lunaticgate
07-04-2005, 10:17
TOKYO, 7 APR - Oggi la prima condanna a morte definitiva per uno dei leader della setta 'Aum Shinrikyo' responsabile di un attacco con gas nervino nel 1995. La sentenza arriva a 10 anni dalla strage nella metropolitana di Tokyo avvenuta il 20 marzo 1995. La corte suprema ha emesso il verdetto di impiccagione per Kazuaki Okazaki, 44 anni, riconosciuto colpevole di aver ucciso nel 1989 la famiglia dell'avvocato Tsutsumi Sakamoto, che stava indagando sulle attivita' criminali di Shoko Asahara, capo della setta.
ANSA (http://194.244.5.199/main/notizie/awnplus/mondo/news/2005-04-07_4580617.html)
lunaticgate
07-04-2005, 10:47
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Non sapevo che in Giappone ci fosse la pena di morte... :(
LuVi
SITUAZIONE
La pena di morte è prevista dalla Legge di Procedura Penale e dal Codice Penale per 13 reati ma, in pratica, viene applicata solo per l'omicidio. Il Governo mantiene il massimo riserbo sulle esecuzioni. I detenuti possono rimanere nel braccio della morte per decenni e di solito non sono informati sulla data della loro esecuzione fino al giorno dell'impiccagione. Familiari e avvocati sono generalmente informati dopo l'esecuzione. Le esecuzioni, che il più delle volte hanno luogo d'estate e alla fine dell'anno, avvengono quando il Parlamento è in vacanza per evitare la discussione parlamentare. I detenuti sono rinchiusi in strette celle isolate e monitorati da telecamere 24 ore al giorno. La morte avviene tramite impiccagione: i detenuti, incappucciati e bendati, vengono messi sopra una botola che poi viene aperta all'improvviso.
La pena di morte è molto popolare in Giappone. La legge prevede che il Ministro della Giustizia debba firmare un ordine di esecuzione entro i 6 mesi dalla condanna a morte da parte del tribunale. Se il condannato ricorre in appello, chiede la ripetizione del processo o la grazia, il limite dei 6 mesi non si applica finché la procedura non è esaurita. Tuttavia, i Ministri della Giustizia evitano generalmente di firmare ordini di esecuzione prima dell'ultimo minuto utile, anche se non c'è alcuna richiesta di appello o di grazia. Per i detenuti nel braccio della morte il periodo precedente al cambio di Ministro della Giustizia è il più critico, perché è più probabile che gli ordini di esecuzione vengano emessi.
Nell'agosto 2004, i detenuti nel braccio della morte erano 56.
Dal novembre 1989 al marzo 1993 vi è stata una sospensione di fatto delle esecuzioni, in parte dovuta alla personale contrarietà alla pena di morte dell'allora Ministro della Giustizia facente funzioni. Negli otto anni precedenti la sospensione, erano stati giustiziati 13 detenuti mentre 44 persone sono state uccise dalla ripresa delle esecuzioni nel 1993.Le ultime esecuzioni sono state effettuate il 14 settembre 2004 nei confronti di due uomini condannati per omicidio. Nel 2003 era stata effettuata una esecuzione. Due esecuzioni erano state effettuate nel 2001 e nel 2002.
NOTIZIE
5 aprile 2005: l’Alta Corte di Nagoya ha stabilito che il processo di Masaru Okunishi, 79 anni, deve essere ripetuto.
L’uomo si trova nel braccio della morte da 33 anni, dopo essere stato condannato all’impiccagione per gli omicidi – avvenuti nel 1961 nella prefettura di Mie – di cinque donne, eliminate con del vino avvelenato.
L’Alta Corte ha preso la decisione per '' manifesta inconsistenza delle prove'' e ''non credibilita' della confessione'' del condannato, probabilmente estorta.
Il giudice Junichi Koide ha dichiarato che le nuove prove presentate dalla difesa potrebbero addirittura condurre ad una assoluzione.
Per sei volte gli avvocati di Okunishi avevano chiesto, senza fortuna, la ripetione del processo. Al settimo tentativo sarebbero riusciti a dimostrare, con tanto di perizia scientifica, che il pesticida disciolto nel vino non corrisponde alla sostanza descritta da Okunishi nella sua confessione.
E’ la quinta volta nel dopoguerra che una corte giapponese decide di consentire la ripetizione del processo di un condannato a morte. L’ultima volta risale al 1986, nel distretto di Shizuoka. In tutti e quattro i casi gli imputati sono stati assolti. (Fonti: Ansa, 05/04/2005; Kyodo News, 06/04/2005)
Pena di morte per reati violenti
29 marzo 2005: l’Alta Corte di Tokyo ha condannato all’impiccagione Junya Hattori, 33 anni, riconoscendolo colpevole del sequestro, stupro ed omicidio di una studentessa di 19 anni.
In occasione del processo di primo grado, conclusosi nel gennaio 2004, i pubblici ministeri avevano chiesto per Hattori la condanna a morte, tuttavia il tribunale del distretto di Shizuoka aveva emesso una condanna all’ergastolo.
Per il giudice dell’Alta Corte Kenjiro Tao “la possibilità di una sua riabilitazione sono molto improbabili”.
Secondo i pubblici ministeri, nel gennaio 2002 Hattori avrebbe cercato di corteggiare la ragazza, che invece lo avrebbe ignorato.
L’uomo l’avrebbe quindi costretta a salire nella sua auto e condotta in un’area isolata. Lì l’avrebbe prima violentata per poi legarla e darla alle fiamme.
Nel condannare Hattori all’ergastolo, il tribunale distrettuale aveva stabilito che “di tutta evidenza questo omicidio non costituisce un’azione premeditata. Si deve inoltre tener conto che l’imputato è nato e cresciuto in un ambiente degradato”.
L’Alta Corte è stata di parere opposto: “la sua tendenza a commettere crimini dipende dal suo modo di vivere piuttosto che dall’ambiente in cui è stato cresciuto”, ha detto Tao, aggiungendo che “l’imputato ha ucciso la vittima, bruciandola viva, per paura di essere denunciato alla polizia. Si è sbarazzato della ragazza anche perché voleva assumere delle droghe il prima possibile”.
“Hattori - ha concluso il giudice – ha precedenti per furto ed altri reati, ed ha commesso l’omicidio a meno di un anno dal suo rilascio con la condizionale. Non importa quanto sia dispiaciuto per il crimine che ha commesso, non ci rimane che condannarlo alla pena più severa”. (Fonti: The Asahi Shimbun, 30/03/2005)
3 marzo 2005: i procuratori giapponesi hanno chiesto la pena di morte per un uomo e una donna di Kitakyushu, della prefettura di Fukuoka, per l’omicidio di sette persone tra cui anche i parenti della donna avvenuto alla fine degli anni ’90. I procuratori hanno detto alla corte di Kokura che Futoshi Matsunaga, di 43 anni, aveva cospirato con la sua convivente Junko Ogata, di 43, per torturare a morte, nel febbraio del 1996, un trentaquattrenne che viveva con la coppia e poi, nell’arco di sette mesi fino al giugno 1998, avevano ucciso sei persone tra cui i parenti di Ogata compreso suo fratello e sua madre. (Fonti: Kyodo News, 03/03/2005)
3 marzo 2005: la Corte Suprema del Giappone ha confermato la condanna a morte di Kaoru Okashita, 58 anni, condannato per l’omicidio di due persone tra le quali una donna di 82 anni, mettendo fine al suo tentativo di essere condannato all’ergastolo come aveva in un primo momento stabilito una corte distrettuale. Nel pronunciare la sentenza, la prima sezione della Corte Suprema ha fortemente criticato Okashita per quello che ha fatto.
"Si tratta di un crimine riprovevole e commesso a sangue freddo. Anche se ha offerto una parziale compensazione, non merita altro che la morte” ha detto la corte.
Inizialmente la corte distrettuale aveva stabilito che Okashita avesse commesso un crimine impulsivo e lo aveva condannato all’ergastolo ma in sede di appello l’Alta Corte di Tokyo nel maggio considerò il fatto come un "omicidio meticolosamente calcolato," condannandolo a morte. Okashita, che era stato in passato un venditore d’auto, era accusato di aver estorto 200 milioni di yen da una agente immobiliare di 82 anni vendendo della terra senza il suo permesso. Okashita aveva poi deciso di strangolarla nell’ottobre 1989 in modo che il fatto non potesse venire scoperto. Avrebbe poi ucciso un conoscente di 38 anni che aveva preso parte alla frode.
21 febbraio 2005: la Corte del distretto di Chiba ha condannato a morte Koji Takao, di 41 anni, per aver appiccato un incendio in una casa della prefettura di Chiba che causò la morte di quattro persone. Takao, è stato riconosciuto colpevole di aver dato fuoco a dei giornali all’entrata della casa di Ryujiro Nezu, 56 anni, a Tateyama il 18 dicembre 2003. Nezu, sua moglie Hatsue, 52 anni, il loro figlia maggiore Eigo, 27 anni, ed il più giovane Shogo, 25 anni, morirono nell’incendio. L’incendio ha poi interessato anche sei altre abitazioni. Takao ha poi dato fuoco anche ad altri quattro luoghi, a Tateyama tra i quali anche un bar, secondo la sentenza. Takao, un operaio edile, avrebbe iniziato a dare fuoco ad immondizia e ad altri oggetti nel 1997 a causa dello stress legato a cattivi rapporti personali sul lavoro e al mancato pagamento di tasse e pensione.
"E’ stato un crimine doloso, dovuto al fatto che il colpevole non si è preoccupato della vita altrui pur di alleviare il suo stress," ha detto Yasuyuki Tsuchiya , il giudice che presiedeva la giuria. Gli avvocati della difesa hanno negato che Takao avesse l’intento di uccidere. La corte ha ritenuto che Takao sapesse che le persone dormivano in casa e che potevano morire se lui avesse appiccato il fuoco. (Fonti: Kyodo News)
27 gennaio 2005: la Corte Suprema del Giappone ha confermato la condanna a morte, pronunciata da una corte inferiore, nei confronti di Hiromi Manaka, un uomo di 37 anni, per aver ucciso due suoi ex compagni di classe. Secondo la sentenza, Manaka ha ucciso i suoi due ex compagni di classe, entrambi all’epoca ventunenni, nel 1989 a Iwai, nella prefettura di Ibaraki, con l’obiettivo di asserire che gli avevano rubato l’auto in modo da poter esigere dei soldi dai famigliari delle vittime. Il suo avvocato ha asserito che l’imputato era immaturo e che poteva essere riabilitato ma il presidente della corte Chiharu Saiguchi ha detto: ''Gli omicidi sono stati commessi in modo estremamente crudele solo per denaro. Dobbiamo applicare la pena di morte.'' (Fonti: Kyodo News, 27/01/2005)
25 gennaio 2005: la Corte Suprema del Giappone ha confermato la decisione dell’Alta che ha condannato a morte Yoshio Yamasaki, di 69 anni, per aver ucciso due persone per incassare i soldi dell’assicurazione. In questo modo è stato respinto l’appello di Yamasaki, un ex contadino condannato a morte per aver ucciso una casalinga di 49 anni nella prefettura di Miyagi Prefecture, nel nord est del Giappone nel 1985 e un uomo di 48 anni nella prefettura di Kagawa, nel sudovest del Giappone nel 1990, mettendosi d’accordo con i conoscenti ed ottenendo circa 7 milioni di yen di assicurazione.
Il presidente del tribunale Toyozo Ueda, nell’emettere il verdetto, ha detto: “'I crimini sono stati spietati, a lungo premeditati. Le circostanze successive alla commissione del crimine furono anch’esse inumane poichè il responsabile ha usato un cadavere per simulare un suicidio per impiccagione e l’altro lo ha lanciato da un dirupo.'' Nel febbraio 1997, la corte del distretto di Takamatsu, aveva condannato Yoshio Yamasaki all’ergastolo asserendo che poteva essere riabilitato, ma l’alta corte di Takamatsu nell’ottobre 2000 ha rovesciato il verdetto, condannandolo a morte. (Fonti: Kyodo News, 25/01/2005)
13 gennaio 2005: l’alta Corte di Tokyo ha confermato al condanna a morte nei confronti di un usuraio di 55 anni, Shigeru Yagi, colpevole di aver ucciso due uomini nel tentativo di incassare un ingente premio di assicurazione. Era stato condannato dalla Corte Distrettuale di Saitama nel 2002 per avere ucciso le sue vittime insieme a una donna di 37 anni e altri complici usando aconito velenoso e dosi massicce di depressivi. I suoi avvocati si erano scagliati contro la testimonianza della donna che lo aveva accusato sostenendo inoltre che le prove della causa della morte dei due uomini erano insufficienti. In base alla sentenza di primo grado, Yagi avrebbe insieme alla donna - che è stata condannata all’ergastolo - e ad altre persone ucciso un operaio di 45 anni avvelenandolo con un dolce corretto all’aconito nel 1995 per riscuotere circa 300 milioni di yen di assicurazione. E’ stato anche ritenuto colpevole di aver ucciso un ex commesso di 61 anni somministrandogli una quantità enorme di farmaci depressivi e alcolici tra il 1998 e il 1999. (Fonti: Mainichi Daily News, 13/01/2005)
Pena di morte per cittadini all'estero
17 febbraio 2005: una corte d’appello di Shanghai, in Cina, ha respinto un ricorso in appello presentato da Tadahiro Furusawa, un cittadino giapponese che era stato condannato a morte con sospensione fino al dicembre 2005 per tentato traffico di droga. Il 3 dicembre Furusawa, di 31 anni, residente a Tokyo, era stato condannato a morte dalla prima corte intermedia del popolo di Shanghai per aver tentato di imbarcare 1,56 kg di droghe stimolanti su un aereo in partenza da Shanghai e diretto in Giappone. La condanna a morte di Furusawa era stata sospesa per due anni e se non avesse commesso alcun grave reato durante la detenzione, sarebbe stata commutata in ergastolo. Furusawa, catturato dalle autorità nel novembre 2003, aveva fatto ricorso contro la sentenza all’Alta Corte del Popolo di Shanghai, che l’ha confermata togliendogli la possibilità di presentare altri appelli. Secondo questo ultimo verdetto dell’Alta Corte del Popolo di Shanghai, Furusawa aveva ricevuto da un’altra persona un lettore DVD in cui era nascosta la droga. E’ stato riferito che nel novembre 2003, all’aeroporto internazionale Pudong a Shanghai, il giapponese avrebbe cercato di trasportarla sul volo diretto a Fukuoka, nel suo bagaglio a mano, ma è stato intercettato dalla sicurezza. (Fonti: Kyodo News Service via BBC Monitoring Asia Pacific, 17/02/2005)
Sondaggi
19 febbraio 2005: secondo un sondaggio del Governo, gli elettori giapponesi sarebbero in schiacciante maggioranza favorevoli alla pena di morte. Dal sondaggio dell’Ufficio di Gabinetto su 2.049 persone l’81.4% è favorevole alla pena capitale, 2.8 punti percentuali in più rispetto al 1999 e 7.6 punti in più rispetto al 1994. I media locali hanno interpretato i risultati come un effetto della crescente preoccupazione dei cittadini per i crimini violenti.
Circa il 60.3 % degli intervistati ritiene infatti che i crimini violenti aumenterebbero se la pena capitale fosse abolita. Solo il 6% è contrario alla pena capitale, in calo del 7.6% rispetto al 1994. (Fonti: Agence France Presse, 19/02/2005)
@ Lunaticgate..
Molto interessante, grazie
Northern Antarctica
07-04-2005, 11:05
Se fra 10, 100 o non so quanti anni dovesse esistere ancora uno stato con la pena di morte, di sicuro questo sarà il Giappone.
E' un altro ingranaggio fondamentale della macchina giapponese. Serve a far rigare dritto la gente.
Lunaticgate, tu che conosci un po' (scrivo "un po'" perché nessuno, nessuno al mondo che non sia giapponese può dire di conoscerlo "bene") il Giappone, dimmi se mi sbaglio.
Originariamente inviato da Northern Antarctica
Se fra 10, 100 o non so quanti anni dovesse esistere ancora uno stato con la pena di morte, di sicuro questo sarà il Giappone.
E' un altro ingranaggio fondamentale della macchina giapponese. Serve a far rigare dritto la gente.
Lunaticgate, tu che conosci un po' (scrivo "un po'" perché nessuno, nessuno al mondo che non sia giapponese può dire di conoscerlo "bene") il Giappone, dimmi se mi sbaglio.
Io ci aggiungerei anche la Cina...
lunaticgate
07-04-2005, 11:10
Originariamente inviato da Northern Antarctica
Se fra 10, 100 o non so quanti anni dovesse esistere ancora uno stato con la pena di morte, di sicuro questo sarà il Giappone.
E' un altro ingranaggio fondamentale della macchina giapponese. Serve a far rigare dritto la gente.
Lunaticgate, tu che conosci un po' (scrivo "un po'" perché nessuno, nessuno al mondo che non sia giapponese può dire di conoscere bene il Giappone) dimmi se mi sbaglio.
No non sbagli su entrambe le affermazioni.
Non basta una vita per conoscere l'universo Giappone!
La Pena Capitale è uno degli strumenti utilizzati per far rigare dritto la gente ma non è l'unico e tantomeno quello più importante.
;)
lunaticgate
07-04-2005, 11:12
Originariamente inviato da Radical
Io ci aggiungerei anche la Cina...
Cina e Giappone sono due mondi opposti, due mentalità diverse.
Originariamente inviato da lunaticgate
Cina e Giappone sono due mondi opposti, due mentalità diverse.
Lo sò bene, ma credo che la pena di morte sia radicata anche in quella società..
lunaticgate
07-04-2005, 11:15
Originariamente inviato da Radical
Lo sò bene, ma credo che la pena di morte sia radicata anche in quella società..
Ancor di più!
Questo sicuramente.
;)
Northern Antarctica
07-04-2005, 11:19
Originariamente inviato da Radical
Lo sò bene, ma credo che la pena di morte sia radicata anche in quella società..
Si, ma in Giappone vengono pubblicati, da parte di psichiatri, degli studi che mostrino come la presenza della pena di morte sia benefica per lo stress generato dal superlavoro, dalla repressione e dal conformismo forzato. E non credo che in Cina solo il 6% sarebbe favorevole all'abolizione come in Giappone. In Cina non è la stessa cosa.
Originariamente inviato da Northern Antarctica
Si, ma in Giappone vengono pubblicati, da parte di psichiatri, degli studi che mostrino come la presenza della pena di morte sia benefica per lo stress generato dal superlavoro, dalla repressione e dal conformismo forzato. E non credo che in Cina solo il 6% sarebbe favorevole all'abolizione come in Giappone. In Cina non è la stessa cosa.
Hmmm...Non saprei sai...
Sono società molto diverse dalla nostra (quella Giapponese poi..), danno un valore completamente differente alla vita umana..
lunaticgate
07-04-2005, 11:43
Non ci dimentichiamo che nel 1965 c'è stato l'ultimo grande seppuku PUBBLICO in piazza con tanto di radio e giornalisti!
Originariamente inviato da lunaticgate
Non ci dimentichiamo che nel 1965 c'è stato l'ultimo grande seppuku PUBBLICO in piazza con tanto di radio e giornalisti!
Rinfrescami cosè un seppuku...
lunaticgate
07-04-2005, 13:07
Originariamente inviato da Radical
Rinfrescami cosè un seppuku...
E' una forma di suicidio in uso tra i samurai come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici.
SUICIDIO DI MISHIMA (http://web.tiscali.it/MarSec/Yukio_Mishima.htm)
Ricordavo male era il 1970! ;)
Ma certo, non associavo il nome al rito... Grazie Lunaticgate
sOuL cALiBuR
07-04-2005, 13:19
Originariamente inviato da lunaticgate
TOKYO, 7 APR - Oggi la prima condanna a morte definitiva per uno dei leader della setta 'Aum Shinrikyo' responsabile di un attacco con gas nervino nel 1995. La sentenza arriva a 10 anni dalla strage nella metropolitana di Tokyo avvenuta il 20 marzo 1995. La corte suprema ha emesso il verdetto di impiccagione per Kazuaki Okazaki, 44 anni, riconosciuto colpevole di aver ucciso nel 1989 la famiglia dell'avvocato Tsutsumi Sakamoto, che stava indagando sulle attivita' criminali di Shoko Asahara, capo della setta.
ANSA (http://194.244.5.199/main/notizie/awnplus/mondo/news/2005-04-07_4580617.html)
Sono convinto che abbiano sbagliato e che se lo siano meritato,ma mi dispiace tanto lo stesso... :rolleyes:
Originariamente inviato da Nevermind
Non sono contento la morte per un essere così spregievole è troppo poco.
Saluti.
Attenzione, i pacifisti per un'affermazione così 'pesante' protrebbero torturarti!:eek: :D
...e chiedere il tuo ban....o il mio.
Concordo pienamente con te.:O
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