolio nel mondo è troppo alto e che questo denaro dovrebbe essere piuttosto utilizzato per finanziare iniziative sociali.

Tra le economie latinoamericane, il Venezuela ha il più alto livello di riserve in rapporto al valore delle importazioni settimanali.

La Banca Centrale, dice il signor Chávez dovrebbe appartenere alla “gente”e deve passare sotto il pieno controllo della sua “rivoluzione boliviana” radicale e nazionalista.

I deputati in linea con il governo, che conservano una ridotta ma efficace maggioranza all’interno dell’Assemblea Nazionale, hanno cominciato la discussione finale sulla proposta di legge giovedì e prevedono che tale legge verrà approvata la prossima settimana. Ma questo provvedimento sta seminando il terrore tra alcuni economisti che vedono ciò come il tramonto della Banca Centrale nel suo ruolo di guardiano del bolvar, la moneta ufficiale del Venezuela. La Banca ha tentato di opporsi a questa legge.

Jose Guerra, direttore per gli studi economici della Banca Centrale fino all’inizio di quest’anno, dice che questo provvedimento comprometterà il valore della moneta locale, dal momento che alcuni dei dollari verrano convertiti in bolvars per due volte.

Inoltre questa mossa permette di fatto al signor Chávez di finanziare il deficit fiscale cronico del Venezuela con parte delle riserve della Banca Centrale, ha aggiunto J. Guerra. “I grandi perdenti in tutta questa faccenda saranno la credibilità e la reputazione della Banca Centrale come istituzione”, ha affermato il signor Guerra.

“Chi può dire che dopo i primi 5 bilioni prelevati non chiederanno altri 5 bilioni?”.

Le riserve internazionali del Venezuela vengono investite in un insieme di titoli di stato statunitensi, azioni in Euro, contanti e oro.

I critici affermano che altre entità statali, così come la compagnia petrolifera di stato, Petroleos de Venezuela and Bandes, hanno quasi 10 bilioni conservati in conti correnti esteri, e il governo dovrebbe usare parte di quel denaro invece delle riserve internazionali della Banca Centrale.

Alcune fonti interne alla Banca hanno detto che Gaston Parra, il presidente della Banca Centrale, potrebbe dare le dimissioni se la legge verrà approvata, a causa della percepita “illegalità” della legislazione proposta dal governo.

La Banca Centrale potrebbe mettere in discussione la costituzionalità della legge di fronte alla Corte Suprema del Venezuela. Ma alcuni analisti pensano che la Corte Suprema sia controllata dal governo.

Alcuni economisti prevedono che la cessione di parte delle riserve bancarie provocherà pressioni inflazionistiche, sebbene l’impatto possa venire limitato nel medio termine grazie all’esistenza di controlli sui prezzi e sugli scambi.

“Gli investitori sono preoccupati principalmente per il segnale che è stato mandato tramite questo provvedimento, soprattutto perché temono che i fondi prelevati possano essere utilizzati in modo non trasparente”, ha detto Vitali Meschoulam, emergente stratega di mercato presso la HSBC a New york. “C’e’ il timore che questi fondi non verranno utilizzati per investimenti produttivi ma piuttosto per finanziare le spese attuali, aumentando il rischio che l’inflazione diventi incontrollabile.

Minori riserve bancarie internazionali potrebbero compromettere la capacità del Venezuela di saldare il debito estero qualora il prezzo del petrolio diminuisse.

Nella proposta di legge, alcune delle riserve bancarie sono stanziate per far fronte a vaghe “situazioni strategiche”.

Il signor Chávez, che è rimasto al potere per più di 6 anni, prenderà parte alle elezioni presidenziali alla fine del prossimo anno.

[ www.signoraggio.com ]


http://news.ft.com/cms/s/06268dba-eef3-11d9-8b10-00000e2511c8.html

Venezuela poised to seize bank's reserves
By Andy Webb-Vidal in Caracas
Published: July 7 2005 15:37 | Last updated: July 7 2005 15:37

Venezuela's central bank is bracing itself for a hostile takeover bid by an unlikely suitor: the government of President Hugo Chávez.

Legislators loyal to Mr Chávez are close to approving a law that will allow the government to withdraw and spend at least $5bn (€4.2bn, £2.9bn) of the bank's international reserves, which currently stand at $29bn.

For more than a year, Mr Chávez has insisted that the level of reserves accumulated by the world's fifth-largest oil exporter is too high, and that the money would be better used for social programmes.

Among Latin American economies, Venezuela has the highest level of reserves as measured by equivalent weeks' worth of imports.

The central bank, says Mr Chávez, should belong to “the people”, and it must come under full control of his radical nationalistic “Bolivarian revolution”.

Government-aligned deputies, who maintain a narrow but effective majority in the National Assembly, began the final debate on the law on Thursday and they predict its passage next week. But the move is leaving some economists aghast at what they see as the demise of the bank's role as guardian of the bolvar,Venezuela's national currency. The bank has tried to resist the law.

Jose Guerra, economic research chief at the bank until earlier this year, says the measure will undermine the value of the currency, as some of the dollars will be converted twice into bolvars.

The move also in effect opens the door to enabling Mr Chávez to finance Venezuela's chronic fiscal deficit with part of the reserves, he added.

“The big loser in all of this will be the credibility and the reputation of the central bank as an institution,” said Mr Guerra. “Who's to say that after the first $5bn is withdrawn there won't be another $5bn that's taken out?”

Venezuela's international reserves are invested in a mixture of US Treasuries, Euro-denominated bonds, cash and gold.

Critics say other state entities, such as state oil company Petroleos de Venezuela and Bandes, a state development bank, have about $10bn in overseas accounts, and the government should use some of that money instead of the bank's international reserves.

Gaston Parra, the central bank's president, may resign if the law is passed, sources at the bank say, because of the perceived “illegality” of the government-proposed legislation.

The central bank could challenge the constitutionality of the law in Venezuela's supreme court. But analysts see the court as controlled by the government.

Economists predict that the expenditure of part of the reserves will stoke inflationary pressures, although the impact may be limited in the medium-term because of the existence of price and exchange controls.

“Investors are more concerned with the signal that is sent by the measure, especially given what they see as potential for the seized funds to be used in a non-transparent fashion,” said Vitali Meschoulam, emerging markets strategist at HSBC Securities in New York. “There is a concern that these funds will not be used for productive investments but rather to finance current spending, increasing the risk that inflation may get out of hand.”

Fewer international reserves may harm Venezuela's ability to service its foreign debt if oil prices decline.

Under the draft law, some of the reserves are earmarked for vaguely-worded “strategic situations”.

Mr Chávez, who has been in power for more than six years, faces presidential elections at the end of next year.>>

<polimica mode>
E da noi? Il famoso oro di bank*talia non si può nazionalizzare?
</polemica mode>

FastFreddy
15-07-2005, 12:49
Ti credo che servono fondi, con tutte le opere pubbliche che stanno tirando avanti......

evelon
15-07-2005, 13:01
<polimica mode>
E da noi? Il famoso oro di bank*talia non si può nazionalizzare?
</polemica mode>

Sarebbe un grosso errore.
Non può essere messa tutta la capacità finanziaria dello stato in mano al governo.
Ricordiamoci che, per definizione, il governo ha il "mestiere" di procacciarsi voti, la situazione diverrebbe presto incontrollabile.
Del resto il Venezuala farà un favore agli USA ed indirettamente a noi:

Le riserve internazionali del Venezuela vengono investite in un insieme di titoli di stato statunitensi, azioni in Euro, contanti e oro.

L'analisi tracciata comunque mi sembra molto credibile sul lungo periodo:


Alcuni economisti prevedono che la cessione di parte delle riserve bancarie provocherà pressioni inflazionistiche, sebbene l’impatto possa venire limitato nel medio termine grazie all’esistenza di controlli sui prezzi e sugli scambi.
...
“C’e’ il timore che questi fondi non verranno utilizzati per investimenti produttivi ma piuttosto per finanziare le spese attuali, aumentando il rischio che l’inflazione diventi incontrollabile.
....
Minori riserve bancarie internazionali potrebbero compromettere la capacità del Venezuela di saldare il debito estero qualora il prezzo del petrolio diminuisse.
...
Nella proposta di legge, alcune delle riserve bancarie sono stanziate per far fronte a vaghe “situazioni strategiche”.

IMHO si stanno mettendo in una brutta condizione..
Se i paese tra qualche anno collasserà mi auguro solo che il fondo monetario internazionale non gli conceda nulla ma faccia pagare tutto esclusivamente al Venezuela stesso.

cprintf
15-07-2005, 20:43
Sarebbe un grosso errore.
Non può essere messa tutta la capacità finanziaria dello stato in mano al governo.
Ricordiamoci che, per definizione, il governo ha il "mestiere" di procacciarsi voti, la situazione diverrebbe presto incontrollabile.


Io per nazionalizzare intendevo passare l'oro da bankit*lia s.p.a. allo Stato in modo controllato, creando un nuovo ente che sia terzo rispetto al Governo. Una banca d'Italia statale, insomma, come sono statali ma indipendenti dal Governo quelle di quasi tutti gli altri Paesi europei. Magari con un ente di controllo che non sia la banca stessa...magari con un presidente che non sia lì a vita qualsiasi cosa faccia...

Onisem
17-07-2005, 12:40
IMHO si stanno mettendo in una brutta condizione..
Se i paese tra qualche anno collasserà mi auguro solo che il fondo monetario internazionale non gli conceda nulla ma faccia pagare tutto esclusivamente al Venezuela stesso.
Possibilmente a Chavez.

evelon
18-07-2005, 11:01
Io per nazionalizzare intendevo passare l'oro da bankit*lia s.p.a. allo Stato in modo controllato, creando un nuovo ente che sia terzo rispetto al Governo. Una banca d'Italia statale, insomma, come sono statali ma indipendenti dal Governo quelle di quasi tutti gli altri Paesi europei. Magari con un ente di controllo che non sia la banca stessa...magari con un presidente che non sia lì a vita qualsiasi cosa faccia...

Come può un organo statale facente parte del potere legislativo (perchè a questo farà capo) essere indipendente dal potere legislativo stesso?

Per come sono strutturata l'economia e la politica italiane mi sembra un suicidio

evelon
18-07-2005, 11:03
Possibilmente a Chavez.

La popolazione di una nazione risponde sempre in solido con il suo governo.

Non c'è nulla di strano o di male in questo, piuttosto non vorrei che in un "impeto di generosità" il FMI o altri enti decidessero che l'eventuale buco venezuelano sia ripianato dagli stati ricchi (che, di fatto, non c'entrano nulla)

cprintf
18-07-2005, 11:43
Come può un organo statale facente parte del potere legislativo (perchè a questo farà capo) essere indipendente dal potere legislativo stesso?

Per come sono strutturata l'economia e la politica italiane mi sembra un suicidio

Beh, ad esempio la magistratura è statale ma ha un potere che è (o dovrebbe essere) indipendente.

Se poi pensiamo che la gestione privata sia più sicura di una pubblica allora spiegatemi a cosa serve il ministero dell'economia...privatizziamo anche quello e a posto così...

evelon
19-07-2005, 13:28
Beh, ad esempio la magistratura è statale ma ha un potere che è (o dovrebbe essere) indipendente.

Se poi pensiamo che la gestione privata sia più sicura di una pubblica allora spiegatemi a cosa serve il ministero dell'economia...privatizziamo anche quello e a posto così...


No, la magistratura E' uno dei poteri che uno stato ha separato dagli altri (legislativo,esecutivo,giudiziario).
Quello che vuoi è pressochè un darsi un calcio negli zebedei da soli visto che per quest'organo le nomine saranno necessariamente politiche (aka: proverranno dai partiti con accordi).

Peraltro in Italia, vista la situazione della (scarsa) separazione dei poteri mi sembra davvero un volersela cercare....

cprintf
19-07-2005, 15:41
No, la magistratura E' uno dei poteri che uno stato ha separato dagli altri (legislativo,esecutivo,giudiziario).
Quello che vuoi è pressochè un darsi un calcio negli zebedei da soli visto che per quest'organo le nomine saranno necessariamente politiche (aka: proverranno dai partiti con accordi).

Peraltro in Italia, vista la situazione della (scarsa) separazione dei poteri mi sembra davvero un volersela cercare....

Quindi mi stai dicendo che va bene Bankit*lia s.p.a. con ampi poteri perchè è il male minore per avere una banca centrale?

evelon
19-07-2005, 15:56
Quindi mi stai dicendo che va bene Bankit*lia s.p.a. con ampi poteri perchè è il male minore per avere una banca centrale?

Poteri ampi ma controllati.

Più che focalizzarsi sulla privatizzazione o meno della banca centrale preferisco concentrarsi sulla sua indipendenza (molto più importante).

Pulbblica o privata purche resti sempre e rigorosamente indipendente.
La prima, unica e più importante caratteristica di una banca centrale deve essere questa.

E' realisticamente difficile (per non dire impossibile) che la politica italiana (o europea) accetti di statalizzare la banca centrale e poi rinunci a controllarne in modo diretto o indiretto le nomine ai posti chiave.
Una banca centrale ai servizi del governo o di una qualunque parte politica è una ricetta buona per un disastro.

cprintf
19-07-2005, 18:27
Poteri ampi ma controllati.

Più che focalizzarsi sulla privatizzazione o meno della banca centrale preferisco concentrarsi sulla sua indipendenza (molto più importante).

Pulbblica o privata purche resti sempre e rigorosamente indipendente.
La prima, unica e più importante caratteristica di una banca centrale deve essere questa.

E' realisticamente difficile (per non dire impossibile) che la politica italiana (o europea) accetti di statalizzare la banca centrale e poi rinunci a controllarne in modo diretto o indiretto le nomine ai posti chiave.
Una banca centrale ai servizi del governo o di una qualunque parte politica è una ricetta buona per un disastro.

Io non sono molto d'accordo, perchè i privati possono "mettersi d'accordo" ancora più facilmente di chi riveste una carica pubblica.

Io vedrei bene una banca d'Italia con un cda eletto e controllato dalla Corte dei Conti con possibilità di commissariamento istantaneo in caso di gravi infrazioni. Niente authority governative ma solo magistrati che vagliano il tutto giorno per giorno.
Alla fine la Corte dei Conti mi pare essere abbastanza indipendente dalla vita politica ed è una delle poche autorità che vedo ancora come credibili.

Ma forse non ci vorrebbe molto a mettere dei rappresentanti politici anche lì...

SaMu
19-07-2005, 19:02
Scusa cprintf ma faccio fatica a capire questa tua polemica sulle banche centrali che tu definisci "private".

Che vuol dire private? Non è che poichè il capitale di qualcosa è privato, allora vuol dire che i proprietari si facciano i cazzi propri. Da come parli della Banca d'Italia, sembra che sia l'ultima delle s.r.l., in cui i soci un giorno possono dire "cià, prendiamoci le riserse auree e andiamo a giocarcele alla roulette" oppure che possano decidere di stamparsi un po' di moneta, la sera, prima di andare a cena.

In sostanza stai mistificando completamente il concetto che la Banca d'Italia è sì formalmente una "società privata", nel senso che il suo capitale è anche in mano a società private, ma è una società molto particolare con uno statuto molto particolare, ed è questo che determina il suo funzionamento, non che le azioni siano possedute da te, da me, da Unicredito, dall'INPS, dal ministero del tesoro o da pincopallino.

Peraltro stai facendo una crociata anche sul fatto che la banca dev'essere statale ma indipendente dal governo, quando proprio in questi mesi è emerso con assoluta chiarezza che la banca d'italia è anche fin troppo indipendente, che rappresenta un inedito santuario il cui governatore ha sfidato e vinto con successo uno scontro di poteri con l'(ex) ministro dell'economia, plenipotenziario del partito di maggioranza relativa e forte in parlamento di una maggioranza assoluta. Santuario che gode di regole proprie per i dipendenti, il contratto, le pensioni (d'oro), il mandato del governatore ed altri poteri.



Insomma perdonami se ti dico che mi pare che sull'argomento stai facendo notevole disinformazione, non so dire quanto volutamente quanto no. :O

Onisem
19-07-2005, 19:11
Io credo che invece sarebbe da ringraziare perchè tratta certi argomenti. La maggior parte della gente ignora cosa sia Banca d'Italia, è convinta che batta moneta (Euro) e decida tale politica, che vi sia ancora una corrispondenza aurea; solo per citare alcuni temi correlati.

cprintf
20-07-2005, 10:08
Scusa cprintf ma faccio fatica a capire questa tua polemica sulle banche centrali che tu definisci "private".

Che vuol dire private? Non è che poichè il capitale di qualcosa è privato, allora vuol dire che i proprietari si facciano i cazzi propri. Da come parli della Banca d'Italia, sembra che sia l'ultima delle s.r.l., in cui i soci un giorno possono dire "cià, prendiamoci le riserse auree e andiamo a giocarcele alla roulette" oppure che possano decidere di stamparsi un po' di moneta, la sera, prima di andare a cena.

In sostanza stai mistificando completamente il concetto che la Banca d'Italia è sì formalmente una "società privata", nel senso che il suo capitale è anche in mano a società private, ma è una società molto particolare con uno statuto molto particolare, ed è questo che determina il suo funzionamento, non che le azioni siano possedute da te, da me, da Unicredito, dall'INPS, dal ministero del tesoro o da pincopallino.

Peraltro stai facendo una crociata anche sul fatto che la banca dev'essere statale ma indipendente dal governo, quando proprio in questi mesi è emerso con assoluta chiarezza che la banca d'italia è anche fin troppo indipendente, che rappresenta un inedito santuario il cui governatore ha sfidato e vinto con successo uno scontro di poteri con l'(ex) ministro dell'economia, plenipotenziario del partito di maggioranza relativa e forte in parlamento di una maggioranza assoluta. Santuario che gode di regole proprie per i dipendenti, il contratto, le pensioni (d'oro), il mandato del governatore ed altri poteri.



Insomma perdonami se ti dico che mi pare che sull'argomento stai facendo notevole disinformazione, non so dire quanto volutamente quanto no. :O

Vedi, dal mio punto di vista la banca centrale dovrebbe si essere indipendente ma non completamente. Perchè la politica monetaria è una parte fondamentale dell'economia e dovrebbe essere in qualche modo controllata dallo Stato.
Certo ci vogliono dei meccanismi adatti...ma io trovo comunque scandaloso che la banca centrale sia completamente indipendente e privata, per quanto solo formalmente. Come trovo scandaloso che il presidente di tale banca sia lì a vita qualsiasi cosa faccia. Questo perchè alla fine gli utenti della banca centrale siamo noi poveracci, quindi un minimo (ma un minimo, eh!) di "feedback" con le politiche monetarie ci dovrebbe essere.

A me basterebbe che le quote dei soci fossero di proprietà statale e che vi fosse un minimo di controllo della Corte dei Conti sull'opera di F*zio.

Probabilmente non cambierebbe niente, per carità, ma troverei la cosa meno scandalosa di adesso.

evelon
20-07-2005, 10:12
Ma è un problema di forma o di sostanza?

Perchè nella sostanza la banca centrale funziona abbastanza bene e soprattutto riesce ad essere indipendente.

Se il problema è invece nella forma (ovvero che dovrebbe essere statale a priori ) allora il discorso cambia

Onisem
20-07-2005, 10:26
Ma è un problema di forma o di sostanza?

Perchè nella sostanza la banca centrale funziona abbastanza bene e soprattutto riesce ad essere indipendente.

Se il problema è invece nella forma (ovvero che dovrebbe essere statale a priori ) allora il discorso cambia
Funziona talmente bene da permettere il solito bel cartello, che a sua volta consente agli istituti di credito di operare in condizioni impensabili in un regime di reale concorrenza o fuori dai confini nazionali.

cprintf
20-07-2005, 10:44
Ma è un problema di forma o di sostanza?

Perchè nella sostanza la banca centrale funziona abbastanza bene e soprattutto riesce ad essere indipendente.

Se il problema è invece nella forma (ovvero che dovrebbe essere statale a priori ) allora il discorso cambia

E' un problema di principio. Ovvero di forma, se vogliamo. Ma credo anche di sostanza quando ad esempio sento che la banca centrale fa anche da authority con i suoi soci. Io non me ne intendo molto ma nel mio piccolo non trovo che vi siano le garanzie necessarie ad un funzionamento trasparente di quello che è a tutti gli effetti un'ente di funzione pubblica.

evelon
20-07-2005, 11:17
E' un problema di principio. Ovvero di forma, se vogliamo. Ma credo anche di sostanza quando ad esempio sento che la banca centrale fa anche da authority con i suoi soci. Io non me ne intendo molto ma nel mio piccolo non trovo che vi siano le garanzie necessarie ad un funzionamento trasparente di quello che è a tutti gli effetti un'ente di funzione pubblica.


Ho capito ciò che dici ma devi calare il "principio" nella realtà.

Uno stato deve avere una banca centrale e su questo non c'è dubbio alcuno.

La prima caratteristica di una banca centrale è la sua indipendenza rispetto ai poteri privati e politici.
La nomina a vita del governatore è da intendere proprio in tal senso: non deve aver paura di perdere il posto o non essere rieletto, n on può nè deve essere ricattabile.

Su questo siamo d'accordo spero, è ovvio che una banca centrale asservita alpotere politico è la sicura espressione di una bancarotta a confronto della quale l'argentina è nulla.

Detto questo non dico che non possa esistere una banca centrale di proprietà statale ma che in Italia ed anche nell'unione europea per come sono strutturate economia e politica è molto pericoloso proprio prchè se il potere politico decide di nazionalizzare la banca centrale pensi ragionevolmente che rinuncerà a controllarla in modo più o meno indiretto?

Facendo cambiare linea economica ogni qualvolta cambia un governo, silurando i dirigenti, mettendo uomini di partito in posti tecnici affondiamo subito.
E guarda che se vai a ben vedere queste cose si fanno da sempre nei governi di mezzo mondo (basta citare il cda della RAI).

cprintf
20-07-2005, 11:41
Ho capito ciò che dici ma devi calare il "principio" nella realtà.

Uno stato deve avere una banca centrale e su questo non c'è dubbio alcuno.

La prima caratteristica di una banca centrale è la sua indipendenza rispetto ai poteri privati e politici.
La nomina a vita del governatore è da intendere proprio in tal senso: non deve aver paura di perdere il posto o non essere rieletto, n on può nè deve essere ricattabile.

Su questo siamo d'accordo spero, è ovvio che una banca centrale asservita alpotere politico è la sicura espressione di una bancarotta a confronto della quale l'argentina è nulla.

Detto questo non dico che non possa esistere una banca centrale di proprietà statale ma che in Italia ed anche nell'unione europea per come sono strutturate economia e politica è molto pericoloso proprio prchè se il potere politico decide di nazionalizzare la banca centrale pensi ragionevolmente che rinuncerà a controllarla in modo più o meno indiretto?

Facendo cambiare linea economica ogni qualvolta cambia un governo, silurando i dirigenti, mettendo uomini di partito in posti tecnici affondiamo subito.
E guarda che se vai a ben vedere queste cose si fanno da sempre nei governi di mezzo mondo (basta citare il cda della RAI).


Certo il governatore non deve essere direttamente ricattabile ma io trovo che a qualcuno dovrebbe rispondere del suo operato. Non al Governo direttamente ma alla Corte dei Conti.
Per quanto riguarda la proprietà...non dovrebbe cambiare nulla perchè tanto c'è lo statuto che regola tutto, giusto?

Adric
30-08-2005, 06:56
Due articoli sul Venezuela

Il Venezuela si prepara ad un eventuale attacco Usa

Il presidente del Venezuela Hugo Chavez (Foto: WN)Rafael Cabrices, membro del Comitato di Difesa Nazionale del Venzuela, non ha dubbi: "Il presidente George W.Bush sta tramando un complotto contro il presidente più di sinistra che abbiamo mai avuto", dichiara in un'intervista alla BBC. D'altra parte, lo stesso presidente Hugo Chavez teme che gli Usa invadano il territorio e organizzino un assassinio nei suoi confronti.

"Se dovremo difendere la nostra patria, la difenderemo con il sangue" ha dichiarato il presidente. Negli ultimi mesi, il Venezuela ha comprato più di 100.000 missili ed elicotteri dalla Russia, armi e munizioni dalla Spagna e dal Brasile. I critici affermano che le nuove riserve militari servono al presidente più per prepararsi a sedare dissidi interni, piuttosto che a difendersi da un attacco USA.

Gli USA, sostiene parte della critica, non avrebbero nessun interesse ad invadere una nazione democratica e che contribuisce del 14% alle importazioni di petrolio nordamericane. Il presidente Chavez é attualmente impegnato in una campagna a favore della creazione di una nuova forza civile di difesa, la 'guardia territoriale', che conterebbe circa due milioni di membri.

D'accordo con l'ultimo progetto di legge della Fuerza Armada Nacional (FAN), la guardia territoriale sarebbe un corpo in più della FAN, equiparato alla riserva e alla Forza attiva, che arruolerebbe gli "eccedenti" che "volontariamente" si prestino a compiere azioni organizzate di resistenza locale, in vista di un'eventuale invasione, spiega il quotidiano locale El Universal. Il progetto di legge è stato oggetto di discussioni e critiche tra i parlamentari.

L'ultima revisione, risalente allo scorso 5 Luglio, prevede che la guardia territoriale si attivi solamente in caso di invasione, nel momento in cui gli invasori sorpassassero la forza attiva e la riserva.

Marzia Coronati (WarNews.it)

LA PROVOCAZIONE DI CHÁVEZ: ENERGIA DA CARACAS PER I POVERI DEGLI STATI UNITI

Energia gratuita a favore di milioni di poveri che vivono negli Stati Uniti: è questa la risposta politica del presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez, alla proposta di assassinarlo lanciata la settimana scorsa dagli schermi di un’emittente privata statunitense dal predicatore ed ex-candidato alla presidenza Usa, Pat Robertson. Chávez, nel corso di una delle sue abituali maratone televisive, ha continuato a chiedere un intervento ‘punitivo’ delle autorità di Washington – che hanno formalmente preso le distanze dalla proposta di “eliminare” il presidente venezuelano per “risparmiare il denaro di un’altra guerra” – contro il predicatore e ha minacciato di denunciare gli Stati Uniti all’Onu e all’Organizzazione degli Stati americani (Osa). Approfittando della sua esposizione mediatica, il presidente venezuelano ha lanciato poi un attacco frontale al governo di Washington con una proposta clamorosa: “Nel cosiddetto ‘stile di vita americano’ ci sono milioni di poveri che muoiono di freddo, patiscono la fame e sono senza lavoro; vogliamo aiutare queste comunità attraverso accordi per la fornitura di energia, ma senza speculazioni” ha detto Chávez, spiegando che il progetto andrebbe attuato senza un intermediario che distribuisca – arricchendosi nel farlo – l’energia. Tra i beneficiari, ha spiegato il capo dello Stato bolivariano, potrebbero esserci scuole, quartieri degradati, istituti per anziani, ma anche fondazioni che si occupino dei poveri e altre istituzioni. Chávez inoltre è disposto a integrare anche i poveri nordamericani nel programma ‘Misión Milagro’, creato per operare tra il 2005 e il 2015 sei milioni di persone con gravi problemi alla vista in tutta l’America Latina e nei Caraibi. Ad assistere, compiaciuto, all’intervento televisivo del presidente venezuelano c’era un ospite d’eccezione: il predicatore ed ex-candidato alla presidenza statunitense Jasse Jackson. “È un bene avere diritto al voto, ma anche alla salute e all’istruzione: non si può avere democrazia senza uguaglianza sociale” ha scandito Jackson, che ha attaccato Robertson e ha invocato l’instaurazione di ottime relazioni tra Stati Uniti e Venezuela.[LL]
(Misma)