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View Full Version : Patto di ferro


shambler1
03-03-2005, 00:45
Avete visto il patto di ferro che gobierno e industrie hanno siglato? Io dico che intendono trasformare la rete in un contenitore privato e gestirlo loro. A quando toglieranno anche il diritto di farsi il sito o di navigare? E ci sarà qualcuno che si farà sentire oppure entraranno anche questa volta come un coltello nel burro? Io sono pessimista: entro due o tre anni sarà la fine della rete come la conosciamo. Vale la pena (per chi ha un sito o un blog) di darsi da fare quando lo chiuderanno per legge?

Loco1
03-03-2005, 05:16
Con tutto il rispetto dei nostri politici, ma si rendono conto di quello che stanno combinando?
Questa è una delle mosse più antipopolare degli ultimi anni.
Il bello è che siamo sotto elezioni......
Ma un responsabile della comunicazione questi signori non lo hanno?

Urbani ha peccato ancora!!!!


;)

pierodj
03-03-2005, 09:11
da zeusnews.com :)

Il Patto di Sanremo è solo fumo

Il Patto di Sanremo, proposto dai ministri Gasparri, Stanca, Urbani e sottoscritto da cinquanta tra imprese e associazioni di settore, è solo un'operazione di immagine.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-03-2005]

Il Patto di Sanremo è solo un'operazione di immagine: fumo negli occhi e niente più

I ministri per l'innovazione tecnologica Lucio stanca, per le comunicazioni Maurizio Gasparri, per la cultura Giuliano Urbani hanno lanciato, in pompa magna e con grande clamore, il "Patto di Sanremo" per tutelare il diritto d'autore sulla Rete e per favorire l'offerta di contenuti digitali, facendo della Rete un ambiente sicuro, incentivando gli sviluppi tecnologici che possano permettere di offrire con tranquillità contenuti musicali, cinematografici, letterari, senza timore della pirateria on line. Il Patto è sottoscritto da cinquanta soggetti tra imprese delle Tlc, multimediali ed editoriali, cinematografiche e le varie associazioni di settore.

Sarebbe facile per chi ha sempre giudicato (in modo pesantemente negativo) la legge Urbani, che criminalizza il peer-to-peer e che è stata emendata solo parzialmente, mantenendo il reato penale, giudicare il Patto di Sanremo come un ennesimo giro di vite contro il peer-to-peer. Ma non è nemmeno così.

La realtà è che questa iniziativa interministeriale, copiata dai tavoli di concertazione in materia di politica economico-sociale tra imprese, sindacati ed esecutivo, che il Governo Berlusconi aveva voluto abbandonare e che ora ha ripreso per il tema del rilancio della competitività, è solo un'operazione di immagine: fumo negli occhi e niente più.

Si potrebbe contestare, in linea di principio, che il Governo si coordina con tutti tranne che con le associazioni dei consumatori e degli utenti della Rete. Ma la realtà è che il Patto di Sanremo è una maldestra operazione finalizzata a coprire proprio le inadempienze dei tre ministeri e delle loro politiche.

Urbani, ministro della cultura, è contestato dalle stesse Anica e Agis per i tagli selvaggi ai fondi per il cinema e lo spettacolo; non c'è nessuna volontà da parte sua di ridurre l'Iva su Cd musicali e Dvd, nessuna scelta forte per la digitalizzazione della cultura (come per esempio il progetto che i francesi annunciano in questi giorni di portare in Rete la Biblioteca di Parigi, per evitare che il progetto della biblioteca di Google aumenti e consolidi l'egemonia linguistico-culturale dei Paesi anglosassoni). Questo avviene in un Paese come l'Italia, la cui lingua è stata recentemente marginalizzata anche a livello ufficiale di Unione Europea.

Gasparri, che ultimamente fa pubblicità (direttamente come ministero) al digitale terrestre e all'offerta del calcio sul digitale di Mediaset e La7, non si sta muovendo per ridurre il digital divide nel nostro Paese, in termini di diffusione della banda larga e di riduzione delle tariffe Adsl, che costituiscono le principali barriere all'offerta e all'acquisto di contenuti digitali in Rete. Anche qui la leva fiscale volta a promuovere l'e-commerce, anche solo culturale, come viene fatto negli Usa, non viene nemmeno presa in considerazione. La Siae rimane commissariata e contestata sempre più dagli stessi autori.

Come tanti tavoli della concertazione, gli impegni sono solenni e ambiziosi; ma mancano regole, controlli, sanzioni, tappe concrete, leggi e incentivi per attuare i proclami che siano a favore del digitale o contro la pirateria on line.

Intanto il mondo della cultura, delle università, delle scuole e dei conservatori musicali, del cinema, scende in piazza contro un governo che sulla cultura investe sempre di meno. Per fortuna il Patto di Sanremo, anche con il suo potenziale repressivo, fatto di inviti a sviluppare contenuti digitali in fome irriproducibili, non ha alcuna valenza concreta: è stata solo una gita a Sanremo. Ci spiace per i tanti che si sono prestati a fare le comparse.

ripes72
03-03-2005, 09:16
la lista dei sottoscrittori del patto di sanscemo è qui (http://www.innovazione.gov.it/ita/news/2005/cartellastampa/sanremo/sottoscrittori.pdf)

guardate che facce (http://www.punto-informatico.it/punto/20050303/2.jpg)... che ci si poteva aspettare?
meditate, gente, meditate...

pierodj
03-03-2005, 09:18
Originariamente inviato da ripes72
la lista dei sottoscrittori del patto di sanscemo è qui (http://www.innovazione.gov.it/ita/news/2005/cartellastampa/sanremo/sottoscrittori.pdf)

guardate che facce (http://www.punto-informatico.it/punto/20050303/2.jpg)... che ci si poteva aspettare?
meditate, gente, meditate...
tra i provider tele2 non c'è... posso stare tranquillo allora... :oink: :D :D :D

shambler1
03-03-2005, 13:04
come per esempio il progetto che i francesi annunciano in questi giorni di portare in Rete la Biblioteca di Parigi, per evitare che il progetto della biblioteca di Google aumenti e consolidi l'egemonia linguistico-culturale dei Paesi anglosassoni).

Immagino che qui i "Ministri" lavorino per per consolidare l'egemonia linguistica dei paesi anglosassoni.

Per il resto , altro che fumo, questi fanno sul serio e sulla pelle degli utentil. Finiranno per vietare i siti personali, vedrete.

nothinghr
03-03-2005, 13:11
Grazie 'casa delle libertà'!!!:ciapet: :ciapet: :ciapet:

Embryo
03-03-2005, 15:43
Originariamente inviato da nothinghr
Grazie 'casa delle libertà'!!!:ciapet: :ciapet: :ciapet:

sì... la libertà di fare LORO come c@##o gli pare!!! :mad:

Bilancino
03-03-2005, 16:58
Ci sono solo i provider maggiori........strano

Ciao

ripes72
03-03-2005, 17:19
Originariamente inviato da Bilancino
Ci sono solo i provider maggiori........strano
Ciao

a me sembra normalissimo! tre accordi = 70% (dico per dire) degli utenti, poca fatica tanto guadagno.

Bilancino
03-03-2005, 17:26
Originariamente inviato da ripes72
a me sembra normalissimo! tre accordi = 70% (dico per dire) degli utenti, poca fatica tanto guadagno.

ok, allora io passo a un provider minore e elimino il problema......diciamo che sono i soliti accordi costretti dalle alte sfere ma si devono fare altrimenti si fa la parte di chi sponsorizza la pirateria come se i provider non sanno che usiamo l'adsl per scaricare dal p2p

Ciao