majin mixxi
15-12-2003, 12:59
ROMA -Un senzacasa trasformato in un «eroe per caso». E’ stato ridotto in fin di vita per aver sfidato una coppia di rapinatori che avevano preso di mira due ragazze all’uscita di una discoteca, mentre cercavano un taxi in piazzale Ostiense. Dall’altra notte Natale Morea, 57 anni, originario di Massafra, in provincia di Taranto, lotta contro la morte all’ospedale Cto.
I rapinatori che erano stati allontanati hanno inseguito Morea in via Ostiense e si sono vendicati colpendolo al volto e alla testa con una spranga di legno e ferro, forse staccata da una panchina. Morea, ospite della Caritas a Roma, è ora ricoverato in coma farmacologico nel reparto di rianimazione: ha gravissime lesioni all’occhio sinistro, all’orecchio destro e al naso.
Ieri mattina è stato sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione di un edema cerebrale. Ad aggredirlo selvaggiamente, secondo i carabinieri, sono stati Mirko Simoni, di 25 anni, e Stefano Zerilli, di 33, abitanti ad Ostia e al Portonaccio, un quartiere popolare alla periferia est della città. Portati in caserma hanno negato ogni responsabilità, ma sono stati riconosciuti subito dalle due ragazze, pugliesi di 20 anni, studentesse universitarie, che intorno alle 3.30 erano state vittime della tentata rapina.
Morea è intervenuto per allontanare i malviventi che già avevano preso di mira le giovani. Si erano accaniti soprattutto su una delle due giovani, «colpevole» di aver reagito all’aggressione. La studentessa è stata schiaffeggiata e gettata per terra. «Volevano rubarci le borse - hanno raccontato le ragazze ai carabinieri della compagnia Eur - ci siamo difese, ma loro erano molto violenti e ubriachi, forse erano anche drogati.
Per fortuna è arrivato quell’uomo che li ha affrontati e ci ha fatto scappare...». Da un bar a poca distanza le studentesse hanno avvisato i carabinieri mentre Morea ancora discuteva animatamente con i due giovani, fino a convincerli ad allontanarsi verso la stazione Ostiense. La spedizione punitiva è avvenuta poco dopo: Morea è stato seguito per qualche centinaio di metri, insultato, colpito più volte con la spranga e lasciato agonizzante vicino al marciapiede dove pochi minuti dopo è stato soccorso da una pattuglia dell’Arma.
In ospedale Morea non ha ancora ricevuto visite.
I carabinieri l’hanno identificato grazie alla tessera rilasciata un paio d’anni fa dal centro Caritas in Salita di San Gregorio, al Celio. I suoi aggressori, che forse hanno agito con altri complici ora ricercati, sono invece finiti nel carcere di Regina Coeli con le accuse di lesioni gravissime e tentata rapina. Oggi dovrebbero essere interrogati dal pm Francesco Polino e la loro posizione giudiziaria potrebbe aggravarsi: ad entrambi potrebbe essere infatti contestato il reato di tentato omicidio in concorso. La presunta arma usata nell’aggressione, trovata a poca distanza dal corpo di Morea, è stata consegnata al Racis: sulla spranga, infatti, sarebbero state rilevate tracce di sangue. «Il Comune di Roma - ha annunciato intanto Raffaela Milano, assessore alle Politiche Sociali - si prenderà cura di questa persona esemplare».
Semplicemente un grande,ma in pochi ne parleranno,non andrà al MCS e neppure da Cucuzza, c'est la vie...
I rapinatori che erano stati allontanati hanno inseguito Morea in via Ostiense e si sono vendicati colpendolo al volto e alla testa con una spranga di legno e ferro, forse staccata da una panchina. Morea, ospite della Caritas a Roma, è ora ricoverato in coma farmacologico nel reparto di rianimazione: ha gravissime lesioni all’occhio sinistro, all’orecchio destro e al naso.
Ieri mattina è stato sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione di un edema cerebrale. Ad aggredirlo selvaggiamente, secondo i carabinieri, sono stati Mirko Simoni, di 25 anni, e Stefano Zerilli, di 33, abitanti ad Ostia e al Portonaccio, un quartiere popolare alla periferia est della città. Portati in caserma hanno negato ogni responsabilità, ma sono stati riconosciuti subito dalle due ragazze, pugliesi di 20 anni, studentesse universitarie, che intorno alle 3.30 erano state vittime della tentata rapina.
Morea è intervenuto per allontanare i malviventi che già avevano preso di mira le giovani. Si erano accaniti soprattutto su una delle due giovani, «colpevole» di aver reagito all’aggressione. La studentessa è stata schiaffeggiata e gettata per terra. «Volevano rubarci le borse - hanno raccontato le ragazze ai carabinieri della compagnia Eur - ci siamo difese, ma loro erano molto violenti e ubriachi, forse erano anche drogati.
Per fortuna è arrivato quell’uomo che li ha affrontati e ci ha fatto scappare...». Da un bar a poca distanza le studentesse hanno avvisato i carabinieri mentre Morea ancora discuteva animatamente con i due giovani, fino a convincerli ad allontanarsi verso la stazione Ostiense. La spedizione punitiva è avvenuta poco dopo: Morea è stato seguito per qualche centinaio di metri, insultato, colpito più volte con la spranga e lasciato agonizzante vicino al marciapiede dove pochi minuti dopo è stato soccorso da una pattuglia dell’Arma.
In ospedale Morea non ha ancora ricevuto visite.
I carabinieri l’hanno identificato grazie alla tessera rilasciata un paio d’anni fa dal centro Caritas in Salita di San Gregorio, al Celio. I suoi aggressori, che forse hanno agito con altri complici ora ricercati, sono invece finiti nel carcere di Regina Coeli con le accuse di lesioni gravissime e tentata rapina. Oggi dovrebbero essere interrogati dal pm Francesco Polino e la loro posizione giudiziaria potrebbe aggravarsi: ad entrambi potrebbe essere infatti contestato il reato di tentato omicidio in concorso. La presunta arma usata nell’aggressione, trovata a poca distanza dal corpo di Morea, è stata consegnata al Racis: sulla spranga, infatti, sarebbero state rilevate tracce di sangue. «Il Comune di Roma - ha annunciato intanto Raffaela Milano, assessore alle Politiche Sociali - si prenderà cura di questa persona esemplare».
Semplicemente un grande,ma in pochi ne parleranno,non andrà al MCS e neppure da Cucuzza, c'est la vie...