View Full Version : colonne d'ercole & sardegna
sarei interessato al libro di Frau sulle colonne d'ercole, atlantide e sardegna ecc...qualcuno lo ha letto e può dirmi cosa ne pensa?
http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/colonne/colonne/colonne.html
un parere illustre per incoraggiarvi...
di SERGIO F.DONADONI
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E' un libro curioso, questo. Tanto per quello che dice, quanto per come lo dice. Ostenta il processo (nato da un misto di curiosità, di incertezza, di audacia) del suo formarsi e del suo significare, seguendo i momenti del suo svilupparsi nella mente e nella fantasia (e, da un certo momento in poi, nella coscienza) del suo autore. Si presenta come un Libro Segreto che - quasi un ossimoro - ci si compiace a mettere in evidenza pubblicamente. Ho a casa un orologio che, sulla faccia opposta a quella del quadrante che indica l'ora, fa vedere attraverso il vetro il gioco del bilanciere, le ruote e le rotelle, i perni dentati che s'intricano in un mobile ingranaggio. Sarebbe un bel simbolo di questo - stavo per dire "libro", ma meglio direi - esperimento morale oltre che intellettuale.
Nel mio orologio, alla fine, quello che conta è il quadrante e così nell'avventura intellettuale del Frau, quel che conta sono i risultati cui perviene, che sommariamente possono essere assai bene identificati.
La strozzatura fra la Sicilia-Malta e Libia-Tunisia divide il Mediterraneo in due parti ben definite geograficamente e storicamente, opponendo un'area genericamente greca e una genericamente fenicia. Che questa strettoia possa rappresentare le più antiche "Colonne d'Ercole", il limite di una zona di normale esperienza della marineria greca fino al momento in cui le "Colonne" saranno trasferite là dove tradizionalmente le conosciamo, è l'intuizione preliminare, la cui dimostrazione avvalorante e le cui conseguenze storiografiche sono il corpo dell'opera.
Che le Colonne siano trasferite non è, in sé, così avventuroso come pare a prima vista: già in antico esse sono state collocate qua e là per il mondo conosciuto, e sono - assai più che non un definito luogo geografico - un confine fra noto e ignoto. Ma, in questo caso, l'interesse della ricerca sta nell'averlo agganciato a un'esplorazione delle fonti antiche, sgomenta davanti alle aporie che ne derivano dall'interpretazione tradizionale. Se questa si trova spesso costretta a emendare il testo tràdito o a incolpare di ignoranza gli antichi, il Frau mostra volta a volta come, riplasmando la geografia preellenistica entro i limiti di queste sue colonne fra Malta e Libia, non ci sia bisogno di correggere testi antichi o bacchettarne gli autori.
Si riporta così l'orizzonte dei Greci più antichi (da Omero a Erodoto, per così dire) ai mari che li circondano e che li uniscono alle loro colonie, lasciando a un severo controllo fenicio-punico il Mediterraneo occidentale. Naturalmente il sistemare questa complessa visione e questa rilettura dei testi comporta una minuziosa analisi, e non è detto che si possa sempre esserne persuasi, specie davanti a un impiego troppo (come dire?) realistico dei dati, come quelli omerici o esiodei, naturaliter fuori dalla localizzazione geografica e dalla temporizzazione cronologica. Ma quel che senz'altro si apprezza è la rivalutazione delle fonti, e la sensibilità per l'inquadramento storico a cornice (e anche a struttura portante) del discorso. Che appare particolarmente interessante là dove, a un certo momento si deve pur tenere e dar conto che le Colonne d'Ercole si stabiliscono definitivamente a fiancheggiare il passaggio fra il Mediterraneo e l'Atlantico. Un'analisi delle fonti porta il Frau a collocare in età ellenistica il momento del trasferimento. Che viene così ad essere inquadrato in una nuova concezione del mondo in cui le Colonne riassumono la loro funzione di limite, ma di un orizzonte più ampio.
A fianco, e a frutto, di questa mossa storia geografica, possono nascere altre considerazioni: tutte quelle attività che le fonti attribuiscono ai Fenici che oltrepassano le Colonne d'Ercole, e che li portavano nell'Atlantico fino all'Inghilterra, debbono ora essere possibili nell'Occidente mediterraneo. E così la Sardegna, precocemente fenicia, si assume le funzioni tradizionalmente attribuite alle isole britanniche come luogo del commercio dei metalli, e si riporta così in un quadro più compatto il teatro dell'attività commerciale e della navigazione fenicia. Una volta collocata la Sardegna oltre le Colonne d'Ercole, si può facilmente proporla come quella Atlantide che in tale collocazione è detta nelle parole di Crizia. Frau sa bene che ci si muove qui in un terreno estremamente pericoloso e lubrico, e la sua esperienza di scrittore gli consente di adottare una efficace e maliziosa strategia. Con una manovra avvolgente di citazioni di autori antichi e moderni, presentate come il verbale di una seduta di cui egli è il moderatore, convoglia testimonianze ed opinioni a sfociare in una giustificazione della identificazione.
Se l'Atlantide di Crizia e la Sardegna transcolonnare di Frau sembrano condotte a coincidere, resta pur sempre il dubbio ultimo che il racconto di Crizia arricchisca di coloriti particolari il mito sempre ripetuto dell'isola favolosa che si inabissa, in una geografia miticamente lontana. E, così, l'abilità con la quale si tesse qui il riscontro fra Crizia e i dati archeologici e la loro significanza per una ricostruzione fattuale, mi interessa fondamentalmente in quanto semplice lettore. Se ho sempre un po' paura della storia ricostruita su deduzioni e su ipotesi, debbo dire che, in realtà, so bene che ogni arricchimento di sapere nasce proprio dalla capacità di fare ipotesi e di trarre deduzioni. Insomma, di passare oltre le Colonne d'Ercole, come ha fatto Frau.
(30 aprile 2002)
non ho letto attentamente la citazione del tuo post,
ma riguardo ad Atlantide e alla sua sempre non definita collocazione e alle colonne d'Ercole, luogo oltre il quale c'era un abisso o la fine del mondo, ho visto una trasmissione di La7 in estate, e si raccontava di come in Sardegna ci siano tracce di un cataclisma di enormi proporzioni, lo stanno a testimoniare la posizione di alcuni nuraghi (ho detto giusto il plurale?) e di un bacino dalle parti di Cagliari, sembra che poi gli abitanti di quei luoghi, dopo un maremoto di proporzioni spaventose, si siano trasferiti nell'antica Etruria e abbiano iniziato la civiltà (Etrusca) dall'incomprensibile linguaggio.
Tutto questo in epoche molto remote, e dagli accadimenti che sono rimasti profondamente impressi nella memoria degli antichi popoli del mediterraneo... tanto da riflettersi in miti, le colonne d'ercole potrebbero essere il confine incerto nel quale è accaduto quel disastro.
aggiungo: quel disastro potrebbe essere stato il passaggio di Nibiru (opss... sempre lui:D ) il decimo pianeta o gli effetti di un 'asteroide impattatosi sulla terra,
ma questa è un'altra storia...
Originariamente inviato da raxas
aggiungo: quel disastro potrebbe essere stato il passaggio di Nibiru (opss... sempre lui:D ) il decimo pianeta o gli effetti di un 'asteroide impattatosi sulla terra,
ma questa è un'altra storia...
What's Nibiru? :huh:
è scientifico?
Originariamente inviato da raxas
, lo stanno a testimoniare la posizione di alcuni nuraghi (ho detto giusto il plurale?)
Si dice sempre Nuraghe anche al plurale!:)
Originariamente inviato da ni.jo
What's Nibiru? :huh:
è scientifico?
stiamo parlando di colonne d'ercole e miti,
cosa c'è di scientifico in ciò?
IMHO, disastri lontani, che gli antichi popoli hanno circondato di un'aura di mistero, terrore e, forse, meglio con volontà di dimenticare, di rimuovere,
Nibiru sarebbe il decimo pianeta, stranamente accennato in alcuni dipinti sumeri, così, si suppone, lontano dalla Terra da non essere visibile e tuttavia massiccio abbastanza da sconvolgere la Terra in uno dei suoi repentini e molto distanziati (migliaia di anni?)avvicinamenti al sole, attorno a cui esso appunto ruoterebbe, nessuno lo ha mai visto, e probabilmente chi lo vide ha preferito dimenticare ammesso che chi sia rimasto abbia avuto gli strumenti per tramandarne l'esistenza,
o forse è un soggetto per le ipotesi catastrofiste di vari gruppi o sette varie...
Originariamente inviato da hophip Si dice sempre Nuraghe anche al plurale!
ah grazie per la precisazione! :)
Originariamente inviato da raxas
stiamo parlando di colonne d'ercole e miti,
cosa c'è di scientifico in ciò?
...
veramente il libro dovrebbe essere un inchiesta giornalistica nel passato, il Donadoni è un eggittologo molto famoso mica bau bau micio micio.:D
Ma quel che senz'altro si apprezza è la rivalutazione delle fonti, e la sensibilità per l'inquadramento storico a cornice (e anche a struttura portante) del discorso.
cmq volevo un parere proprio sulla "scintificità" dell'opera, se qualcuno l'avesse letto.
Tengo conto anche del tuo parere, però...;)
l'ho stampato tutto tempo fa.
poi durante il trasloco ho perso i fogli e e' passato nel dimenticatoio.
domani lo ristampo
Originariamente inviato da pierpo
l'ho stampato tutto tempo fa.
poi durante il trasloco ho perso i fogli e e' passato nel dimenticatoio.
domani lo ristampo
'mizziga.
Hai risparmiato 30 carte? :nonsifa: :D
Originariamente inviato da ni.jo
'mizziga.
Hai risparmiato 30 carte? :nonsifa: :D
era online in 7 puntate su repubblica. :)
non ho risparmiato nulla
Originariamente inviato da pierpo
era online in 7 puntate su repubblica. :)
non ho risparmiato nulla
...d'oh l'ho perso...!:muro: posso richiedere gli arretrati però...sicuro che è lo stesso libercolo?thanks!
Originariamente inviato da ni.jo
...d'oh l'ho perso...!:muro: posso richiedere gli arretrati però...sicuro che è lo stesso libercolo?thanks!
la mano sul fuoco non la metto, ma mi sembra che sia proprio lo stesso.
force c'e' ancora, erano pagine .pdf
Originariamente inviato da pierpo
la mano sul fuoco non la metto, ma mi sembra che sia proprio lo stesso.
force c'e' ancora, erano pagine .pdf
ho scaricato un pò di roba da repubblica.it, adesso mi leggo tutto e valuto se vale la pena (30 euro's... :muro: )
essendo sardo mi farebbe piacere avere un libro che dice "...siamo stati grandi navigatori...e sport invernali!":D
Cmq grazie!
Originariamente inviato da ni.jo
...
Tengo conto anche del tuo parere, però...;)
ah! grazie. Ciao.
Originariamente inviato da raxas
1 up
ho iniziato a leggere un pò di pagine...
Le fonti storiche sono autorevoli, ed è impostato come se i personaggi del passato rispondessero (con affermazioni o frasi tratte da scritti) ad un intervista o ad un interrogatorio.
Si parte dall'osservazione di una cartina dell'epoca secondo nuovi studi e si analizzano mappe antiche, detti, scritti, e libri...un faldone di documenti e analisi niente male.
E' uno studio vero e proprio, non un romanzo anche se si legge piacevolmente.
Purtroppo mi pare di capire che per confutare la teoria bisognerebbe essere degli esperti temo; mi accontenterò di restarne affascinato.
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