diafino
21-03-2004, 00:36
Antefatto :
Il mio amico Luca mi telefona alcuni giorni fa: dopo i saluti di rito mi fa parlare con la sua fidanzata Francesca la quale dopo qualche istante lancia alcuni urli e invocazioni d’aiuto.
A questo punto le ho chiesto con tono scherzoso: "Cosa succede lì ti sta forse sodomizzando?".
La ragazza, ritenendosi offesa, mi ha apostrofato in malo modo chiudendo la conversazione.
Caro Luca
Ti scrivo per chiarire la mia opinione circa lo spiacevole incidente telefonico dell'altra sera.
Scrivo a te dato che non ho né l’indirizzo né la “confidenza” necessaria per scrivere direttamente a Francesca alla quale comunque vorrei tu facessi leggere questa mia.
Premetto innanzi tutto che la telefonata si stava svolgendo in termini perfettamente normali e amichevoli: si parlava in particolare del fatto che lei avesse smesso di fumare e dei problemi relativi.
Questo fatto è importante chiarirlo perché l'offesa intenzionale ad una persona, presuppone dei motivi più o meno validi o delle situazioni di tensione preesistenti.
Poiché non mi pare questo il nostro caso, ritengo che l'interpretazione data da Francesca alla mia frase: "Cosa succede lì ti sta forse sodomizzando?" sia veramente paradossale, visto il contesto scherzoso in cui è maturata; le frasi poi con cui mi ha apostrofato in malo modo offendendomi, questa volta sì, con intenzione e cattiveria, sono assolutamente gratuite e ingiustificate.
Ti prego di far osservare a Francesca che la lingua italiana, a ben conoscerla, prevede alcune norme lessicali e interpretative nonché alcune figure retoriche, quali ad esempio l'iperbole, che si usano nella costruzione di una frase per dare colore o risalto alla frase stessa od a parti di essa perdendo in questo caso il loro significato originario o letterale per assumere quello tutt'affatto diverso di colorire o enfatizzare il fatto di cui si sta discettando.
( brano tratto da "Gli Italiani e la loro lingua" pag. 823 ).
Quanto poi alle norme lessicali e interpretative ti faccio inoltre notare che molti vocaboli, non solo nella nostra lingua, accanto ad un significato originario assumono altri significati, i cosiddetti significati traslati, "legati vuoi al contesto della frase nell’ambito della quale vengono usati vuoi alla situazione di tempo e di luogo cui col loro significato particolare si vuole contribuire" ( brano tratto da “Fiorentino primo amore" pag. 38 ).
Va da sé che se io sento un pugile dichiarare, prima di un incontro, riferendosi al suo avversario: "Quello lì me lo mangio" non vado certo a pensare alla dichiarazione di un qualche emulo di Bokassa sparso per il mondo.
Cosi pure se incontrandomi tu sbotti a dire: "Ero fermo ad un semaforo quando un Porsche mi ha inculato" (tanto per restare in argomento) non penso certo a tue disavventure sessuali!
Anche la mia frase può avere vari significati traslati per cui, partendo dal significato antico di "esercitare la sodomia" viene ad assumere vari significati tra cui ho trovato: "vessare con malizia", "torturare con ferocia" ed anche, in epoca medioevale, perdendo ogni significato di violenza fisica, "esercitare il malocchio su qualcuno" "soggiogare”.
Una volta chiarito che l'esatta interpretazione della mia frase,considerati i soliti fattori interpretativi quali il luogo il tempo, l'occasione ed il modo iperbolico usato era: "ti sta forse torturando?" resta da chiarire per quale inconscio motivo Francesca abbia avuto quella reazione; prima però di esprimermi a riguardo voglio fare un altro rilievo non meno importante: tu mi hai rimproverato: "cos’è tutta questa confidenza? in fondo l’hai vista solo due o tre volte!"
A questo proposito mi pare di ricordare che circa un anno e mezzo fa, dopo averla vista una sola volta (se adesso siamo solo a tre!) Francesca si permise di farmi un lungo scherzo telefonico, anche se dietro tuo suggerimento, proprio il primo giorno in cui ti allacciarono il telefono nella tua nuova casa: ti ricordi, Luca?
Allora io ebbi lo spirito e l’intelligenza di stare allo scherzo anche se non apprezzai molto la cosa sia perché la conoscenza con Francesca era troppo recente per questo genere di scherzi, sia perché la telefonata presupponeva il fatto che tu l’avessi messa a parte di fatti e riservatezze che gli amici in genere si custodiscono l’un l’altro.
Feci buon viso a cattivo gioco, ridendo anche io a denti stretti e cercando di interpretare questo strano "exploit" telefonico di Francesca come il desiderio di partecipare anche lei di quella amicizia e di quella confidenza che ci legano ormai da anni. Come mi sbagliavo! evidentemente la confidenza doveva essere a senso unico.
Mi spiace di essere stato un pò prolisso però io non voglio che resti alcuna zona d’ombra nel nostro rapporto d’amicizia in qualunque modo esso possa evolversi, soprattutto perché alla base di essa (amicizia) non c’e mai stato alcun interesse di sorta se non il piacere di vedersi ogni tanto.
Tutto questo mi dispiace soprattutto per l’influenza che potrebbe avere sui nostri rapporti.
Non posso tuttavia, solo per questo motivo, subire delle accuse ingiuste né farmi offendere gratuitamente.
MORALE
Alla fine di queste considerazioni, l’opinione che mi sono fatta, e che avrai già capito, è molto semplice: a Francesca devo essere molto antipatico.
Nei suoi confronti mi son sempre comportato in modo corretto e gentile e lei ha fatto altrettanto ma la simpatia, come l’amore, è solo una questione di pelle e la mia per lei non adora di buono.
La "piccola" amicizia che, tramite te, credevo di avere con Francesca, si è rivelata solo un rapporto di facciata; questa constatazione non mi indurrà tuttavia a fare gesti disperati!
Ricordo sempre in queste occasioni una celebre frase di Pascal: "un uomo antipatico a tutti ha certo un brutto carattere, ma un uomo simpatico a tutti è certamente un coglione".
Sempre con amicizia
Stefano
Vi ho riportato questa mia lettera per avere un vostro parere, più che sul contenuto, sul modo di argomentare...
Grazie
Il mio amico Luca mi telefona alcuni giorni fa: dopo i saluti di rito mi fa parlare con la sua fidanzata Francesca la quale dopo qualche istante lancia alcuni urli e invocazioni d’aiuto.
A questo punto le ho chiesto con tono scherzoso: "Cosa succede lì ti sta forse sodomizzando?".
La ragazza, ritenendosi offesa, mi ha apostrofato in malo modo chiudendo la conversazione.
Caro Luca
Ti scrivo per chiarire la mia opinione circa lo spiacevole incidente telefonico dell'altra sera.
Scrivo a te dato che non ho né l’indirizzo né la “confidenza” necessaria per scrivere direttamente a Francesca alla quale comunque vorrei tu facessi leggere questa mia.
Premetto innanzi tutto che la telefonata si stava svolgendo in termini perfettamente normali e amichevoli: si parlava in particolare del fatto che lei avesse smesso di fumare e dei problemi relativi.
Questo fatto è importante chiarirlo perché l'offesa intenzionale ad una persona, presuppone dei motivi più o meno validi o delle situazioni di tensione preesistenti.
Poiché non mi pare questo il nostro caso, ritengo che l'interpretazione data da Francesca alla mia frase: "Cosa succede lì ti sta forse sodomizzando?" sia veramente paradossale, visto il contesto scherzoso in cui è maturata; le frasi poi con cui mi ha apostrofato in malo modo offendendomi, questa volta sì, con intenzione e cattiveria, sono assolutamente gratuite e ingiustificate.
Ti prego di far osservare a Francesca che la lingua italiana, a ben conoscerla, prevede alcune norme lessicali e interpretative nonché alcune figure retoriche, quali ad esempio l'iperbole, che si usano nella costruzione di una frase per dare colore o risalto alla frase stessa od a parti di essa perdendo in questo caso il loro significato originario o letterale per assumere quello tutt'affatto diverso di colorire o enfatizzare il fatto di cui si sta discettando.
( brano tratto da "Gli Italiani e la loro lingua" pag. 823 ).
Quanto poi alle norme lessicali e interpretative ti faccio inoltre notare che molti vocaboli, non solo nella nostra lingua, accanto ad un significato originario assumono altri significati, i cosiddetti significati traslati, "legati vuoi al contesto della frase nell’ambito della quale vengono usati vuoi alla situazione di tempo e di luogo cui col loro significato particolare si vuole contribuire" ( brano tratto da “Fiorentino primo amore" pag. 38 ).
Va da sé che se io sento un pugile dichiarare, prima di un incontro, riferendosi al suo avversario: "Quello lì me lo mangio" non vado certo a pensare alla dichiarazione di un qualche emulo di Bokassa sparso per il mondo.
Cosi pure se incontrandomi tu sbotti a dire: "Ero fermo ad un semaforo quando un Porsche mi ha inculato" (tanto per restare in argomento) non penso certo a tue disavventure sessuali!
Anche la mia frase può avere vari significati traslati per cui, partendo dal significato antico di "esercitare la sodomia" viene ad assumere vari significati tra cui ho trovato: "vessare con malizia", "torturare con ferocia" ed anche, in epoca medioevale, perdendo ogni significato di violenza fisica, "esercitare il malocchio su qualcuno" "soggiogare”.
Una volta chiarito che l'esatta interpretazione della mia frase,considerati i soliti fattori interpretativi quali il luogo il tempo, l'occasione ed il modo iperbolico usato era: "ti sta forse torturando?" resta da chiarire per quale inconscio motivo Francesca abbia avuto quella reazione; prima però di esprimermi a riguardo voglio fare un altro rilievo non meno importante: tu mi hai rimproverato: "cos’è tutta questa confidenza? in fondo l’hai vista solo due o tre volte!"
A questo proposito mi pare di ricordare che circa un anno e mezzo fa, dopo averla vista una sola volta (se adesso siamo solo a tre!) Francesca si permise di farmi un lungo scherzo telefonico, anche se dietro tuo suggerimento, proprio il primo giorno in cui ti allacciarono il telefono nella tua nuova casa: ti ricordi, Luca?
Allora io ebbi lo spirito e l’intelligenza di stare allo scherzo anche se non apprezzai molto la cosa sia perché la conoscenza con Francesca era troppo recente per questo genere di scherzi, sia perché la telefonata presupponeva il fatto che tu l’avessi messa a parte di fatti e riservatezze che gli amici in genere si custodiscono l’un l’altro.
Feci buon viso a cattivo gioco, ridendo anche io a denti stretti e cercando di interpretare questo strano "exploit" telefonico di Francesca come il desiderio di partecipare anche lei di quella amicizia e di quella confidenza che ci legano ormai da anni. Come mi sbagliavo! evidentemente la confidenza doveva essere a senso unico.
Mi spiace di essere stato un pò prolisso però io non voglio che resti alcuna zona d’ombra nel nostro rapporto d’amicizia in qualunque modo esso possa evolversi, soprattutto perché alla base di essa (amicizia) non c’e mai stato alcun interesse di sorta se non il piacere di vedersi ogni tanto.
Tutto questo mi dispiace soprattutto per l’influenza che potrebbe avere sui nostri rapporti.
Non posso tuttavia, solo per questo motivo, subire delle accuse ingiuste né farmi offendere gratuitamente.
MORALE
Alla fine di queste considerazioni, l’opinione che mi sono fatta, e che avrai già capito, è molto semplice: a Francesca devo essere molto antipatico.
Nei suoi confronti mi son sempre comportato in modo corretto e gentile e lei ha fatto altrettanto ma la simpatia, come l’amore, è solo una questione di pelle e la mia per lei non adora di buono.
La "piccola" amicizia che, tramite te, credevo di avere con Francesca, si è rivelata solo un rapporto di facciata; questa constatazione non mi indurrà tuttavia a fare gesti disperati!
Ricordo sempre in queste occasioni una celebre frase di Pascal: "un uomo antipatico a tutti ha certo un brutto carattere, ma un uomo simpatico a tutti è certamente un coglione".
Sempre con amicizia
Stefano
Vi ho riportato questa mia lettera per avere un vostro parere, più che sul contenuto, sul modo di argomentare...
Grazie