stealth81-
30-09-2003, 00:20
Nei computer del prossimo futuro potrà girare soltanto
software autorizzato (indovinate da chi), in modo da
offrire finalmente diritti digitali realmente protetti
all'industria del software, del cinema e del disco. I
primi prototipi sono già in vendita. Effetti
collaterali trascurabili: l'eliminazione definitiva di
Linux e delle libertà degli utenti.
I piani di Microsoft per il futuro dell'informatica
sono stati rivelati in questi giorni con un'anteprima
nelle pagine di MSNBC/Newsweek: in un'iniziativa
denominata Palladium, Microsoft si è alleata con
Compaq, HP, IBM, Intel e AMD per creare una nuova
generazione di software da abbinare a processori nei
quali saranno integrate direttamente potenti funzioni
di sicurezza. Sicurezza realizzata non più soltanto a
livello software, come adesso, ma anche a livello
hardware, come nei sistemi militari.
L'obiettivo dichiarato è rendere più sicuro l'uso dei
computer, che stando alle promesse di Microsoft
diventeranno immuni ai virus, elimineranno lo spam,
proteggeranno i nostri dati personali e consentiranno
finalmente transazioni commerciali on-line sicure e
l'avvio di servizi legali di distribuzione di musica e
film attraverso Internet.
Una vera rivoluzione, insomma, che dovrebbe arrivare
concretamente entro il 2004, quando uscirà la prossima
versione di Windows (denominata provvisoriamente
Longhorn) e saranno pronti questi nuovi processori, ma
che sta già entrando nelle nostre case e nei nostri
uffici. Il portatile Thinkpad T-30 di IBM è già
acquistabile con un sottosistema di sicurezza conforme
allo standard Palladium (noto più tecnicamente come
TCPA). La X-Box è in sostanza una versione 1.0 di un
PC dotato di Palladium, come ho descritto
recentemente. Il sistema di attivazione di Windows XP,
che richiede un nuovo codice di sblocco se si cambia
significativamente il proprio hardware, è un esempio
(solo software) di Palladium.
(...)
Per capire perché in realtà Palladium è la
materializzazione dei nostri peggiori incubi ci vuole
una parentesi tecnica.
Come funziona Palladium/TCPA
Come descritto da Ross Anderson, dell'Università di
Cambridge, in una FAQ ricca di dettagli,
Palladium/TCPA si basa sul fatto che l'intera
architettura del PC, anziché essere aperta e pubblica,
viene blindata: la comunicazione fra i vari componenti
(tastiera, dischi, monitor) è cifrata, proprio come fa
(parzialmente) l'X-Box, e il PC si avvia partendo da
un chip speciale il cui contenuto è cifrato.
Questo chip è un componente di monitoraggio che
sorveglia costantemente lo stato del sistema e ne
controlla il funzionamento (donde il nome Palladium,
che non si riferisce all'elemento chimico ma
all'omonima statua della dea Atena che sorgeva a Troia
e proteggeva la città).
All'accensione, il chip verifica il contenuto della
ROM di boot e, se è quello previsto dai creatori del
chip, ne consente l'esecuzione; poi verifica che
l'hardware installato sia costituito esclusivamente da
componenti autorizzati. Infine il chip verifica la
porzione iniziale del sistema operativo e ne consente
il caricamento soltanto se è conforme a quanto
previsto. A questo punto la palla passa al sistema
operativo, che carica le proprie parti rimanenti e si
incarica di verificare continuamente che le
applicazioni eseguite siano a loro volta certificate
come sicure.
Tutte queste verifiche e certificazioni consentono di
avere un computer il cui stato è sicuramente conforme
alle specifiche del produttore dell'hardware e del
software. In altre parole, non può contenere modchip
(i circuiti che si aggiungono adesso alle console per
ampliarne le potenzialità) o programmi non
autorizzati, che possano ad esempio intercettare un
flusso di dati (un film o una canzone) per farne copie
abusive. E' una scatola chiusa nella quale non può
entrare nessuno, neppure l'utente.
I sistemi anticopia introdotti finora sono sempre
stati fallimentari perché basati esclusivamente sul
software, che per natura è facilmente modificabile.
Palladium, invece, usa anche hardware dedicato.
Rispetto al software, decifrare e modificare
l'hardware è enormemente più impegnativo, per cui
questo sistema ha ottime possibilità di essere
inviolabile non solo per l'utente comune ma anche per
l'hacker più attrezzato.
L'utente come nemico
Questo modo di progettare computer ha delle
conseguenze molto interessanti. Quella più ovvia è la
fine della pirateria software, musicale e
cinematografica domestica: se il flusso audio/video è
cifrato lungo tutto il percorso all'interno del PC e
oltretutto non è possibile installare programmi non
autorizzati che lo registrino, come si fa a crearne
copie abusive? Forti di questa garanzia, finalmente
discografici e magnati di Hollywood potranno offrirci
i loro prodotti via Internet, legalmente e (va da sé)
a pagamento. Analogamente, i programmi saranno forse
copiabili (per motivi di backup), ma non potranno
essere eseguiti senza la relativa autorizzazione
individuale.
La conseguenza meno ovvia è che lo stesso sistema
consente ai suddetti discografici e magnati di
decidere che cosa possiamo vedere e ascoltare, nonché
quando e quante volte possiamo farlo. I programmi di
lettura (il Windows Media Player, per intenderci)
saranno scritti in modo da suonare soltanto musica
autorizzata. Dite addio alla vostra collezione di MP3,
anche se sono legittimamente tratti dai CD che
possedete e avete pagato. E non pensate nemmeno di
installare un altro programma meno schizzinoso (come
WinAmp): non funzionerà, perché non è software
autorizzato.
Applicando questa tecnologia al software, le
conseguenze si fanno ancora più interessanti.
Supponiamo che siate affezionati alla vostra copia di
Office, che ha sempre funzionato ragionevolmente bene
e conoscete a menadito, per cui non sentite il bisogno
di spendere denaro per la nuova versione. Attualmente
potete tenere Office sul vostro PC a tempo
indeterminato. Ma con Palladium, all'uscita di Office
2004 Microsoft potrebbe bloccare l'esecuzione del
vecchio Office sul vostro PC, obbligandovi ad
acquistare la nuova versione. Benvenuti nell'era del
software a tempo. Si prega di infilare un'altra
monetina nella fessura, grazie.
In altre parole, tutto ciò che passa per il nostro
computer sarà controllato da un sistema di
autorizzazioni gestito dai produttori di musica, film,
hardware e software. L'utente non avrà modo di
autorizzare nulla. Potrà soltanto aprire il borsellino
ogni volta che qualche pezzo grosso di Hollywood
decide di rifarsi la Jacuzzi. L'utente è cortesemente
pregato di pagare e tacere: anzi, per dirla con Ross
Anderson, per imporre i diritti digitali su un PC è
indispensabile trattare l'utente come un nemico.
La morte di Linux e Apache
Un'altra conseguenza di Palladium/TCPA: se sui futuri
PC potranno girare soltanto programmi autorizzati, il
software libero e quello gratuito sono spacciati. I
codici di autorizzazione non saranno certamente
gratuiti: c'è un'infrastruttura di certificazione da
mantenere e qualcuno la dovrà pagare. Di conseguenza,
nessuno potrà più offrire freeware, ad eccezione dei
grandi gruppi commerciali che possono permettersi di
lavorare in perdita pur di togliere l'ossigeno alla
concorrenza. Il vivace sottobosco dei piccoli
programmatori indipendenti, che ci hanno regalato
programmi storici come il già citato WinAmp, il mitico
PKZip, Napster, WinMX e infinite altre chicche,
sparirà.
(...)
E che dire di Linux? In teoria è possibile realizzare
una versione di Linux compatibile con i computer
blindati dall'architettura TCPA, ma in pratica quel
che ne viene fuori è l'ombra del Linux che conosciamo
adesso. Innanzi tutto ci vuole un filantropo che paghi
la procedura di certificazione (ogni software
autorizzato deve essere esaminato per garantirne la
sicurezza) per ogni singola versione del kernel e per
ogni componente aggiuntivo del sistema operativo.
Addio, quindi, alle distribuzioni Linux stracolme di
software gratuito. Addio, naturalmente, anche ad
Apache, il server Web più diffuso del pianeta. Il
movimento open source è completamente spiazzato.
(...)
E in più, tanto per gradire, hanno debellato ogni
altra possibile concorrenza presente e futura. Molto,
molto astuto.
Compromessi ingannevoli
Chi se ne frega, potrebbero dire in molti. Se quattro
sfigati devono rinunciare a Linux in cambio della
sicurezza planetaria, pazienza, ne vale la pena.
(...)
Il problema è che Palladium/TCPA non è concepito per
proteggere noi utenti come ci vogliono far credere: è
concepito per tutelare gli interessi dei produttori di
hardware, software e media. Per esempio, è vero che un
computer TCPA non eseguirà un virus (sarebbe software
non certificato), ma non farà nulla contro un worm o
una semplice pagina Web che contenga script che
sfruttano una falla del sistema operativo. Non ci
proteggerà dai furti dei codici delle carte di
credito, che usano meccanismi su cui il TCPA non ha
alcun effetto. Non ci proteggerà contro i crash delle
applicazioni che ci fanno perdere ore di lavoro: il
fatto che un programma sia certificato non ne
garantisce affatto la robustezza. Per contro,
consentirà alle industrie del software, del disco e
del cinema di mungerci a loro totale piacimento.
Proteggerà loro contro ogni tentativo di difendere i
nostri diritti.
Diritti fondamentali
(...)
Nell'intervista a MSN/Newsweek, Bill Gates pronuncia
questa frase: "Ci siamo avvicinati al problema
pensando alla musica, ma poi ci siamo accorti che
l'e-mail e i documenti sono ambiti molto più
interessanti". L'idea, insomma, è di applicare le
protezioni di Palladium non solo a musica, video e
software, ma anche ai documenti.
Gli esempi proposti nell'articolo sono rassicuranti:
l'utente potrà scrivere e-mail che soltanto le persone
autorizzate potranno copiare o inoltrare ad altri, e
potrà creare documenti Word che saranno leggibili solo
per una settimana. Tranquilli, ci viene detto,
l'utente è sovrano.
Ma il meccanismo di Palladium funziona anche
nell'altro senso. Una macchina Palladium può essere
impostata in modo da bloccare l'accesso a pagine Web
ritenute pericolose. Ad esempio, un pirata decide di
mettere online una copia di un film, o un pedofilo
pubblica la propria collezione fotografica di
brutalità. Invece di perdere tempo con costose cause e
indagini internazionali, è possibile riprogrammare da
remoto tutti i computer Palladium in modo che non
possano accedere a questi siti. Per restare al passo
con i pirati, infatti, le autorizzazioni di Palladium
sono gestite tramite server centrali e sono revocabili
e aggiornabili in qualsiasi momento.
E' un sistema molto efficiente, ma chi lo controlla?
Usare Palladium significa togliere l'amministrazione
della giustizia ai tribunali e metterla nelle mani
delle aziende. Supponiamo che io scriva sul Web
qualcosa di sgradito a Microsoft: chi mi dice che
l'azienda di Redmond non userà Palladium per
oscurarmi? Se qualcuno pubblica una brutta recensione
dell'ultimo disco di Celine Dion, la Sony otterrà
un'ingiunzione per usare Palladium per bloccarla? Se
qualcuno rivela che il prossimo film di Star Trek è
una boiata colossale, la Paramount lo zittirà? Se le
mie idee politiche o religiose sono sgradite nel mio
paese, il governo ordinerà ai server di Palladium di
farle sparire dal Web?
La tentazione è forte, anche perché il sistema è
rapido e indolore. Niente tribunali, niente cause,
niente avvocati: due comandi su un terminale, e il
gioco è fatto. Gli utenti Palladium non si
accorgeranno neppure della censura. Non sapranno mai
che è avvenuta.
Il finto pulsante di spegnimento
Va detto che secondo le specifiche del TCPA tutte le
sue funzioni sono disattivabili dall'utente, che è
libero di avviare il proprio PC nella maniera
tradizionale. Questa facoltà è sicuramente stata
introdotta per tranquillizzare gli utenti preoccupati
delle proprie libertà, ma in realtà è un'operazione di
facciata.
Avviando il PC senza TCPA, non potrete usare nessuno
dei suoi programmi certificati. Potrete forse far
girare programmi non certificati (quelli attuali, per
esempio), che però non riusciranno a comunicare con le
periferiche, che per motivi di protezione del
copyright si aspetteranno soltanto dati certificati.
Se così non fosse, potreste stamparvi un libro
scaricato da Internet oppure masterizzarvi un CD.
Le cose peggiorano ulteriormente quando cercherete di
andare sul Web. Se il sistema prende piede, in nome
della sicurezza i siti Web commerciali rifiuteranno le
connessioni dagli utenti che non usano macchine
protette da Palladium. Questo costituirà un grande
incentivo ad acquistare queste nuove macchine, il cui
numero crescente spingerà sempre più siti ad
abbracciare Palladium, creando un effetto valanga
identico a quello ottenuto nei browser da Internet
Explorer: già ora molti siti non sono visitabili con
browser diversi da quello Microsoft.
Occasione da non perdere
Per le grandi aziende, Palladium è davvero la
Soluzione Finale: Linux e Apache eliminati, pirati dei
media debellati, i programmatori indipendenti sul
lastrico. Chi controlla Palladium controlla tutti i
computer e, dietro gentile richiesta, controlla anche
la libertà di lettura. Un quadretto desolante.
Considerati i nomi e i capitali che appoggiano
l'iniziativa Palladium/TCPA, sembra che ci si debba
arrendere all'inevitabile. Soprattutto dopo gli eventi
dell'11 settembre, c'è un'insensata corsa mondiale ad
abbracciare incondizionatamente qualsiasi tecnologia
che prometta anche vagamente di darci maggiore
sicurezza. E' fondamentale, invece, distinguere fra
sicurezza reale e paccottiglia commerciale.
Lottare contro questo abominio si può: lo abbiamo già
fatto con successo in passato con il famoso numero di
serie unico annidato nei Pentium III e poi rimosso a
furor di popolo dalle generazioni successive. Il primo
passo di questa lotta è diffondere la consapevolezza
del problema. Questo è il mio piccolo contributo in
proposito.
Tutto ciò lascia perplessi.....il diritto di privacy che fine farà?
A voi la parola...ciao
software autorizzato (indovinate da chi), in modo da
offrire finalmente diritti digitali realmente protetti
all'industria del software, del cinema e del disco. I
primi prototipi sono già in vendita. Effetti
collaterali trascurabili: l'eliminazione definitiva di
Linux e delle libertà degli utenti.
I piani di Microsoft per il futuro dell'informatica
sono stati rivelati in questi giorni con un'anteprima
nelle pagine di MSNBC/Newsweek: in un'iniziativa
denominata Palladium, Microsoft si è alleata con
Compaq, HP, IBM, Intel e AMD per creare una nuova
generazione di software da abbinare a processori nei
quali saranno integrate direttamente potenti funzioni
di sicurezza. Sicurezza realizzata non più soltanto a
livello software, come adesso, ma anche a livello
hardware, come nei sistemi militari.
L'obiettivo dichiarato è rendere più sicuro l'uso dei
computer, che stando alle promesse di Microsoft
diventeranno immuni ai virus, elimineranno lo spam,
proteggeranno i nostri dati personali e consentiranno
finalmente transazioni commerciali on-line sicure e
l'avvio di servizi legali di distribuzione di musica e
film attraverso Internet.
Una vera rivoluzione, insomma, che dovrebbe arrivare
concretamente entro il 2004, quando uscirà la prossima
versione di Windows (denominata provvisoriamente
Longhorn) e saranno pronti questi nuovi processori, ma
che sta già entrando nelle nostre case e nei nostri
uffici. Il portatile Thinkpad T-30 di IBM è già
acquistabile con un sottosistema di sicurezza conforme
allo standard Palladium (noto più tecnicamente come
TCPA). La X-Box è in sostanza una versione 1.0 di un
PC dotato di Palladium, come ho descritto
recentemente. Il sistema di attivazione di Windows XP,
che richiede un nuovo codice di sblocco se si cambia
significativamente il proprio hardware, è un esempio
(solo software) di Palladium.
(...)
Per capire perché in realtà Palladium è la
materializzazione dei nostri peggiori incubi ci vuole
una parentesi tecnica.
Come funziona Palladium/TCPA
Come descritto da Ross Anderson, dell'Università di
Cambridge, in una FAQ ricca di dettagli,
Palladium/TCPA si basa sul fatto che l'intera
architettura del PC, anziché essere aperta e pubblica,
viene blindata: la comunicazione fra i vari componenti
(tastiera, dischi, monitor) è cifrata, proprio come fa
(parzialmente) l'X-Box, e il PC si avvia partendo da
un chip speciale il cui contenuto è cifrato.
Questo chip è un componente di monitoraggio che
sorveglia costantemente lo stato del sistema e ne
controlla il funzionamento (donde il nome Palladium,
che non si riferisce all'elemento chimico ma
all'omonima statua della dea Atena che sorgeva a Troia
e proteggeva la città).
All'accensione, il chip verifica il contenuto della
ROM di boot e, se è quello previsto dai creatori del
chip, ne consente l'esecuzione; poi verifica che
l'hardware installato sia costituito esclusivamente da
componenti autorizzati. Infine il chip verifica la
porzione iniziale del sistema operativo e ne consente
il caricamento soltanto se è conforme a quanto
previsto. A questo punto la palla passa al sistema
operativo, che carica le proprie parti rimanenti e si
incarica di verificare continuamente che le
applicazioni eseguite siano a loro volta certificate
come sicure.
Tutte queste verifiche e certificazioni consentono di
avere un computer il cui stato è sicuramente conforme
alle specifiche del produttore dell'hardware e del
software. In altre parole, non può contenere modchip
(i circuiti che si aggiungono adesso alle console per
ampliarne le potenzialità) o programmi non
autorizzati, che possano ad esempio intercettare un
flusso di dati (un film o una canzone) per farne copie
abusive. E' una scatola chiusa nella quale non può
entrare nessuno, neppure l'utente.
I sistemi anticopia introdotti finora sono sempre
stati fallimentari perché basati esclusivamente sul
software, che per natura è facilmente modificabile.
Palladium, invece, usa anche hardware dedicato.
Rispetto al software, decifrare e modificare
l'hardware è enormemente più impegnativo, per cui
questo sistema ha ottime possibilità di essere
inviolabile non solo per l'utente comune ma anche per
l'hacker più attrezzato.
L'utente come nemico
Questo modo di progettare computer ha delle
conseguenze molto interessanti. Quella più ovvia è la
fine della pirateria software, musicale e
cinematografica domestica: se il flusso audio/video è
cifrato lungo tutto il percorso all'interno del PC e
oltretutto non è possibile installare programmi non
autorizzati che lo registrino, come si fa a crearne
copie abusive? Forti di questa garanzia, finalmente
discografici e magnati di Hollywood potranno offrirci
i loro prodotti via Internet, legalmente e (va da sé)
a pagamento. Analogamente, i programmi saranno forse
copiabili (per motivi di backup), ma non potranno
essere eseguiti senza la relativa autorizzazione
individuale.
La conseguenza meno ovvia è che lo stesso sistema
consente ai suddetti discografici e magnati di
decidere che cosa possiamo vedere e ascoltare, nonché
quando e quante volte possiamo farlo. I programmi di
lettura (il Windows Media Player, per intenderci)
saranno scritti in modo da suonare soltanto musica
autorizzata. Dite addio alla vostra collezione di MP3,
anche se sono legittimamente tratti dai CD che
possedete e avete pagato. E non pensate nemmeno di
installare un altro programma meno schizzinoso (come
WinAmp): non funzionerà, perché non è software
autorizzato.
Applicando questa tecnologia al software, le
conseguenze si fanno ancora più interessanti.
Supponiamo che siate affezionati alla vostra copia di
Office, che ha sempre funzionato ragionevolmente bene
e conoscete a menadito, per cui non sentite il bisogno
di spendere denaro per la nuova versione. Attualmente
potete tenere Office sul vostro PC a tempo
indeterminato. Ma con Palladium, all'uscita di Office
2004 Microsoft potrebbe bloccare l'esecuzione del
vecchio Office sul vostro PC, obbligandovi ad
acquistare la nuova versione. Benvenuti nell'era del
software a tempo. Si prega di infilare un'altra
monetina nella fessura, grazie.
In altre parole, tutto ciò che passa per il nostro
computer sarà controllato da un sistema di
autorizzazioni gestito dai produttori di musica, film,
hardware e software. L'utente non avrà modo di
autorizzare nulla. Potrà soltanto aprire il borsellino
ogni volta che qualche pezzo grosso di Hollywood
decide di rifarsi la Jacuzzi. L'utente è cortesemente
pregato di pagare e tacere: anzi, per dirla con Ross
Anderson, per imporre i diritti digitali su un PC è
indispensabile trattare l'utente come un nemico.
La morte di Linux e Apache
Un'altra conseguenza di Palladium/TCPA: se sui futuri
PC potranno girare soltanto programmi autorizzati, il
software libero e quello gratuito sono spacciati. I
codici di autorizzazione non saranno certamente
gratuiti: c'è un'infrastruttura di certificazione da
mantenere e qualcuno la dovrà pagare. Di conseguenza,
nessuno potrà più offrire freeware, ad eccezione dei
grandi gruppi commerciali che possono permettersi di
lavorare in perdita pur di togliere l'ossigeno alla
concorrenza. Il vivace sottobosco dei piccoli
programmatori indipendenti, che ci hanno regalato
programmi storici come il già citato WinAmp, il mitico
PKZip, Napster, WinMX e infinite altre chicche,
sparirà.
(...)
E che dire di Linux? In teoria è possibile realizzare
una versione di Linux compatibile con i computer
blindati dall'architettura TCPA, ma in pratica quel
che ne viene fuori è l'ombra del Linux che conosciamo
adesso. Innanzi tutto ci vuole un filantropo che paghi
la procedura di certificazione (ogni software
autorizzato deve essere esaminato per garantirne la
sicurezza) per ogni singola versione del kernel e per
ogni componente aggiuntivo del sistema operativo.
Addio, quindi, alle distribuzioni Linux stracolme di
software gratuito. Addio, naturalmente, anche ad
Apache, il server Web più diffuso del pianeta. Il
movimento open source è completamente spiazzato.
(...)
E in più, tanto per gradire, hanno debellato ogni
altra possibile concorrenza presente e futura. Molto,
molto astuto.
Compromessi ingannevoli
Chi se ne frega, potrebbero dire in molti. Se quattro
sfigati devono rinunciare a Linux in cambio della
sicurezza planetaria, pazienza, ne vale la pena.
(...)
Il problema è che Palladium/TCPA non è concepito per
proteggere noi utenti come ci vogliono far credere: è
concepito per tutelare gli interessi dei produttori di
hardware, software e media. Per esempio, è vero che un
computer TCPA non eseguirà un virus (sarebbe software
non certificato), ma non farà nulla contro un worm o
una semplice pagina Web che contenga script che
sfruttano una falla del sistema operativo. Non ci
proteggerà dai furti dei codici delle carte di
credito, che usano meccanismi su cui il TCPA non ha
alcun effetto. Non ci proteggerà contro i crash delle
applicazioni che ci fanno perdere ore di lavoro: il
fatto che un programma sia certificato non ne
garantisce affatto la robustezza. Per contro,
consentirà alle industrie del software, del disco e
del cinema di mungerci a loro totale piacimento.
Proteggerà loro contro ogni tentativo di difendere i
nostri diritti.
Diritti fondamentali
(...)
Nell'intervista a MSN/Newsweek, Bill Gates pronuncia
questa frase: "Ci siamo avvicinati al problema
pensando alla musica, ma poi ci siamo accorti che
l'e-mail e i documenti sono ambiti molto più
interessanti". L'idea, insomma, è di applicare le
protezioni di Palladium non solo a musica, video e
software, ma anche ai documenti.
Gli esempi proposti nell'articolo sono rassicuranti:
l'utente potrà scrivere e-mail che soltanto le persone
autorizzate potranno copiare o inoltrare ad altri, e
potrà creare documenti Word che saranno leggibili solo
per una settimana. Tranquilli, ci viene detto,
l'utente è sovrano.
Ma il meccanismo di Palladium funziona anche
nell'altro senso. Una macchina Palladium può essere
impostata in modo da bloccare l'accesso a pagine Web
ritenute pericolose. Ad esempio, un pirata decide di
mettere online una copia di un film, o un pedofilo
pubblica la propria collezione fotografica di
brutalità. Invece di perdere tempo con costose cause e
indagini internazionali, è possibile riprogrammare da
remoto tutti i computer Palladium in modo che non
possano accedere a questi siti. Per restare al passo
con i pirati, infatti, le autorizzazioni di Palladium
sono gestite tramite server centrali e sono revocabili
e aggiornabili in qualsiasi momento.
E' un sistema molto efficiente, ma chi lo controlla?
Usare Palladium significa togliere l'amministrazione
della giustizia ai tribunali e metterla nelle mani
delle aziende. Supponiamo che io scriva sul Web
qualcosa di sgradito a Microsoft: chi mi dice che
l'azienda di Redmond non userà Palladium per
oscurarmi? Se qualcuno pubblica una brutta recensione
dell'ultimo disco di Celine Dion, la Sony otterrà
un'ingiunzione per usare Palladium per bloccarla? Se
qualcuno rivela che il prossimo film di Star Trek è
una boiata colossale, la Paramount lo zittirà? Se le
mie idee politiche o religiose sono sgradite nel mio
paese, il governo ordinerà ai server di Palladium di
farle sparire dal Web?
La tentazione è forte, anche perché il sistema è
rapido e indolore. Niente tribunali, niente cause,
niente avvocati: due comandi su un terminale, e il
gioco è fatto. Gli utenti Palladium non si
accorgeranno neppure della censura. Non sapranno mai
che è avvenuta.
Il finto pulsante di spegnimento
Va detto che secondo le specifiche del TCPA tutte le
sue funzioni sono disattivabili dall'utente, che è
libero di avviare il proprio PC nella maniera
tradizionale. Questa facoltà è sicuramente stata
introdotta per tranquillizzare gli utenti preoccupati
delle proprie libertà, ma in realtà è un'operazione di
facciata.
Avviando il PC senza TCPA, non potrete usare nessuno
dei suoi programmi certificati. Potrete forse far
girare programmi non certificati (quelli attuali, per
esempio), che però non riusciranno a comunicare con le
periferiche, che per motivi di protezione del
copyright si aspetteranno soltanto dati certificati.
Se così non fosse, potreste stamparvi un libro
scaricato da Internet oppure masterizzarvi un CD.
Le cose peggiorano ulteriormente quando cercherete di
andare sul Web. Se il sistema prende piede, in nome
della sicurezza i siti Web commerciali rifiuteranno le
connessioni dagli utenti che non usano macchine
protette da Palladium. Questo costituirà un grande
incentivo ad acquistare queste nuove macchine, il cui
numero crescente spingerà sempre più siti ad
abbracciare Palladium, creando un effetto valanga
identico a quello ottenuto nei browser da Internet
Explorer: già ora molti siti non sono visitabili con
browser diversi da quello Microsoft.
Occasione da non perdere
Per le grandi aziende, Palladium è davvero la
Soluzione Finale: Linux e Apache eliminati, pirati dei
media debellati, i programmatori indipendenti sul
lastrico. Chi controlla Palladium controlla tutti i
computer e, dietro gentile richiesta, controlla anche
la libertà di lettura. Un quadretto desolante.
Considerati i nomi e i capitali che appoggiano
l'iniziativa Palladium/TCPA, sembra che ci si debba
arrendere all'inevitabile. Soprattutto dopo gli eventi
dell'11 settembre, c'è un'insensata corsa mondiale ad
abbracciare incondizionatamente qualsiasi tecnologia
che prometta anche vagamente di darci maggiore
sicurezza. E' fondamentale, invece, distinguere fra
sicurezza reale e paccottiglia commerciale.
Lottare contro questo abominio si può: lo abbiamo già
fatto con successo in passato con il famoso numero di
serie unico annidato nei Pentium III e poi rimosso a
furor di popolo dalle generazioni successive. Il primo
passo di questa lotta è diffondere la consapevolezza
del problema. Questo è il mio piccolo contributo in
proposito.
Tutto ciò lascia perplessi.....il diritto di privacy che fine farà?
A voi la parola...ciao