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View Full Version : Pat Tillman


IpseDixit
08-12-2004, 11:14
Il Washington Post ha ricostruito le ultime ore di vita....


NEW YORK - Eroismo e bugie. In guerra è facile che si intreccino. Per caso o intenzionalmente. Per fortuna c’è spesso qualcuno che vuole districarli, deciso a riportare a galla la verità, qualsiasi essa sia. Già una volta, la stampa americana ha obbligato il Pentagono ad ammettere di aver mentito su un capitoletto della recente guerra in Iraq: sulla vicenda della graziosa soldatessa Jessica Lynch, nel marzo del 2003. La sua storia mitica e coraggiosa, appositamente ricamata per creare un empito patriottico nell’animo egli americani, si rivelò ben più banale, una volta che i media ne tentarono una ricostruzione indipendente. Ma lei per lo meno si era salvata, ed è tornata a casa fresca come una rosa. Diverso il caso dell’ex campione di football, Pat Tillman, caduto lo scorso aprile in Afghanistan. L’America intera si era commossa alla storia di quel bel giovane, una massa di muscoli guizzanti da novello Ercole, che aveva abbandonato la miliardaria carriera dell’atleta professionista per andare a combattere contro i terroristi. Su di lui, sull’atleta patriota diventato Ranger, ucciso in un’imboscata nella remota regione della Paktia, il Pentagono aveva costruito ancora una volta una storia fatta di eroismo e retorica. Una storia che Tillman avrebbe disprezzato, e che i suoi genitori hanno rifiutato con disprezzo non meno intenso: «Il racconto che il Pentagono ha fatto è una bugia. E questa bugia è un insulto contro a nostro figlio» ha reagito il padre. «Sono disgustata» ha aggiunto la madre.
La verità, rivelata in una ricostruzione del quotidiano Washington Post e confermata da indagini del Los Angeles Times , è che Tillman fu ucciso dai suoi stessi commilitoni. Per un errore dei suoi comandanti. Il tanto tristemente famoso “fuoco amico”, o meglio “fuoco fratricida”. Fino all’ultimo, mentre la vita gli sfuggiva, mentre il suo sangue bagnava le aride rocce dell’Afghanistan, Tillman aveva continuato a gridare: «Siamo commilitoni, non sparate, cessate il fuoco, siamo americani». Ma quei ragazzi che sparavano, convinti di aver accerchiato un gruppo di talebani, magari lo stesso Osama, non ci sentivano, e continuavano a scaricare proiettili. Fino al silenzio. Forse, sospettano i giornalisti che hanno lavorato alla storia, in quella cieca tempesta di proiettili c’era anche una buona dose di paura e inesperienza. Dopotutto, i Ranger che hanno ucciso il grande campione erano novellini della guerra, ragazzini alle prime armi, nel vero senso della parola.
Tillman aveva già combattuto in Iraq, e si era davvero coperto di gloria. In aprile, lo avevano mandato in Afghanistan proprio perché si era rivelato un soldato di prim’ordine. E’ caduto in quel modo tragico e cretino perché i comandanti avevano fretta e avevano diviso in due la sua squadra, di fatto indebolendola e obbligandola a rintanarsi fra le gole rocciose di una zona pullulante di talebani. Nelle alte sfere, nessuno se l’era sentita di dire la verità. E così hanno raccontato cosa non vere, per poi essere sbugiardati dagli stessi soldati e dai primi articoli sui giornali. Allora hanno detto una mezza verità, e hanno ammesso il fuoco amico. Ma solo adesso, con le due inchieste sulla stampa, si scopre quanto profonda sia stata l’incompetenza e la menzogna sulla fine di Tillman. E a lui davvero non sarebbe piaciuto: «Ha sempre cercato la verità - ricorda il padre -, anche quando era scomoda».

http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20041207&ediz=01_NAZIONALE&npag=13&file=AL.xml&type=STANDARD

Lorekon
08-12-2004, 13:20
non penso che questo cambi molto la questione.

rob-roy
09-12-2004, 12:20
Originariamente inviato da Lorekon
non penso che questo cambi molto la questione.

L'ennesima bugia raccontata per appoggiare una guerra inutile.

E pensare che sono stati addirittura riconfermati...:doh:

Picarus
09-12-2004, 20:46
Originariamente inviato da Lorekon
non penso che questo cambi molto la questione.

Infatti, la conferma :(