View Full Version : Spiegatemi l'anarchia.
HenryTheFirst
12-06-2004, 16:22
Molto spesso all'obiezione "in un mondo senza regole e senza soggetti autorizzati all'uso della forza per far rispettare la legge, si finirebbe nel caos", mi sento rispondere che dell'anarchia non ho capito proprio niente.
Io ho sempre creduto che l'anarchia rappresentasse l'assenza di ogni tipo di regola, e quindi la possibilità del più forte di sopraffare il più debole, ma evidentemente non è così. Allora mi chiedevo se qualche anarchico tra quelli che frequentano il forum, o qualcuno che magari non è anarchico ma che sa esattamente quale sia il "disegno" degli anarchici, può far luce su questo mio dubbio.
Non boglio flame, non voglio le solite diatribe dx vs sx vs quantaltri, voglio solo capire.
Grazie ;)
Encounter
12-06-2004, 16:30
Forse si auspica un mondo dove tutti sono anarchici, ed in effetti in quel caso non ci sarebbe bisogno di regole
Scoperchiatore
12-06-2004, 16:39
Anarchismo di Stirner: uno dei tanti modi di vedere l'anarchia. Questo è quello che eprsonalmente ritengo più chiaro e "puro".
L'unico e la sua proprietà
" Io ho fondato la mia causa su nulla! " Questa affermazione apre e conclude il libro si Stirner, con essa l'autore sintetizza la sua filosofia: la filosofia dell'egoismo, del singolo,dell'unico; " Io che al pari di Dio e dell'umanità sono il nulla di ogni altro, io che sono il mio tutto,io che sono l'unico! " Max Stirner con la sua opera distrugge tutta la filosofia del suo tempo, detronizza Hegel e Feuerbach sbattendoli nel più profondo degli abissi; per Stirner le idee, in quanto non sono materia, non possono esistere realmente, e quindi critica Hegel, il quale diceva che è tutto un'idea, e critica Feuerbach, accusandolo del fatto di aver soltanto dato un altro volto a Dio, ovvero di averlo chiamato uomo (umanizzato) e Bauer. Nel suo libro Stirner punta il dito contro tutto ciò che gli sta intorno,la Chiesa,lo Stato,i liberali etc… E' la vera "filosofia del martello", che non si fa alcun scrupolo a far tramontare completamente alcune delle tesi degli altri filosofi del suo tempo e non solo. Stirner nel suo scritto inneggia all'egoismo, alla individualità propria e assoluta; incoraggia gli uomini alla ribellione (insurrezione) perché essa deriva da uno stato di insoddisfazione e malcontento di sè e non alla rivoluzione, perché essa sarebbe qualcosa di organizzato, di politico. Inoltre inneggia all'insurrezione poiché essa non vuole cambiare la costituzione vigente ma bensì annientarla, al contrario della rivoluzione, che vorrebbe solo cambiarla. Stirner è stato guardato con sgarbo da Chiesa e Stato: c'è chi lo credeva addirittura il male fatto persona; ma in realtà egli era un ribelle interiore, un teorico. Da qualsiasi punto di vista sia letto, "L'Unico e la sua proprietà" è un capolavoro, un'opera d'arte nella sua sublime completezza: nel libro c'è una spiegazione a tutte le idee, i concetti proferiti dall'autore, ed è questo a rendere il suo scritto così gradevole. E' certamente un libro difficile da accettare se si è convintamene devoti a Stato e Chiesa; a queste persone consiglio comunque di analizzare nel modo più oggettivo possibile le parole di Schmidt, che sono una compagine perfettamente unita,come già suddetto, di concetti, certo molto duri da comprendere e poter pensare come reali, ma è lo stesso Stirner a farci luce su quella che chiamiamo "utopia", ed infatti egli scrive: " L'utopia è l'irrealizzato, non l'irrealizzabile. " Nelle sue circa 380 pagine, "L'Unico e la sua proprietà" combatte contro tutto ciò che sta al di sopra dell'egoista, dell'unico; nelle parole di Stirner si sente palesemente quella voglia di rivincita da parte dell'uomo singolo, questo concetto si esprime così: " riconduci l'io da dov'è nato, ovvero in te stesso, e non alienarlo in Dio o nell'umanità ". Stirner vuole valorizzare l'uomo singolo ed anche la proprietà (al contrario del comunismo che vorrebbe invece abolirla), ed infatti leggiamo nella sua opera :" valorizza la tua proprietà! " L'Unico e la sua proprietà si può sintetizzare-per quanto questo sia possibile, vista la sua mole del libro- negli ultimi sprazzi di inchiostro dello scritto: " Proprietario del mio potere sono io stesso, e lo sono nel momento in cui so di essere unico. Nell'Unico il proprietario stesso rientra nel suo nulla creatore, dal quale è nato. Ogni essere superiore a me stesso, sia Dio o l'uomo, indebolisce il sentimento della mia unicità e impallidisce appena risplende il sole di questa mia consapevolezza. Se io fondo la mia causa su di me, l'unico, essa poggia sull'effimero, mortale creatore di sé che se stesso consuma, e io posso dire: Io ho fondato la mia causa su nulla. "L'anarchia può però essere appannaggio tanto delle sinistre quanto delle destre ed è per questo che se la Sinistra, ispirandosi a Bakunin, mira all'individualismo come estrema libertà, la Destra, invece, (ispirandosi a Stirner) tende all'individualismo come superiorità del singolo sulle masse. In L'unico e la sua proprietà , Stirner arriva a sostenere che ad esistere è solo l'individuo e ciò che per lui conta è, paradossalmente, solo lui stesso; tutto il resto (le cose, gli animali e perfino gli altri uomini) è solo uno strumento per l'affermazione di sè. Il mondo stesso viene concepito come strumento volto ad attuare la realizzazione del singolo. Se Kant ha riconosciuto (nella Critica della ragion pratica ) che nell'uso strumentale che facciamo delle persone non possiamo non tenere presente che esse hanno un valore intrinseco, Stirner dice che l'unico fine, l'unico valore per noi stessi, paradossalmente, siamo noi stessi e tutti gli altri sono semplici mezzi per realizzare i propri fini.
Per me quella di stirner non è anarchia in quanto implica cmq una forma di dominio (dell'unico sugli altri) e quindi di potere.
E' poi vi e' l'anarchismo paleo-libertario ovvero il libertarismo (pannella non c'entra nulla -.- sia chiaro ) che si coniuga con il conservatorismo MORALE.
Esempio: io sono per l'abolizione di OGNI divieto sul commercio (quindi anche sulla vendita di droga) ma provo riprovevole l'uso di sostanze stupefacenti.
Tornando all'iniziatore del tread:
in un mondo senza regole e senza soggetti autorizzati all'uso della forza per far rispettare la legge, si finirebbe nel caos
La societa' libertaria non e' una societa' senza regole, e' una societa' in cui vi sono tante piccole comunita' caratterizzate da una CONDIVISIONE delle regole autoimpostesi. E' una societa' in cui il principio di non agressione e' considerato sacro ed inviolabile ANCHE dalla maggioranza.
Vi passo un link "neutro" http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010326.htm
Scoperchiatore
12-06-2004, 16:57
Originariamente inviato da Maxmel
Per me quella di stirner non è anarchia in quanto implica cmq una forma di dominio (dell'unico sugli altri) e quindi di potere.
Bisognerebbe definire la parola Anarchia. Quello di Sitrner è Anarchismo, e magari si distanzia.
Cmq, il mio intento era anche far capire come "Anarchia" non ha una sola visione e concezione.
Cmq a a destra il penasiero tendo a svilupparsi nel senso dell'elitarimo (Pareto) e della gerarchizzazione (Junger) e dello stato come strumento forte mentre il filone anarchico Storicamnete rimane quello di Bakunin.
La parola indicava cmq in senso crego i periodi di assenza dell'Arconte.
HenryTheFirst
12-06-2004, 16:59
Originariamente inviato da Skeja
E' poi vi e' l'anarchismo paleo-libertario ovvero il libertarismo (pannella non c'entra nulla -.- sia chiaro ) che si coniuga con il conservatorismo MORALE.
Esempio: io sono per l'abolizione di OGNI divieto sul commercio (quindi anche sulla vendita di droga) ma provo riprovevole l'uso di sostanze stupefacenti.
Tornando all'iniziatore del tread:
in un mondo senza regole e senza soggetti autorizzati all'uso della forza per far rispettare la legge, si finirebbe nel caos
La societa' libertaria non e' una societa' senza regole, e' una societa' in cui vi sono tante piccole comunita' caratterizzate da una CONDIVISIONE delle regole autoimpostesi. E' una societa' in cui il principio di non agressione e' considerato sacro ed inviolabile ANCHE dalla maggioranza.
Vi passo un link "neutro" http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010326.htm
Ma la società libertario e la società anarchica sono la stessa cosa?
Se si, come mai è diffusa l'idea che anarchia voglia dire assenza di regole se invece nel modello anarchico è prevista la presenza di regole? Ricordiamoci poi che anche in democrazia le regole sono autoimposte.
Originariamente inviato da Scoperchiatore
Bisognerebbe definire la parola Anarchia. Quello di Sitrner è Anarchismo, e magari si distanzia.
Cmq, il mio intento era anche far capire come "Anarchia" non ha una sola visione e concezione. Bè in senso molto ampio credo che sia l'assenza di un potere che struttura la società e la organizza gerachicamente, dall'alto...
Cmq era per dire che Stirner con l'Unico e la sua proprietà introduce un principio per cui esso secondo sua volonta può disporre di tutto come meglio crede e quindi anche delgi altri uomini cioè gli assoggetta.
majin mixxi
12-06-2004, 17:06
Nè Dio Nè stato nè padroni
Scoperchiatore
12-06-2004, 17:08
Originariamente inviato da Maxmel
Bè in senso molto ampio credo che sia l'assenza di un potere che struttura la società e la organizza gerachicamente, dall'alto...
Cmq era per dire che Stirner con l'Unico e la sua proprietà introduce un principio per cui esso secondo sua volonta può disporre di tutto come meglio crede e quindi anche delgi altri uomini cioè gli assoggetta.
Però anche gli altri hanno questa falcoltà, e quindi ci ritroveremmo in un mondo la cui unica regola è l'egoismo.
Vedendola così, il risultato è l'Anarchia. IMHO il potere che assegna Stirner all'uno è potenziale, il potere di far valere se stesso mettendolo al di sopra di tutti gli altri. Ma se potenzialmente tutti hanno questo potere, è come dire che tutti pensino per sè.
Originariamente inviato da HenryTheFirst
Ma la società libertario e la società anarchica sono la stessa cosa?
Se si, come mai è diffusa l'idea che anarchia voglia dire assenza di regole se invece nel modello anarchico è prevista la presenza di regole? Ricordiamoci poi che anche in democrazia le regole sono autoimposte. Bisogna distinguere l'anarchia come assenza di potere centrale e l'anarchia come caos la guerra di tutti contro tutti.
Originariamente inviato da Scoperchiatore
Però anche gli altri hanno questa falcoltà, e quindi ci ritroveremmo in un mondo la cui unica regola è l'egoismo.
Vedendola così, il risultato è l'Anarchia. IMHO il potere che assegna Stirner all'uno è potenziale, il potere di far valere se stesso mettendolo al di sopra di tutti gli altri. Ma se potenzialmente tutti hanno questo potere, è come dire che tutti pensino per sè. Si ma politicamente significa che se uno esercita questo suo potere qualcun'altro lo subisce (questione di logica se io esercito il mio egoismo che è la mia volonta e questa viene solo da me per cui ci sono solo io percui solo io affermo me stesso io nell'affermarmi nego tutti gli altri posto che vi rieco io e non qualcun'altro nel qual caso io verrei negato). Mi sono spiegato?
E'una questione di esercizio la volonta si applica o non è volontà e nell'applicarla che io domino e quindi assoggetto e quindi strutturo... Ecco perchè come nello scritto che hai riportato parla di domino sulle masse, che non è anarchia...
Jaguar64bit
12-06-2004, 17:23
L'anarchia non puo' esistere in quanto l'uomo e' incapace di vivere e pensare senza condividere il proprio pensiero con il prossimo , e' portato ad avere idee e pensieri comuni ad altri anche se ha un credo una filosofia e delle idee personali , l'anarchia e' inattuabile perche' si fonda sulla negazione del sistema , quindi questo implica il fatto che anche l'anarchia e' una forma di potere un pensiero che crea adepti , che hanno un pensiero comune ed e' quello di combattere le forme di pensiero che associano altri gruppi e quindi questa missione degli anarchici li rende essi stessi una corporazione , e questo automaticamente non li rende anarchici.
Scoperchiatore
12-06-2004, 17:25
Originariamente inviato da Maxmel
Si ma politicamente significa che se uno esercita questo suo potere qualcun'altro lo subisce (questione di logica se io esercito il mio egoismo che è la mia volonta e questa viene solo da me per cui ci sono solo io percui solo io affermo me stesso io nell'affermarmi nego tutti gli altri posto che vi rieco io e non qualcun'altro nel qual caso io verrei negato). Mi sono spiegato?
E'una questione di esercizio la volonta si applica o non è volontà e nell'applicarla che io domino e quindi assoggetto e quindi strutturo... Ecco perchè come nello scritto che hai riportato parla di domino sulle masse, che non è anarchia...
capito... :D
Vabbè, Anarchia intesa come "il primo che esercita diventa il Grande Fratello" :D
Originariamente inviato da Scoperchiatore
capito... :D
Vabbè, Anarchia intesa come "il primo che esercita diventa il Grande Fratello" :D ne deriva che, a seconda di quanto si valuti forte la voltà dell'individuo, o si ha una guerra permanente e quindi anarchia in tal senso, oppure si ha la società gerarchica...
-kurgan-
12-06-2004, 17:40
Originariamente inviato da HenryTheFirst
Molto spesso all'obiezione "in un mondo senza regole e senza soggetti autorizzati all'uso della forza per far rispettare la legge, si finirebbe nel caos", mi sento rispondere che dell'anarchia non ho capito proprio niente.
Io ho sempre creduto che l'anarchia rappresentasse l'assenza di ogni tipo di regola, e quindi la possibilità del più forte di sopraffare il più debole, ma evidentemente non è così.
Esattamente.
Uno dei presupposti del pensiero anarchico è appunto evitare che un uomo abbia potere su un altro uomo.. questo esclude ovviamente la violenza.. solo delle persone che siano d'accordo a convivere in un certo modo possono farlo, con metodi coercitivi viene a cadere tutto quanto.
Originariamente inviato da HenryTheFirst
Allora mi chiedevo se qualche anarchico tra quelli che frequentano il forum, o qualcuno che magari non è anarchico ma che sa esattamente quale sia il "disegno" degli anarchici, può far luce su questo mio dubbio.
Non boglio flame, non voglio le solite diatribe dx vs sx vs quantaltri, voglio solo capire.
Grazie ;)
ti allego il programma di Malatesta:
http://www.geocities.com/anarchia_liberta/programma.htm
cmq sullo stesso sito si trova anche molto altro, in mezzo al casino.. chi l'ha creato non è persona molto brava a fare siti, ma sicuramente è preparato sui contenuti :D
-kurgan-
12-06-2004, 17:44
cmq lo stesso programma di Malatesta non vede tutti gli anarchici d'accordo allo stesso modo, in fondo parla pure di lotta "violenta", cosa che per me e altri è in contraddizione con quanto esposto in precedenza ;)
Scoperchiatore
12-06-2004, 17:44
Originariamente inviato da Maxmel
ne deriva che, a seconda di quanto si valuti forte la voltà dell'individuo, o si ha una guerra permanente e quindi anarchia in tal senso, oppure si ha la società gerarchica...
despotismo illuminato :D
-kurgan-
12-06-2004, 17:46
Originariamente inviato da Jaguar64bit
L'anarchia non puo' esistere in quanto l'uomo e' incapace di vivere e pensare senza condividere il proprio pensiero con il prossimo , e' portato ad avere idee e pensieri comuni ad altri anche se ha un credo una filosofia e delle idee personali , l'anarchia e' inattuabile perche' si fonda sulla negazione del sistema , quindi questo implica il fatto che anche l'anarchia e' una forma di potere un pensiero che crea adepti , che hanno un pensiero comune ed e' quello di combattere le forme di pensiero che associano altri gruppi e quindi questa missione degli anarchici li rende essi stessi una corporazione , e questo automaticamente non li rende anarchici.
ottimo punto di vista, ma non lo condivido :D
per me è la piu' alta forma di democrazia, pure il sistema democratico attuale era impensabile 2000 anni fa.
Scoperchiatore
12-06-2004, 17:48
Originariamente inviato da -kurgan-
ottimo punto di vista, ma non lo condivido :D
per me è la piu' alta forma di democrazia, pure il sistema democratico attuale era impensabile 2000 anni fa.
Ma non era un qualche greco :old: a parlare di democrazia NON rappresentativa? :what:
Originariamente inviato da Scoperchiatore
despotismo illuminato :D no, perchè non c'è nessuna razzonalità superiore, anzi il carattere semmai è l'irrazionalismo pensa agli sviluppi politici successivi...
Scoperchiatore
12-06-2004, 17:52
Originariamente inviato da Maxmel
no, perchè non c'è nessuna razzonalità superiore, anzi il carattere semmai è l'irrazionalismo pensa agli sviluppi politici successivi...
despotismo spento :D
Jaguar64bit
12-06-2004, 17:53
Originariamente inviato da -kurgan-
ottimo punto di vista, ma non lo condivido :D
per me è la piu' alta forma di democrazia, pure il sistema democratico attuale era impensabile 2000 anni fa.
Puoi anche non condividerlo , ma la realta' dell'anarchia nella societa' attuale e' quella che ho descritto , se poi tra 200 anni si arrivera' ad una forma di civilta' e democrazia cosi' alte , da permettere un mondo dove le idee del singolo , saranno considerate alla pari di quelle composte da un gruppo di individui , si potra' dire che viviamo in un mondo perfetto.
-kurgan-
12-06-2004, 17:53
Originariamente inviato da Scoperchiatore
Ma non era un qualche greco :old: a parlare di democrazia NON rappresentativa? :what:
beh gli incas non usavano il denaro.. erano anarchici? :p
parlavo dell'impero romano, governava qui.. in altri luoghi c'erano altri mezzi per gestire il potere e l'economia.
-kurgan-
12-06-2004, 17:54
Originariamente inviato da Jaguar64bit
Puoi anche non condividerlo , ma la realta' dell'anarchia nella societa' attuale e' quella che ho descritto , se poi tra 200 anni si arrivera' ad una forma di civilta' e democrazia cosi' alte , da permettere un mondo dove le idee del singolo , saranno considerate alla pari di quelle composte da un gruppo di individui , si potra' dire che viviamo in un mondo perfetto.
che male c'è a lavorare perchè un giorno sia così?
Jaguar64bit
12-06-2004, 17:56
Originariamente inviato da -kurgan-
che male c'è a lavorare perchè un giorno sia così?
Credi che nel mondo complesso in cui viviamo , l'ipotesi che paventi sia mai realizzabile ? io credo di no , basta pensare che le religioni sono gia' una forma di anti anarchismo acuta.
-kurgan-
12-06-2004, 17:59
cmq jaguar, in anarchia si parla di condivisione delle conoscenze, non di valutare quanto valgono in rapporto a qualcosa d'altro ;)
viene proprio a cadere il potere dell'uomo sull'uomo, si lavora per questo insomma.
è un discorso di mentalità, piu' che di "guerra".. i metodi coercitivi non servono a nulla, non cambiano i pensieri della gente.
non c'è nulla di male a pensare che un giorno cambierà la mentalità attuale, è sempre successo in passato e probabilmente succederà pure in futuro.
ad un centurione romano se tu fossi andato a parlare di governo con due camere ed elezioni ti avrebbe preso probabilmente per pazzo.
-kurgan-
12-06-2004, 18:03
Originariamente inviato da Jaguar64bit
Credi che nel mondo complesso in cui viviamo , l'ipotesi che paventi sia mai realizzabile ? io credo di no , basta pensare che le religioni sono gia' una forma di anti anarchismo acuta.
io credo di si, nella famiglia stessa si è passati in molti casi da una logica di padre-padrone-capofamiglia ad una logica piu' paritaria, le lotte femministe sono servite anche a questo.
pure questo era impensabile un pò di anni fa.
"potere dell'uomo sull'uomo".. questo è il punto.
-kurgan-
12-06-2004, 18:05
ora esco, so che ci sono altri anarchici frequentatori di questo forum.. spero che qualcuno prosegua il discorso e che non degeneri nel piano dell'inciviltà come capita in altri topic ;)
Adesso leggo tutto, comunque mi quoto da un messaggio vecchio, visto che non ho voglia di riscrivere tutto
Originariamente inviato da redsith
Piccola precisazione sulla questione anarchici/comunisti.
Primo: non ha senso parlare di "anarchici" ne di "comunisti" in generale. Ci sono tante di quelle diramazioni in entrambi i movimenti...
Lo so che per certi uno stalinista e un comunista libertario sono la stessa cosa, non importa se poi queste due fazioni si sono scannate durante la guerra di civile in Spagna...
Comunque, per quanto riguarda l'anarchismo esistono fondamentalmente 2 correnti: l'anarchismo individualista e quello socialista.
Gli individualisti seguono il credo di Stirner e di Nietzsche, sono per una libertà individuale assoluta. Esistono individualisti che hanno idee più vicine alla destra e altri più vicini alla sinistra. In linea di massima sono per la proprietà privata.
Questa è una linea di pensiero più filosofica che politica, abbastanza utopistica.
I socialisti invece rappresentano il vero movimento anarchico (quello politico, quello che ha partecipato all' Internazionale con Bakunin).
Un concetto fondamentale è questo: anarchia non significa mancanza di regole, ma mancanza di potere dell'uomo sull'uomo.
Le regole sono fondamentali per la società e cambiano continuamente, a seconda dei bisogni di quest'ultima. Da qui la mancanza di leggi, che imbrigliano la società in continuo cambiamento.
Ma una società come quella odierna cadrebbe nel caos (il caos naturalmente non è quello che si prefiggono gli anarchici, bensì l'ordine). La società di oggi sarebbe incontrollabile senza leggi perchè troppo centralizzata. L'anarchismo è federalista. Partendo da una piccola comunità che si autogestisce si crea una rete perfettamente organizzata e funzionale che unisce migliaia e milioni di persone dal basso verso l'alto, dalla periferia al centro. Le regole sono in base alle necessità della comunità.
Chi decide? Chi ha più competenza in un determinato settore, non chi ha il potere. Il potere da privilegi, la competenza da responsabilità.
Come può funzionare tutto questo? Grazie alla mancanza della proprietà privata dei mezzi di produzione collettivi (nessuno può possedere una fabbrica o simili, perchè la terra è di tutti, perchè il lavoro per costruirla è stato collettivo e perchè una persona non può portarla avanti da sola, ma la fabbrica "vive" grazie al lavoro collettivo).
Niente proprietà dei mezzi di produzione non significa niente proprietà privata. Ognuno ha diritto a una casa e alle sue proprietà personali. Semplicemente ognuno dev'essere padrone del proprio lavoro. Lavora per se e allo stesso tempo per tutti.
Non esisterebbero dislivelli sociali, non esisterebbe degradazione e la criminalità calerebbe drasticamente.
Chi dovesse comunque andare contro le regole della comunità verrebbe punito dalla stessa. Come, quando e da chi non sta a me dirlo perchè, come ho scritto sopra, le regole variano a seconda delle necessità.
Questa è, molto grossolanamente, la visione anarchica.
Ora, potete essere d'accordo o meno, ma almeno adesso potete parlare di anarchismo con cognizione di causa e non per sentito dire.
Ciauz! :)
Jaguar64bit
12-06-2004, 18:14
Originariamente inviato da -kurgan-
cmq jaguar, in anarchia si parla di condivisione delle conoscenze, non di valutare quanto valgono in rapporto a qualcosa d'altro ;)
viene proprio a cadere il potere dell'uomo sull'uomo, si lavora per questo insomma.
è un discorso di mentalità, piu' che di "guerra".. i metodi coercitivi non servono a nulla, non cambiano i pensieri della gente.
non c'è nulla di male a pensare che un giorno cambierà la mentalità attuale, è sempre successo in passato e probabilmente succederà pure in futuro.
ad un centurione romano se tu fossi andato a parlare di governo con due camere ed elezioni ti avrebbe preso probabilmente per pazzo.
L'esempio che porti scusami , ma fa capire che tu non hai chiaro il concetto di cosa voglia significare anarchia , e credimi non solo tu non ce l'hai chiaro.
L'anarchia e' l'esaltazione del singolo pensiero , che rende ogni uomo identico all'altro , in realta' ogni uomo ha delle capacita' intellettive e culturali differenti , il che porta ad avere dei leader , ce sempre chi spiega e chi ascolta , gia' questo piccolo esempio ti fa capire quanto non sara' mai attuabile il concetto di anarchia , la forza dell'uomo e' il pensiero dei singoli che non sopraffae quello della massa , tanti singoli se hanno un pensiero comune possono collaborare per portare a termine lo stesso intento e la stessa proposizione , il pensiero anarchico si fonda sulla soppressione del pensiero comune , porta all'estremo la valorizzazione del pensiero del singolo , fino a creare una moltitudine di pensieri completamente autonomi , che poi sfociano nel caos.
Il mondo e' pieno di difetti , ma se l'uomo si e' evoluto in maniera comune e proficua per anni e anni , seguendo la via del singolo pensiero si , ma anche con un naturale predisposizione a collaborare con chi ha un pensiero comune , per creare qualcosa insieme in fratellanza.
Comunque consiglio di leggere Malatesta, è quello che esprime meglio il mio pensiero.
Stirner rulla di brutto, è molto punk (:D ), ma il suo discorso non ha niente di politico (ma L'Unico è troppo bello!)
Ricordo che Stirner, Nietzsche e Sorel ("riflessioni sulla violenza") sono le letture che più hanno influenzato un certo Mussolini. Infatti tutti e tre gli autori possono essere interpretati in modo molto diverso.
Consiglio anche "Che cos'è la proprietà" di Proudon e di leggere anche qualcosa di Kropotkin, il naturalista anarchico (un mito!).
Originariamente inviato da Jaguar64bit
L'anarchia e' l'esaltazione del singolo pensiero , che rende ogni uomo identico all'altro guarda che è più un concetto pilitico che filosofico... In ogni caso l'anarchiè sempre antropogicamente individualistica non egalitaria.
-kurgan-
12-06-2004, 22:12
Originariamente inviato da Jaguar64bit
L'esempio che porti scusami , ma fa capire che tu non hai chiaro il concetto di cosa voglia significare anarchia , e credimi non solo tu non ce l'hai chiaro.
questa è bella.. :D
tu non sei anarchico e vuoi spiegarmi cos'è il pensiero anarchico? :D
Originariamente inviato da Jaguar64bit
L'anarchia e' l'esaltazione del singolo pensiero , che rende ogni uomo identico all'altro , in realta' ogni uomo ha delle capacita' intellettive e culturali differenti , il che porta ad avere dei leader , ce sempre chi spiega e chi ascolta , gia' questo piccolo esempio ti fa capire quanto non sara' mai attuabile il concetto di anarchia , la forza dell'uomo e' il pensiero dei singoli che non sopraffae quello della massa , tanti singoli se hanno un pensiero comune possono collaborare per portare a termine lo stesso intento e la stessa proposizione , il pensiero anarchico si fonda sulla soppressione del pensiero comune , porta all'estremo la valorizzazione del pensiero del singolo , fino a creare una moltitudine di pensieri completamente autonomi , che poi sfociano nel caos.
Il mondo e' pieno di difetti , ma se l'uomo si e' evoluto in maniera comune e proficua per anni e anni , seguendo la via del singolo pensiero si , ma anche con un naturale predisposizione a collaborare con chi ha un pensiero comune , per creare qualcosa insieme in fratellanza.
credo che sia tu a non avere le idee molto chiare. Il post precedente di resith è piuttosto esplicativo.. io mi riconosco nell'anarchismo socialista, ad esempio.
non sta scritto da nessuna parte che "il pensiero anarchico si fonda sulla soppressione del pensiero comune", è una tua convinzione che non mi risulta abbia riscontri.
vBulletin® v3.6.4, Copyright ©2000-2025, Jelsoft Enterprises Ltd.